venerdì 9 ottobre 2026

Commercio rischioso se si passa per Hormuz, compensi shock per i comandanti delle petroliere

La guerra del Golfo ha reso il commercio di petrolio sempre più difficile. Il passaggio attraverso lo stretto di Hormuz ormai da mesi avviene a singhiozzo perché i viaggi per questa striscia marittima sono pericolosi. Proprio per questo tutti i costi connessi al viaggio, incluso gli stipendi di chi si imbarca, hanno raggiunto cifre altissime.

Lievitano gli stipendi per il commercio di petrolio

commercio petrolioLa situazione è stata illustrata da un reportage del Financial Times. Gli armatori devono arrivare a offrire fino a 100.000 dollari al mese a chi comanda le petroliere per convincerlo ad attraversare lo stretto di Hormuz. Inoltre sono previsti bonus per ciascun viaggio, pari anche a 50.000 euro.
Ma sono cresciuti anche i costi delle altre figure a bordo: i marinai, il cui stipendio mensile normalmente si aggira a 1.500 dollarie e i capitani che di solito arrivano a 15.000. Ebbene quando si passa per lo stretto di Hormuz queste cifre crscono dalle 4 alle 6 volte.
Anche in questo caso questo l'aumento deriva dal maggior rischio causato degli attacchi. Del resto il transito attraverso Hormuz del petrolio è l’arma tattica di Teheran in qeusto conflitto.

Il prezzo del noleggio 

Per quanto riguarda il costo per il noleggio delle petroliere, c'è stata una fortissima impennata. Se prima della guerra il prezzo oscillava tra 20mila e 50mila dollari al giorno, con il conflitto in Medio Oriente le tariffe sono schizzate alle stelle toccando anche il valore record di 1,3 milioni di dollari al giorno. Bisogna evidenziare che tra l'ingresso nello Stretto di Hormuz e l'uscita passano generalmente circa quattro giorni. Quindi un viaggio soltanto può comportare costi per noleggio superiori ai 5 milioni di dollari.

Già questi numeri fanno capire perché le vicende del Medio Oriente ogni settimana sono gli eventi clou per l'economia globale.

Le altre spese: assicurazione e carburante

Il conto complessivo di un commercio che prevede il transito nello Stretto di Hormuz deve essere poi ritoccato anche in base all'assicurazione. Gli armatori devono sottoscriverla contro i rischi di guerra e qui il costo oscilla tra il 6 e il 10% del valore dello scafo. Tradotto in termini numerici, una super-petroliera potrebbe costare in assicurazione fino a 20 milioni di dollari per un viaggio nel Golfo.
Ultimo ultimo aspetto riguarda il carburante.Gli interventi dell'OPEC+ non bastano, il mercato petrolifero è in tensione da mesi. Sembra un paradosso, ma le petroliere che sono alla base delle forniture del carburante devono sostenere i costi enormi proprio per il rifornimento.

domenica 4 ottobre 2026

Mercato del lavoro, ci sono numeri in chiaroscuro per l'Italia

Nell'ultimo anno il numero di occupati nel nostro paese è cresciuto, ma è salita anche la disoccupazione tra i giovani. Questa è la sintesi degli ultimi numeri sul mercato del lavoro che sono stati resi noti a inizio ottobre dal nostro Istituto Nazionale di statistica.

Gli ultimi dati riguardo al mercato del lavoro

lavoroIn base a quanto pubblicato da Istat, nel mese di agosto il numero di occupati è rimasto stabile a quota 24, 3 milioni. Se da un lato nel mese estivo sono cresciuti i dipendenti permanenti, dall'altro sono calati i dipendenti a termine e gli autonomi.
In un anno complessivamente il mercato del lavoro italiano ha aggiunto 291.000 occupati, frutto di un aumento dei dipendenti permanenti e degli autonomi e di un calo di quelli a termine.
Il tasso di occupazione è sceso marginalmente al 63%, rimanendo prossimo al massimo storico del 63,1% registrato nei quattro mesi precedenti.

