mercoledì 31 agosto 2016

Disoccupazione: sorpresa Italia (è in calo) e Piazza Affari sale. Il dollaro intanto corre

Comincia con poco movimento, la seduta in Borsa di questo mercoledì. Dopo i rialzi di ieri e in scia alla chiusura negativa di Wall Street, Piazza Affari dopo aver aperto in calo ha virato leggermente in positivo (+0,5% per il Ftse Mib). Tokyo intanto ha chiuso in rialzo del'1% grazie alla debolezza dello yen nei confronti del dollaro.

Gli investitori continuano a muoversi con cautela in attesa dei prossimi aggiornamenti macro USA, in particolare quelli sul mercato del lavoro americano che sono in uscita venerdì. Questo perché si cercano conferme riguardo un imminente rialzo dei tassi da parte della FED. A Milano ripiega Unicredit, che ieri era salito grazie alla cessione dei crediti deteriorati Npl.

Sorpresa Italia: cala la disoccupazione

tradingIntanto, un po' a sorpresa, si registra un calo della disoccupazione in Italia. Secondo i dati diffusi oggi dall'Istat, il tasso a luglio si è attestato all'1,4%, in calo di 0,1 punti percentuali su giugno. Gli analisti si aspettavano una disoccupazione stabile.

In Germania invece la disoccupazione è rimasta stabile ad agosto al 6,1%. Secondo i dati pubblicati oggi dal Dipartimento del Lavoro tedesco, il numero dei disoccupati è sceso di 7 mila unità. Sempre in Germania, le vendite al dettaglio hanno segnato a luglio un aumento dell'1,7% rispetto al mese precedente, superando le attese degli analisti, che prevedevano un +0,5%. Su base annua invece le aspettative sono in "rosso": le vendite che sono scese dell'1,5% rispetto a luglio 2015.

Il dollaro stronca lo Yen

Intanto sul fronte valutario, la forza del dollaro continua a manifestarsi. Il biglietto verde segna un progresso dello 0,3 per cento contro lo yen. Raggiunti i massimi a un mese. Per la prosecuzione di questo movimento al rialzo, saranno importanti i dati sul mercato del lavoro Usa in uscita dopodomani. Tutti quelli che hanno posto il biglietto verde al centro delle proprie strategie vincenti per opzioni binarie fremono.

martedì 30 agosto 2016

Crediti deteriorati, la maxi-cessione di Npl spinge Unicredit in Borsa

Dopo le prese di beneficio di ieri, le borse europee cominciano a riprendere la marcia e questa mattina segnano un rialzo diffuso. Piazza Affari accelera al rialzo, +1,5% per il Ftse Mib.

Vola Unicredit

tradingSe ieri le Borse Europee erano scese a causa dell'effetto Yellen, oggi c'è un rimbalzo. In Italia fari puntati soprattutto sul titolo Unicredit, che corre segnando un progresso dell’1,92% a quota 2,22 euro. Pesa la notizia che il colosso finanziario sta valutando la cessione di un mega portafoglio di 20 miliardi di euro di Npl affiancato dalle Gacs, cioè dalle garanzie dello Stato (lo dice questa mattina il quotidiano "Il Sole 24 Ore").
Questa operazione rientrerebbe nelle misure volute dal nuovo amministratore delegato Jean Pierre Mustier, oltre alla cessione di Bank Pekao che potrebbe concretizzarsi già prima della presentazione del piano a novembre.

Le altre piazze europee

In avvio a Francoforte il Dax 40 sale dello 0,57%, mentre il Cac40 di Parigi segna un rialzo di 0,33%. Va invece in controtendenza Londra, dove l'indice Ftse 100 segna un -0,10%. Ricordiamo che ieri la piazza britannica è rimasta chiusa per festività. Oggi dal fronte macro è attesa la lettura dell'inflazione in Germania, come anticipazione del dato sull'intera Eurozona, in uscita domani.

Dati macro Italia

In mattinata si registra un dato positivo per l'Italia. Le vendite al dettaglio hanno infatti registrato a giugno un aumento dello 0,2% rispetto al mese prima. Anche meglio delle attese degli analisti, che avevano previsto invece un calo dello 0,2 per cento. Rispetto a giugno 2015, le vendite sono salite dello 0,8%.

Beni e materie prime

Mentre il clima di incertezza su Brexit minaccia l’Euro, salgono i contratti sui prodotti petroliferi. I futures sul Wti sono in rialzo dello 0,23% a 47 dollari per barile. Flat il Brent, fermo a 49,30 dollari al barile. Segno meno per i principali metalli.

lunedì 29 agosto 2016

British Petroleum risale in Borsa grazie al gasdotto Turkish Stream

L'andamento del greggio continua ad andare verso il basso, come ormai succede da due anni, ma la British Petroleum sale. Sia pure in modo inconstante. Qualche settimana fa il titolo era sceso infatti in picchiata, dopo i dati sul trimestre del 2016. Decisamente negativi e al di sotto delle attese degli analisti.

