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mercoledì 20 maggio 2026

Investitori, Borse Ue positive trainate dalla fiducia sul tech

Si chiude con un bilancio positivo la giornata delle Borse d'Eurozona, grazie al sostegno del comparto tech (la trimestrale Nvidia è arrivata a mercati chiusi). La possibile svolta diplomatica sull’Iran arriva nel tardo pomeriggio e quindi non è stata "prezzata" dai listini europei, ma potrebbe incidere sull'umore degli investitori nelle prossime sessioni. 
Intanto sul fronte commerciale, l'UE ha chiuso l'atteso accordo sui dazi con gli Stati Uniti.

Il bilancio della giornata per gli investitori

Anche gli investitori di Piazza Affari vivono una giornata positiva. L’indice Ftse Mib chiude a +1,7% e interrompe la serie di tre ribassi consecutivi, iniziata venerdì scorso. Sulla stessa linea, balzo del FTSE Italia All-Share, che archivia la giornata a 51.798 punti. Su di giri il FTSE Italia Mid Cap (+1,63%); sulla stessa linea, effervescente il FTSE Italia Star (+1,61%).

Bene anche gli altri listini del Vecchio Continente. L'indice Dax tedesco che chiude a +1,3%, il Cac40 francese (+1,7%) e l’Ibex35 spagnolo (+2,2%). Positivo l’Euro Stoxx 50 che chiude a +2%. I principali indici azionari statunitensi chiudono nettamente in rialzo in vista degli utili Nvidia.

Titoli migliori e peggiori a Piazza Affari

A Piazza Affari il titolo migliore come è STMicroelectronics (+6,00%), seguito da Avio (+4,1%) e Intesa Sanpaolo (+2,8%). Bene anche le altre banche: Unicredit +2,6%, Banco Bpm +2,6%. Dopo il rally delle ultime settimane cade nuovamente Diasorin -2,8%. Scende l’energia sul calo del petrolio: Eni -1,3%, Saipem -1,7%.
Fuori dal paniere principale vola l’equity con Hensoldt +25%, mentre sprofonda Fidia -37,5%.

Gli altri mercati

Sul mercato forex il cambio euro/dollaro risale verso quota 1,163 e i segnali forex gratis adesso sono in bilico tra vendere e comprare. Fra le criptovalute, in salita il prezzo del Bitcoin che si attesta a quota 77.437 dollari.

Tra le materie prime  il WTI è sceso sotto i 100 dollari al barile per la prima volta da settimane, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato alla stampa che i negoziati con l'Iran sono vicini alle fasi finali.  Tonfo del gas naturale europeo: -7,7% sotto i 48 euro per megawattora.
Sull’obbligazionario europeo, in discesa lo spread Btp/Bund che si attesta in area 73 punti base, col decennale italiano al 3,83%.

martedì 28 gennaio 2025

Mercato azionario chiude a tinte miste nel Vecchio Continente

Ancora una giornata nervosa sul mercato azionario europeo. Piazza Affari chiude attardata rispetto alle altre, cambiando segno nell'ultima mezz'ora dopo che si è diffusa la notizia di un avviso di garanzia alla premier Giorgia Meloni.
Intanto aumenta l'attesa per il meeting della Fed, che terminerà domani, e quello della BCE in calendario il giorno successivo, mentre il tema dazi Usa torna ad alimentare l’incertezza.

Il bilancio del mercato azionario

Il mercato azionario milanese vede il Ftse Mib archiviare gli scambi sostanzialmente invariato (-0,1%) a 36.147 punti. Sulla stessa linea, rimane intorno alla linea di parità il FTSE Italia All-Share, che chiude la giornata a 38.364 punti.

Nel resto d’Europa Francoforte guadagna lo 0,7% (si veda qui il Ger 40 cos'è), insieme ad Amsterdam +0,4% e Londra +0,33%. Svetta Madrid +1,14%, mentre Parigi perde lo 0,12%. L’indice Euro Stoxx 50 conclude in rialzo dello 0,2%.
A Wall Street rimbalza dopo il sell-off di ieri, innescato dai timori che la cinese DeepSeek possa contrastare il dominio delle big tech americane nell’ambito dell’intelligenza artificiale.