L'occupazione per fasce di età

L'andamento del mercato del lavoro in relazione alle diverse fasce di età evidenzia la situazione più preoccupante. Ad agosto infatti il tasso di disoccupazione è cresciuto al 6,2% e soprattutto quello giovanile è cresciuto al 20,3%. A questo punto va evidenziato un dato paradossale, ossia che in Italia un colloquio di lavoro su tre non ha candidati.
Tuttavia il numero di occupati è rimasto invariato nella fascia di età tra 15 e 24 anni.

I numeri su base trimestrale

Se facciamo un confronto tra il trimestre estivo di quest'anno e i tre mesi precedenti (ossia da marzo a maggio), il numero di occupati è cresciuto di 40.000 unità pari cioè allo 0,2% (ricordiamo che una recente ricerca ha evidenziato che il 70% degli italiani cambierebbe volentieri il suo lavoro). Sono aumentate le persone in cerca di lavoro, che sono 123mila in più ossia l'8,5%. Al contrario diminuiscono gli inattivi di 15-64 anni, in discesa di 164.000 unità ossia dell'1,3%.
In prospettiva, dopo tre trimestri di espansione, l'occupazione dovrebbe risultare sostanzialmente stagnante nel terzo trimestre e poco variata anche a cavallo dell'anno, quando il rallentamento del ciclo potrebbe frenare le intenzioni di assunzione delle imprese.

venerdì 25 settembre 2026

Patrimonio degli italiani in crescita, ma la distribuzione è squilibrata

Ci sono una notizia buona e una cattiva riguardo l'andamento del patrimonio degli italiani. Se da un lato continua a crescere, dall’altro la ricchezza resta nelle mani soltanto di pochi fortunati.

I numeri sul patrimonio degli italiani

economiaLa fotografia della situazione è stata scattata da un report di Banca d'Italia che ha calcolato la ricchezza netta media, ossia il valore complessivo delle attività possedute dalle famiglie (sia quelle finanziarie che quelle reali) al netto dei debiti.
Da questo calcolo viene fuori che nel quarto trimestre del 2025 il patrimonio medio delle famiglie ha raggiunto i 453 mila euro, segnando un incremento rispetto ai 431 mila registrati l'anno precedente. Pochi mesi fa emers einoltre che è stato stabilito un nuovo record di asset di patrimonio detenuti all'estero.

La distribuzione della ricchezza

Il dato medio sul patrimonio tuttavia racconta soltanto una parte della storia, quella più bella. Ma c'è un'altra parte meno gratificante. Un'enorme fetta di ricchezza è nelle mani di pochi. Secondo i calcoli infatti il 10% più ricco della popolazione possiede da solo il 60,6% della ricchezza netta complessiva. Il patrimonio del 50% per cento delle famiglie meno abbienti invece detiene appena il 7,2% della ricchezza totale. Significa che c'è un fortissimo squilibrio nella distribuzione del patrimonio tra gli italiani, c'è un forte divario tra le diverse fasce della popolazione.

Dove sono investite le ricchezze

Chi ha un grande patrimonio tende a diversificare notevolmente la distribuzione della propria ricchezza. Le famiglie più benestanti infatti, accanto a immobili e depositi, collocano la loro ricchezza presso diversi tipi di strumenti finanziari. Magari anche in Bitcoin, che si consolida sugli 80mila dollari.
Le famiglie meno abbienti invece hanno per il 90% del loro patrimonio rappresentato da abitazioni e depositi. Le abitazioni rappresentano addirittura il 73,6% delle attività, mentre i depositi di 17,5%. Il patrimonio delle famiglie meno ricche risulta quindi fortemente legato alla casa e alla liquidità depositata presso gli intermediari finanziari.

In generale c'è una tendenza globale riguardo alla ricchezza sempre più fluida, i grandi Paperoni sono multi-location non soltanto nel nostro Paese ma in tutto il mondo.