lunedì 7 settembre 2026

Investitori, il Bitcoin si consolida sugli 80mila dollari

Il mese di agosto è stato estremamente positivo per il Bitcoin, che è riuscito a riportarsi attorno alla soglia degli 80.000 dollari. Gli investitori della regina delle valute digitali adesso si chiedono se c'è spazio per un nuovo scatto in avanti della valuta digitali più famosa al mondo.

Cosa ha alimentato gli acquisti degli investitori

bitcoinLa corsa di Bitcoin durante il mese di agosto è stata in particolar modo alimentata dalla mossa del Ministero del Tesoro americano. Ha infatti annunciato l'intenzione di incrementare gli acquisti di titoli di Stato a lunga scadenza, innescando così una frenata dei rendimenti a lungo termine e anche del dollaro. Al tempo stesso ha spinto gli investitori verso gli asset più rischiosi, come appunto Il Bitcoin.

Anche il mercato degli ETF spot ha registrato un forte aumento di afflussi di denaro in quei giorni, dentro da arrivare ai livelli massimi degli ultimi dieci mesi.
La cosa interessante (e incoraggiante allo stesso tempo) è che una volta esaurito lo slancio, il Bitcoin non ha fatto marcia indietro ma si è consolidato attorno a 80.000 dollari. Segno che gli investitori hanno ancora una forte convenzione nella regina delle cripto.

I fari si spostano sulla Federal reserve

Ma cosa potrebbe muovere il prezzo di Bitcoin a breve termine? Sicuramente il principale driver è la Federal Reserve. Gli investitori si dividono riguardo alla prossima mossa della Banca Centrale Americana, che potrebbe aumentare i tassi di interesse o lasciarli invariati.
Nel primo caso l'appeal degli asset più rischiosi si ridurrebbe, quindi il Bitcoin subirebbe un contraccolpo. Nel secondo caso invece l'interesse verso gli asset a maggior rischio aumenterebbe. Tutto questo si intreccia con la situazione geopolitica, ma del resto da mesi i mercati finanziari hanno al centro la questione mediorientale

L'analisi tecnica di BTC

Lo scenario tecnico del Bitcoin nel frattempo sorride agli investitori. Il recente movimento rialzista ha consolidato una zona di resistenza attorno a quota 82.000 dollari, che già a maggio respinse un tentativo di salita. Tuttavia l'imminente passaggio della media mobile a 50 periodi oltre quella a 200 periodi potrebbe innescare un impulso rialzista (confermato anche dai segnali del Parabolic Sar trading), consentendo a Bitcoin e di superare quest'area di resistenza.

martedì 1 settembre 2026

Pagamenti, in Italia il digitale è più che raddoppiato negli ultimi anni

Gli italiani sfruttano sempre di più gli strumenti digitali per regolare le loro transazioni. Tra il 2018 e il 2025 infatti è più che raddoppiato il numero di pagamenti che hanno sfruttato strumenti alternativi al denaro contante.

Lo studio di Bankitalia sui pagamenti

bancaLa fotografia della situazione è stata realizzata da uno studio di Banca d'Italia, che ha evidenziato come i pagamenti digitali abbiano oltrepassato la soglia dei 16 miliardi.
Secondo le rilevazioni del nostro istituto centrale, su tutto il territorio nazionale c'è stata una forte crescita dei pagamenti effettuati con carta. Tuttavia la maggiore crescita è stata registrata nelle regioni del Centro-Sud, con un incremento pro capite di circa il 55% nel periodo che va dal 2022 al 2025.

Al Centro il numero di operazioni pro-capite effettuate con carta è stato 194, appena 15 in più rispetto ai dati del Nord-Ovest e 22 in più rispetto ai dati del Nord-Est. Molto indietro invece il Mezzogiorno con 124 operazioni pro capite.

Bonifici sempre più digitali

Un aspetto interessante è che nel 2025 il numero di bonifici effettuati tramite i canali digitali ha raggiunto addirittura la percentuale dell'85% sul totale. Il ricorso allo sportello bancario, incluse anche le disposizioni tramite l'ATM, è sempre più marginale. Peraltro le nuove regole alle banche sui bonifici in vigore da ottobre scorso hanno agevolato ulteriormente questo scenario.

Il ruolo importante della pandemia

Una forte accelerazione nell'utilizzo dei pagamenti digitali si deve al periodo pandemico. La stessa Banca d'Italia evidenzia che il processo di crescita dell'adozione di strumenti digitali di pagamento ha avuto una intensificazione durante il periodo in cui vigevano le misure restrittive alla mobilità delle persone e alle attività produttive e commerciali, durante il periodo del Covid-19. Ciò ha favorito una maggiore diffusione delle forme di pagamento alternative al denaro contante (che gli italiani continuano a usare in prevalenza), la cui semplicità e immediatezza è stata poi determinante affinché quell'utilizzo si consolidasse anche negli anni successivi.

lunedì 24 agosto 2026

Industria dell'auto, il CEO di Volkswagen fa fa tremare l'Europa

Sappiamo bene che la situazione del mercato automobilistico in Europa è critica da diverso tempo, Eppure sembra non esserci mai fine al flusso di notizie negative per l'industria dell'auto. In questi giorni un'altra fosca dichiarazione è giunta dall'amministratore delegato di Volkswagen, uno dei colossi europei del settore.

Le parole di Blume sull'industria dell'auto

autoNel corso di un'intervista pubblicata sulla rete Intranet dell'azienda, Oliver Blume ha avvertito che Volkswagen e il resto dell'Industria dell'auto tedesca si trovano in una situazione "più che critica", e che stanno affrontando il più grande sconvolgimento della loro storia perché il mercato dell'auto elettrica sta vivendo una grande frenata, e gli sforzi si erano concentrati tutti là.
È una dichiarazione che non fa presagire nulla di buono in vista degli incontri con il personale, sul quale pende la spada di Damocle di feroci tagli ai posti di lavoro.

L'incontro con i lavoratori

Nei prossimi giorni proprio l'amministratore delegato di Volkswagen incontrerà i dipendenti presso la sede centrale dell'azienda a Wolfsburg, e successivamente anche negli stabilimenti di Emden e Zwickau.
Anche se l'amministratore delegato continua a ripetere che non sono state prese decisioni riguardo alla eventuale chiusura di stabilimenti, ha sottolineato che l'azienda deve far fronte un eccesso di produzione di 500.000 veicoli l'anno in Europa, e che alcuni di questi stabilimenti difficilmente saranno redditizi nei prossimi anni. Anche se ha precisato che la chiusura è sempre l'ultima e più costosa tra le soluzioni, è inevitabile pensare che finirà proprio così.

Ricordiamo che a luglio Volkswagen aveva dato un'altra mazzata al mercato dell'auto, presentando dei piani di austerità con cospicui tagli e la chiusura di alcune unità produttive a partire dal 2031. Il gruppo ha già disposto 50 mila tagli e ha raggiunto accordi di uscita volontaria con 37.000 dipendenti.

I problemi dell'Industria dell'auto

Da anni l'Europa dell'auto sta zoppicando, quello che prima era il fiore all'occhiello dell'economia tedesca, adesso viaggia in profunda crisi. L'industria dell'auto è stata messa in ginocchio dalle grandi difficoltà globali, oltre che da scelte scriteriate riguardo ad una transizione energetica imposta dall'alto, e alla concorrenza cinese. I recenti dati hanno mostrato vendite record di auto cinesi in Europa, nonostante la strategia dei dazi UE per proteggere le proprie aziende.