lunedì 19 ottobre 2026

Economia cinese più forte del previsto, corre lo yuan

Arrivano notizie incoraggianti dalla Cina, tanto da spingere lo Yuan offshore verso i nuovi massimi degli ultimi quattro anni. L'economia cinese infatti ha realizzato una crescita più forte di quanto si aspettava il mercato.

Il report sull'andamento dell'economia cinese

economia cineseSecondo i dati forniti dall'ufficio di statistica di Pechino, l'economia cinese è cresciuta del 4,5% su base annua nel terzo trimestre del 2026. Oltre a registrare un'accelerazione rispetto al 4,3% del secondo trimestre, si tratta di un dato superiore alle aspettative di mercato che erano per il 4,4%. Sottolineiamo che parliamo di uno dei dati macroeconomici più importanti.
Su base trimestrale invece l'economia cinese è cresciuta dell'1,2%. Anche in questo caso è più di quanto stimato dal mercato (1,1%) e in aumento rispetto al secondo trimestre (0,9%).
Nei primi nove mesi dell'anno l'economia cinese è cresciuta del 4,6%. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, rientrando così nell'intervallo dell'obiettivo di crescita annuale fissato dal governo, compreso tra il 4,5% e il 5%.

L'effetto degli stimoli di Pechino

È evidente che questo risultato risente del crescente supporto politico da parte di Pechino. Il governo infatti ha intensificato gli stimoli all'economia cinese negli ultimi mesi, ad esempio tagliando in modo mirato i tassi di interesse e fornendo sussidi sui mutui. La crescita dell'economia cinese è stata sostenuta anche dalla resilienza delle esportazioni, in particolare quella dei componenti legati all'intelligenza artificiale, beni maniufatturieri ad alta tecnologia e veicoli elettrici (a scapito dell'Europa, dove l'industria dell'auto viene fatta tremare dal CEO di Volkswagen per gli scenari cupi che l'aspettano).

Nel frattempo si segnala anche l'accelerazione della produzione industriale nel mese di settembre e la crescita delle vendite al dettaglio, mentre il tasso di disoccupazione urbana va in discesa rispetto al massimo quinquennale che era stato rilevato ad agosto.

La reazione del mercato

L'accoglienza positiva del mercato di questi dati ha spinto lo Yuan offshore che si è rafforzato a circa 6,69 rispetto al Dollaro. Il cambio tra le due valute raggiunge così un livello che non si vedeva da giugno 2022. Inoltre sul grafico si va formando una candela hammer trading.
Sul fronte azionario invece l'indice Shanghai Composite ha chiuso in guadagno dello 0,39%, mentre lo Shenzhen Component ha chiuso con un progresso dello 0,13%.

venerdì 9 ottobre 2026

Commercio rischioso se si passa per Hormuz, compensi shock per i comandanti delle petroliere

La guerra del Golfo ha reso il commercio di petrolio sempre più difficile. Il passaggio attraverso lo stretto di Hormuz ormai da mesi avviene a singhiozzo perché i viaggi per questa striscia marittima sono pericolosi. Proprio per questo tutti i costi connessi al viaggio, incluso gli stipendi di chi si imbarca, hanno raggiunto cifre altissime.

Lievitano gli stipendi per il commercio di petrolio

commercio petrolioLa situazione è stata illustrata da un reportage del Financial Times. Gli armatori devono arrivare a offrire fino a 100.000 dollari al mese a chi comanda le petroliere per convincerlo ad attraversare lo stretto di Hormuz. Inoltre sono previsti bonus per ciascun viaggio, pari anche a 50.000 euro.
Ma sono cresciuti anche i costi delle altre figure a bordo: i marinai, il cui stipendio mensile normalmente si aggira a 1.500 dollarie e i capitani che di solito arrivano a 15.000. Ebbene quando si passa per lo stretto di Hormuz queste cifre crscono dalle 4 alle 6 volte.
Anche in questo caso questo l'aumento deriva dal maggior rischio causato degli attacchi. Del resto il transito attraverso Hormuz del petrolio è l’arma tattica di Teheran in qeusto conflitto.

