martedì 20 ottobre 2026

Inflazione migliore del previsto in Canada ma la BoC alzerà comuqnue i tassi

Nonostante il report sull'inflazione migliore del previsto, resta forte la prospettiva di una Banca Centrale del Canada aggressiva sul fronte dei tassi e ciò spinge il dollaro canadese sui minimi di circa sui massimi di circa un mese rispetto a quello americano.

Il report canadese sull'inflazione

canadaCome detto, il report sull'inflazione dall'ufficio di statistica ha evidenziato numeri migliori delle aspettative. Il tasso di inflazione annuale è risultato pari al 3, 1%, e sebbene si tratti del livello più alto degli ultimi quattro mesi è inferiore a quanto si aspettavano gli esperti, il 3,2%.
Mentre l'aumento dei prezzi dell'energia ha spinto al rialzo l'inflazione complessiva, gli indicatori di fondo sono rimasti contenuti, con l'indice dei prezzi al consumo (CPI-mediano) in calo all'1,9% e l'indice dei prezzi al consumo (CPI-trim) in flessione all'1,8% a settembre. 

Le implicazioni per la Bank of Canada

Malgrado questi numeri, rimane forte il timore che possa esserci una crescita ulteriore dell'inflazione, come sottolineato dai responsabili di politica monetaria della Bank of Canada. Lo stesso governatore Tiff Macklem di recente ha dichiarato che l'istituto prevede di aumentare significativamente le sue previsioni trimestrali sull'inflazione. Ciò significa che la Bank of Canada mantiene delle forti prospettive hawkish. Un aumento dei tassi di interesse ridurrebbe il differenziale tra Bank of Canada e Federal Reserve, e ciò ha fornito carburante a dollaro canadese. Sono lontani i tempi in cui la Banca Centrale del Canada sorprendeva gli investitori con una prospettiva hawkish. Oggi la sorpresa sarebbe il contrario.

La reazione del mercato

Sul mercato valutario infatti l'andamento del cambio USD/CAD continua ad essere ribassista da un paio di settimane, dopo il picco di settembre raggiunto dopo le tariffe commerciali tra USA e Canada. Il rapporto è sceso in prossimità di 1,41, sui minimi di un mese. A livello tecnico bisogna sottolineare che la coppia valutaria sta testando la media mobile a 50 periodi, che agisce in qualità di supporto, e poco sotto c'è la soglia psicologica di 1,40.

Intanto sul mercato azionario, l'indice S&P/TSX Composite ha chiuso in ribasso dello 0,7% a 35.929 punti.Le principali banche hanno registrato ribassi, con RBC in calo dello 0,9%, mentre BMO, CIBC e National Bank hanno perso ciascuna lo 0,8%. Anche i titoli minerari sono calati a seguito delle vendite su oro e argento a causa dei timori di inflazione e strette monetarie.
Nel frattempo il rendimento dei titoli di Stato canadesi a 10 anni è salito a circa il 3,90% a ottobre, il livello più alto in quasi due settimane.

lunedì 19 ottobre 2026

Economia cinese più forte del previsto, corre lo yuan

Arrivano notizie incoraggianti dalla Cina, tanto da spingere lo Yuan offshore verso i nuovi massimi degli ultimi quattro anni. L'economia cinese infatti ha realizzato una crescita più forte di quanto si aspettava il mercato.

Il report sull'andamento dell'economia cinese

economia cineseSecondo i dati forniti dall'ufficio di statistica di Pechino, l'economia cinese è cresciuta del 4,5% su base annua nel terzo trimestre del 2026. Oltre a registrare un'accelerazione rispetto al 4,3% del secondo trimestre, si tratta di un dato superiore alle aspettative di mercato che erano per il 4,4%. Sottolineiamo che parliamo di uno dei dati macroeconomici più importanti.
Su base trimestrale invece l'economia cinese è cresciuta dell'1,2%. Anche in questo caso è più di quanto stimato dal mercato (1,1%) e in aumento rispetto al secondo trimestre (0,9%).
Nei primi nove mesi dell'anno l'economia cinese è cresciuta del 4,6%. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, rientrando così nell'intervallo dell'obiettivo di crescita annuale fissato dal governo, compreso tra il 4,5% e il 5%.

