venerdì 16 settembre 2016

Confesercenti: troppe manovre restrittive, l'austerity è costata 130 miliardi

Le manovre economiche che sono state portate avanti negli ultimi anni, sono costate carissime all'Italia. Secondo Confesercenti, l'austerity è costata bene 130 miliardi di euro in dieci anni. L'analisi è stata condotta dalla Ref Richerche, sommando i dati di ogni singola manovra economica varata per contrastare la crisi globale. Manovre che sono a loro volta state dettate dai vincoli di bilancio imposti dalla UE.

I dati resi noti da Confesercenti

Secondo quanto evidenziato dalla ricerca, soltanto in tre casi su dieci i Governi hanno dato vita a politiche di tipo espansivo, mentre tutte le altre hanno finito per fare da freno all'espansione. Soltanto dal 2013 a oggi c'è stata un'inversione di tendenza nella politica di bilancio, passando a una politica di tipo neutrale.
Secondo l'analisi in questione, la politica economica restrittiva ha portato ad un peggioramento dell'economia reale. La stretta fiscale ha infatti pesantemente influenzato la crescita, stimabile in circa 6 punti di PIL. Non solo. Malgrado i 130 miliardi di euro di correzione, il deficit pubblico del 2016 è lo stesso del 2008, e nel complesso il debito pubblico è aumentato di oltre 30 punti di PIL.
Allo stesso modo di Confindustria, anche Confesercenti prevede inoltre che ci sarà un ulteriore peggioramento del PIL, che rimarrebbe fermo allo 0,7% nel 2017 e allo 0,9% nel 2018. Non ci dovrebbe quindi essere l'accelerazione.

Altri dati su Pil e consumi

Secondo questo studio, inoltre, l'aumento delle aliquote IVA agevolate (da 1 a 3 punti) previsto dalle clausole di salvaguardia, avrebbe un impatto di rilievo sui consumi ma anche sul Pil stesso. Un effetto che è stato stimato pari al -0,3%, dovuto al fatto che questa misura andrà a incidere sui consumi delle famiglie. Questi ultimi inoltre sono fermi. La spesa media delle famiglie si è ridotta di 160 euro mensili dal 2007 ad oggi.