Visualizzazione post con etichetta mutuo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mutuo. Mostra tutti i post

giovedì 13 aprile 2023

Tassi di interesse in salita a febbraio, è salasso sui mutui

Salgono ancora i tassi di interesse sui prestiti alle famiglie per l'acquisto della casa. E' quanto si legge nei dati pubblicati dalla Banca d'Italia.

I dati Bankitalia sui tassi di interesse

A febbraio il costo di un mutuo per l'acquisto di abitazioni, comprensivo delle spese accessorie (il TAEG, ossia Tasso annuale effettivo globale) è salito al 4,12%. A gennaio era a quota 3,95%. Si tratta di un livello che non si vedeva dalla metà del 2012, da prima cioè che la BCE cominciasse il lungo periodo di politica di tassi a zero.

Dalle tabelle della Banca d'Italia si ricava che il tasso sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 9,88%, contro il 9,79% nel mese precedente. La quota di questi prestiti con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno è stata del 46% (59% nel mese precedente).

Prestiti alle società non finanziarie

I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,55% (3,72% nel mese precedente), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari al 4,39%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati al 3,04%.
I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,54% (0,49 nel mese precedente).

Calano i depositi bancari e i prestiti

Nel complesso, i prestiti al settore privato (corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell'ambito del Sistema europeo delle banche centrali, Sebc) sono cresciuti dell'1,1% sui dodici mesi, contro il +1,6% nel mese precedente. I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,5% sui dodici mesi (3,0% nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti dello 0,5% (nel mese precedente il tasso di variazione sui dodici mesi era risultato nullo).

I depositi del settore privato sono diminuiti del 2,4 per cento sui dodici mesi (-1,8 in gennaio). La raccolta obbligazionaria è aumentata del 3,9 per cento (0,7 in gennaio).
"Un mutuo a tasso variabile costa oggi fino a 3.240 euro in più rispetto al 2021", sottolinea il Codacons, commentando i dati di Bankitalia.
Un commento a riguardo arriva anche dall'Unione Nazionale Consumatori che parla di "una stangata" da 159 euro in più al mese per le famiglie italiane rispetto a un anno fa.

mercoledì 6 novembre 2019

Mutuo e surroga, a ottobre è boom di richieste: +18,4% rispetto a un anno fa

Schizzano verso l'alto le richieste di mutuo e surroga da parte delle famiglie italiane. A ottobre è stato infatti registrato un eloquente +18,4% rispetto alle richieste effettuate nello stesso mese di un anno fa.

I dati sulle richieste di mutuo

E' questo il quadro che emerge dal Sistema di Informazioni Creditizie, gestito da CRIF, che raccoglie le informazioni su oltre 85 milioni di posizioni creditizie. Va detto che il dato conferma - e anzi fortifica - la ripresa che era stata registrata a settembre, quando s'era registrata la prima variazione positiva dopo un periodo opaco. Sono soprattutto le surroghe a far registrare i dati più incoraggianti, grazie ai tassi applicati che negli ultimi mesi hanno toccato i nuovi minimi.

Oltre all'aumento del numero di richieste, sono cresciuti anche gli importi medi richiesti. L'ultima rilevazione infatti evidenzia una cifra media che nel mese di ottobre è stata di 133.600 euro, con un incremento del +4,2% rispetto al corrispondente mese del 2018. Questo importo medio è inoltre il più elevato che sia stato registrato negli ultimi 7 anni.

Mutui, fasce di prezzo e di età

Riguardo alle fasce di prezzo, c'è stata una concentrazione delle richieste nella classe compresa tra 100.001 e 150.000 euro (29,7% del totale), ma anche per importi maggiori (quelle tra 150.001-300.000 sono state il 22,4% del totale). Tuttavia bisogna sottolineare anche la grossa presenza di richieste nella fascia inferiore ai 75.000 euro, che sono state il 24,%. In questa fascia sono solite rientrare i mutui di sostituzione.

Riguardo alla durata, la preferenza dei richiedenti di mutuo è verso piani di rimborso compresi tra i 16 e i 20 anni, che arrivano a spiegare il 25,4% del totale delle richieste. Complessivamente, il 75% delle richieste prevede un piano di rimborso superiore ai 15 anni. Circa le fasce di età invece, le richieste di mutuo e surroga sono in prevalenza pervenute dalla fascia d’età compresa tra i 35 e i 44, che si conferma la maggioritaria con il 34,3% del totale. Tuttavia continua a crescere il peso della popolazione più giovane, con gli under 35 che arrivano a spiegare quasi il 30% del totale.

venerdì 12 aprile 2019

Spesa per mantenere casa: al Nord costa il 20% in più che al Sud

La spesa per mantenere casa (quella principale) rimane quella principale per gli italiani, che in media spendono quasi mille euro a testa.

Quanto è alta la spesa per mantenere casa

Lo rivela uno studio congiunto di Facile.it e Mutui.it, partendo dai dati Istat e del Dipartimento delle Finanze. E' stato calcolato che il costo medio mensile è pari a 942 euro al mese, e che in un anno si spendono poco più di 11300 euro. Le voci di spesa per mantenere casa vanno dalle bollette alle tasse, dalla manutenzione al pagamento delle rate del mutuo. Il calcolo è stato effettuato prendendo come standard di riferimento un appartamento di circa 100 metri quadrati, situato in una zona intermedia del contesto abitativo.

Da città a città

Dai dati emerge comunque una certa differenza delle spese per mantenere casa a seconda della collocazione geografica. In media al Nord Italia si spende il 20% in più rispetto al Sud, anche se ogni città ha i suoi prezzi. La più cara è la Capitale. A Roma infatti per mantenere casa occorrono in media 1.219 euro al mese, ovvero 14.629 all’anno. La differenza è notevole rispetto a Milano, quasi dell’8% visto che nel capoluogo lombardo si spendono 13.560 euro l'anno. Meno che a Bologna, dove la spesa per mantenere casa arriva a 13.824 euro annui. La differenza netta si percepisce spostandosi al Sud. A Palermo i proprietari sborsano 8.208 euro l’anno, a Napoli poco di più: 9.324 euro l’anno.

Mutuo, bollette e tasse sulla casa

Una delle componenti più rilevanti della spesa per mantenere casa è la rata del mutuo. Ed anche qui la differenza tra zona e zona è notevole. A Roma in media costa 864 euro, a Napoli si scende quasi della metà, 487 euro (anche Palermo è bassa, 430 euro). In generale Istat ha già evidenziato che il peso del mutuo cambia del 10% a seconda che si viva in periferia oppure all'interno dell'area urbana.

Altra componente forte sono le spese energetiche. Qui Milano batte Roma, ma in generale è il Nord che domina la classifica. In testa alle città più care ci sono infatti Torino (381 euro al mese), Bologna e Firenze (358 euro). Città dove il freddo comporta maggiori spese per riscaldare casa. Tra le spese per mantenere casa ci sono anche le imposte. La tassa sulla smaltimento dei rifiuti è più alta al Sud che al Nord. Se a livello nazionale il prelievo medio per famiglia è di circa 320 euro all’anno, al Meridione si arriva anche a 500 euro.