lunedì 4 maggio 2026

Lavoro negli USA, nuovi dati in settimana. Ma il tema caldo resta la guerra

La possibilità che possa esserci un altro round di colloqui per raggiungere il cessate il fuoco nella guerra del Golfo sarà ancora il tema cruciale per i mercati nei prossimi giorni. A livello macro invece il clou saranno i nuovi dati sul lavoro negli Stati Uniti, mentre diverse banche centrali decideranno sui tassi di interesse.

Il Medio Oriente e i dati sul lavoro negli USA

Questa prima settimana di maggio continuerà ad essere focalizzata soprattutto sulla situazione nel Golfo. Ma come abbiamo detto, c'è anche un importante dato macro in arrivo: il report sul lavoro negli USA. Dal momento che la Federal Reserve si è mostrata divisa sull'opportunità ritoccare i tassi, questo dato macro assume un'importanza fondamentale per i mercati, perché può orientare la politica monetaria USA.

Oltre questo, ci sono altri dati in pubblicazione come l'indice preliminare di fiducia dei consumatori del Michigan, la bilancia commerciale e la vendita di nuove case. Fattori che potrebbero influenzare il dollaro, che di recente è sceso al minimo dell'ultimo mese.

Sempre dal mercato a stelle e strisce arriveranno importanti indicazioni sul fronte societario, vista la pubblicazione dei numerosi rapporti trimestrali. Spiccano quelli di Palantir, AMD, Pfizer, Disney e McDonald's. Pubblicazioni che muoveranno di sicuro anche le mani forti nel trading.

L'Europa e il resto del mondo

Dopo che la BCE è la Bank of England hanno mantenuto i tassi invariati, in Europa sono in arrivo le decisioni anche della Ricksbank svedese che della Norges Bank norvegese. Inoltre la BCE pubblicherà la sua relazione annuale del 2025.
Tra i dati macro chiave spiccano la bilancia commerciale della Germania e le vendite al dettaglio della Eurozona.

Gli eventi altrove

Volgendo lo sguardo altrove, è attesa la riunione di politica monetaria della Banca del Messico. In Cina i dati commerciali saranno in focus per i mercati, mentre in Giappone gli investitori potranno leggere i verbali della riunione di marzo della Bank of Japan.
Grande attesa per la riunione di politica monetaria della Reserve Bank of Australia, che dovrebbe aumentare il tasso di interesse di 25 punti base a causa dell'intensificarsi dei rischi inflazionistici.
In Nuova Zelanda saranno pubblicati i report sul lavoro.

mercoledì 29 aprile 2026

Costo alle stelle degli alimenti, questo è il timore più grande per gli italiani

Da quando si è riaccesa la tensione in Medio Oriente, abbiamo visto i prezzi dell'energia schizzare alle stelle e propagare il maggior costo anche agli altri prodotti, sia alimentari che non. Proprio i generi alimentari sono la maggior fonte di preoccupazione degli italiani, secondo un'indagine Eumetra.

Alimenti, energia e il problema del costo

L'indagine ha prodotto un risultato quasi plebiscitario riguardo al timore più diffuso in relazione alle tensioni geopolitiche in corso. L'aumento del costo dei beni alimentari viene indicato infatti dall'84% degli intervistati come la paura maggiore. Del resto non possiamo fare a meno di mangiare, e l'inflazione alimentare sta colpendo tutti i prodotti.

Ma sarebbe difficile anche vivere senza energia, e cos al secondo posto si collocano gli aumenti delle bollette di luce e gas, indicati dal 83% degli intervistati. C'è poi chi teme invece soprattutto il caro carburante: ben 6 italiani su 10 temono di incontrare difficoltà nel reperire carburante alle pompe, e questa preoccupazione è soprattutto sentita tra le donne.

Conseguenze sulla quotidianità

Il nuovo scenario geopolitico internazionale e le sue conseguenze sul costo stanno già provocando uno schema di adattamento flessibile da parte dei consumatori italiani. Giò il Centro Studi Confinudstria di recente ha sottolineato che i consumi sono in calo a causa della guerra
Il 40% ha dichiarato di aver ridotto l'utilizzo dell'auto, a causa del maggior costo del carburante. L'aumento del costo del cherosene e il rischio cancellazioni di voli ha spinto il 28% ha evitare di prenotare viaggi aerei per i prossimi mesi. 

Una discreta fetta, poco più di un quarto degli intervistati, preannuncia un utilizzo più parsimonioso del climatizzatore nelle ore calde. Tra gli altri comportamenti indotti dall'attuale scenario di crisi c'è anche la scelta di mete italiane per le vacanze estive, che siano raggiungibili in auto o treno, ed anche lo smart-working su base volontaria.

Conclusioni

L'attuale scenario conferma che gli italiani sono un popolo ben consapevole della realtà che lo circonda, oltre che fortemente disponibile ad adattare il suo comportamento allo scenario contingente. Tuttavia l'indagine mette in luce anche dei fattori di forte vulnerabilità dei cittadini italiani, soprattutto rispetto al costo e alla disponibilità dei beni essenziali.

giovedì 23 aprile 2026

Quotazione del rame di nuovo in volo grazie a un mix di fattori

All'inizio di quest'anno il mercato sembrava essersi preso una pausa dagli acquisti sui metalli. Molti avevano pronosticato la fine di un ciclo speculativo dopo che si erano sopiti i timori riguardo l'impatto dei dazi americani. Invece la quotazione del rame è tornata a correre senza freni. Colpa della guerra in Medio Oriente, ma non solo.

Cosa spinge la quotazione del rame

L'innesco per un nuovo impulso alla corsa della quotazione del rame è giunta dalla crisi in Medio Oriente, che ha scompaginato le carte che in quel momento erano in tavola. Il conflitto ha provocato un'immediata esplosione dei prezzi dell'energia, che sono un fattore fondamentale per l'estrazione e la raffinazione del metallo rosso. L'aumento delle bollette energetiche ha provocato l'effetto di restringere le attività produttive divenute costosissime, e il conseguente deficit di offerta ha fatto ripartire la corsa della quotazione del rame.

Un forte sostegno alle quotazioni giunge anche dalla Cina. Le manovre tattiche di reindirizzamento dei carichi verso gli Stati Uniti in vista di nuovi dazi hanno alimentato la corsa del prezzo.

Un nuovo superciclo

Nel giro di poche settimane, anche grazie ai nuovi timori di rincari dell'inflazione, la quotazione del rame è tornata oltre 6 dollari per libbra e ha ottenuto quattro settimane consecutive di guadagni. Questo scenario ha alimentato la strategia swing trading portata avanti da molti investitori.

Un deficit strutturale

Il problema di fondo resta comunque lo squilibrio di mercato. La quotazione del rame è destinata a rimanere alta a causa di una carenza strutturale sistemica, che si fa più grave a causa dell'aumento della domanda. La fame dell'intelligenza artificiale e dell'elettrificazione rischia di provocare un deficit di offerta stimato in 3 milioni di tonnellate entro il prossimo decennio. 

Purtroppo i progetti minerari sono pochi e soprattutto impiegano dei lustri per essere approvati e costruiti. La situazione di mercato quindi è destinata a rimanere molto nervosa, e chi ha puntato sulla rialzo della quotazione del rame può stare ancora tranquillo per un bel po'.