mercoledì 15 aprile 2026

Industria dell'alluminio, la guerra in Medio Oriente può avere un impatto devastante

Ormai abbiamo imparato bene che il conflitto in Medio Oriente genera delle ripercussioni feroci sui prezzi dell'energia, a causa della blocco dello Stretto di Hormuz. Tuttavia gli effetti della guerra potrebbero essere devastanti anche per l'industria di alluminio, a causa dei recenti attacchi iraniani a due grandi complessi di raffinazione dell'area del Golfo.

La guerra minaccia l'industria dell'alluminio

Sul finire di marzo gli attacchi iraniani hanno messo nel mirino gli impianti del sito di Al Taweelah ad Abu Dhabi ed Aluminium Bahrain

A chi è poco pratico dell'industria dell'alluminio questi nomi non dicono niente, ma in realtà i danni significativi provocati a questi complessi di raffinazione rischiano di avere un impatto importante sulle prospettive industriali dei prossimi mesi. Del resto ci sono già segnali in tempo reale molto chiari di questo scenario.

La questione tecnica

A causa delle difficoltà di approvvigionamento legate al passaggio per lo Stretto di Hormuz, questi due impianti già avevano cominciato a tagliare una parte significativa della loro capacità produttiva. E non è poco, perché ognuno dei due è rappresenta circa il 2% dell'offerta globale di alluminio. Gli attacchi avvenuti alla fine di marzo hanno peggiorato la situazione, perché rischiano di innescare un calo strutturale prolungato dell'offerta di metallo.

Senza dilungarci troppo in tecnicismi, diciamo soltanto che l'interruzione prolungata di energia elettrica di fatto danneggiato irrimediabilmente il metallo fuso, e le celle elettrolitiche di alluminio una volta che si congelano richiedono la ricostruzione dell'intera Infrastrutture. Tradotto: il danno provocato può richiedere da 9 ai 12 mesi se non di più, perché non è una semplice manutenzione è proprio un rifacimento strutturale.

Le conseguenze per l'industria dell'alluminio.

Proprio questo scenario è quello che comporta le conseguenze peggiori per l'intero settore. La situazione dell'industria dell'alluminio era già completata di suo a causa di spread trading e premi fisici. Adesso però la situazione rischia di compromettere per lungo periodo la dinamica della domanda e dell'offerta, innescando così un forte aumento delle quotazioni del metallo, che può essere stimato in circa l'11%. Secondo alcune analisti la soglia dei 4 mila dollari per tonnellata non è quindi un'ipotesi da scartare.

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