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mercoledì 5 giugno 2024

Mercato del gas naturale sempre più indirizzato verso la frammentazione

Sono ormai circa 4 mesi che nessuna nave che trasporta gas naturale transita più per il Mar Rosso. L'ultima che lo ha fatto compì quel tragitto a febbraio scorso, ma da allora in poi il mercato del gas naturale ha dovuto trovare nuove rotte commerciali per il trasporto.

Cosa succede al mercato del gas naturale

mercato del gas naturaleIl problema sono gli attacchi dei ribelli Houthi alle navi che attraversano lo stretto di Bab El Bandeb. Qualsiasi nave container sarebbe a rischio, ma quando il carico è fatto di gas naturale il transito in una zona dove sono possibili attacchi missilistici ha quasi il sapore di una missione suicida.

Il mercato del gas naturale ha così dovuto adeguarsi alla nuova situazione, rappresentata da trasporti su rotte diverse da quelle precedenti.

Le nuove rotte

Il traffico di GNL adesso passa verso l'Africa oppure ha cambiato completamente destinazione, pur di evitare il Mar Rosso. Di sicuro c'è stata una riduzione di offerta di navi metaniere, sia perché i viaggi si sono fatti più lunghi, sia perché il mercato del gas naturale sta viaggiando verso una forte frammentazione.

La frammentazione del mercato

Il gas naturale liquefatto del Qatar si sta indirizzando principalmente verso i paesi asiatici, come dimostra il fatto che le esportazioni lungo questa direttrice commerciale sono cresciute ai massimi del 2017. Quello russo invece ha come sbocco il vecchio continente, malgrado le minacce dell'Unione Europea di sanzioni e divieti sulle importazioni. Chi si muove verso entrambe le destinazioni è il gas naturale liquefatto americano.

Il rischio

La conseguenza di tutto questo scenario è anche una maggiore fragilità dell'intero mercato del gas naturale. Anche se al momento la situazione sembra tranquilla, se per un motivo o per un altro dovesse verificarsi una interruzione produttiva in uno dei paesi principali, non sarebbe facile attuare una compensazione con un altro produttore. La conseguenza sarebbe una impennata di prezzo probabilmente mai vista prima d'ora.

Un piccolo esempio lo abbiamo avuto quando c'è stata l'interruzione dell'impianto Freeport LNG, che ha immediatamente innescato un aumento del prezzo del gas naturale di cui fatto americano.

lunedì 6 agosto 2018

Mercato energetico, i dazi cinesi mettono in difficoltà gli USA

La guerra dei dazi potrebbe mettere a serio rischio il progetto americano di dominare l'intero mercato energetico. Gli Stati Uniti sono i leader nell'export di carburanti come benzina e diesel, e stanno per ottenere lo scettro anche per qualche riguarda le esportazioni di gas naturale liquefatto. Tuttavia, l'esacerbarsi dello scontro con la Cina potrebbe complicare i piani di Trump.

Il piano di Trump sul mercato energetico

Sono ormai mesi che Stati Uniti e Cina non hanno più contatti, e cioè che sta per accadere sul mercato energetico potrebbe aggravare le cose. Dal giorno in cui Trump impose i primi dazi, quelli contro l’acciaio e l’alluminio. Poi ne sono scattati altri per un valore di 34 miliardi di dollari. Ma non s'è fermato qui. Dopo le ultime minacce del presidente americano, che potrebbe far scattare dazi per ulteriori 200 miliardi di dollari, la Cina non è stata a guardare. Pechino ha infatti annunciato a sua volta di essere pronta per una contromossa da 60 miliardi di dollari.

Nella giornata di venerdì infatti la Cina ha aggiornato la lista dei prodotti USA interessati dai nuovi dazi (circa 60 miliardi di dollari). Per la prima volta nel mirino c'è anche Gnl statunitense. Il problema di Trump quindi è che le nuove misure cinesi andrebbero a colpire anche il mercato energetico. Ci sono pure benzina e diesel raffinati in Usa. E non è roba da poco, visto che le esportazioni americane del Gnl hanno avuto un valore di 3,3 miliardi di dollari nel 2017, e che la Cina è il principale importatore mondiale di greggio e gas liquefatto.

E' chiaro quindi che se la Cina chiude le frontiere, per gli USA è un brutto colpo. Proprio mentre la Casa Bianca sta spingendo per fare aumentare le esportazioni di petrolio e gas naturale. Anche per questo la stessa amministrazione USA ha fatto sapere che di essere pronta a riaprire le trattative con la Cina, in modo da scongiurare il pericolo di questa escalation.