Un altro colosso del web finisce nel mirino del Fisco italiano. Dopo Apple e Google infatti, la Guardia di Finanza ha puntato il dito contro Amazon, reo di aver evaso le tasse dal 2009 fino al 2014. Secondo l'accertamento della GdF il colosso dell'e-commerce Usa non ha pagato ben 130 milioni di imposte, quindi un po' meno delle accuse simili mosse a Google e Apple, ma solo perché i suoi margini di guadagno sulle vendite sono inferiori.
I precedenti e il caso Amazon
Ricordiamo che Google, alla fine di gennaio 2016, aveva ricevuto un "verbale di accertamento" in cui gli si contestava una evasione da 300 milioni di euro. Peraltro il piemme Palma aveva iscritto 3 top manager del colosso USA nel registro degli indagati per "omessa dichiarazione dei redditi". I fatti si riferivano al quinquennio 2008-2013.
L'altro precedente riguarda un'altra delle aziende più famose nel mondo, ossia Apple, che però si è dimostrato molto collaborativo avendo già versato 318 milioni di euro al fisco italiano per definire la partita. Anche in questo caso si parlava di omessa dichiarazione dei redditi, in riferimento allo stesso periodo di Google.
Rovinata la festa per la trimestrale
Adesso tocca ad Amazon, al quale così è stata parzialmente rovinata la festa dei dati trimestrali, che ieri hanno evidenziato una crescita degli utili addirittura del 41% nel primo trimestre del 2017 (ed ha raggiunto un nuovo massimo nel dopo mercato a Wall Street).
Dal canto su, Amazon ha risposto subito alle accuse: "Paghiamo tutte le imposte che sono dovute in ogni Paese in cui Amazon opera. Le imposte sulle società sono basate sugli utili, non sui ricavi, e i nostri utili sono rimasti bassi a seguito degli ingenti investimenti e del fatto che il business retail è altamente competitivo e offre margini bassi". Così l'azienda commenta l'accertamento di presunta evasione della GdF.
In realtà non sembra essere proprio una “rivoluzione” fiscale, ma più che altro una revisione dell’attuale sistema. Tant'è che la prima reazione del mercato alla riforma del fisco è stata molto deludente. Sulla nostra
Lo scenario è molto complicato. In giornata si dovrebbe riunire il CdA di Alitalia per deliberare in merito alla richiesta di amministrazione straordinaria speciale, con una probabile uscita contestuale dei soci. La patata bollente passerà quindi al Governo.
Non era mai successo di vivere una tornata elettorale così importante e dalle conseguenze così potenzialmente grandi per l'economia mondiale per chi fa trading.
Ad essere state duramente colpite sono soprattutto quelle attività produttive come vigne, ortofrutta e piante ornamentali. Per fare un nome, è stata una vera e propria mazzata per la produzione del Barolo e nel Veneto molti altri vini di pregio vivranno una situazione molto complicata. Anche in Piemonte e Liguria la situazione è critica per l'agricoltura. Secondo la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), la situazione complessiva delle perdite e dei costi per maltempo sarà molto grave. Una mazzata per il
Il referendum spinge così la Turchia verso un modello più affine alle autocrazie orientali, allontanandolo dall'Europa della quale pure fa parte. Erdogan ha voluto e ottenuto pieni poteri, e c'è da giurarci che li utilizzerà.
Secondo quanto riferisce Codacons, a Pasqua gli italiani spenderanno complessivamente quasi 1,1 miliardi di euro. I prodotti più classici non se li farà mancare nessuno: agnello, salumi, uova, nel rispetto della tradizione. Sono tutti prodotti tipici del
Anzitutto dal documento si evince la volontà della Fed di tagliare una fetta dei 4,5 trilioni di dollari di bond che ha in bilancio, e in secondo luogo alcuni membri del Fomc ritengono che l'azionario USA versi in una condizione di bolla, e cioè le alte quotazioni a