mercoledì 27 maggio 2026

Lavoro, in Italia un colloquio su tre non ha candidati

Uno dei problemi più chiacchierati nel nostro paese senza dubbio è quello relativo all'occupazione. La classica frase "il lavoro non c'è" tuttavia va riscritta, perché a giudicare dai dati l'occupazione ci sarebbe pure ma spesso non ci sono i candidati per svolgerla.

Il report sui colloqui di lavoro

L'ufficio studi della CGIA ha pubblicato un documento dove illustra i dati riguardanti i colloqui di lavoro svolti nel 2025. Da essi emerge che, se è vero che la crisi industriale minaccia migliaia di posti, dall'altro moltissime piccole e medie imprese non riescono a trovare personale. Addirittura spesso ai colloqui di lavoro nessuno si presenta. E non parliamo di casi sporadici e di percentuali basse, perché accade in un terzo circa dei casi.

Le assunzioni che non sono state effettuate nel corso del 2025 a causa di colloqui andati a vuoto sono stati superiori a 1,75 milioni, ossia il 30,2% del totale previsto. Se questi numeri ci dicono poco, un confronto con il 2017 è eclatante: all'epoca le assunzioni non effettuate per mancanza di candidati furono solo 400 mila, ossia il 9,7% del totale.

Le categorie più difficili da trovare

Questo scenario si manifesta in maniera trasversale in tutti i posti di lavoro, ma chiaramente ci sono alcune categorie dove la percentuale è più elevata rispetto alla media.
Nel settore delle costruzioni ad esempio si arriva al 39% di difficoltà nell'assumere candidati. Nel settore del legno arredo arriviamo al 35,3%. Nel settore delle utilities sfioriamo il 35%.

Perché i giovani non vanno più ai colloqui di lavoro

È necessario quindi interrogarsi sul motivo per cui moltissimi colloqui di lavoro finiscono deserti. I giovani hanno modificato la scala delle loro priorità, nel senso che non cercano soltanto un lavoro e uno stipendio (c'è comunque un problema di retribuzioni basse per i neolaureati), ma anche equilibrio tra vita privata e lavorativa. Inoltre cercano un'occupazione che gli dia la possibilità di crescita.

C'è poi un problema prettamente numerico: essendo l'Italia alle prese con la crisi demografica, ci sono meno giovani rispetto al passato e quindi meno candidati. 

mercoledì 20 maggio 2026

Investitori, Borse Ue positive trainate dalla fiducia sul tech

Si chiude con un bilancio positivo la giornata delle Borse d'Eurozona, grazie al sostegno del comparto tech (la trimestrale Nvidia è arrivata a mercati chiusi). La possibile svolta diplomatica sull’Iran arriva nel tardo pomeriggio e quindi non è stata "prezzata" dai listini europei, ma potrebbe incidere sull'umore degli investitori nelle prossime sessioni. 
Intanto sul fronte commerciale, l'UE ha chiuso l'atteso accordo sui dazi con gli Stati Uniti.

Il bilancio della giornata per gli investitori

Anche gli investitori di Piazza Affari vivono una giornata positiva. L’indice Ftse Mib chiude a +1,7% e interrompe la serie di tre ribassi consecutivi, iniziata venerdì scorso. Sulla stessa linea, balzo del FTSE Italia All-Share, che archivia la giornata a 51.798 punti. Su di giri il FTSE Italia Mid Cap (+1,63%); sulla stessa linea, effervescente il FTSE Italia Star (+1,61%).

Bene anche gli altri listini del Vecchio Continente. L'indice Dax tedesco che chiude a +1,3%, il Cac40 francese (+1,7%) e l’Ibex35 spagnolo (+2,2%). Positivo l’Euro Stoxx 50 che chiude a +2%. I principali indici azionari statunitensi chiudono nettamente in rialzo in vista degli utili Nvidia.

Titoli migliori e peggiori a Piazza Affari

A Piazza Affari il titolo migliore come è STMicroelectronics (+6,00%), seguito da Avio (+4,1%) e Intesa Sanpaolo (+2,8%). Bene anche le altre banche: Unicredit +2,6%, Banco Bpm +2,6%. Dopo il rally delle ultime settimane cade nuovamente Diasorin -2,8%. Scende l’energia sul calo del petrolio: Eni -1,3%, Saipem -1,7%.
Fuori dal paniere principale vola l’equity con Hensoldt +25%, mentre sprofonda Fidia -37,5%.

