giovedì 6 aprile 2017

Fomc, i verbali scuotono il mercato: rischio bolla su Wall Street

Nella serata di ieri sono state pubblicate le minute dell'ultima riunione del Fomc (il braccio di politica monetaria della Fed), quella che ha deciso il rialzo dei tassi USA di un quarto di punto percentuale. Ed è stato un documento importante per il popolo degli investitori.

Le considerazioni del Fomc

Anzitutto dal documento si evince la volontà della Fed di tagliare una fetta dei 4,5 trilioni di dollari di bond che ha in bilancio, e in secondo luogo alcuni membri del Fomc ritengono che l'azionario USA versi in una condizione di bolla, e cioè le alte quotazioni a Wall Street sono più ispirate a una maggiore propensione al rischio tra gli investitori, piuttosto che alle aspettative di una crescita economica più solida.

Dal punto di vista monetario, lo smobilizzo di bond da parte della Fed avrebbe un effetto equivalente a quello di una stretta monetaria, contraendo liquidità su quei mercati che finora hanno beneficiato di una massiccia iniezione di cash. Da qui la reazione immediata di Wall Street, che è andata in calo (S&P -0,3%, Nasdaq -0,6%, giù anche il Dow Jones).

Il rapporto euro-dollaro

A proposito di effetti monetari, va detto che sin dall'inizio del mese scorso, il rapporto tra euro e dollaro ha cominciato un movimento rialzista che ha portato le quotazioni fino a 1.09 (dati di eToro webtrader openbook). Da quel momento però è cominciata una correzione al ribasso che sta portando nuovamente il cross in area 1.057, dopo essere andato a “sbattere” contro la resistenza in area 1.0878. Bisogna vedere se adesso il supporto reggerà oppure si innescherà un movimento ribassista.

Ricordiamo che secondo molti analisti (tra cui Goldman Sachs) nel corso del 2017 il rapporto di cambio tra euro e dollaro dovrebbe raggiungere la parità (vedi qui previsioni eur usd 2017). Intanto questa mattina il cross EUR/USD ha toccato il minimo settimanale a quota 1.06349, e sta quindi proseguendo il suo movimento discendente.

Va ricordato che la BCE ha di recente mostrato un volto molto cauto, visto che ha ribadito la necessità di un approccio ancora morbido sulla questione del tapering, anche per evitare importanti apprezzamenti dell'euro stesso (una valuta più debole consente benefici sulla bilancia commerciale).