sabato 17 settembre 2016

Lavoro, altra tragedia. Operaio muove all'Ilva travolto da un nastro trasportatore

Si è consumata di primo mattino l'ennesima tragedia sul lavoro. All'Ilva di Taranto, un operaio è rimasto schiacciato da un nastro trasportatore dell'altoforno 4 che stava ripristinando. Si chiamava Taranto Giacomo Campo, era un 25enne di Roccaforzata (Taranto).

Secondo quanto riferisce la stessa Ilva in una nota, quel nastro «risultava danneggiato ed era stato fermato nella notte per consentire l'intervento di riparazione. Era così stato messo in sicurezza e privato di alimentazione elettrica. Tuttavia, durante la rimozione del materiale ferroso che si era depositato sul rullo di invio, effettuate dall'operatore con un tubo aspirante, il nastro si è attivato e ha finito per trascinare con sé l'operaio».

Sindacati: sciopero dopo la tragedia sul lavoro

A seguito dell'episodio, i sindacati Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori dell'Ilva. Comincerà alle 12 di oggi (per il secondo e terzo turno di otto ore) fino alle 7 di domani. I sindacati hanno già incontrato l'Ilva per avere una prima informativa, e oggi stesso saranno in Prefettura a Taranto dal vice ministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova. Secondo una prima indiscrezione da fonti sindacali, pare che su quel nastro non era stato imbragato il cosiddetto «tamburo», che così si è mosso per inerzia travolgendo il giovane operaio.

Uilm: "Allo sbaraglio giovani inesperti"

Il segretario generale Uilm, Rocco Palombella, ha dichiarato: «Il commissariamento dell'azienda sta creando solo incertezza. Anni fa c'erano imprese specializzate che sapevano cosa fosse la pulizia industriale e come intervenire. Ora invece si manda allo sbaraglio giovani lavoratori inesperti, solo perché così si tagliano i costi».

Ieri era stata chiesto di affrontare il tema sicurezza

Per uno scherzo del destino, appena ieri il segretario Fiom Cgil, Rosario Rappa, aveva chiesto un confronto ai commissari Gnudi, Laghi e Carrubba, mettendo al centro dei problemi da affrontare quello della manutenzione ordinaria e straordinaria, che potevano mettere a rischio la sicurezza dei lavoratori.