Cosa succede alla British Petroleum 

petrolioLa società infatti ha evidenziato la forte contrazione del 45% degli utili registrati, conseguenza dei bassi prezzi del greggio che continuano ad erodere margini di raffinazione e redditività. Ma è stato un calo che è durato poco, perché ad inizio agosto è ricominciata la corsa verso l'alto. Cosa che ha fatto felici quelli che hanno investito nel titolo e gli amanti del "alto/basso" binario (approfondisci qui cosa sono le opzioni binarie)

Il problema della sovrapproduzione

La British Petroleum è la la terza più grande compagnia di energia a livello mondiale. La quinta più grande compagnia nel mondo e la più grande del Regno Unito. Nonché uno dei 6 “supermajors” (settore privato della ricerca di idrocarburi, di gas naturale, e delle compagnie petrolifere).

Al momento, il mondo fa i conti con una sovrapproduzione di petrolio, che ha naturalmente portato al ribasso dei prezzi al barile. L'abbondanza del greggio a basso costo ha così spinto le raffinerie a lavorare di più. E quindi ad accelerare produzione e accesso a margini generosi. Una situazione che Bob Dudley, Chief Executive Officer della British Petroleum, poco fa descrisse così: "Il mondo ha scorte così ampie di petrolio che in estate ci si potranno riempire le piscine".

Le notizie che hanno influenzato il mercato

Il mercato petrolifero è un settore del Trading online dove è importante l'analisi tecnica. ma lo è molto più quella fondamentale. Lo dimostra quello che sta accadendo negli ultimi giorni. Diverse notizie hanno interessato molto da vicino la compagnia di St Jamesus (Londra). La più rilevante riguarda il progetto del gasdotto Turkish Stream, idea rilanciata dal ministro turco che strizza l'occhio a Mosca. 

Lo stesso Putin aveva detto che la scelta di Ankara è "una decisione positiva". Cosa c'entra British Petroleum? Il gasdotto Tanap avrà un valore di 9,2 miliardi di dollari e consentirà l’arrivo in Europa del gas proveniente dal giacimento azero di Shah Deniz. Tra gli azionisti del Tanap c'è proprio la BP, che detiene il 12%. Altre società coinvolte sono la società statale azera Socar con una quota del 58 per cento e la compagnia turca Botas con il 30 per cento. Le prime forniture di gas alla Turchia sono previste nel 2018. Il metano azero arriverà però in Europa nei primi mesi del 2020.

Borse Europee giù, effetto Yellen. In Italia nuovi dati macro negativi

Comincia all'insegna della discesa la settimana delle Borse Europee, che perdono terreno dopo averlo guadagnato venerdì scorso. Pesa la chiusura contrastata di Wall Street, che ha vissuto un'espansione e poi un ripiegamento dopo le parole della presidente FED, Janet Yellen. Venerdì scorso, al simposio di Jackson Hole, ha fatto capire che la possibilità di un rialzo dei tassi d'interesse è aumentata.

Il bilancio delle Borse Europee

mercatiPiazza Affari parte male, con l'indice Ftse Mib che segna un calo dello 0,58% a quota 16.746 punti. Giornata contraddittoria soprattutto per i titoli bancari, con gli aumenti di Mps (+0,63%) e Unicredit (+0,91%) in un quadro di settore più che altro al ribasso.
Nel resto d'Europa, a Francoforte il Dax 40 scivola dello 0,76%, seguito dal Cac40 di Parigi, in ribasso dello 0,56%. La piazza di Londra oggi è chiusa per festività.

Oggi in Italia sono stati resi noti i dati sulla fiducia di consumatori e imprese. Peggiore del previsto il dato di agosto sulla fiducia delle imprese manifatturiere. L'indice Istat è in calo a 101,1 punti dai 102,9 precedenti (il consensus era 102,5). Scende anche l’indice composito: 99,4 punti dai 103 precedenti. Altro dato negativo: fiducia consumatori in calo ad agosto

Andamento del mercato delle valute

Dopo avere aspettato la Yellen, i mercati finanziari reagiscono alle sue parole - che fanno immaginare un ritocco dei tassi negli Usa - comprando il dollaro. Scende invece lo yen e ne ha beneficiato la Borsa di Tokyo, in rialzo di oltre 2 punti percentuali. Nel pomeriggio dagli Stati Uniti focus sui riscontri relativi a redditi personali e spese per consumi personali.

