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domenica 23 dicembre 2018

Banca centrale della Rep.Ceca, nessuna sorpresa sul fronte dei tassi

E' stata una settimana molto intensa sul fronte delle banche centrali. Dopo la FED e la BCe, è toccato anche a BoE e BoJ prendere le proprie decisioni. Ma ci sono stati gli interventi anche di alcuni istituti centrali emergenti, come la České národní banky, la banca della Repubblica Ceca.

La Banca centrale di Praga

La banca di Praga ha deciso di lasciare i tassi all'1,75%, con il voto favorevole di 5 dei 7 membri (due volevano un rialzo). L'istituto ceco si è preso quindi una pausa dal percorso di restrizione monetaria, che nel corso del 2018 l'ha portato ad alzare il costo del denaro ben 5 volte, l'ultima a novembre. La CNB ha effettuato 7 strette a partire dall'agosto 2017, quando il tasso di interesse si trovava allo 0,05%.

Anche se la mossa della České národní banky non ha sorpreso i mercati, l'istituto di Praga ha fornito piatto degli spunti interessanti riguardo al futuro. Il Governatore Jiří Rusnok ha infatti preannunciato che la banca centrale si prenderà una pausa lungo il percorso di normalizzazione, e che i rialzi potrebbero proseguire a un ritmo più moderato. Quanto? Secondo gli analisti ci sarà un nuovo intervento a febbraio, ma poi è in dubbio se ci saranno altri due ritocchi oppure uno solo.

Il ritmo dipenderà dalle condizioni dell'economia: dalla crescita del mercato del lavoro, dei salari, dall'andamento della Corona Ceca e dall'inflazione, che di recente ha imboccato la via della discesa e adesso è al 2%. La CNB vuole evitare un surriscaldamento dell'economia e tenere d'occhio gli sviluppi dell'economia globale che incide sempre in modo forte sulle valute emergenti (a proposito di emergenti, qui trovate le previsioni andamento real brasiliano 2019).

Gli effetti sulla Corona

A livello valutario, la Corona Ceca nell'ultimo periodo è stata sostenuta dai ritocchi al tasso della CNB, tuttavia il mercato ha visto nell'ultima decisione della banca centrale una mossa da "colomba". Questo ha penalizzato al Corona, che ha perso terreno contro l'Euro (cambio a 25,86). L'oscillatore stocastico lento parametri evidenziano una spinta ancora rialzista. Rispetto al dollaro, la Corona ceca ha guadagnato terreno a 22,750.

venerdì 4 maggio 2018

Tassi di interesse: l'Argentina li porta al 33,25%. Peso in declino

Con una mossa davvero clamorosa la Banca Centrale Argentina ha deciso di alzare i tassi di interesse per la seconda volta nel giro di pochi giorni. Ha così portato il costo del denaro alla cifra astronomica del 33,25%. L'autorità monetaria ha quindi deciso per una revisione al rialzo di 300 punti base rispetto alla precedente. Appena 6 giorni prima l'istituto di Buenos Aires aveva comunicato la sua intenzione di alzare il costo del denaro dal 27,25% al 30,25%.

La mossa della BCRA sui tassi di interesse

argentinaLo scopo della BCRA è difendere il peso da una svalutazione che sta raggiungendo livelli drammatici. Dai livelli di fine aprile su quota 0,049, il cambio ARS/USD ha bruciato più di dieci punti percentuali e sta attualmente scambiando sulla soglia di 0,44. Anche l'oscillatore stocastico lento (parametri alti) è andato in "tilt" di fronte a questa marcia a precipizio. Tuttavia, visti di dati non pare che gli effetti siano quelli sperati. Infatti il maxi aumento dei tassi di interesse non sta affatto risollevando il peso.

Prima di questa mossa, la Banca centrale aveva mobilitato un intervento da quasi 5 miliardi di dollari per dare sostegno alla propria valuta. Questa necessaria emorraggia però ha dovuto essere ridotta. Dopo la mossa restrittiva oggi gli acquisti sono stati solo di 500 milioni, a fronte degli oltre due miliardi di biglietti verdi lasciati sul terreno la scorsa settimana.

Il peso ancora giù

Il cambio col dollaro però continua a penalizzare la valuta argentina. Il cambio infatti ha ormai ampiamente superato la soglia di parità di 22 in rapporto al peso: negli scambi mattutini in Europa 1 dollaro si scambia a 22,2562 pesos. Ma oltre alla corsa del dollaro, l'altro elemento che preoccupa le autorità è l'inflazione ormai galoppante. Una condizione alla quale ha fatto da sfondo un imponente deficit sia commerciale che fiscale.

Consiglio: se volete fare trading sulle valute, dedicate il giusto tempo all'analisi di quale broker forex scegliere.

L'autorità monetaria ha detto peraltro che è "pronta ad agire nuovamente se dovesse ritenerlo necessario. La Banca centrale continuerà ad utilizzare tutti gli strumenti in suo possesso e condurrà la politica monetaria per raggiungere l'obiettivo di limitare al 15 per cento l'inflazione nel 2018".