I numeri di Piazza Affari

Il controvalore degli scambi sul mercato azionario italiano è stato pari a 3,39 miliardi di euro, in calo del 3,37%, mentre i volumi scambiati si sono attestati a 0,99 miliardi di azioni, rispetto ai 0,53 miliardi precedenti.

A Milano corre il titolo Telecom Italia (+3,6%), in luce dopo la promozione a “buy” da Kepler Cheuvreux. La giornata è positiva anche per Nexi (+2%), Campari (+1,6%) e Terna (+1,6%) e Snam (+1,12%).
Rosso aceceso per Mediobanca (-4,4%) e Mps (-2,45%), protagoniste dell'ultimo atto del Risiko bancario: con una nota, il primo istituto ha bocciato la proposta di acquisto del secondo. In coda al listino anche Prysmian (-3,2%) e Stm (-3,2%).

Gli altri mercati

Sul mercato delle valute, il cambio euro/dollaro scende a 1,043, realizzando un doppio minimo trading, con il biglietto verde in apprezzamento dopo i commenti di Trump sulle politiche commerciali. Fra le criptovalute, il Bitcoin si mantiene sopra i 102.000 dollari.

Fra le materie prime, il petrolio Brent si stabilizza a 76,2 dollari al barile mentre l’oro avanza a 2.757 dollari l’oncia.
Sul fronte obbligazionario, lo spread Btp-Bund scende a 108 punti base.

martedì 1 agosto 2023

Vendite sulle Borse europee. Milano cede lo 0,97%

Giornata da gambero per le principali borse del vecchio continente. Se ieri avevano prevalso gli acquisti, con l'inizio di agosto cominciano le vendite.
Colpa dei dati macro (l'indice PMI ha accertato la contrazione dell'attività manifatturiera a luglio), che non diradano le nubi sul futuro dell'economia globale, e del clima vacanziero che suggerisce agli investitori di alleggerire le posizioni e prendere profitto dopo i recenti rally.

A Milano e in Europa ci sono le vendite

Dopo aver annusato la soglia dei 30 mila punti, l'indice FTSE Mib della borsa di Milano chiude in netto calo, -0,97%, a quota 29.356 punti. Tuttavia il grafico Renko trading di questo indice rimane ancora rialzista. 

La giornata giornata è stata negativa anche per il FTSE Italia All-Share, a 31.375 punti e in calo dello 0,96%. Variazioni negative per il FTSE Italia Mid Cap (-0,82%); con analoga direzione, in ribasso il FTSE Italia Star (-1,22%).

Vendite anche nel resto del vecchio continente. L'indice DAX della borsa di Francoforte ha perso 1,26%, zavorrato soprattutto dai titoli dell’auto. Ad esempio Bmw perde il 5,44%, dopo un inatteso aggiornamento della guidance per il 2023.
In rosso anche i bilanci di Parigi (-1,22%) e Londra (-0,43%). Bilancio negativo pure per Madrid (-1,47%) e Amsterdam (-0,74%).

Titoli comprati e venduti

Nel grigiore generale, a Milano si mettono in mostra Iveco (+1,65%) e Telecom Italia (+1,52%). Giornata di guadagni anche per Prysmian (+0,94%) e Leonardo (+0,89%).
Le vendite hanno penalizzato soprattutto Nexi, -6,93% dopo i conti, e Banca Mediolanum, in calo del 3,76%. Tra le banche la giornata è negativa anche per Mps -3,39% e Bper -1,87%. Vanno giù anche Moncler -2,77%, Diasorin -3,2%, Stellantis -1,88%

Gli altri mercati

Sul fronte valutario, l’euro s’indebolisce contro il dollaro e il cambio si muove sotto 1,1 (se utilizzate i Plus500 costi e spread). Tra le materie prime è in rosso il petrolio. Scende anche il gas ad Amsterdam e l’oro, che tratta a 1944,14 dollari l’oncia.
Intanto lo spread tra Btp decennale e Bund di pari durata sale a 165 punti base (+1,69%).