Ancora in ribasso il Petrolio

Continua la scia ribassista sulle quotazioni del petrolio. Gli avvenimenti rendono ancora timorosi gli investitori. Pesano la persistente fragilità della domanda e le speculazioni su un possibile fallimento dei negoziati per il congelamento della produzione. Al momento il barile di Wti è negoziato al Nymex a 46,79 dollari, in calo dell’1,78%, mentre il Brent è scambiato a 49,12 euro in flessione dell’1,60%.

domenica 28 agosto 2016

Il coupon via web è la nuova risorsa per grandi insegne

Il fenomeno di marketing che sta crescendo sempre di più si chiama l'e-couponing. Già molto noto negli USA, si sta diffondendo a macchia d'olio anche in Italia. Serve a sostenere le vendite e fidelizzare i clienti. Ma anche raccogliere dati sulle loro abitudini di acquisto e far provare nuovi prodotti. Per questo motivo sono sempre di più i marchi del largo consumo e le insegne della grande distribuzione che si sono tuffate nell'attività di e-couponing.

Il coupon vantaggioso per tutti

Il risparmio è un argomento sempre molto convincente per i consumatori, ancor più in questo periodo in cui l'EuroZona è in difficoltà e l’indice PMI conferma un quadro debole. Ci sono generalmente due vie per ottenere un coupon: i primi sono quelli che si scaricano dai siti delle marche o da portali che aggregano le offerte. Il cliente li stampa e poi accede all'offerta alla cassa.

E' stato calcolato che su un totale di 405 milioni distribuiti nel 2015, il 5,6% è stato erogato via internet. Il secondo tipo prevede un rimborso spendibile in ricariche telefoniche, buoni carburante o sconti sui siti di e-commerce. Quelli che li usano di più sono i brand alimentari come Galbani, Barilla, Ferrero, Zuegg e Monini. Nell'ambito della cura della casa ci sono Ambi Pur, Fairy, Mastro Lindo, Swiffer e Viakal.

Il guadagno di produttore e distributore

Il coupon genera un vantaggio enorme sia per la distribuzione che per i produttori, come sottolinea Hellyrici. I primi infatti usano il buono sconto per portare a fare la spesa nel negozio. I produttori invece li propongono per avere un contatto diretto con i consumatori. non solo, c'è il vantaggio ulteriore che quello che avviene nel mondo digitale è tracciabile, quindi si può capire l’andamento della campagna in tempo reale.

Il cashback

Alla formula del coupon spendibile in negozio ce n'è un'altra che si sta diffondendo. Quella del cashback. In questo caso si dà al consumatore l’opportunità di scaricare coupon sconto 100% digitali, spendibili ovunque e senza alcuna necessità di stampa. Questo grazie a un rimborso che avviene in seguito all’acquisto del prodotto. In pratica il consumatore scarica il coupon sul proprio smartphone, poi acquista l’articolo indicato e carica sul telefonino una foto dello scontrino. Quando questo viene approvato si ottiene un credito pari al valore del coupon. Il credito può poi essere usato per ricariche telefoniche, buoni carburante o sconti, ma si può anche chiedere l'addebito sul proprio conto paypal o in banca.
E non dimentichiamoci anche di un'altra pratica, quella del buy now-pay later, che comincia a trovare una forte diffusione. 

sabato 27 agosto 2016

Apple scatena la guerra fiscale tra Governo USA e UE

Scoppia una battaglia tra la UE e il dipartimento del Tesoro USA riguardo alla Apple. Il gruppo californiano rischia di vedersi inflitta una maxi-multa che potrebbe arrivare a 19 miliardi, per aver sfruttato gli accordi con l’Irlanda per pagare meno tasse.

La battaglia sugli aiuti alla Apple

In sostanza la "Mela" si sarebbe resa protagonista di un accordo fiscale firmato con l’Irlanda, che avrebbe favorito il colosso tecnologico con aliquote vantaggiose (2%) lì dove la tassazione è già bassa al 12,5%. Un'ipotesi che configurerebbe l'illecito di aiuti di Stato.

Secondo quanto stimato da JPMorgan, Apple potrebbe così vedersi costretta a un versamento, nel caso più grave, di 19 miliardi di dollari. La decisione europea sul caso Irlanda è attesa il mese prossimo, ma intanto è già in atto una battaglia transoceanica tra il Dipartimento del Tesoro USA e Bruxelles, che è stata accusata di porsi come autorità fiscale sovranazionale, mettendo così a rischio gli accordi globali in tema tributario.

Forse può interessare: mentre Apple ha i suoi guai nella UE, Amazon e Pandora irrompono nello streaming della musica.