L'effetto degli stimoli di Pechino

È evidente che questo risultato risente del crescente supporto politico da parte di Pechino. Il governo infatti ha intensificato gli stimoli all'economia cinese negli ultimi mesi, ad esempio tagliando in modo mirato i tassi di interesse e fornendo sussidi sui mutui. La crescita dell'economia cinese è stata sostenuta anche dalla resilienza delle esportazioni, in particolare quella dei componenti legati all'intelligenza artificiale, beni maniufatturieri ad alta tecnologia e veicoli elettrici (a scapito dell'Europa, dove l'industria dell'auto viene fatta tremare dal CEO di Volkswagen per gli scenari cupi che l'aspettano).

Nel frattempo si segnala anche l'accelerazione della produzione industriale nel mese di settembre e la crescita delle vendite al dettaglio, mentre il tasso di disoccupazione urbana va in discesa rispetto al massimo quinquennale che era stato rilevato ad agosto.

La reazione del mercato

L'accoglienza positiva del mercato di questi dati ha spinto lo Yuan offshore che si è rafforzato a circa 6,69 rispetto al Dollaro. Il cambio tra le due valute raggiunge così un livello che non si vedeva da giugno 2022. Inoltre sul grafico si va formando una candela hammer trading.
Sul fronte azionario invece l'indice Shanghai Composite ha chiuso in guadagno dello 0,39%, mentre lo Shenzhen Component ha chiuso con un progresso dello 0,13%.

venerdì 9 ottobre 2026

Commercio rischioso se si passa per Hormuz, compensi shock per i comandanti delle petroliere

La guerra del Golfo ha reso il commercio di petrolio sempre più difficile. Il passaggio attraverso lo stretto di Hormuz ormai da mesi avviene a singhiozzo perché i viaggi per questa striscia marittima sono pericolosi. Proprio per questo tutti i costi connessi al viaggio, incluso gli stipendi di chi si imbarca, hanno raggiunto cifre altissime.

Lievitano gli stipendi per il commercio di petrolio

commercio petrolioLa situazione è stata illustrata da un reportage del Financial Times. Gli armatori devono arrivare a offrire fino a 100.000 dollari al mese a chi comanda le petroliere per convincerlo ad attraversare lo stretto di Hormuz. Inoltre sono previsti bonus per ciascun viaggio, pari anche a 50.000 euro.
Ma sono cresciuti anche i costi delle altre figure a bordo: i marinai, il cui stipendio mensile normalmente si aggira a 1.500 dollarie e i capitani che di solito arrivano a 15.000. Ebbene quando si passa per lo stretto di Hormuz queste cifre crscono dalle 4 alle 6 volte.
Anche in questo caso questo l'aumento deriva dal maggior rischio causato degli attacchi. Del resto il transito attraverso Hormuz del petrolio è l’arma tattica di Teheran in qeusto conflitto.

Il prezzo del noleggio 

Per quanto riguarda il costo per il noleggio delle petroliere, c'è stata una fortissima impennata. Se prima della guerra il prezzo oscillava tra 20mila e 50mila dollari al giorno, con il conflitto in Medio Oriente le tariffe sono schizzate alle stelle toccando anche il valore record di 1,3 milioni di dollari al giorno. Bisogna evidenziare che tra l'ingresso nello Stretto di Hormuz e l'uscita passano generalmente circa quattro giorni. Quindi un viaggio soltanto può comportare costi per noleggio superiori ai 5 milioni di dollari.

Già questi numeri fanno capire perché le vicende del Medio Oriente ogni settimana sono gli eventi clou per l'economia globale.

Le altre spese: assicurazione e carburante

Il conto complessivo di un commercio che prevede il transito nello Stretto di Hormuz deve essere poi ritoccato anche in base all'assicurazione. Gli armatori devono sottoscriverla contro i rischi di guerra e qui il costo oscilla tra il 6 e il 10% del valore dello scafo. Tradotto in termini numerici, una super-petroliera potrebbe costare in assicurazione fino a 20 milioni di dollari per un viaggio nel Golfo.
Ultimo ultimo aspetto riguarda il carburante.Gli interventi dell'OPEC+ non bastano, il mercato petrolifero è in tensione da mesi. Sembra un paradosso, ma le petroliere che sono alla base delle forniture del carburante devono sostenere i costi enormi proprio per il rifornimento.