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lunedì 6 dicembre 2021

Fallimento, torna lo spettro su Evergrande che affonda in Borsa

Tornano ad addensarsi grandi nubi sul futuro di Evergrande, che rischia di nuovo il fallimento.
Il secondo sviluppatore immobiliare cinese ha ammesso di non poter garantire che avrà fondi sufficienti per far fronte ai suoi obblighi, che finora era riuscito ad adempiere sempre sul filo di lana. Spera di arrivare a definire un piano di ristrutturazione, al quale dice di "lavorare attivamente" coi creditori offshore.

Cosa riaccende l'incubo fallimento

L'azienda immobiliare cinese è gravata di oltre 300 miliardi di dollari di debiti, e sta per esaurire il periodo di tolleranza di 30 giorni per un pagamento di 82,5 milioni di dollari.
Negli ultimi due mesi ha avuto altre scadenze analoghe, ma era riuscito (non si sa come) a effettuare pagamenti all’ultimo minuto, evitando così il fallimento.
Venerdì scorso però il colosso cinese ha pubblicato una nota, nella quale dice che non sa se potrà pagare le cedole per 260 milioni di dollari ai suoi creditori.

Il governo in azione

Questo annuncio shock ha spinto le autorità del Guangdong a convocare il presidente dell’azienda Hui Ka Yan, inviando un gruppo di lavoro per supervisionare la gestione del rischio, rafforzare i controlli interni e mantenere l’operatività.
Del resto un eventuale fallimento della società potrebbe avere fortissime ripercussioni sul mercato immobiliare cinese, ma anche oltre, anche se la banca centrale cinese e i regolatori bancari e assicurativi hanno parlato di "rischio contenuto".

A metà novembre lo stesso presidente Hui Ka Yan, aveva venduto beni personali per oltre 7 miliardi di yuan (1,1 miliardi di dollari) per dare ossigeno alla sua azienda.

Crollo in Borsa

Ma intanto il contraccolpo è arrivato forte sui mercati, dove il titolo azionario Evergrande è affondato alla Borsa di Hong Kong (appesantita anche dal tonfo di Alibaba, -7,71%). Ha infatti ceduto il 13,78%, scivolando ai minimi degli ultimi 11 anni.
Neppure l’annuncio di voler lavorare coi creditori sta convincendo i mercati, che temono nuovamente il fallimento.

lunedì 4 ottobre 2021

Azioni Evegrande sospese in Borsa, possibile cessione di una sua controllata

Qualcosa bolle in pentola riguardo al colosso barcollante Evergrande, ancora in gravi difficoltà finanziarie. Le azioni dell'azienda cinese sono state sospese alla Borsa di Hong Kong, in contemporanea con la scadenza del pagamento dei bond emessi in dollari del valore di $260 milioni.
Il motivo della sospensione riguarda però un importante annuncio in arrivo riguardo una sua controllata. Di cosa si tratta?

Un'acquisizione dietro le sospensione delle azioni Evergrande

Secondo il Financial Times, potrebbe giungere un'offerta sulle azioni del colosso cinese da parte di Hopson Development Holdings, un altro gigante immobiliare del paese del Dragone. "Casualmente" anche le sue azioni sono sospese perché "in attesa di un annuncio relativo a un'importante acquisizione di una società quotata a Hong Kong e a una possibile offerta obbligatoria".

Le indiscrezioni parlano di un'offerta per la maggioranza della controllata Evergrande Real Estate, valutata circa 5 miliardi di euro.

Liquidità a breve termine

L'eventuale vendita della controllata, potrebbe dare un po' di sollievo alla crisi di liquidità di Evergrande. Più che altro gli consentirebbe di guadagnare tempo per risolvere i suoi problemi di finanziamento offshore.
Il colosso del settore immobiliare è infatti sempre a rischio default, per via di oltre 300 miliardi di dollari debiti, pari al 2% del Pil cinese.
Il prezzo delle sue azioni è calato di circa l’80% dall’inizio dell’anno.

I timori di un contagio

Sono settimane che il gruppo cerca di racimolare finanziamenti per onorare i pagamenti degli interessi e arrivare alle consegne degli appartamenti. Pochi giorni fa, lo sviluppatore immobiliare non ha onorato un secondo pagamento di interessi su un’emissione di bond offshore da 47,5 milioni di dollari, dopo un primo da 83,5 milioni.
Un fallimento di Evergrande avrebbe conseguenze economico-sociali pesanti in Cina, dove oltre un milione di famiglie potrebbe perdere l’anticipo versato per acquistare case ancora in costruzione. Inoltre si teme l'effetto contagio finanziario per l’intero sistema cinese, con ripercussioni anche a livello globale.