L'irritazione del governo USA

Secondo il governo americano un trattamento punitivo sulle somme indebitamente risparmiate da Apple sarebbe un precedente pericoloso per altre società americane. Parlaimo soprattutto delle aziende più famose nel mondo. Questo perché stimolerebbe azioni di rivalsa analoghe da parte degli Stati che si sentono danneggiati da aliquote fiscali troppo amichevoli.
Se l’Ue chiederà il risarcimento ad Apple, allora “il Tesoro Usa” considererà “potenziali risposte alla Commissione. Ottenere contributi retroattivi è una scelta che gli Stati Uniti giudicano “in contrasto con gli sforzi del G20 per garantire la certezza fiscale", oltre che - come detto - "un precedente indesiderato".

Apple pronta all'appello

Mentre le Borse vanno in calo e i dati macro negativi dalla Germania innervosiscono gli investitori, adesso si aggiunge un altro fronte caldo. Ad ogni modo, fanno sapere da Cupertino, in caso di punizione la Apple appellerà la decisione di Bruxelles. Dal punto di vista operativo, intanto, la Apple medita di allargarsi ulteriormente in Irlanda. Ha infatti ottenuto in via libera per la costruzione di nuovi uffici e parcheggi presso l’esistente quartier generale irlandese. Nei prossimi 18 mesi saranno assunte altre 1.000 persone in diversi settori.

venerdì 26 agosto 2016

Slow Food: per ogni piatto di amatriciana 2 euro devoluti alle popolazioni colpite dal sisma

Il sisma che ha colpito il centro Italia ha spinto tutti i settori dell'economia a ingegnarsi per avviare delle raccolte fondi. Una di queste iniziative riguarda la catena Slow Food, che ha avviato una campagna di solidarietà all'insegna del cibo. E' stato infatti lanciato un invito a tutti i ristoratori affinché si mobilitino per Amatrice, il paese che dà il nome al celebre piatto di pasta e che è stato spazzato via dal terremoto.

Tutti insieme per Amatrice

slow foodIl movimento di Carlo Petrini ha lanciato l’hashtag #unfuturoperamatrice, chiedendo ai ristoratori di tutto il mondo di inserire in carta il piatto simbolo di Amatrice e di tenerlo per almeno un anno.
Accanto all'invito ai ristoratori, c'è anche quello ai consumatori: «Gli chiediamo di sceglierlo - si legge in una nota - Per ogni amatriciana consumata verranno devoluti 2 euro, 1 donato dal ristoratore, 1 dal cliente. I fondi raccolti saranno direttamente versati al Comune di Amatrice».

Le altre iniziative

A parte questo, la catena Slow Food si sta dando da fare anche in altre maniere, cercando di sensibilizzare il popolo dei consumatori a preferire prodotti tipici - alimentari e agricoli - delle aree colpite. in questo modo si potrà sostenere l’economia locale.
Per quei ristoratori che vogliono aderire all'iniziativa è stata creata una casella mail apposita (unfuturoperamatrice@slowfood.it). L'elenco dei ristoratori che aderiranno all'iniziativa verrà reso noto tramite una pubblicazione sul sito www.slowfood.it.

giovedì 25 agosto 2016

La Brexit non spaventa più. I dati inducono all'ottimismo la Gran Bretagna

La Gran Bretagna ha assorbito la Brexit molto meglio del previsto, e gli scenari apocalittici che qualcuno ipotizzava non sembrano essere molto aderenti alla realtà. I dati economici che arrivano da Oltremanica segnalano infatti un recupero progressivo dopo la "botta" iniziale, ricevuta subito dopo il referendum della fine di giugno.

Dati incoraggianti post Brexit

brexitCi sono dati incoraggianti relativi alla domanda interna, dal momento che le vendite al dettaglio hanno evidenziato che la spesa dei consumatori è rimasta su buoni livelli durante il mese di luglio. Certo, un dato su base mensile presenta una volatilità elevata e quindi minore attendibilità, ma se questo dato verrà confermato anche in seguito, allora avremo la conferma che la Brexit è stata assorbita meglio del previsto. Ad ogni modo resta il fatto che la Brexit è un macello, meglio andare in Messico

La fiducia dei consumatori si rialza

C'è poi da considerare che la fiducia dei consumatori, molto bassa subito dopo la Brexit, adesso si mantiene su livelli accettabili. Altro elemento importante da considerare sono i salari reali di riferimento, che restano sostanzialmente elevati. In pratica segnano un contunum rispetto alla ripresa a seguito alla crisi del 2007-09. Per non parlare poi del tasso di disoccupazione che resta abbastanza basso.

Meno danni dall'uscita della UE?

Insomma, i segnali che nel Regno Unito verrà evitata una recessione lunga e sostenuta ci sono. Quindi la Brexit non dovrebbe fare tutti quei danni che qualcuno immaginava. Un elemento chiave daranno le scelte di investimento delle aziende, che hanno vissuto un periodo di grande incertezza circa il futuro degli accordi commerciali e delle politiche sull’immigrazione.
Intanto la sterlina ha cominciato a rosicchiare una fetta delle perdite accumulate dopo il referendum del 23 giungo. Basta aprire una piattaforma broker forex che ci sono in giro e fare un confronto con il valore della valuta britannica di oggi rispetto a quella di un paio di mesi fa. Dopo la Brexit il cross GBP-USD era a quota 1,48, mentre oggi è sceso attorno a 1,3.

