I mercati erano così convinti che la Reserve Bank of New Zealand avrebbe alzato i tassi di interesse, da aver completamente scontato questa mossa negli ultimi tempi. E invece l'istituto centrale ha sorpreso tutti decidendo di congelare il costo del denaro, innescando così una profonda svendita di dollari "kiwi".
La decisione della RBNZ sui tassi di interesse
Al termine della riunione di politica monetaria di ottobre, la Reserve Bank ha deciso, con una votazione di 4 favorevoli e 3 contrari, di confermare i tassi di interesse al 2,75%. Il mercato si aspettava una stretta di 25 punti base per contrastare l'elevata inflazione. Il comitato di politica monetaria invece ha deciso di assumere un atteggiamento più cauto per evitare di mettere ulteriore pressione sull'economia neozelandese, che sta vivendo una ripresa molto fragile.
Sembra di rivivere ciò che accadde a febbraio, quando la RBNZ confermò il tasso di interesse e lanciò un messaggio dovish che fece scivolare il dollaro kiwi.
Stretta soltanto rinviata
Va precisato che i membri del comitato di politica monetaria hanno comunque sottolineato che probabilmente sarà necessario effettuare un ulteriore inasprimento dei tassi di interesse per spingere l'inflazione verso il punto medio dell'intervallo obiettivo 1-3%. La tempistica di questa ulteriore stretta dipenderà però tanto dalle prospettive economiche che dalla modo in cui procederà l'inflazione, visto che nel breve termine c'è ancora molta volatilità dei prezzi del petrolio e dei carburanti a causa della guerra del Golfo (il commercio resta rischioso se le petroliere passano per Hormuz).
La reazione dei mercati
Gli effetti della decisione di politica monetaria della banca centrale si sono visti pesantemente sul mercato valutario. Infatti il dollaro neozelandese è precipitato sui minimi di due settimane rispetto a quello americano. Il cambio NZD/USD è rimbalzato sulla media mobile a 50 periodi ed è sceso sotto la soglia di 0,56, formando anche un pattern bandiera ribassista che potrebbe anticipare l'ulteriore prosecuzione del trend ribassista. Chi sperava di vedere indicatori di inversione trend è rimasto deluso.
Il dollaro neozelandese inoltre ha perso notevolmente quota rispetto a quello australiano, raggiungendo il livello più basso addirittura da oltre 13 anni.
Come detto, il report sull'inflazione dall'ufficio di statistica ha evidenziato numeri migliori delle aspettative. Il tasso di inflazione annuale è risultato pari al 3, 1%, e sebbene si tratti del livello più alto degli ultimi quattro mesi è inferiore a quanto si aspettavano gli esperti, il 3,2%.
Secondo i dati forniti dall'ufficio di statistica di Pechino, l'economia cinese è cresciuta del 4,5% su base annua nel terzo trimestre del 2026. Oltre a registrare un'accelerazione rispetto al 4,3% del secondo trimestre, si tratta di un dato superiore alle aspettative di mercato che erano per il 4,4%. Sottolineiamo che parliamo di uno dei