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martedì 8 agosto 2023

Costo della casa insostenibile tra mutui o affitti, milioni di italiani in difficoltà

I continui rialzi dei tassi di interesse hanno appesantito il costo dei mutui negli ultimi mesi, aggravando in maniera esponenziale il problema della casa per milioni di famiglie italiane.

Tassi di interesse e costo della casa

Per contrastare l'inflazione, la Banca Centrale Europea ha dovuto alzare il costo del denaro ripetutamente negli ultimi mesi. Ma tutto questo ha avuto un riflesso sulle rate dei mutui, soprattutto quelli variabili, spingendole al rialzo. Ciò spiega perché una famiglia su cinque ha ammesso di aver avuto problemi nell'onorare i propri impegni con le banche, saltando almeno una rata nell'ultimo periodo.

Al tempo stesso, l'aumento del costo del mutuo ha avuto un ulteriore effetto, come risulta evidente da una recente indagine: da essa emerge una minore propensione delle famiglie all'accensione di un mutuo per l'acquisto di una casa. Se nel 2022 la percentuale era dell'83%, nel 2023 è scesa al 78%.

Il rapporto difficile con le banche

A tutto questo si aggiunge un ulteriore problema, ossia la difficoltà di ottenere la fiducia da parte del sistema bancario. Le politiche di erogazione dei mutui si sono fatte molto più selettive, tanto che una famiglia su cinque dichiara di non avere i requisiti per l’accesso al credito (il 21,1% del totale, per la precisione).  
Questo spiega la marcata flessione della propensione all’acquisto di abitazioni nei prossimi mesi da parte degli italiani, che coinvolge il 12% delle famiglie rispetto al 13,3% registrato nel 2022.

Anche l'affitto diventa più oneroso

Il problema è che l'alternativa all'accensione di un mutuo per l'acquisto della casa è l'affitto, che però rimane molto oneroso per via dell'aumento dei canoni di locazione (soprattutto nelle grandi città). La quota di famiglie che prevedono, nei prossimi 12 mesi, di poter trovare difficoltà nel regolare pagamento del canone di locazione si è ampliata dal 31,4% al 34,8%.

Il nostro Paese non ha lavorato per tempo allo sviluppo di un'offerta adeguata per far fronte a una maggiore e più attenta richiesta abitativa. Per questo si è arrivati ad una situazione nella quale da una parte non si può avere accesso ad un mutuo per acquistare una casa mentre, dall'altra vivere in affitto diventa sempre più costosa.

mercoledì 9 novembre 2022

Affitto case in arrivo nuove regole dall'Unione Europea

Lo scenario riguardante le piattaforme per la prenotazione di alloggi online sta per cambiare. Sono infatti in arrivo nuove regole dall'Unione Europea. Bruxelles è intenzionata a obbligare le piattaforme (come la famosa a Airbnb) a condividere i registri delle proprietà che sono date in affitto.

Le nuove regole sulla affitto

Le nuove regole proposte dall'Unione Europea prevedono che le piattaforme di affitto online condividono mensilmente con le autorità pubbliche tutti i dati sugli ospiti e pernottamenti.
Questo consentirà alle autorità di far scattare eventuali controlli e sanzioni nei casi di non conformità.

Si tratta di un accordo molto simile a quello che ha Airbnb stipulò un paio di anni fa con Eurostat, ossia l'ufficio statistico dell'Unione Europea. Quello però aveva solo un fine statistico, qui invece c'è una finalità di tipo amministrativo.

Lo scopo delle nuove regole

L'obiettivo delle nuove regole europee dovrebbe essere quello di creare una maggiore trasparenza nel settore degli alloggi privati che vengono dati in affitto a breve termine. In tal modo i governi potranno avere dati accurati dalle piattaforme on-line, anche per prendere delle decisioni di conseguenza.

Il problema alloggi

Esiste un problema in ambito comunitario riguardo proprio agli alloggi. I residenti a lungo termine, che cercano di stabilirsi in una delle principali destinazioni turistiche europee, fanno molta fatica a trovarli a prezzi accessibili, perché la maggior parte delle case viene data in affitto a turisti e viaggiatori.

Ridurre la quota in questione significherebbe inoltre aumentare l'appeal delle città più piccole e delle aree rurali, consentendo loro di attirare più turisti tramite le piattaforme di noleggio on-line.

Tempi lunghi

Quella formulata dalla Commissione Europea al momento è tuttavia soltanto una proposta e per diventare legge dovrà essere concordata con i paesi membri e di legislatori dell'Unione Europea. Passerà quindi diverso tempo prima che lo scenario cambi concretamente.

venerdì 19 febbraio 2021

Prezzi degli affitti, calo a gennaio. Milano resta la città più costosa

Con una media di 10,8 euro al metro quadro, sono tornati a calare i prezzi degli affitti delle case, anche se in modo non omogeneo in tutta la penisola. Infatti 13 mercati regionali su 20 sono scesi, mentre 7 si sono mossi in controtendenza.

Gennaio in calo per i prezzi degli affitti

Secondo i dati del portale Idealista, in media c'è stata una tendenza negativa durante il mese di gennaio, pari all'1,2% rispetto al mese precedente, quando invece c'era stato un balzo in avanti. Invece il confronto anno su anno è positivo, con i prezzi degli affitti che a gennaio 2021 sono risultati il 14,4% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

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Analisi geografica

Come sempre, i dati più interessanti si colgono guardando la distribuzione geografica dei prezzi degli affitti.
Le Regioni col maggiore calo sono state Molise (-5,7%) e Friuli Venezia Giulia (-3,7%). Al contrario, il balzo maggiore lo registrano Calabria (4%), Valle d’Aosta (3%) e Sardegna (2,2%).
L'affitto medio più alto si paga in Lombardia, con una richiesta media di 14,6 euro. Seguono Lazio (12,4 euro/m2) e Toscana (11,9 euro/m2). Le Regioni più economiche sono Calabria e Molise, rispettivamente con 5,5 e 5,1 euro al mese.

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Milano la più cara d'Italia

Per quanto riguarda i Capoluoghi, anche qui si registra una divisione tra "buoni" e "cattivi". Il calo più marcato c'è stato ad Ascoli Piceno (Marche), dove i prezzi degli affitti sono scivolati dell’8,8%. Sul secondo gradino del podio c'è la molisana Campobasso (-8,3%), seguita da Asti (-7,4%) e Udine (-7,2%). Sul fronte opposto, i maggiori recuperi riguardano Trani (7%), Barletta (5,9%) e Teramo (5,1%).
Se consideriamo soltanto le grandi città, quella col segno meno più grande è Napoli (-2,5%), seguita da Milano e Torino (entrambi -1,8%). Roma (0,7%) e Bologna (1,1%) archiviano il mese in terreno positivo.

Malgrado il calo, il prezzo degli affitti più alto d'Italia rimane una prerogativa di Milano: 18,3 euro a metro quadro. Eppure da un ano all'altro la diminuzione complessiva è stata del 9,9% negli ultimi 12 mesi. Sul podio delle città più care ci sono anche Firenze (14,5 euro/m2) e Venezia (14,3 euro/m2). Le più economiche sono al Sud: Caltanissetta (4,1 euro/m2), Vibo Valentia e Cosenza, entrambe con una richiesta media di 4,5 euro mensili.