Borse in lieve calo. Dati macro negativi per la Germania, sorride la Spagna

Sono tutti protesi al discorso che domani la presidente della FED, Janet Yellen, terrà a Jackson Hole. Il meeting prende il via oggi per concludersi sabato, ma il clou sarà l'intervento della Yellen, che è atteso da tutti. Si spiega anche così l'avvio molto timido delle borse Europee, che aprono in leggero calo. In avvio a Londra l'indice Ftse 100 scivola dello 0,36%, mentre a Francoforte il Dax cede lo 0,47%. Anche Parigi viaggia con il segno meno (0,59%). Dai listini asiatici invece giungono notizie di calo anche per la Borsa di Tokyo, che ha chiuso a -0,20%.

Dati macro dall'Europa

tradingMentre Wall Street e i mercati finanziari aspettano la Yellen, intanto giungono alcune indicazioni a livello macro da Germania, Spagna e Francia. L'indice Ifo in Germania, che misura la fiducia degli imprenditori tedeschi, si è attestato ad agosto a 106,2 punti, in calo rispetto ai 108,3 punti del mese precedente. Le attese erano per un dato a 108,5.

Dalla Spagna arrivano invece notizie buone, visto che è in crescita (0,8%) su base trimestrale il PIL nel secondo trimestre dell'anno. Un dato che è migliore rispetto alla precedente lettura che era stata +0,7%. Su base annua si conferma il progresso del 3,2%. Dalla Francia invece giunge il dato relativo alla fiducia delle imprese ad agosto. Si è attestato a 101 punti dai 103 precedenti. Gli analisti come helenaricci si attendevano un dato sostanzialmente invariato.

Materie prime

Per quanto riguarda il petrolio, intanto, ci sono degli scambi moderati nel corso del mattino. Ricordiamo che ieri l'Iran ha detto sì al vertice di Algeri, e questo aveva dato una spinta al rialzo per l'oro nero.
Al momento il future sul Wti è negoziato al Nymex in ribasso dello 0,06% a 46,74 dollari per barile. Quota a 48,94 dollari, invece, il barile di Brent, negoziato all’International Exchange di Londra.

La vicenda Mediaset

Chiudiamo con una notizia che riguarda l'Italia, e in particolare il titolo Mediaset. Oggi si riunisce il Cda di Vivendi per approvare i conti del primo semestre. Secondo le indiscrezioni di stampa, non dovrebbe formulare nessuna ipotesi di ricucitura dopo la rottura dell'accordo per l'acquisto di Mediaset Premium. Ricordiamo che il colosso francese ha ricevuto delle citazioni per danni depositate da Mediaset e Fininvest, per un importo di circa 2 miliardi di euro. Sempre riguardo Mediaset, sembra che Telefonica sarebbe pronta a dismettere l'11% che detiene nella pay-tv del Biscione.

mercoledì 24 agosto 2016

Wall Street aspetta la Yellen, cautela sui mercati finanziari (e l'oro scende)

I mercati finanziari si sono messi in posizione di attesa. Per questo motivo al momento domina la cautela. Tutti aspettano di conoscere il contenuto del discorso che ha in mente la presidente della Fed, Janet Yellen, che parlerà venerdì al simposio annuale delle banche centrali a Jackson Hole.

Cosa dice Wall Street?

mercatiOvviamente l'attenzione è rivolta alle decisioni in merito ai tassi di interesse: ci sarà o meno il rialzo entro la fine del 2016? In questo contesto i mercati internazionali si muovono poco ma in modo diviso: in Europa il tono è generalmente positivo, nei mercati asiatici invece prevalgono le prese di profitto.

Negli Stati Uniti i futures sugli indici di Wall Street che trattano in marginale rialzo. Dow Jones Industrial è sopra la parità dello 0,04%. Intanto arriva il dato sulle vendite di case esistenti. E non è positivo. A luglio il volume è di 5,39 milioni di unità, in calo del 3,2% rispetto alle 5,57 milioni del mese precedente. Il dato è peggiore delle attese degli analisti.

L'andamento del petrolio

Per quanto riguarda invece il petrolio, continua il movimento al ribasso. Nella tarda mattinata le quotazioni del WTI al Nymex di New York segnano un -1,64%. il prezzo del barile è di 47,31 dollari. La discesa del Brent invece è meno marcata, e al momento viaggia a quota a 49,5 dollari, cedendo lo 0,96% con le bande inventate da John Bolinger che sono ancora lontane.
Il mercato sconta i timori relativi al destino della crescita delle scorte Usa. Secondo i dati Api diffusi ieri, le scorte Usa nella settimana al 19 agosto sono cresciute a 524,2 milioni contro attese degli analisti per un calo di 455.000 barili.

