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mercoledì 2 febbraio 2022

Credito, calano le richieste delle imprese (-14,5%) ma i volumi complessivi aumentano

La ripresa economica successiva al pesantissimo shock pandemico ha modificato il rapporto tra le imprese italiane e le richieste di credito alle banche.

Le imprese italiane e il credito

A fornire un quadro della situazione è il barometro CRIF sul sistema di informazioni creditizie, basato sul patrimonio informativo di EURISC.
Da esso emerge che, nel corso del 2021, le imprese italiane hanno fatto un minore ricorso al credito. Il numero delle richieste infatti è sceso del 14,5% rispetto all'anno precedente, nonostante però i volumi complessivi siano superiori del +14,8%.

Va sottolineato che nel corso del 2020 la contrazione dei fatturati e dei flussi di cassa, provocata dall'impatto della pandemia e dei lockdown, aveva creato un clima nervoso è instabile delle imprese, facendo impennare le richieste di finanziamento.
Lo dimostra il fatto che, nonostante il calo che si avuto nel 2021, le richieste di credito continuano ad essere superiori al livello pre pandemia (+5,9%).

Calo robusto di richieste da parte delle imprese individuali

Riguardo all'esame analitico delle singole richieste di credito, emerge che la riduzione maggiore ha riguardato le imprese individuali. In questo segmento si sono registrate infatti un quarto di richieste di credito in meno rispetto al 2020. Più contenuta invece è stata la diminuzione delle richieste da parte delle società di capitali (-7,5%).

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Importo medio più elevato

In generale rimane comunque il dato di fatto che le richieste di credito da parte delle imprese italiane si sta progressivamente riallineando rispetto al periodo antecedente allo scoppio della pandemia. Negli ultimi trimestri infatti la situazione viaggia verso la normalizzazione.

È interessante notare come al calo delle richieste corrisponda anche una crescita dell'importo medio del credito domandato. Dimostra che le imprese italiane avvertono in misura minore l'esigenza di frazionare le richieste, dando la priorità al rapporto con gli istituti di riferimento.

mercoledì 6 novembre 2019

Mutuo e surroga, a ottobre è boom di richieste: +18,4% rispetto a un anno fa

Schizzano verso l'alto le richieste di mutuo e surroga da parte delle famiglie italiane. A ottobre è stato infatti registrato un eloquente +18,4% rispetto alle richieste effettuate nello stesso mese di un anno fa.

I dati sulle richieste di mutuo

E' questo il quadro che emerge dal Sistema di Informazioni Creditizie, gestito da CRIF, che raccoglie le informazioni su oltre 85 milioni di posizioni creditizie. Va detto che il dato conferma - e anzi fortifica - la ripresa che era stata registrata a settembre, quando s'era registrata la prima variazione positiva dopo un periodo opaco. Sono soprattutto le surroghe a far registrare i dati più incoraggianti, grazie ai tassi applicati che negli ultimi mesi hanno toccato i nuovi minimi.

Oltre all'aumento del numero di richieste, sono cresciuti anche gli importi medi richiesti. L'ultima rilevazione infatti evidenzia una cifra media che nel mese di ottobre è stata di 133.600 euro, con un incremento del +4,2% rispetto al corrispondente mese del 2018. Questo importo medio è inoltre il più elevato che sia stato registrato negli ultimi 7 anni.

Mutui, fasce di prezzo e di età

Riguardo alle fasce di prezzo, c'è stata una concentrazione delle richieste nella classe compresa tra 100.001 e 150.000 euro (29,7% del totale), ma anche per importi maggiori (quelle tra 150.001-300.000 sono state il 22,4% del totale). Tuttavia bisogna sottolineare anche la grossa presenza di richieste nella fascia inferiore ai 75.000 euro, che sono state il 24,%. In questa fascia sono solite rientrare i mutui di sostituzione.

Riguardo alla durata, la preferenza dei richiedenti di mutuo è verso piani di rimborso compresi tra i 16 e i 20 anni, che arrivano a spiegare il 25,4% del totale delle richieste. Complessivamente, il 75% delle richieste prevede un piano di rimborso superiore ai 15 anni. Circa le fasce di età invece, le richieste di mutuo e surroga sono in prevalenza pervenute dalla fascia d’età compresa tra i 35 e i 44, che si conferma la maggioritaria con il 34,3% del totale. Tuttavia continua a crescere il peso della popolazione più giovane, con gli under 35 che arrivano a spiegare quasi il 30% del totale.