martedì 21 febbraio 2017

Mercati finanziari troppo vivaci: siamo di fronte a una nuova bolla speculativa?

Ci sono state due grandi sorprese nel corso del 2016: l'elezione di Trump che 24ore prima del voto nessuno si sarebbe mai aspettato, ma soprattutto la reazione dei mercati all'ascesa del tycoon alla Casa Bianca. Si disse che gli investitori avrebbero preso malissimo una elezione di Mr Trump, dal momento che avrebbe rappresentato un elemento di turbolenza finanziaria. E invece dei forti ribassi sui mercati azionari previsti dagli analisti non c'è stata l'ombra.

La situazione dei mercati finanziari

Se c'è un settore dove Trump invece ha inciso parecchio al ribasso è stato quello del mercato obbligazionario, il cui valore globale si è sgonfiato di 2mila miliardi di dollari.
Al contrario, le Borse hanno viaggiato a gonfie vele, continuando a gonfiarsi giorno dopo giorno. Da una capitalizzazione globale di 64mila miliardi si è passati ai circa 70mila miliardi di oggi. Sembra poco, ma riflettete su un dato: 6mila miliardi equivalgono al Pil di Germania e Italia messi insieme.
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Oggi come oggi Wall Street viaggia sui massimi di tutti i tempi, tanto che molti esperti si chiedono se non si stiano creando i presupposti per un'altra bolla finanziaria (una spia sarebbe il contemporaneo aumento sia del bene rifugio oro che la salita delle Borse).

In realtà una spiegazione a questi "fenomeni" c'è. Le promesse di Trump  su stimoli fiscali alle imprese, deregulation per le banche, inflazione sostenuta stanno appagando la brama degli investitori che continuano a comprare i titoli a Wall Street, mentre l'oro diventa intrigante in prospettiva perché potrebbe presto salire l'inflazione.

Al tempo stesso l'investimento azionario è preferito a quello in bond, perché questi ultimi sono diventati molto rischiosi.
Al di là di tutto, però, il nodo cruciale del problema è uno solo: Trump manterrà le sue promesse? Se così non fosse, allora gli investitori potrebbero fare marcia indietro, con effetti molto pesanti.