Diminuiscono pure le prospettive di un accordo fra i produttori Opec per il congelamento della produzione, in vista del meeting previsto ad Algeri nei giorni 26-28 settembre. Sulla scia di questo, scendono anche i titoli delle major petrolifere quotate nel Vecchio Continente. Ad esempio, Eni perde a Piazza Affari circa lo 0,14%.

Lo conosciamo per le sue bande... ma chi è John Bollinger?

Il nome di Bollinger è assai noto a tutti quelli che fanno trading online.  E' infatti uno degli ideatori di uno strumenti di analisi che porta il suo nome, le famose bande. Questo ragazzone di 66 anni, nato a Montpelier (Vermont), cominciò ad appassionarsi all'analisi nel 1977, quando comprò il suo primo microcomputer. Altri tempi, non pensate che allora c'erano i Mac o i Pc che esistono oggi. Quelli erano poco più che calcolatrici.

La carriera di John Bollinger

mercatiMa prima di inventare uno degli strumenti più famosi sul fronte dei broker forex, inizialmente Bollinger si occupò di gruppi industriali e interi settori, riguardo ai quali sviluppò un sistema di analisi grafici dei trend. Lo fece tramite la Group Power, una società da lui stesso fondata.

Nel corso del tempo la sua attività si è evoluta diventando sempre più complessa e articolata. Con l'avvento di Internet, ha cominciato ad applicare anche alle quotazioni azionarie i suoi sistemi, creando per "equitytrader" un modello di logica per fornire analisi del mercato azionario degli Stati Uniti.Nel 1980 è diventato operatore indipendente ed è entrato nella Financial News Network, dove è diventato capo-analista nel 1984 e lì è rimasto per 7 anni. 
Quando la FNN è stata acquistata dalla NBC, Bollinger è passato ad un'altra emittente tv, la famosa passaggio CNBC dove ha fornito i suoi commenti su base regolare, come ricorda NewsInWeb Helly

Il grande passo verso la gestione degli investimenti

Poi il grande passo. Fondò la Bollinger Capital Management, che si occupava di gestione degli investimenti e ricerca. E' stato premiato per il suo lavoro come analista tecnico più volte, per via del suo contributo eccezionale in campo finanziario. E' presidente fondatore della "Market Analysts of Southern California" nonché della "Bollinger Capital Management", società di gestione degli investimenti.

L'invenzione dell'indicatore omonimo

Quello per cui è famoso però, sono soprattutto le sue bande. Chi non ha mai letto sul web delle strategie per opzioni binarie 60 secondi con bande di Bollinger? Sono intervalli disegnati su un grafico dei prezzi che definiscono alto e basso su base relativa. Ha cominciato a lavorarci su nei primi anni 1980, e quando vennero presentate al pubblico della Financial News Network non avevano neppure un nome. L'intervistatore gli chiese cosa fossero e lui rispose... «Be', chiamiamole Bollinger Bands». Il resto è storia...

martedì 23 agosto 2016

Arriva "Equity", il primo film sulla finanza al femminile

C'è stato un film che ha fatto epoca nella storia del cinema: Wall Street. La storia di un cinico broker e del suo giovane allievo interpretata da Michael Douglas e Charlie Sheen. Da allora in poi ci sono state tantissime pellicole hollywoodiane che hanno affrontato il tema della Finanza, come il recente "The Wolf of Wall Street" con Leonardo Di Caprio. Mai però si era visto un film del genere in versione femminile, dal momento che in passato le donne nella finanza erano state mogli, amanti, prostitute oppure segretarie. Ben presto però la cosa cambierà visto che sta per uscire "Equity".

Un film insolito sul mondo della finanza

equity fil locandinaEquity è la storia di Naomi Bishop, che di mestiere fa la "senior investment banker" presso la più importante banca di Wall Street, che sgomita per arrivare alla promozione mentre gestisce il controverso sbarco in Borsa di un’azienda hi-tech. Una delle prime frasi che sentirete dirle è il manifesto del suo ego: "Mi piacciono i soldi. Non starò a dirvi che faccio questo lavoro per prendermi cura degli altri. Va benissimo farlo per noi stesse. La verità è che lo faccio per il potere e il denaro. L’ambizione femminile non è più una parolaccia". Il lavoro è la sua ossessione, e per approdare in sala di consiglio non ha avuto figli.

Nel corso della storia non sarà la sola donna a dimostrare di saper essere cinica e spietata più di un uomo. Anzi quasi tutte quelle che compaiono nel film non sono delle sante. Sono disposte a tutto, anche a ignorare o infrangere le regole per denaro e per potere.

