mercoledì 29 marzo 2017

Mercati finanziari rassicurati dalla Yellen: confermati altri due rialzi dei tassi

Sui mercati c'era molta curiosità di conoscere il pensiero di Janet Yellen - presidente della Federal Reserve - dopo gli scossoni economici a seguito del primo grosso flop politico di Trump (bocciata la sua proposta di riforma sanitaria). Ebbene, la Yellen ha parlato ieri sera confermando sostanzialmente il programma operativo dell'istituto centrale americano. Si andrà avanti verso il doppio rialzo dei tassi di interesse previsto in questo 2017.

Parlando a Washington, tuttavia, la Yellen ha dato la sensazione che un briciolo di quell'ottimismo iniziale è effettivamente calato, e che il costo del denaro sarà ritoccato solo altre due volte e non tre come era stato ipotizzato.

I mercati hanno “abbracciato” questo scenario ormai da diverse settimane, come testimoniato dall’indebolimento del dollaro del 2,5% nell’ultimo mese sulle principali divise mondiali (se volete fare trading binario, ricordatevi di scegliere operatori affidabili. Qui c'è un elenco broker opzioni binarie consob).

La reazione dei mercati

Il dollaro nella giornata di ieri ha chiuso in leggero rialzo sull’euro (e questa mattina poco dopo orario forex apertura era a quota 1,0784), ma fino a quando non ha parlato Yellen gli acquisti erano stati contenuti. Solo dopo le rassicurazioni del capo della FED la spinta s'è fatta più forte. Sul mercato obbligazionario si segnala l’asta di CTz del Tesoro che ha venduto l’importo massimo di 2,5 miliardi di euro fronte di una domanda di 4,4 miliardi. Il tasso è sceso di 11 centesimi a -0,085%.

Il leader della FED ha confermato indirettamente che il quadro è buono ma non eccezionale, mettendo l'accento sulla “disoccupazione ombra”, spiegando che ci sono ancora delle sacche di disoccupazione alta. Insomma se il tasso di disoccupazione ufficiale è tutto sommato buono (4,7%), quello reale forse necessita di miglioramento.
Intanto dopo otto ribassi di fila (serie peggiore dal 2011) la borsa di Wall Street risale di quasi un punto percentuale. Da inizio mese, tuttavia, resta in passivo (-1,5%) e con ogni probabilità si avvia a chiudere marzo in rosso. Il primo bilancio negativo dell'era Trump.