Lo schiaffo di Trump al mercato sta per arrivare. Molti simboli del Made in Europe potrebbero essere soggetti a dazi al momento di entrare negli Stati Uniti. Lo riferisce una nota del Dipartimento del Commercio americano, che menziona fino a 90 prodotti europei (vanno dalle acque minerali Perrier, fino al formaggio francese, alle motociclette svedesi e alla mitica Vespa della Piaggio). Su questi prodotti potrebbe abbattersi il fardello di un dazio pari al 100%, come risposta al bando dell'Unione Europea sulle carni bovine che negli USA vengono trattate con gli ormoni.
Le anticipazioni sulla sfila di dazi
A riferire l'intenzione del governo Trump e il prestigioso Wall Street Journal, che evidenzia come tutto nasca dalle forti pressioni dei produttori di carne di manzo statunitensi. Questi ultimi sarebbero rimasti molto delusi dalla mancata apertura dell'Unione Europea alle loro carni di maggiore qualità, quelle che non vengono trattate con gli ormoni. In tal modo la UE sarebbe venuta meno ad un accordo risalente al 2009. Da qui scatterebbe la vendetta da parte degli USA, con tariffe sul commercio internazionale di carne.
La guerra della carne bovina
Va tuttavia precisato che il valore limite su cui gli USA potranno vendicarsi, secondo le norme del WTO è al massimo di 100 milioni di dollari complessivi, cioè da tutti i paesi UE. Un'inezia se si pensa che l'export complessivo verso gli Stati Uniti è pari a 360 miliardi.
La questione degli ormoni
Va ricordato che la diatriba sulle carni bovine alimentate con gli ormoni è di vecchissima data. Già nel 1996 Washington trascinò Bruxelles davanti al WTO, che mise al bando di divieto Ue alle importazioni di carne bovina, a prescindere dalla presenza o meno di ormoni. Nel 2009 Stati Uniti e Unione Europea provarono anche a fare la pace con un accordo Washington. Ma questo determinava quote di importazione che non erano specifiche per gli Stati Uniti, bensì riguardavano tutti i paesi terzi. Quindi quelle quantità ammesse nella UE venivano costantemente esaurite da altri paesi come Australia, Argentina, Nuova Zelanda...
Al momento, malgrado da più fronti si invochi una "pace", non sembra esserci alcuna concreta mossa per risolvere la questione in via amichevole.
Parlando a Washington, tuttavia, la Yellen ha dato la sensazione che un briciolo di quell'ottimismo iniziale è effettivamente calato, e che il costo del denaro sarà ritoccato solo altre due volte e non tre come era stato ipotizzato.
Tra le Borse europee inizia malissimo Francoforte, che scende dello 0,71% come Parigi. Male anche Londra, che evidenzia un ribasso dello 0,77%. A Piazza Affari, il FTSE MIB è in frazionale calo calo (-0,53%). Il calo è generale e diffuso, e sono davvero pochi i titoli che hanno spunti positivi.
Il dato ottenuto è una bella spinta per la valuta unica, visto che la crescita economica dell'Eurozona ha acquisito maggiore slancio, toccando un valore record in quasi 6 anni. La stima flash preliminare dell'indice Pmi composito dell'Eurozona di marzo, infatti cresce da 56 a 56,7. Si tratta del valore maggiore dall'aprile 2011.
Si tratta di un polo da 14mila metri quadri di superficie. Hanno tagliato il nastro Antonio Belloni (direttore generale), Jean Christophe Babin (amministratore delegato), Nicolò Rapone (direttore dello stabilimento di Valenza), l’attrice Isabella Ferrari, il sindaco di Valenza Gianluca Barbero e il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il prefetto di Alessandria Romilda Tafuri, il ministro Carlo Calenda e Rita Rossa, sindaco di Alessandria.
Le Non farm payrolls fanno segnare per il 77esimo mese consecutivo un saldo positivo, visto che lo scorso mese sono stati creati ben 235 mila posti di lavoro negli States. Addirittura il valore va anche oltre le previsioni degli analisti di Bloomberg (200 mila posti).
La scelta della RBA ha momentaneamente rafforzato il dollaro australiano contro la valuta statunitense. Il cambio AUD/USD infatti è salito e sta viaggiando attualmente in rialzo dello 0,33% su quota 0.7604 secondo il nostro
L'analisi di CNA è stata condotta su un campione di 20.500 imprese artigiane, e ha coinvolto circa 125 mila dipendenti complessivi. Il dato più evidente di questa indagine sta nel boom delle assunzioni, che in un mese hanno avuto una impennata di +8,2%.
"Manterremo le promesse fatte al popolo americano", ha detto Trump, a cominciare dall'economia. Il nuovo presidente ha fatto l'elenco di molte importanti aziende che investiranno miliardi negli Stati Uniti, dove creeranno anche migliaia di nuovi posti di lavoro. Poi ha sottolineato come "la Borsa di