mercoledì 19 aprile 2017

Mercati schizofrenici a causa delle forti incertezze geopolitiche

I timori cominciano a lasciare il posto all'insofferenza sui mercati. Gli operatori ogni giorno sentono di doversi tenere pronti a fronteggiare eventuali grossi rischi o sciagure, ma per adesso ci sono soltanto segnali che generano incertezza. Cosa ancora peggiore perché paralizza le decisioni. Dopo i timori riguardanti le frizioni Usa-Corea del Nord, la deriva autoritaria della Turchia, le tensioni tra Usa e Russia e le imminenti elezioni presidenziali in Francia, al quadretto ieri si è aggiunto il sorpresone delle elezioni anticipate in GB.

L'effetto è stato quello di spingere giù tutte le borse. La nostra piattaforma +500 ha evidenziato questi esiti: Londra -2,5%, Milano -1,7%, Parigi -1,6%, Francoforte -0,9% (vedi qui perché Plus500 è affidabile), preannunciando al contempo un periodo di forti turbolenze nonostante l'elevatissima liquidità in circolazione. Il guaio è che in questo momento chi vuole operare sui mercati ha troppe variabili da dover prendere in esame, molte delle quali non sono tecniche ma geopolitiche.

La schizofrenia dei mercati

Per capirlo basta guardare la stessa giornata di ieri: la sterlina è prima scesa, poi è risalita fino a schizzare a 1,2762 dollari. L'euro è arrivato ai minimi sul pound a 0,8387. Insomma, tanta schizofrenia. E c'è chi è convinto che il percorso da qui all'8 giugno, quando ci saranno le elezioni in Gran Bretagna, non scorrerà liscio come l'olio e porterà tanta volatilità sui mercati finanziari (se amate il trading utilizzate solo broker opzioni binarie autorizzati consob).
E che dire delle elezioni in Francia? Se a prevalere sarà la leader del Fronte Nationale, Marine Le Pen, i mercati tremeranno per via delle inevitabili tensioni sulla EuroZona.

E cosa farà Donald Trump? Se sul fronte estero ci sono molti dubbi, su quello interno le cose non è che vadano meglio, visto il crescente scetticismo nei suoi riguardi.
Tutti fattori che rendono estremamente instabili i mercati, per la rabbia e l'insofferenza degli investitori.