martedì 13 settembre 2016

Dollaro poco reattivo. Goldman Sachs riduce le probabilità di rialzo dei tassi

Le probabilità che si verifichi una stretta monetaria da parte degli USA viene rivista al ribasso dagli analisti di Goldman Sachs. Dopo le parole pronunciate ieri dalla "colomba" Lael Brainard, secondo Goldman Sachs la percentuale di aumento del costo del denaro USA sono scese dal 40% al 25%.

Va tuttavia aggiunto che, contestualmente, la probabilità di una stretta monetaria entro dicembre è stata rivista al rialzo. Adesso ci sono il 40% di probabilità di un incremento del costo del denaro prima di Natale (fino a oggi era 30%). 

Andamento altalenante del dollaro


Le ultime uscite da parte dei membri della FED, hanno reso il Dollaro meno reattivo nei confronti delle principali valute. Nei confronti dell'euro, il biglietto verde accusa un lievissimo calo (0,11%), mentre sale sia nei riguardi dello Yen (a 102,27, ovvero +0,34%) che della sterlina britannica (si attesta infatti a 1,3253, cioè -0,61%).

Ad ogni modo, da parte degli investitori continua ad esserci molta prudenza. Per chi si affaccia solo adesso al Forex market, quindi è meglio rinviare l'appuntamento con l'utilizzo dei conti reali, e continuare a fare pratica con uno dei migliori conto demo trading che ci possono essere in circolazione.

E' plausibile che il dollaro nei prossimi, qualora permanessero le incertezze sull'orientamento della FED, possa oscillare ancora di più. Ciò sarà a maggior ragione vero, quanto più ci avvicineremo al meeting della Federal Reserve del 20-21 settembre.

Per quello che riguarda i beni, il petrolio scivola dopo il rimbalzo di ieri. Adesso la quotazione del greggio torna ad indietreggiare verso il valore di 45 dollari al barile, dopo che le indicazioni arrivate dall'AIE (L'Agenzia Internazionale per l'Energia) hanno tagliato le stime sulla domanda.Si prevede infatti che questa scenderà di 100mila barili a 1,3 milioni, mentre per il 2017 si passa da 1,4 a 1,2 milioni di barili al giorno.