Febbraio si avvia alla conclusione, e durante questo mese si è messo particolarmente in evidenza il peso messicano, che è stato tra le migliori valute del mese. Questo malgrado l'elezione di Trump abbia rappresentato, e rappresenti ancora, una seria minaccia per l'economia messicana. Il presidente Usa infatti vuole portare avanti il suo proposito di costruire un muro al confine, nonché rimettere in discussione i rapporti commerciali con i vicini di casa (imporre gravose tariffe commerciali sui beni di importazione e tirarsi indietro dal NAFTA).
Le dinamiche che hanno spinto il peso nel Forex
E allora perchè il peso è salito, tanto che secondo Plus500 ha guadagnato il 5% nelle ultime 4 settimane (qui trovi le opinioni plus500)? Forse è merito di quel "piano di emergenza" che la Banca centrale del Messico aveva detto di aver predisposto proprio per disinnescare la bomba Trump.
Eppure le condizioni generali dell'economia messicana non sono floride. Le condizioni di vita della popolazione non sono eccezionali, la crescita economica e i salari continuano inoltre ad essere molto deboli.
La Banca del Messico e le strette monetarie
La spiegazione è nelle mosse fatte dalla Banca messicana. Dopo l'elezione di Trump avvenuta a novembre, ha proceduto ad alzare i tassi di interesse ben 3 volte, sostenendo inoltre la propria moneta tramite la vendita di dollari americani a investitori internazionali. Fino a gennaio non si sono avuti effetti, dal momento che proprio il mese scorso il peso messicano è giunto ai suoi minimi storici contro il dollaro, e anche gli ETF mercati emergenti segnalavano deflussi sugli asset messicani.. La situazione però è cambiata nelle ultime settimane.
Lo scetticismo verso le politiche di Trump
Negli USA è cominciato a crescere lo scetticismo riguardo l'amministrazione Trump. Inoltre il previsto rialzo dei tassi da parte della FED sembra che non ci sarà fino all'estate, quindi per alcuni mesi ancora. Tutto questo ha raffreddato gli entusiasmi che si erano creati attorno al dollaro.
Non solo, anche dal punto di vista politico le cose cambiano. Il segretario di Stato Rex Tillerson e il segretario alla sicurezza nazionale John Kelly hanno incontrato i leader messicani giovedì scorso, e anche il segretario al Tesoro USA ha colloquiato con il ministro delle finanze del Messico, Jose Antonio Meade. Tutti sono concordi su una cosa: è importante che USA e Messico abbiano solidi legami economici. Ecco perché c'è di nuovo fiducia nei confronti del peso messicano.
Alla fine il numero di azioni sottoscritte è stato pari a 1.603.055.740, che sono appunto il 99,8% di quelle nuove che erano state offerte a partire dall'inizio di febbraio. Non sono stati esercitati 1.469.645 diritti di opzione per un valore pari a 30,912 milioni di euro. Il controvalore complessivo invece dei diritti esercitati è di 12,968 miliardi.
Tra le opportunità emerse fuori nell'ultimo periodo c'è senza dubbio il dollaro di Taiwan (TWD). Dal momento che le major vivono un periodo di volatilià vicino ai minimi di tre mesi, ci sono delle condizioni propizie per fare carry trade e spostare la propria attenzione verso le valute emergenti.
Se c'è un settore dove Trump invece ha inciso parecchio al ribasso è stato quello del mercato obbligazionario, il cui valore globale si è sgonfiato di 2mila miliardi di dollari.
A gennaio le vendite al dettaglio hanno registrato un calo mensile pari allo 0,3% (su base annuale invece c'è un progresso di 1,5%). Si tratta di un dato decisamente al di sotto delle attese, visto che gli analisti si aspettavano +1% mensile (oltre che +3,4% annuale).
Per la precisione, la Chairwoman ha detto che la Fed dovrà ritoccare il costo del denaro in uno dei prossimi meeting in programma (il primo sarà tra un mese), perché "aspettare troppo tempo prima di alzare i tassi non sarebbe saggio".
Pur accogliendo positivamente l’impegno del governo di correggere la traiettoria dei conti pubblici entro aprile, Bruxelles ha rivisto al rialzo le stime riguardanti il
Chi si attendeva un calo del tasso dal 6,25% attuale al 6% è rimasto deluso. L'istituto ha evitato di abbassare il costo del denaro, mossa già fatta a ottobre scorso, quando ci fu un ritocco di 25 punti base. Va anche precisato che è dal 2010 che non si scende sotto il 6%.
Gli abbonamenti venivano gonfiati ufficialmente a causa di un algoritmo sbagliato, secondo una denuncia di Assoutenti. In pratica la formula matematica con cui si calcolano le tariffe per i viaggiatori è sbagliata. Un abbonamento sui 120 euro, ha finito per costare sui 160.