mercoledì 16 settembre 2026

Tariffe commerciali, i rapporti tra USA e Canada rimangono tesi dopo i nuovi dazi

All'inizio di questa settimana sono ufficialmente entrate in vigore nuove tariffe commerciali imposte dagli Stati Uniti su numerosi prodotti canadesi. Ad agosto sono infatti naufragate le trattative, e ciò ha portato a una rapida frizione tra i due vicini di casa sulla questione commerciale.

Cosa prevedono le nuove tariffe

commercioLe nuove tariffe americane contro il Canada prevedono un'imposta del 50% che colpisce circa un centinaio categorie di prodotti molto eterogenei tra loro. Vanno dal settore agroalimentare a quello manifatturiero, pasando anche per il tempo libero. Queste tariffe fanno parte di una serie di aggiunte e rimozioni annunciate settimana scorsa dall'amministrazione Trump.
Contemporaneamente, la Casa Bianca ha annunciato la rimozione di dazi su una decina di articoli "per compensare l'onere per il commercio statunitense e servire al meglio l'interesse pubblico".

La risposta del Canada ha colpito un volume equivalente di merci, tra cui motociclette, cosmetici e formaggi, Inoltre Ottawa ha alzato dal 25 al 50% i dazi che già erano in vigore su acciaio e alluminio (sulla cui industria la guerra in Medio Oriente sta avendo un impatto forte).

L'impatto mediatico e reale

Va detto che questa partita commerciale in realtà ha più un peso politico che non economico.  Queste frizioni sul commercio internazionale tra USA e Canada hanno reso il clima sempre più teso. Ma a conti fatti queste tariffe spostano appena venti miliardi di dollari di merci, il 5% di ciò che gli Stati Uniti importano dal Canada. Inoltre l'impatto stimato sul PIL canadese è compreso tra 0,25%, e 0,5%.

Inflazione, tassi e dollaro canadese

Nel frattempo le preoccupazioni maggiori del Canada riguardano soprattutto l'inflazione. La forte crescita dei prezzi del petrolio generalmente è un bene per il paese, dato che il Canada è un importante esportatore di greggio. Ma stavolta l'incremento è così forte da aver riacceso i timori di un'inflazione fuori controllo, rafforzando la necessità di una politica monetaria più restrittiva (che però danneggia la crescita economica). 
Per questo motivo il dollaro canadese non ha ricevuto alcuna spinta di recente, ed anzi ha toccato il minimo di un mese rispetto a quello americano, anche perché i mercati finanziari hanno centrato l’attenzione alla riunione della FED, dalla quale si aspetta una stretta monetaria.

lunedì 7 settembre 2026

Investitori, il Bitcoin si consolida sugli 80mila dollari

Il mese di agosto è stato estremamente positivo per il Bitcoin, che è riuscito a riportarsi attorno alla soglia degli 80.000 dollari. Gli investitori della regina delle valute digitali adesso si chiedono se c'è spazio per un nuovo scatto in avanti della valuta digitali più famosa al mondo.

Cosa ha alimentato gli acquisti degli investitori

bitcoinLa corsa di Bitcoin durante il mese di agosto è stata in particolar modo alimentata dalla mossa del Ministero del Tesoro americano. Ha infatti annunciato l'intenzione di incrementare gli acquisti di titoli di Stato a lunga scadenza, innescando così una frenata dei rendimenti a lungo termine e anche del dollaro. Al tempo stesso ha spinto gli investitori verso gli asset più rischiosi, come appunto Il Bitcoin.

Anche il mercato degli ETF spot ha registrato un forte aumento di afflussi di denaro in quei giorni, dentro da arrivare ai livelli massimi degli ultimi dieci mesi.
La cosa interessante (e incoraggiante allo stesso tempo) è che una volta esaurito lo slancio, il Bitcoin non ha fatto marcia indietro ma si è consolidato attorno a 80.000 dollari. Segno che gli investitori hanno ancora una forte convenzione nella regina delle cripto.

I fari si spostano sulla Federal reserve

Ma cosa potrebbe muovere il prezzo di Bitcoin a breve termine? Sicuramente il principale driver è la Federal Reserve. Gli investitori si dividono riguardo alla prossima mossa della Banca Centrale Americana, che potrebbe aumentare i tassi di interesse o lasciarli invariati.
Nel primo caso l'appeal degli asset più rischiosi si ridurrebbe, quindi il Bitcoin subirebbe un contraccolpo. Nel secondo caso invece l'interesse verso gli asset a maggior rischio aumenterebbe. Tutto questo si intreccia con la situazione geopolitica, ma del resto da mesi i mercati finanziari hanno al centro la questione mediorientale

L'analisi tecnica di BTC

Lo scenario tecnico del Bitcoin nel frattempo sorride agli investitori. Il recente movimento rialzista ha consolidato una zona di resistenza attorno a quota 82.000 dollari, che già a maggio respinse un tentativo di salita. Tuttavia l'imminente passaggio della media mobile a 50 periodi oltre quella a 200 periodi potrebbe innescare un impulso rialzista (confermato anche dai segnali del Parabolic Sar trading), consentendo a Bitcoin e di superare quest'area di resistenza.

martedì 1 settembre 2026

Pagamenti, in Italia il digitale è più che raddoppiato negli ultimi anni

Gli italiani sfruttano sempre di più gli strumenti digitali per regolare le loro transazioni. Tra il 2018 e il 2025 infatti è più che raddoppiato il numero di pagamenti che hanno sfruttato strumenti alternativi al denaro contante.

Lo studio di Bankitalia sui pagamenti

bancaLa fotografia della situazione è stata realizzata da uno studio di Banca d'Italia, che ha evidenziato come i pagamenti digitali abbiano oltrepassato la soglia dei 16 miliardi.
Secondo le rilevazioni del nostro istituto centrale, su tutto il territorio nazionale c'è stata una forte crescita dei pagamenti effettuati con carta. Tuttavia la maggiore crescita è stata registrata nelle regioni del Centro-Sud, con un incremento pro capite di circa il 55% nel periodo che va dal 2022 al 2025.

Al Centro il numero di operazioni pro-capite effettuate con carta è stato 194, appena 15 in più rispetto ai dati del Nord-Ovest e 22 in più rispetto ai dati del Nord-Est. Molto indietro invece il Mezzogiorno con 124 operazioni pro capite.

Bonifici sempre più digitali

Un aspetto interessante è che nel 2025 il numero di bonifici effettuati tramite i canali digitali ha raggiunto addirittura la percentuale dell'85% sul totale. Il ricorso allo sportello bancario, incluse anche le disposizioni tramite l'ATM, è sempre più marginale. Peraltro le nuove regole alle banche sui bonifici in vigore da ottobre scorso hanno agevolato ulteriormente questo scenario.

Il ruolo importante della pandemia

Una forte accelerazione nell'utilizzo dei pagamenti digitali si deve al periodo pandemico. La stessa Banca d'Italia evidenzia che il processo di crescita dell'adozione di strumenti digitali di pagamento ha avuto una intensificazione durante il periodo in cui vigevano le misure restrittive alla mobilità delle persone e alle attività produttive e commerciali, durante il periodo del Covid-19. Ciò ha favorito una maggiore diffusione delle forme di pagamento alternative al denaro contante (che gli italiani continuano a usare in prevalenza), la cui semplicità e immediatezza è stata poi determinante affinché quell'utilizzo si consolidasse anche negli anni successivi.