martedì 3 febbraio 2026

Costo del denaro, l'Australia comincia un ciclo di strette

Al termine della riunione di politica monetaria di inizio febbraio, la Reserve Bank of Australia (RBA) ha deciso di alzare il costo del denaro di 25 punti base, portandolo così al 3, 85%. Si tratta di una decisione che era stata ampiamente attesa dagli esperti di mercato, nonché del primo aumento dei tassi di interesse da novembre 2023.

La decisione sul costo del denaro

La Reserve Bank of Australia è la prima grande banca centrale mondiale a passare dal ciclo di allentamento post-Covid ad un ciclo restrittivo. La decisione di alzare il costo del denaro, presa all'unanimità dai membri del consiglio direttivo, nasce dalla ripresa significativa registrata dall'inflazione nella seconda metà del 2025

Sebbene non abbia raggiunto il picco che toccò nel 2022, rimane un fattore di preoccupazione per i membri del consiglio direttivo della Reserve Bank of Australia.

Il problema inflazione

I membri del board ritengono che parte dell'incremento dei prezzi sia legato alle maggiori pressioni sulla capacità produttiva e che - in base agli indicatori che anticipano il trend - l'inflazione rimarrà probabilmente oltre l'obiettivo fissato dalla banca per un certo periodo di tempo

Inoltre la RBA evidenzia che le condizioni del mercato del lavoro sono leggermente tese.
Le previsioni di inflazione di base da parte della RBA sono state aumentate dal 2,7% al 3,2% per l'anno in corso. Secondo alcuni esperti ciò alimenta le probabilità che l'istituto centrale possa intervenire nuovamente alzando il costo del denaro in futuro.

La reazione dei mercati

Le previsioni più aggressive riguardo l'andamento dell'inflazione e le possibili mosse sul tasso di interesse hanno dato supporto al Dollaro Australiano sul mercato valutario. Il cambio Aud/Usd si è nuovamente affacciato oltre la soglia di 0,7 con un forte rialzo rispetto al collega americano (fonte quotazioni Pocket Option link).

Intanto il rendimento di titoli di Stato 10 anni è cresciuto al 4, 86%, il livello più alto da novembre 2023, dopo che la Banca Centrale ha alzato il costo del denaro. La borsa australiana invece è riuscita a porre fine ad una serie negativa di quattro sessioni consecutive.

giovedì 29 gennaio 2026

Lavoro, allarme inattivi in Italia sono a quota 12,4 milioni

I numeri sull'occupazione in Italia sembrano raccontare un quadro più incoraggiante negli ultimi mesi. La narrazione infatti racconta che ci sono più posti di lavoro, una disoccupazione in deciso calo e dei contratti più stabili. Tuttavia c'è anche il rovescio della medaglia, ossia l'aumento vertiginoso degli inattivi.

Le persone che non cercano lavoro

Gli inattivi sono quegli individui che pur essendo in età lavorativa non hanno alcuna occupazione e neanche la cercano. La loro situazione rappresenta una delle componenti più problematiche del mercato occupazionale italiana, perché sono una spia della sfiducia e dell'esclusione sociale.

Secondo gli ultimi dati del Centro Studi di Unimpresa il numero di inattivi in Italia è cresciuto a 12,4 milioni, ossia il 33% del totale della forza lavoro presente nel nostro paese.

Gli inattivi e gli occupati

La cosa preoccupante è che questo numero così alto di inattivi non è diminuito neanche con la crescita dell'occupazione (il tasso ha raggiunto il 62,6%, ossia il nuovo massimo storico). Tra settembre 2022 e novembre 2025 sono stati creati oltre un milione di posti di lavoro mentre il numero di occupati è cresciuto da 23,1 a 24,1 milioni di persone. Eppure parallelamente il numero di soggetti inattivi è rimasto stabile. Significa che nel sistema produttivo italiano c'è una folta platea degli individui che è rimasta fuori dal circuito del lavoro.

Conseguenze

La presenza di un numero così corposo di soggetti che non hanno un lavoro neppure lo cercano si traduce anche in una serie di conseguenze economiche importanti. Anzitutto c'è una minore base contributiva, di conseguenza ci sono anche minori entrate fiscali

Inoltre una platea così nutrita di persone che non entrano nel circuito lavorativo alimenta la pressione sul nostro welfare (ad esempio, il popolo dei Neet ci costa circa 16 miliardi). Un alto numero di inattivi rallenta poi la crescita del prodotto interno lordo e ostacola il dinamismo sociale. In sostanza le conseguenze di un numero così elevato di inattivi sono importanti tanto sul piano economico quanto su quello sociale.

domenica 25 gennaio 2026

Investitori, ci aspetta una settimana molto intensa sui mercati

Il mese di gennaio si conclude con una settimana densa di appuntamenti per gli investitori. Nel calendario spicca la prima riunione del 2026 della Federal Reserve, ma gli appuntamenti sia economici che geopolitici sono tanti.

Negli Stati Uniti c'è il clou per gli investitori

Come abbiamo detto, l'appuntamento più rilevante per i mercati finanziari è la prima riunione del 2026 della banca centrale USA. La Federal Reserve concluderà la sua due giorni di meeting mercoledì. I trader si aspettano che lascerà invariato il tasso sui fondi federali nella forbice compresa tra il 3,5% e il 3,75%, dopo il taglio dei tassi fatto a dicembre.

Ma gli Stati Uniti sono il fulcro dell'interesse degli investitori anche le numerose società che in settimana alzeranno il velo sui conti trimestrali. Spiccano Apple, Meta, Microsoft, IBM e Tesla.

Le vicende economiche si intrecciano poi a quelle politiche, visto che Trump ha riportato il nervosismo tra gli investitori con le sue minacce su diversi fronti. Tutto ciò potrebbe incidere sull'andamento del dollaro, che nei giorni scorsi è precipitato sui minimi di tre mesi.

Gli appuntamenti in Europa

Il calendario degli eventi finanziari in Europa avrà come appuntamento chiave la pubblicazione del dato sul Pil del IV trimestre per l'Eurozona, che si prevede in crescita dello 0,3%. Anche i dati sull'inflazione verranno monitorati dagli investitori, mentre l'Euro sta riconquistando terreno sul dollaro (si veda anche l'andamento dell'acceleration deceleration indicator).
Nel continente inoltre ci sarà la riunione di politica monetaria della Riksbank svedese, che dovrebbe mantenere i tassi di interesse invariati.

Il resto del mondo

Anche nelle altre zone del mondo ci sono appuntamenti importanti per gli investitori. Si riuniranno le banche centrali di Canada e Brasile, mentre in Cina l'attenzione sarà rivolta ai dati sugli utili industriali di dicembre, insieme alle letture ufficiali degli indici PMI manifatturieri e non.
In Giappone Occhio ai dati sull'inflazione di Tokyo. In Australia gli investitori conosceranno il report sull'inflazione al consumo del mese di dicembre.