lunedì 27 luglio 2026

Quotazione del greggio, l'altalena continua ma ora la FED è più contenta

La situazione riguardante il greggio continua ad essere estremamente volatile. Dopo la feroce salita della settimana scorsa, la quotazione del greggio Brent e WTI è scesa di diversi punti percentuale questo lunedì, perché che la situazione Medio Oriente si è attenuata.
Ma cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

Il meeting FED e la quotazione del greggio

petrolioSettimana scorsa la quotazione del barile di petrolio era salita fino oltre i 100 dollari, quando fino a poche settimane fa il prezzo era verso 70 dollari. Questo balzo probabilmente nessuno si sarebbe aspettato, non in questa misura. I passi in avanti verso la pace in Medio Oriente vengono ogni volta vanificati da nuove escalation di tensione, che fanno vacillare tutte le certezze acquisite dal mercato.

Il problema inflazione per la banca USA

Tutto questo rende estremamente complicata la situazione per la Federal Reserve, che durante questa settimana si riunirà in meeting per decidere sui tassi di interesse.
Per la Banca Centrale Americana un aumento così forte del petrolio è uno scenario da incubo, perché i prezzi dell'energia molto più alti potrebbero impattare sul calo dell'inflazione (il più rilevante dei dati macroeconomici più importanti), ritardandola o addirittura innescando un nuovo forte aumento.

La divergenza tra azioni e obbligazioni

È interessante osservare che i mercati stanno reagendo alla situazione con una sensibilità differente a seconda che si tratti del comparto azionario o obbligazionario. Le borse stanno reagendo in modo sorprendentemente rilassato di fronte alla scenario mediorientale. Alla fine per loro lo shock petrolifero non è stata una catastrofe. Invece il mercato obbligazionario invece ha mostrato un nervosismo molto più forte.

Gli azionisti sembrano avere fiducia nel fatto che non ci saranno crisi più gravi tra USA e Iran, e che le tattiche negoziali di Trump sono più strategiche che effettivamente minacce di una concreta guerra incontrollabile.
Il mercato obbligazionario invece è molto più critico nell'esaminare la situazione. Non a caso i rendimenti sono cresciuti in maniera importante. Del resto le obbligazioni sono considerate più sensibili al quadro macroeconomico rispetto al mercato azionario. Dal momento che ogni focolaio di tensione in Medio Oriente aumenta il rischio inflazionistico, e quindi ripercussioni sull'economia globale, è chiaro che i rendimenti obbligazionari ne risentono.

mercoledì 27 maggio 2026

Lavoro, in Italia un colloquio su tre non ha candidati

Uno dei problemi più chiacchierati nel nostro paese senza dubbio è quello relativo all'occupazione. La classica frase "il lavoro non c'è" tuttavia va riscritta, perché a giudicare dai dati l'occupazione ci sarebbe pure ma spesso non ci sono i candidati per svolgerla.

Il report sui colloqui di lavoro

L'ufficio studi della CGIA ha pubblicato un documento dove illustra i dati riguardanti i colloqui di lavoro svolti nel 2025. Da essi emerge che, se è vero che la crisi industriale minaccia migliaia di posti, dall'altro moltissime piccole e medie imprese non riescono a trovare personale. Addirittura spesso ai colloqui di lavoro nessuno si presenta. E non parliamo di casi sporadici e di percentuali basse, perché accade in un terzo circa dei casi.

Le assunzioni che non sono state effettuate nel corso del 2025 a causa di colloqui andati a vuoto sono stati superiori a 1,75 milioni, ossia il 30,2% del totale previsto. Se questi numeri ci dicono poco, un confronto con il 2017 è eclatante: all'epoca le assunzioni non effettuate per mancanza di candidati furono solo 400 mila, ossia il 9,7% del totale.

Le categorie più difficili da trovare

Questo scenario si manifesta in maniera trasversale in tutti i posti di lavoro, ma chiaramente ci sono alcune categorie dove la percentuale è più elevata rispetto alla media.
Nel settore delle costruzioni ad esempio si arriva al 39% di difficoltà nell'assumere candidati. Nel settore del legno arredo arriviamo al 35,3%. Nel settore delle utilities sfioriamo il 35%.

Perché i giovani non vanno più ai colloqui di lavoro

È necessario quindi interrogarsi sul motivo per cui moltissimi colloqui di lavoro finiscono deserti. I giovani hanno modificato la scala delle loro priorità, nel senso che non cercano soltanto un lavoro e uno stipendio (c'è comunque un problema di retribuzioni basse per i neolaureati), ma anche equilibrio tra vita privata e lavorativa. Inoltre cercano un'occupazione che gli dia la possibilità di crescita.

C'è poi un problema prettamente numerico: essendo l'Italia alle prese con la crisi demografica, ci sono meno giovani rispetto al passato e quindi meno candidati. 

mercoledì 20 maggio 2026

Investitori, Borse Ue positive trainate dalla fiducia sul tech

Si chiude con un bilancio positivo la giornata delle Borse d'Eurozona, grazie al sostegno del comparto tech (la trimestrale Nvidia è arrivata a mercati chiusi). La possibile svolta diplomatica sull’Iran arriva nel tardo pomeriggio e quindi non è stata "prezzata" dai listini europei, ma potrebbe incidere sull'umore degli investitori nelle prossime sessioni. 
Intanto sul fronte commerciale, l'UE ha chiuso l'atteso accordo sui dazi con gli Stati Uniti.

Il bilancio della giornata per gli investitori

Anche gli investitori di Piazza Affari vivono una giornata positiva. L’indice Ftse Mib chiude a +1,7% e interrompe la serie di tre ribassi consecutivi, iniziata venerdì scorso. Sulla stessa linea, balzo del FTSE Italia All-Share, che archivia la giornata a 51.798 punti. Su di giri il FTSE Italia Mid Cap (+1,63%); sulla stessa linea, effervescente il FTSE Italia Star (+1,61%).

Bene anche gli altri listini del Vecchio Continente. L'indice Dax tedesco che chiude a +1,3%, il Cac40 francese (+1,7%) e l’Ibex35 spagnolo (+2,2%). Positivo l’Euro Stoxx 50 che chiude a +2%. I principali indici azionari statunitensi chiudono nettamente in rialzo in vista degli utili Nvidia.

Titoli migliori e peggiori a Piazza Affari

A Piazza Affari il titolo migliore come è STMicroelectronics (+6,00%), seguito da Avio (+4,1%) e Intesa Sanpaolo (+2,8%). Bene anche le altre banche: Unicredit +2,6%, Banco Bpm +2,6%. Dopo il rally delle ultime settimane cade nuovamente Diasorin -2,8%. Scende l’energia sul calo del petrolio: Eni -1,3%, Saipem -1,7%.
Fuori dal paniere principale vola l’equity con Hensoldt +25%, mentre sprofonda Fidia -37,5%.

Gli altri mercati

Sul mercato forex il cambio euro/dollaro risale verso quota 1,163 e i segnali forex gratis adesso sono in bilico tra vendere e comprare. Fra le criptovalute, in salita il prezzo del Bitcoin che si attesta a quota 77.437 dollari.

Tra le materie prime  il WTI è sceso sotto i 100 dollari al barile per la prima volta da settimane, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato alla stampa che i negoziati con l'Iran sono vicini alle fasi finali.  Tonfo del gas naturale europeo: -7,7% sotto i 48 euro per megawattora.
Sull’obbligazionario europeo, in discesa lo spread Btp/Bund che si attesta in area 73 punti base, col decennale italiano al 3,83%.