giovedì 21 novembre 2024

Industria della birra artigianale italiana messa in crisi dal raccolti di orzo

I problemi legati all'andamento del clima, inteso sia come maltempo che come siccità, hanno creato gravi danni ai raccolti di orzo mettendo in crisi l'intera industria della birra artigianale italiana, costretta a importare la maggior parte di materia prima dall'estero.

Il clima incide sulle industrie della birra artigianale

Nel corso di quest'anno, l'assenza di piogge ha diminuito la quantità raccolta di orzo, nonostante la qualità di questa materia prima sia rimasta assolutamente buona. Al tempo stesso, anche le piogge intense hanno provocato dei contraccolpi sulla produzione di questa materia prima, che è fondamentale per l'industria della birra artigianale italiana.

Le ripercussioni dell'andamento climatico sul la resa del settore non sono una novità, ma il 2024 è stato un anno particolare perché ha messo in evidenza come la crisi possa diventare qualcosa di strutturale, riducendo costantemente la resa di orzo delle coltivazioni sul nostro territorio. Il guaio è che tali cambiamenti climatici sono sempre più frequenti e costanti, tanto da mettere a rischio non soltanto la quantità ma anche la qualità delle materie prime necessarie per l'industria della birra artigianale.

La crescita rischia di fermarsi

Questi problemi emergono proprio nel momento in cui il settore si sta consolidando, grazie all'esperienza accumulata negli anni passati. Ad oggi l'Italia è costretta a importare circa il 65% del malto d'orzo di cui ha bisogno. È chiaro quindi che bisognerebbe di incentivare la produzione locale di qualità, attivando misure di sostegno alle aziende che, oltre ai problemi climatici, hanno dovuto affrontare negli ultimi trimestri anche gli aumenti dei costi di produzione (+200%) a causa dell'aumento dell'energia.

I numeri del settore

Bisogna sottolineare che la filiera della birra artigianale esprime un contributo importante al prodotto interno lordo nazionale, Anche perché l'intero comparto registra numeri positivi. 

Sul nostro territorio operano quasi 1200 birrifici ed il settore è in continua espansione. Produciamo circa 48 milioni di litri di birra, tre dei quali sono destinati alle esportazioni, che ha conquistato anche i mercati anglosassoni. Inoltre occupa circa 100.000 persone, ed è chiaro che se l'industria della birra artigianale italiana dovesse andare ancora più in difficoltà, potrebbero esserci forti ricadute occupazionali.

domenica 17 novembre 2024

Investitori, in arrivo nuovi dati macro da USA ed Europa

Dopo un paio di settimane intense, che hanno fatto seguito all'elezione presidenziale negli USA, i prossimi giorni dovrebbero essere relativamente più tranquilli per gli investitori. Ci saranno comunque alcuni dati macro interessanti dagli USA, dall'Europa e qualche riunione di politica monetaria da tenere d'occhio.

Eventi chiave USA per gli investitori

Negli stati Uniti i dati economici avranno il fulcro nei PMI globali S&P flash. Si prevede che il settore manifatturiero resterà in contrazione, anche se a un ritmo più lento, mentre si prevede un’accelerazione della crescita nel settore dei servizi

Gli investitori ascolteranno con interesse le dichiarazioni di diversi funzionari della Federal Reserve. Negli ultimi giorni - soprattutto dopo le parole di Powell - è calata la convinzione che a dicembre la FED taglierà ancora i tassi. Questo ha spinto ancora il dollaro, con l'Index che si è avvicinato a quota 107, rendendo interessante anche adottare strategie di scalping forex 1-5 minuti.

Sul fronte trimestrali, arriveranno i report di grandi aziende come Nvidia, Walmart, Lowe's, TJX Companies, Palo Alto Networks, Intuit, PDD Holdings e Deere & Company.

Appuntamenti in Europa

Nella Eurozona di attende la pubblicazione dei dati Flash PMI. Si prevede che l’attività dei servizi dell’Eurozona crescerà per il decimo mese, mentre la produzione manifatturiera dovrebbe continuare a diminuire. Altri dati chiave includono la fiducia dei consumatori dell’Eurozona, l’inflazione finale e la crescita dei salari.
Inflazione in focus nel Regno Unito, dove si prevede che a ottobre raggiungerà il 2,2%, in linea con la previsione della Banca d'Inghilterra del 2,5% entro la fine dell'anno.

I meeting delle banche centrali

Riunione di politica monetaria in vista per la banca centrale di Turchia, che probabilmente manterrà i tassi di interesse invariati per l'ottavo incontro consecutivo. 

Anche in Cina gli investitori saranno attenti alla decisione della PBoC sui tassi di riferimento sui prestiti, si prevede che resterà tutto invariato dopo i tagli del del mese scorso, poiché la nuova impennata del dollaro USA ha messo sotto pressione lo yuan (il cambio USDCNH ha disegnato una broadening formation megafono) e ha limitato il margine di manovra per una politica più allentata nel continente.
Altrove, si prevede che la Banca d'Indonesia manterrà invariato il tasso BI.

martedì 12 novembre 2024

Costi per assicurare l'auto sempre più alti: una stangata da 2 miliardi

E' quasi un ritornello che si ripete anno dopo anno, i costi per assicurare la propria auto salgono ancora, e gli automobilisti devono subire senza poter far nulla, visto che sottoscrivere una polizza è un obbligo di legge. Cosa che fa rabbia, accade tutto nonostante gli utili da capogiro che hanno raggiunto le compagnie assicurative.

Il livello dei costi per assicurare l'auto

I conti riguardanti la stangata a danno degli automobilisti li ha fatti il Codacons, mettendo a confronto i dati provinciali Ivass. Secondo l'associazione, il rincaro complessivo per pagare l'assicurazione auto è stato di oltre 2 miliardi di euro (considerate le 32,9 milioni di auto assicurate nel nostro Paese).

Nel periodo che va da inizio 2022 a settembre 2024, le tariffe hanno subito un rincaro notevole. Il prezzo medio è passato infatti dai 353 euro che avevano a gennaio 2022, ai 414 euro registrati a settembre appena passato. Si tratta quindi di un incremento del 17,3%, circa 61 euro per ogni copertura assicurativa.

Situazione eterogenea nelle varie città

L'andamento dei rincari è frutto di una media generale, ma ci sono città (ben 12) in cui l'aumento è stato superiore finanche al 20%.
Il record spetta a Roma, dove i costi per assicurare la vettura sono saliti da 379,7 euro di inizio 2022 agli attuali 483 euro: L'aumento è stato superiore a un quarto (27,2% per la precisione). Tra le città non i rincari maggiori ci sono anche Cagliari (+22,5%, circa 79 euro a polizza), Pordenone (+21,5%), Massa-Carrara e Caltanissetta (+21,3%).

Tuttavia la della polizza più salata è quella degli automobilisti di Prato, dove l'Rc auto in media costa 601 euro, con un rincaro del 19,2% su gennaio 2022. Segue Napoli con 595 euro, anche se l'aumento dei costi di assicurazione nel capoluogo campano sono stati più contenuti (11,6%).

La mappa delle città "migliori"

Le città da considerare virtuose sono quelle dove i rincari non hanno superato il 10%. E sono appena quattro. Si tratta di Reggio Calabria, appena +4,4% (ossia 17,4 euro di rincaro), Cosenza (+7,9%, +24,7 euro) e Catanzaro (+8,6%, +28,7 euro). Tutte in Calabria.
Sempre al Sud si trova la città dove i costi di assicurazione sono i più bassi d'Italia. E' Enna, dove le media per veicolo è 294 euro.