mercoledì 21 settembre 2016

Lavoro, la crescita di Germania e Spagna fa impallidire l'Italia

Il mercato del lavoro in Italia si muove, ma poco. Almeno se lo confrontiamo con quello che accade altrove. Sebbene la crescita dell'occupazione da noi abbia avuto una lieve accelerata nell'ultimo anno, e gli effetti benefici del Jobs Act potrebbero avvertirsi anche nel prossimo futuro, non siamo in linea con le locomotive d'Europa.

I dati BCE sul mercato del Lavoro

Secondo uno studio diffuso dalla Banca centrale europea, noi e la Francia (specialmente questi ultimi) siamo molto indietro come occupazione. In Germania e Spagna invece, la riforma del mercato del lavoro ha fatto felici molte più persone.

Secondo la Bce rilevano, dopo che l'occupazione ha toccato il fondo nel 2013, si è avuta una spinta che comunque è positiva, tenuto conto che la crescita nell'EuroZona è lenta. Si vanno ristabilendo lentamente i valori di occupazione che c'erano prima dello scoppio della crisi del 2008. Il punto è che negli USA quella quota è già stata raggiunta tempo prima. Siamo sempre in ritardi rispetto agli altri.

Dalla metà del 2013 sono stati creati 3,8 milioni di posti di lavoro nella UE. Merito soprattutto dei risultati di Germania (che anche durante la crisi si era distinti per i risultati migliori), e Spagna. Fa però strabuzzare gli occhi sapere che due terzi dei posti di lavoro creati nell'area euro dalla metà del 2013 sono stati in questi due Paesi.

Tutto merito delle riforme. La Germania le ha adottate nel decennio scorso, la Spagna durante il periodo della recessione. Il contributo congiunto di Francia e Italia alla crescita dell'occupazione nell'EuroZona è stata solo del 13%. Va anche evidenziato un dato. In Germania e Spagna le riforme del mercato del lavoro sono destinate ad avere degli effetti permanenti. In Italia invece non potrà essere così, dal momento che la crescita dell'occupazione è frutto essenzialmente di incentivi fiscali contenuti nel Jobs Act.