Gli altri mercati

Sul mercato forex il cambio euro/dollaro risale verso quota 1,163 e i segnali forex gratis adesso sono in bilico tra vendere e comprare. Fra le criptovalute, in salita il prezzo del Bitcoin che si attesta a quota 77.437 dollari.

Tra le materie prime  il WTI è sceso sotto i 100 dollari al barile per la prima volta da settimane, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato alla stampa che i negoziati con l'Iran sono vicini alle fasi finali.  Tonfo del gas naturale europeo: -7,7% sotto i 48 euro per megawattora.
Sull’obbligazionario europeo, in discesa lo spread Btp/Bund che si attesta in area 73 punti base, col decennale italiano al 3,83%.

martedì 19 maggio 2026

Business dei matrimoni, gli italiani spendono sempre di più e fanno pure i debiti

C'è una tendenza in atto da un po' di tempo in Italia, quella di desiderare sempre di meno di sposarsi. Ma nonostante il numero di cerimonie in calo, il dei matrimoni è sempre più ricco nel nostro paese.

Quanto vale il business dei matrimoni

Secondo i dati pubblicati da Istat riferiti al 2024, il numero di matrimoni è sceso del 5,9% rispetto all'anno prima. Complessivamente sono stati celebrati poco più di 173mila eventi nuziali. Eppure il business dei matrimoni tira perché chi decide di compiere il grande passo è disposto a spendere. Spesso anche a indebitarsi pur di celebrare un giorno perfetto.

Perché i matrimoni sono in calo

Dietro la riduzione del numero di matrimoni ci sono diversi fattori. Due però sono quelli più rilevanti. Il primo è di natura demografica, perché essendoci meno giovani nel nostro paese è naturale che ci siano anche meno matrimoni. Il secondo invece è di natura culturale, nel senso che sempre più coppie decidono di andare a convivere senza celebrare il matrimonio formale. Il numero di coppie conviventi è quadruplicato nell'ultimo ventennio, passando da circa 440.000 a oltre 1,7 milioni.

Chi si sposa non bada a spese

Come detto, le coppie che decidono ancora di restare fedeli alle tradizioni e sposarsi sono anche più spendaccione che in passato. Secondo un'indagine effettuata da mUp Research, la spesa media per una coppia è di circa 13.700 euro. Chiaramente trattandosi di un importo medio ci sono delle forti variazioni da caso a caso. La spesa cambia in relazione al numero degli invitati, alla location prescelta e al livello di personalizzazione dell'evento.

Il business dei matrimoni tira ancora, al punto tale che in un contesto economico ancora complicato, pur di liberarsi un evento da sogno c'è chi decide di indebitarsi. La media del prestito per sposarsi è di circa 8800 euro, con una scadenza a 5 anni e una rata media di 175 euro al mese.
La maggior parte dei prestiti viene chiesta nel Sud Italia. Non stupisce questo dato, dal momento che il mezzogiorno è l'area dove il matrimonio continua ad avere un forte valore sociale e religioso. Inoltre il numero medio di invitati è più elevato che nel resto d'Italia, e questo rende il budget medio più alto.

giovedì 7 maggio 2026

Prezzo delle sigarette, arriva la proposta di un maxi rincaro da 5 euro?

L'idea è quella che di fronte ad un rincaro-shock molti consumatori facciano marcia indietro. Il prezzo delle sigarette potrebbe diventare venta un tema caldo per il Parlamento, qualora venissero raggiunte le firme necessarie per depositare una legge di iniziativa Popolare.

L'idea di una stangata sul prezzo delle sigarette

Finora sono passati tre mesi dal lancio della campagna "5 euro contro il fumo", e sono state raccolte più di 40mila firme. Ne servono ancora 10mila per il deposito di una legge di iniziativa Popolare, per cui con ogni probabilità il risultato verrà raggiunto.

Secondo i promotori di questa campagna, l'aumento del prezzo delle sigarette potrebbe essere un deterrente importante per abbattere il numero di fumatori, perché concretizzerebbe una regola base della economia: prezzi più alti riducono la domanda.

Tutto ciò avviene mentre i produttori di tabacco italiani hanno assunto la presidenza di UNITAB EUROPA, consolidando la leadership sul piano produttivo. Il nostro paese infatti il primo produttore europeo di tabacco greggio.

