I mercati finanziari si sono messi in posizione di attesa. Per questo motivo al momento domina la cautela. Tutti aspettano di conoscere il contenuto del discorso che ha in mente la presidente della Fed, Janet Yellen, che parlerà venerdì al simposio annuale delle banche centrali a Jackson Hole.
Cosa dice Wall Street?
Ovviamente l'attenzione è rivolta alle decisioni in merito ai tassi di interesse: ci sarà o meno il rialzo entro la fine del 2016? In questo contesto i mercati internazionali si muovono poco ma in modo diviso: in Europa il tono è generalmente positivo, nei mercati asiatici invece prevalgono le prese di profitto.
Negli Stati Uniti i futures sugli indici di Wall Street che trattano in marginale rialzo. Dow Jones Industrial è sopra la parità dello 0,04%. Intanto arriva il dato sulle vendite di case esistenti. E non è positivo. A luglio il volume è di 5,39 milioni di unità, in calo del 3,2% rispetto alle 5,57 milioni del mese precedente. Il dato è peggiore delle attese degli analisti.
L'andamento del petrolio
Per quanto riguarda invece il petrolio, continua il movimento al ribasso. Nella tarda mattinata le quotazioni del WTI al Nymex di New York segnano un -1,64%. il prezzo del barile è di 47,31 dollari. La discesa del Brent invece è meno marcata, e al momento viaggia a quota a 49,5 dollari, cedendo lo 0,96% con le bande inventate da John Bolinger che sono ancora lontane.
Il mercato sconta i timori relativi al destino della crescita delle scorte Usa. Secondo i dati Api diffusi ieri, le scorte Usa nella settimana al 19 agosto sono cresciute a 524,2 milioni contro attese degli analisti per un calo di 455.000 barili.
Diminuiscono pure le prospettive di un accordo fra i produttori Opec per il congelamento della produzione, in vista del meeting previsto ad Algeri nei giorni 26-28 settembre. Sulla scia di questo, scendono anche i titoli delle major petrolifere quotate nel Vecchio Continente. Ad esempio, Eni perde a Piazza Affari circa lo 0,14%.