Riflessioni sul tema del trading online

In realtà è un quadro che per certi versi può insegnare qualcosa a chi si dedica spesso al trading online: per avere successo serve avere un gelido approccio al denaro. Anche in Equity, infatti, è chiaro che il successo finanziario passa per l'assenza di emotività di fronte ai soldi e alle evoluzioni del mercato. Pensate quanto sia importante una cosa del genere per chi, ad esempio, vuole guadagnare con le opzioni binarie a 60 secondi, dove tutto si svolge ad un ritmo così frenetico che solo astraendosi dal denaro si può ottenere un profitto.

La disciminazione delle donne sul lavoro

Tuttavia oltre a dipingere un quadro cinico e fosco della finanza al femminile, "Equity" allo stesso tempo mette in luce la difficoltà delle donne di emergere in un ambiente del genere, dove essere credibili agli occhi dei colleghi maschi e dei clienti uomini è molto complesso. E' un tema più votle discusso proprio qui su dituttounblog. Il film è stato presentato al Sundance a gennaio, da poco è uscito negli Stati Uniti, guarda caso proprio il giorno dopo che Hillary Clinton ha conquistato, prima donna nella storia, la nomination per la Casa Bianca. Il film peraltro è scritto, diretto, prodotto e finanziato interamente da donne. A margine di tutto va però sottolineato un dato, che finirà col sorprendervi. Il 60% delle dipendenti dell’industria finanziaria mondiale è donna. Ebbene sì. Per altro verso, sorprende però il fatto che di fronte a un numero maggioritario, solo il 19% si trovi in posizioni manageriali e appena il 2% in quella di Ceo (amministratore delegato).

Repubblica è sicura: la FED non metterà in difficoltà la Clinton

L'attenzione del mondo finanziario e degli investitori è tutta rivolta al discorso che venerdì prossimo terrà la presidente della FED, Janet Yellen a Jackson Hole nel Wyoming. Tutti si aspettano che sveli le prossime mosse della Federal Reserve.

Lo dimostrano i mercati valutari, che sono giorni che stanno oscillando in un su e giù che finisce sostanzialmente per lasciare le valute quasi stabili l'una nei confronti dell'altra. Si prenda ad esempio l'euro-dollaro, ieri era a 1,28 ovvero poco più del 1,27 di una settimana fa.
Sono tutti fermi e in attesa che qualcuno dia una ricetta buona o almeno provi a darla. 

Le mosse della FED

fedPerché tutto questo? Secondo Repubblica il motivo è nell'impotenza delle politiche monetarie di risolvere l'ormai cronico problema della stagnazione economica. Soltanto la BCE ha abbozzato una reazione, mentre i governi hanno in parte le mani legate per via dell'austerity.
Ecco perché c'è molta attenzione a quello che dirà la Yellen, perché dovrà far capire se almeno la banca centrale più potente al mondo ha una ricetta contro la crisi, oppure si dimostrerà impotente come le sue consorelle. Nei giorni scorsi la possibilità di un intervento sui tassi si è riaccese dopo il report USA sul lavoro.

Il vicepresidente FED contro l'austerity

Il quotidiano sottolinea come il vicepresidente della FED, Stanley Fischer, pochi giorni fa abbia invocato nuove misure da parte del governo per invogliare la crescita. In pratica si è schierato contro l'austerity, perché la ritiene un ostacolo alla crescita durevole e vigorosa. Quello che ha detto Fischer in sostanza tradisce la consapevolezza critica che le politiche monetarie da sole non ce la fanno a rialzare il sistema economico, come evidenzia anche dituttounbloggg 2016.

Il timore dei paesi dell'Eurozona

In questo quadro, secondo Repubblica la Yellen si è schierata accanto alla Clinton, e proverà a spostare il più in là possibile il rialzo dei tassi, perché non vuole innescare una spirale di recessione proprio prima delle elezioni presidenziali. Non farebbe mai lo sgambetto alla Clinton.
Questo rende probabile che l'economia monetaria americana continuerà ad essere espansiva. Quindi la spinta al dollaro verrà meno, e il biglietto verde finirà inevitabilmente per perdere potenze. Con quali conseguenze? Pesanti per i paesi dell'Eurozona, visto che un dollaro meno forte vuol dire che calano le esportazioni.

lunedì 22 agosto 2016

Libero pubblica una lista di 50 motivi che rendono conveniente uscire dalla UE

Dopo l'addio della Gran Bretagna alla UE, il dibattito sull'opportunità di rimanere o meno entro i confini dell'Unione si è sviluppato anche in Italia. Conviene oppure no restare con la moneta unica? Secondo il quotidiano Libero assolutamente no, e a sostegno della sua teoria propone ben 50 motivi per i quali all'Italia conviene dire addio all'Europa.

