mercoledì 19 ottobre 2016

BCE: domani parla Draghi, ma i mercati pensano già a marzo

Mentre tutto il mondo continua a muoversi, la BCE sembra l'unica che resta ferma sulle proprie posizioni malgrado certe pressioni ad agire non gli manchino. Finora l'istituto centrale europeo è parso attendere che la FED facesse la prima mossa, cosa che a questo punto sembra probabile che accada solo a dicembre (rialzo dei tassi).

Nel frattempo, l'Euro oggi si deprezza nei confronti delle altre major. Specialmente il cross Eur-Jpy cede terreno, e viaggia a 113,31 (-0,67%). La moneta unica scivola comunque anche contro dollaro (USD) e sterlina (GBP), in base ai dati della piattaforma markets.com (vedi recensione, opinioni e bonus).

Le mosse di Draghi e della BCE


Domani, intanto, c'è un appuntamento importante proprio con la Bce. Parlerà il governatore Mario Draghi, dal quale a dire il vero non ci si attendono grandi mosse. L'attuale scarsità di bond sul mercato potrebbe indurre l'Eurotower a modificare i parametri del piano di acquisti, ma la maggior parte degli analisti concorda che comunque si attenderà almeno dicembre.
Consiglio: quando si opera nel forex facendo trading binario occorre avere un piano preciso. Occorrono cioè delle strategie di trading opzioni binarie perché altrimenti, muovendosi a vista e improvvisando, si corre solo il rischio di mettere a repentaglio il proprio capitale.
Intanto l'attenzione degli operatori è rivolta al quadro che si comporrà all'inizio del 2017. Draghi ha più volte detto che fino a quella data andrà avanti il programma di acquisto titoli, ovvero il Quantitative Easing.
Ma dopo? Finora l'Eurotower ha detto che espanderà il programma "se necessario". Ma c'è chi comincia a pensare che dietro questa apertura ci sia in realtà l'intenzione di procedere con una graduale riduzione di questo stimolo (Tapering).
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Ad ogni modo, visto il quadro generale e visti gli eventi che si verificheranno a breve (le decisioni della FED e anche le 'elezioni presidenziali USA), ogni ipotesi è destinata a rimanere puramente tale. Nel frattempo, i numeri sui prezzi al consumo dell'Eurozona sono ancora ben lontani dal target del 2% fissato dalla BCE, anche se la dinamica inflazionistica migliora.