domenica 18 settembre 2016

Commercialisti, più soldi in arrivo con le pensioni

Non guadagnano poco durante la loro attività professionale, e guadagneranno ancora di più quando decideranno di smettere. I commercialisti otterranno un assegno pensionistico più elevato. I ministeri vigilanti del Lavoro e dell’Economia hanno infatti dato l'ok alla delibera della Cassa previdenziale di categoria (Cnpadc).

Quest'ultima riconosce sui contributi calcolati al 31 dicembre 2014 un “extra-rendimento” della gestione patrimoniale del 2,81%, oltre a quello del 1,5% già previsto da Regolamento, per un tasso di capitalizzazione complessivo per l’anno 2015 del 4,31%». Tradotto in soldoni, secondo la Cassa dei commercialisti la somma di 76,7 milioni di accantonamenti negli ultimi esercizi, saranno riversati sui montanti per rafforzare le future pensioni. Questo a partire dalle pensioni erogate dal 2016, i cui importi verranno ricalcolati.

Esulta il presidente della Cassa dei commercialisti

Le pensioni più corpose fanno cantare vittoria al presidente della Cnpadc, Renzo Guffanti. Secondo lui infatti tutto questo «testimonia e premia gli sforzi compiuti in questi anni di sana e prudente gestione della Cassa». Insomma, si prende i giusti meriti per aver fatto questo bel regalo ai suoi iscritti più anziani. «Siamo andati lungo la strada della maggiore adeguatezza dei trattamenti, penalizzata non poco dalla continua flessione del Pil, senza mai perdere di vista la sostenibilità del sistema complessivo».

Il percorso, peraltro, è ancora in divenire. Come sottolinea Guffanti, «i fondi accantonati e ora redistribuiti si riferiscono al periodo 2011-2014. Però abbiamo altri 50 milioni accantonati nel 2015 e circa una sessantina nel 2016. Questo significa che già nel 2017 si può ipotizzare di dare alle future pensioni dei dottori commercialisti altri 110-115 milioni».

Il presidente sottolinea anche come si è giunti a certi risultati. «La nostra gestione privilegia di gran lunga gli investimenti mobiliari. Il mattone attualmente pesa solo per l’11% ma era sceso addirittura al 7 per cento. Ora ci stiamo riaffacciando al settore puntando soprattutto sul terziario e sul ricettivo. L’idea è quella di ristrutturare a uso ricettivo anche gli spazi occupati dalla nostra vecchia sede di Roma».