Il prezzo del noleggio 

Per quanto riguarda il costo per il noleggio delle petroliere, c'è stata una fortissima impennata. Se prima della guerra il prezzo oscillava tra 20mila e 50mila dollari al giorno, con il conflitto in Medio Oriente le tariffe sono schizzate alle stelle toccando anche il valore record di 1,3 milioni di dollari al giorno. Bisogna evidenziare che tra l'ingresso nello Stretto di Hormuz e l'uscita passano generalmente circa quattro giorni. Quindi un viaggio soltanto può comportare costi per noleggio superiori ai 5 milioni di dollari.

Già questi numeri fanno capire perché le vicende del Medio Oriente ogni settimana sono gli eventi clou per l'economia globale.

Le altre spese: assicurazione e carburante

Il conto complessivo di un commercio che prevede il transito nello Stretto di Hormuz deve essere poi ritoccato anche in base all'assicurazione. Gli armatori devono sottoscriverla contro i rischi di guerra e qui il costo oscilla tra il 6 e il 10% del valore dello scafo. Tradotto in termini numerici, una super-petroliera potrebbe costare in assicurazione fino a 20 milioni di dollari per un viaggio nel Golfo.
Ultimo ultimo aspetto riguarda il carburante.Gli interventi dell'OPEC+ non bastano, il mercato petrolifero è in tensione da mesi. Sembra un paradosso, ma le petroliere che sono alla base delle forniture del carburante devono sostenere i costi enormi proprio per il rifornimento.

domenica 4 ottobre 2026

Mercato del lavoro, ci sono numeri in chiaroscuro per l'Italia

Nell'ultimo anno il numero di occupati nel nostro paese è cresciuto, ma è salita anche la disoccupazione tra i giovani. Questa è la sintesi degli ultimi numeri sul mercato del lavoro che sono stati resi noti a inizio ottobre dal nostro Istituto Nazionale di statistica.

Gli ultimi dati riguardo al mercato del lavoro

lavoroIn base a quanto pubblicato da Istat, nel mese di agosto il numero di occupati è rimasto stabile a quota 24, 3 milioni. Se da un lato nel mese estivo sono cresciuti i dipendenti permanenti, dall'altro sono calati i dipendenti a termine e gli autonomi.
In un anno complessivamente il mercato del lavoro italiano ha aggiunto 291.000 occupati, frutto di un aumento dei dipendenti permanenti e degli autonomi e di un calo di quelli a termine.
Il tasso di occupazione è sceso marginalmente al 63%, rimanendo prossimo al massimo storico del 63,1% registrato nei quattro mesi precedenti.

L'occupazione per fasce di età

L'andamento del mercato del lavoro in relazione alle diverse fasce di età evidenzia la situazione più preoccupante. Ad agosto infatti il tasso di disoccupazione è cresciuto al 6,2% e soprattutto quello giovanile è cresciuto al 20,3%. A questo punto va evidenziato un dato paradossale, ossia che in Italia un colloquio di lavoro su tre non ha candidati.
Tuttavia il numero di occupati è rimasto invariato nella fascia di età tra 15 e 24 anni.

I numeri su base trimestrale

Se facciamo un confronto tra il trimestre estivo di quest'anno e i tre mesi precedenti (ossia da marzo a maggio), il numero di occupati è cresciuto di 40.000 unità pari cioè allo 0,2% (ricordiamo che una recente ricerca ha evidenziato che il 70% degli italiani cambierebbe volentieri il suo lavoro). Sono aumentate le persone in cerca di lavoro, che sono 123mila in più ossia l'8,5%. Al contrario diminuiscono gli inattivi di 15-64 anni, in discesa di 164.000 unità ossia dell'1,3%.
In prospettiva, dopo tre trimestri di espansione, l'occupazione dovrebbe risultare sostanzialmente stagnante nel terzo trimestre e poco variata anche a cavallo dell'anno, quando il rallentamento del ciclo potrebbe frenare le intenzioni di assunzione delle imprese.