sabato 22 ottobre 2016

Dazi doganali UE, il paese più avvantaggiato è l'Italia

I dazi sulle importazioni non sono mai stati così tanti nell'Unione Europea. Parliamo di quelle barriere che vengono poste per contrastare quelli importazioni di prodotti a basso costo, per lo più provenienti dall'Asia e dintorni (Cina, Taiwan, Corea).
Secondo i dati più recenti della Commissione Ue, sono in tutto 84 le misure commerciali restrittive (72 antidumping, 12 antisubsidy). La più colpita da queste misure, manco a dirlo è la Cina: 3 su 4 riguardano i prodotti “Made in China”.

Si tratta di misure che riguardano prodotti chimici (dal Pet all'aspartame, dall'acido citrico a sostanze di base per fertilizzanti), che in alcuni casi trovano una contro-risposta cinese, che a sua volta si protegge contro le importazioni dagli imprenditori europei.

L'Italia ringrazia i dazi doganali

Secondo la commissione UE, il paese che ha tratto maggiore beneficio da questa "protezione" è l'Italia. Circa il 40% delle imprese europee difese sono infatti appartenenti al nostro paese, e proprio grazie a queste barriere, 400mila posti di lavoro hanno potuto essere conservati.
Il che apre anche ad una preoccupazione: i dazi durano 5 anni e possono essere prorogati senza limiti. Ma possono anche decadere. L'esempio concreto in tal senso riguarda viti e bulloni, per i quali un anno fa Pechino ha vinto il suo ricorso e la Ue ha dovuto rimuovere i dazi stessi.
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Se la stessa cosa accadesse in uno di quei settori nei quali l'Italia è protetta (ed era così proprio per viti e bulloni, visto che l'industria italiana è molto legata all'automotive). ci troveremmo improvvisamente senza difese. Occorrerebbe in quel caso ricominciare l'iter per ottenere un dazio, purché a presentare ricorso siano tanti produttori che rappresentino almeno il 25% del totale della produzione Ue (che comunque può farlo anche d'ufficio). Ma ci vorrebbero 15 mesi di tempo, e solo dopo 60 giorni Bruxelles potrebbe imporre dazi provvisori.