La lista dei motivi per cui uscire dalla UE

euroSecondo il quotidiano Libero, l'euro è un vero e proprio cappio al collo «che sta inesorabilmente umiliando e devastando un Paese che nel dopoguerra ha dimostrato di saper brillantemente camminare e correre sulle sue gambe fino a diventare una delle principali potenze manifatturiere del pianeta».
Ecco perché secondo il quotidiano, il ritorno alla indipendenza monetaria è condizione necessaria per tornare a crescere. A sostegno della tesi vengono proposti, appunto, 50 motivazioni. Magari - aggiungiamo noi - bisognerebbe anche trovare una strada più lineare rispetto a quella battuta dai britannici. Infatti la Brexit per adesso è un vero macello.

I conflitti con la nostra Costituzione

Viene puntato l'indice contro i trattati comunitari, che violentano la Costituzione, specie l'articolo 1: "La sovranità appartiene al popolo". Viene proposto un dato statistico: nel 1999 - al momento dell'ingresso nell'euro - il reddito pro-capite degli italiani era il 96 per cento di quello tedesco. Nel 2015 è il 76 per cento.
Viene proposta anche una intervista a Visco, ex Ministro delle Finanze italiano risalente a maggio 2012: «L'Italia fuori dall'euro, visto il nostro apparato industriale, poteva fare paura a molti, incluse Francia e Germania che temevano le nostre esportazioni prezzate in lire. Serviva l'Italia dentro la moneta unica proprio perché era debole».

La voce dalla Germania

Ulteriore conferma arriva dall'intervista a Ska Keller - leader dei verdi tedeschi: «Se la Germania lasciasse l'euro perderebbe moltissimi posti di lavoro. Il giorno dopo ci sarebbe un apprezzamento tra il 20 per cento ed il 30 per cento del marco tedesco. Chiunque si può immaginare che cosa significherebbe per il nostro bilancio federale».
Poi c'è un altro dato statistico: dal 1945 ad oggi oltre 70 Stati hanno sperimentato uscite da unioni monetarie. In due casi su tre si è registrato un tasso di crescita fin dall'anno in cui un il Paese di turno ha lasciato l'Unione.
Altro dato: Paesi come Svezia, Ungheria, Danimarca pur non avendo l'euro fanno comunque parte dell'Unione Europea. Guarda caso stanno meglio.
Ancora numeri: un cittadino dell'Unione mediamente guadagna il 60 per cento del cugino che sta fuori. I dati sono riferiti al 2015 (Fonte Cia factbook). A riprova di quanto detto sia l'Islanda che la Svizzera hanno di recente ufficialmente abbandonato il progetto di adesione all'Unione Europea. Un tempo si facevano carte false per entrare nell'Unione, ora se puoi la eviti.

Cosa accadrebbe dopo l'uscita dalla UE

Se la Brexit spaventa l’economia mondiale per gli effetti che potrebbe avere, immaginiamo cosa accadrebbe subito dopo l'addio all'euro dell'Italia. Anzitutto la nostra nuova moneta si svaluterebbe rispetto alle altre, arrivando così a valere il giusto prezzo di mercato di mercato. Si stima che la nuova Lira perderebbe circa il 20%-30% del valore. Il cambio euro-Lira starebbe più o meno a 1,15-1,20. Ciò vuol dire che sarà più conveniente per gli stranieri acquistare o investire nel Made in Italy.

sabato 6 agosto 2016

USA confortati dal report sul lavoro. Si riaccende la possibilità che la FED agisca sui tassi entro fine anno

Giungono dagli USA i dati più interessanti per il mercato. Il report sull'occupazione ha evidenziato un tasso di disoccupazione pari al 4,9% a luglio, in linea con la lettura precedente ma oltre le migliori attese che puntavano ad un calo al 4,8%.

Le buste paga non agricole

tradingPerò sorprende soprattutto il dato dei "non farm payrolls", dal momento che a luglio nel settore non agricolo sono stati creati ben 255mila nuovi posti di lavoro. Molto di più rispetto alla lettura di giugno rivista verso l'alto da 287mila a 292mila unità. E' stata chiaramente positiva la reazione dei mercati, tant'è che gli indici americani di Wall Street sono andati tutti in salita con rialzi poco distanti da un punto percentuale.

Cosa farà la FED?

E adesso: ci sarà il rialzo tassi entro fine anno? Diciamo che ora il mercato inizia a ragionare su una possibile stretta monetaria prima del 2017. Anche gli analisti di Commerzbank pensano che l'ipotesi sia possibile. La stretta monetaria negli Stati Uniti entro fine anno potrebbe esserci, visto che il mercato del lavoro continua a migliorare.
Intanto, migliora per il biglietto verde il rapporto con l'euro. Chi La moneta statunitense è salita sia nei confronti della moneta UE che di tutte le altre major.