Visualizzazione post con etichetta interesse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta interesse. Mostra tutti i post

mercoledì 19 dicembre 2018

Tassi di interesse al centro dell'attenzione dei trader

A poche ore dalla decisione della Federal Reserve riguardo i tassi di interesse, il biglietto verde perde quota sui mercati valutari. Gli investitori infatti reputano più probabile che questa sera la banca centrale americana darà indicazioni su un rallentamento del percorso di rialzo dei tassi di interesse.

I tassi di interesse e i trader

I trader si aspettano senza dubbio che ci sarà il quarto rialzo del 2018 del costo del denaro. Tuttavia la convinzione è che l’istituto centrale Usa esprimerà una certa cautela per il futuro. In special modo la frenata sarebbe indotta dai timori per un rallentamento della crescita globale. Del resto gli indizi in tal senso ci sono tutti, e anche i recenti dati macro sull'economia americana hanno offerto un quadro abbastanza contrastato. La spinta forte in sostanza si è attenuata. Il presidente Usa Donald Trump peraltro ha più volte rimproverato la Fed anche solo considerare una stretta monetaria alla luce delle incertezze dell’economia.

Suggerimento: quando si fanno investimenti sulle valute, occorre sempre scegliere il migliore Time frame trading forex in base all'asset che si negozia.

Cosa succederà al dollaro?

Le aspettative che la Fed si prenda una pausa nel percorso di rialzo dei tassi di interesse, unitamente alle prospettive che la guerra commerciale tra Usa e Cina non cesserà a breve, nonché la nuova ondata di volatilità dei mercati, hanno spinto alcuni investitori a interrogarsi se il rally del dollaro continuerà anche nel 2019. Da qui le vendite sul biglietto verde. A fronte di un rafforzamento delle divise rifugio come yen e franco svizzero sostenute dai timori per l’economia globale, l’euro ha toccato il massimo di una settimana a 1,1405 sul dollaro (qui ci sono le previsioni andamento franco svizzero euro 2019).

Riguardo al futuro, gli investitori ritengono che la Federal Reserve non si discosterà troppo dal suo programma sui tassi di interesse. Almeno per il momento potrebbe lasciare la porta aperta a due/tre rialzi per il prossimo anno. Eventualmente correzioni più forti potrebbero essere fatte a inizio 2019.

mercoledì 19 settembre 2018

Banche, prestiti in aumento e tassi ai minimi storici

Crescono prestiti alle famiglie, alle imprese e anche i mutui. Questo è il quadro dipinto dall'ABI (Associazione Bancaria Italiana) nel suo rapporto mensile relativo al mese di agosto che illustra la situazione delle banche nel nostro paese.

La fotografia di prestiti e raccolta bancaria

Durante il mese estivo i prestiti erogati dalle banche operanti in Italia sono stati pari a 1.734 miliardi di euro, confermando la crescita di quest'ano rispetto a un anno fa (+1,9%) esattamente come accade da un biennio. Riguardo ai mutui invece, il mercato segna una crescita di +2,2% su base annua.

Come qualità del credito l'Italia migliora. Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) sono diminuite a 40,1 miliardi di euro, confermando un trend molto positivo visto che in 19 mesi si sono ridotte di quasi il 54%. Ricordiamo che il picco di sofferenze nette fu raggiunto a novembre 2015 a quota 88,8 miliardi.

Raccolta e tassi


Sono stati invece 1.713 i miliardi della raccolta da clientela, che registra ad agosto 2018 una variazione su base annua di +0,3%. I depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono saliti di circa 56,7 miliardi ad agosto rispetto a un anno fa, con una variazione percentuale del 4% su base annuale. In controtendenza invece la raccolta a medio e lungo termine (obbligazioni), che arretra di 52,3 miliardi (-17,2%). Se consideriamo l'ultimo decennio, ovvero dallo scoppio della crisi del 2007, la raccolta complessiva è cresciuta da 1.549 a 1.713 miliardi di euro.

Riguardo ai tassi di interesse, quelli sui prestiti alla clientela si collocano sui minimi storici: quello medio è pari al 2,59%, minimo storico. Sui mutui il tasso per acquisto di abitazioni è pari a 1,88% (sul totale dei mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari a 1,51%. I tassi applicati alla raccolta è pari in Italia a 0,73%.