La sterlina torna a viaggiare a ritmo spedito nel mercato valutario, e si riavvicina nei confronti dell'euro ai minimi raggiunti giovedì scorso a quota 0,845. La valuta britannica beneficia di alcuni dati macro positivi riguardanti la massa monetaria e i prestiti.
I dati che hanno spinto la sterlina
L'aggregato M4 a ottobre è salito del 1,1% rispetto al mese precedente, andando anche meglio delle previsioni degli analisti che si erano fermati allo 0,2%. Inoltre i crediti al consumo destagionalizzati sono cresciuti di 1,6 miliardi, leggermente di più di quanto erano le attese da parte degli analisti. Aumentano invece i prestiti totali, che hanno raggiunto la cifra di 4,9 miliardi. Anche in questo caso il valore è superiore a quello del consensus.
In attesa che domani venga reso noto il rapporto sulla situazione finanziaria britannica, la sterlina ha quindi accelerato nel forex market guadagnando su tutte le valute del paniere, così come anche nei riguardi dell'euro. Inoltre i segnali forex gratis in tempo reale continuano a puntare sulla valuta britannica.
Intanto corre anche il dollaro
C'è da dire che la moneta britannica è l'unica che è stata in grado finora di tenere il passo del rally messo in atto dal dollaro, sin dal giorno in cui ha vinto Donald Trump le elezioni americane.
Adesso per capire se siamo in presenza di nuovo trend ribassista del cross euro-sterlina, dobbiamo attendere altri dati importanti che verranno resi noti in questa settimana. Anzitutto quello sull'inflazione dell'Eurozona che verrà reso noto oggi (è previsto un leggero rialzo).
Dati macro in arrivo
Inoltre sono attesi altri report interessanti tra giovedì e venerdì, riguardo il settore immobiliare e delle costruzioni britannico. Dati che sono sempre utili a farsi un'idea sulle prossime mosse della Bank of England. Solo dopo questi eventi sapremo se siamo in un nuova fase ribassista del cross Eur-Gbp.
Si tratta di Monte dei Paschi di Siena, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Carige, Banca Etruria, CariChieti, Banca Marche e CariFerrara. Già di recente il FT si era schierato col fronte del SI, dicendo che che il rifiuto delle riforme alle urne potrebbe far uscire l'Italia dall'euro.
La settimana che si è appena conclusa sui mercati valutari, ha tuttavia posto un argine alla discesa. La valuta unica infatti ha chiuso con un bilancio di parità contro l'USD a quota 1,059. Nell'ultimo mese ha perso circa il 2,79%, mentre di recente è tornata ai livelli di dicembre 2015, come si può vedere sui broker
A livello di regali spenderemo di più di quel che si farà nel resto d'Europa, dove la spesa media si attesterà sui 207 euro a famiglia. Più di noi spenderanno soltanto i danesi (367 euro) e i tedeschi (239 euro) a famiglia. I più parsimoniosi sono i cittadini greci (114 euro).
Il dato è negativo soprattutto se si guarda in un'ottica di ampio respiro geografico, visto che il PIL mondiale ha riaccelerato in estate, e paesi come gli USA viaggiano come una locomotiva. Ma volano anche alcuni principali emergenti, Cina in testa.
Secondo un report di Unioncamere e Infocamere, questo trend va avanti da circa 5 anni, durante i quali sono più che raddoppiati gli immigrati a capo delle sartorie (+129,7%), dove sono leader i cinesi, ma anche delle imprese di pulizie (+108,8%), in larga parte condotte da rumeni, egiziani e albanesi. Discorso simile per le ditte di giardinaggio (+74,5%), la metà delle quali è comandata da nativi della Romania e dell’Albania. Normalmente si tratta di
Sotto il profilo delle valute invece, subito dopo che si è diffusa la notizia che un terremoto di magnitudo 7.4 aveva colpito la regione di Fukushima, c'è stata una improvvisa reazione del cross Usd-Jpy.
Secondo Eisman se quei crediti fossero valutati nel modo corretto, allora si trasformerebbero in sofferenze tante e tali da spazzare via il capitale degli istituti. Lo sostiene nel corso di un'intervista al Guardian: "L'Europa è fregata, voi tutti siete fregati" , dice lui.
Al di là del sarcasmo, c'è comunque la realtà di tanti individui che fanno un lavoro ingrato perché risulta odioso ai più. Ma si tratta comunque di dipendenti che hanno famiglia, e quindi la comprensione deve essere massima.
C'è chi sta peggio di noi però, In Francia la pressione fiscale è più elevata che in ogni altro paese, visto che imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sono pari al 48% del Pil. Medaglia d'argento in questa poco invidiabile classifica ce l'ha il Belgio, con 46,8%, mentre l'Austria è terza con il 44,3%.
I depositi crescono in modo molto più rapido rispetto a quanto fanno i prestiti. Secondo i dati
Complessivamente i risultati del business Ikea funzionano. I ricavi sono stati ben 1,709 miliardi di euro nel 2016, con una crescita del 4,5% a rete corrente e del 3,7% a rete costante. A livello di componenti, sono i mobili quelli che generano il fatturato maggiore: 57%. Mentre i complementi d’arredo si fermano al 43%.
Per diverse settimane la Clinton ha avuto tutti i favori del pronostico dalla sua parte, ed è sembrato a tutti che si avviava verso una vittoria sicura. Ma prima dello scorso weekend il quadro è completamente cambiato, perché l'FBI ha riaperto un'indagine nei confronti della Clinton, e questo ha rimesso in discussione l'esito delle elezioni.
E' una delle misure previste nel