I numeri sul fumo

Va detto che nel nostro Paese il numero dei fumatori negli ultimi anni è decisamente calato, ma soprattutto tra i giovani sta crescendo l'utilizzo delle sigarette elettroniche e dei dispositivi a tabacco con riscaldato. L'industria del tabacco utilizza sistemi di marketing ai quali i giovani sono particolarmente vulnerabili.Erano circa il 3,9% nel 2021 mentre oggi sono schizzati al 7,4% nel 2025. Tuttavia questi prodotti non stanno sostituendo del tutto il fumo tradizionale ma lo affiancano, realizzando così un uso combinato.

Il monito della Commissione Europea

Un recente analisi della Commissione Europea ha messo in evidenza che un giovane su cinque si avvicina ai prodotti a base di nicotina proprio con i dispositivi elettronici punto. Nel frattempo uno studio pubblicato su Carcinogenesis da ricercatori del Nuovo Galles mostra che l'associazione tra sigarette tradizionali ed elettroniche quadruplica addirittura il rischio di tumore ai polmoni rispetto al solo fumo tradizionale.

Perché sarebbe importante tagliare i consumi

L'aumento del prezzo delle sigarette, se dove abbattere l'utilizzo dei prodotti a base di nicotina, avrebbe un impatto enorme sulla salute e sul sistema sanitario nel nostro paese. Si stimano circa 10 milioni di fumatori e 93 mila decessi ogni anno legati al consumo di tabacco. Il fumo è ancora il principale fattore di rischio oncologico, oltre ad essere associato a patologie cardiovascolari e respiratorie.

Un beneficio lo avrebbero anche le casse dello Stato, perché se da un lato la riduzione dei consumi significherebbe anche minori entrate legate alle tasse, dall'altro l'aumento del prezzo potrebbe comportare entrate aggiuntive da destinare al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale.

lunedì 4 maggio 2026

Lavoro negli USA, nuovi dati in settimana. Ma il tema caldo resta la guerra

La possibilità che possa esserci un altro round di colloqui per raggiungere il cessate il fuoco nella guerra del Golfo sarà ancora il tema cruciale per i mercati nei prossimi giorni. A livello macro invece il clou saranno i nuovi dati sul lavoro negli Stati Uniti, mentre diverse banche centrali decideranno sui tassi di interesse.

Il Medio Oriente e i dati sul lavoro negli USA

Questa prima settimana di maggio continuerà ad essere focalizzata soprattutto sulla situazione nel Golfo. Ma come abbiamo detto, c'è anche un importante dato macro in arrivo: il report sul lavoro negli USA. Dal momento che la Federal Reserve si è mostrata divisa sull'opportunità ritoccare i tassi, questo dato macro assume un'importanza fondamentale per i mercati, perché può orientare la politica monetaria USA.

Oltre questo, ci sono altri dati in pubblicazione come l'indice preliminare di fiducia dei consumatori del Michigan, la bilancia commerciale e la vendita di nuove case. Fattori che potrebbero influenzare il dollaro, che di recente è sceso al minimo dell'ultimo mese.

Sempre dal mercato a stelle e strisce arriveranno importanti indicazioni sul fronte societario, vista la pubblicazione dei numerosi rapporti trimestrali. Spiccano quelli di Palantir, AMD, Pfizer, Disney e McDonald's. Pubblicazioni che muoveranno di sicuro anche le mani forti nel trading.

L'Europa e il resto del mondo

Dopo che la BCE è la Bank of England hanno mantenuto i tassi invariati, in Europa sono in arrivo le decisioni anche della Ricksbank svedese che della Norges Bank norvegese. Inoltre la BCE pubblicherà la sua relazione annuale del 2025.
Tra i dati macro chiave spiccano la bilancia commerciale della Germania e le vendite al dettaglio della Eurozona.

Gli eventi altrove

Volgendo lo sguardo altrove, è attesa la riunione di politica monetaria della Banca del Messico. In Cina i dati commerciali saranno in focus per i mercati, mentre in Giappone gli investitori potranno leggere i verbali della riunione di marzo della Bank of Japan.
Grande attesa per la riunione di politica monetaria della Reserve Bank of Australia, che dovrebbe aumentare il tasso di interesse di 25 punti base a causa dell'intensificarsi dei rischi inflazionistici.
In Nuova Zelanda saranno pubblicati i report sul lavoro.