domenica 7 maggio 2017

Banca d'Italia chiede la chiusura di BSI: violazione delle norme antiriciclaggio

La BSE, istituto ticinese che ha delle sedi a Milano e Como, è oggetto di una procedura di chiusura da parte della Banca d'Italia. Quest'ultima ha infatti acceso i riflettori sulla ex Banca della Svizzera Italiana, che è passata alla Efg International, assumendone anche il marchio. Secondo la Banca d'Italia sono state riscontrate gravi irregolarità a seguito di verifiche ispettive condotte dal 3 al 14 ottobre 2016.

Le accuse contro BSI da parte della Banca d'Italia

In particolare, sembra siano state commesse gravi violazioni alla normativa in materia di antiriciclaggio, con rischio di reiterazione delle irregolarità. A seguito di ciò, alla BSI è consentito soltanto di effettuare operazioni per consentire ai clienti il ritiro delle proprie disponibilità o il trasferimento presso altri intermediari, e nulla altro.

Dal canto suo la Efg International fa sapere di non essere d'accordo con questa procedura, e che sta valutando un’opposizione alla decisione della Banca d'Italia.

Come abbiamo detto, la chiusura dovrebbe riguardare i due uffici sul territorio italiano, situati a Milano e Como. Questi due uffici sono attivi nel private banking onshore e gestiscono patrimoni per meno di 1 miliardo di franchi.

Va detto che la BSI da tempo è finita nel mirino di altre autorità. L'anno scorso proprio la Finma (la vigilanza svizzera) e la Mas (Singapore) hanno messo sotto accusa l'istituto ticinese per via di presunti carenze nei controlli in relazione ad operazioni del fondo sovrano malese 1MDB, su cui pesano sospetti di riciclaggio e corruzione.
Va anche ricordato un altro precedente scomodo, quando il presidente del gruppo brasiliano Btg Pactual (che era il precedente proprietario di Bsi) venne coinvolto nell'inchiesta Petrobras, nella quale i dirigenti furono accusati di aver gonfiato i contratti per costruire infrastrutture petrolifere e guadagnare almeno 800 milioni di dollari.