mercoledì 22 marzo 2017

Parmalat-Lactalis, l'Opa si rivela un flop. Francesi a casa con solo l'1,1% in più

Non va a buon fine l'OpA (offerta pubblica di acquisto) lanciata da Lactalis su Parmalat. Il gruppo francese infatti non è riuscito ad andare oltre la soglia del 90%. Il tentativo di portare via da Piazza Affari il gruppo fondato da Calisto Tanzi quindi non riesce (ricordiamo che Parmalat fu protagonista di un crac senza precedenti un paio di decenni fa).

Eppure l'operazione sembrava essere "semplice", visto che alla famiglia Besnier (Lactalis) restava soltanto un 2% circa per arrivare alla soglia del 90% (già ne deteneva oltre l'87%).
A frenare la riuscita è stata la presenza di alcuni azionisti di minoranza molto restii ad accettare l'offerta pubblica di acquisto. Ad esempio Amber, che assieme ad altri fondi (GAM e Gabelli), aveva da tempo pronunciato il rifiuto a consegnare le azioni in sui possesso, pari a circa il 6% di capitale.

Il naufragio dell'Opa Parmalat-Lactalis

Anche i piccoli azionisti però non è che siano rimasti folgorati dalla proposta di Lactalis. Malgrado un sostenuto apporto in termini di campagne pubblicitarie e il timore di avere tra le mani un titolo non quotato, i piccoli azionisti si sono tenuti i loro titoli e così hanno fatto naufragare la proposta di Lactalis. Quest'ultima si era addirittura spinta ad alzare il prezzo dell’Opa portandola da 2,8 a 3 euro, ed aveva anche allungato i termini dell'operazione, portandola a scadenza oggi. Non è servita a nulla neppure la "consegna" da parte di Norges Bank di un pacchetto Parmalat da 8 milioni di titoli.

Alla fine quello che i francesi di Lactalis sono riusciti a racimolare sul mercato è appena l'1,1% del capitale. Troppo poco per portare via Parmalat dalla Borsa Italiana. Dopo il fallimento dell'Opa, la famiglia Besnier dovrà comunicare se intende rinunciare al raggiungimento della soglia del 90% e arrotondare comunque la sua quota.