lunedì 5 dicembre 2022

Mercato azionario europeo in calo dopo gli ultimi dati dagli Stati Uniti

Le borse europee si muovono a marcia indietro, a causa degli ultimi dati macroeconomici giunti dagli Stati Uniti. Dopo aver digerito i Non Farm payrolls di venerdì scorso, il mercato azionario europeo patisce gli ultimi report sul settore dei servizi negli Stati Uniti.

Il dato macro

Il rapporto ISM non manifatturiero ha mostrato che l’attività del settore dei servizi negli Stati Uniti è balzata inaspettatamente a 56,5 a novembre, battendo le previsioni di mercato di 53,3. 

Questo dato diminuisce ulteriormente le aspettative che la Federal Reserve rallenterà il ritmo delle strette monetarie, dal momento che l'economia a stelle e strisce si sta dimostrando particolarmente resiliente.

Il bilancio della giornata

Alla fine della seduta odierna, il mercato azionario europeo vede diffusi segni rossi ovunque, con la sola eccezione della borsa di Londra, dove il FTSE100 cresce di un modesto +0,26%.
A Piazza Affari l'indice FTSE MIB evidenzia un leggero calo dello 0,30% a 24.547 punti.
Sulla stessa linea, si è mosso al ribasso il FTSE Italia All-Share, che ha perso lo 0,29%, chiudendo a 26.605 punti. Poco sotto la parità il FTSE Italia Mid Cap (-0,21%); come pure, in discesa il FTSE Italia Star (-0,86%). 

Male anche gli altri listini del vecchio continente. Il DAX di Francoforte scende dello 0,56% (Siemens Energy è stato il migliore, seguito dal colosso del dax volkswagen), contrazione moderata per Parigi dello 0,67%, Amsterdam ha ceduto circa mezzo punto percentuale.

La giornata di Milano

Sul mercato azionario milanese gli investitori hanno scambiato un controvalore pari a 1,27 miliardi di euro.
Il volume di titoli scambiati sul listino milanese si attesta a 0,37 miliardi di azioni, rispetto ai 0,46 miliardi precedenti.

Per quanto riguarda i titoli migliori, ha brillato soltanto Saipem, +2,30%, che festeggia il miglioraento del rating da parte di S&P ed esce dal canale di Donchian channel.
Molto male invece il titolo Nexi, -3,94%, per via del dibattito sulle nuove misure in materia di pagamenti elettronici contenute nella Legge di Bilancio 2023.

Gli altri mercati

Sul mercato delle valute è stata una giornata altalenante. L'euro aveva continuato a guadagnare, fin quando non sono stati resi noti i dati statunitensi, poi è partita l'inversione di rotta, ma si resta attorno a quota 1,05.
Volatile il prezzo del petrolio dopo l'introduzione dell'embargo Ue e del price cap al greggio russo: Wti in calo a 79,5 dollari al barile nel contratto gennaio, Brent febbraio a 85,2 dollari al barile.

lunedì 6 giugno 2022

Mercati europei, partenza di settimana col piede giusto

Giornata molto positiva per i mercati europei, dove le Borse chiudono tutte in territorio ampiamente positivo. Una scossa giunge dalle riaperture in Cina, dopo un lunghissimo lockdown. Intanto gli investitori guardano al meeting di politica monetaria della BCE di giovedì, oltre che alle nuove proiezioni macro.

Il bilancio dei mercati europei

A Piazza Affari la seduta termina con un bilancio molto positivo. Il FTSE MIB segna in chiusura +1,65% a 24.565 punti. Sulla stessa linea si è mosso il FTSE Italia All-Share, +1,55% a quota 26.827 punti.

Riguardo agli altri mercati europei, brilla il DAX di Francoforte (+1,34%) ma ancora meglio fa Amsterdam (+1,59%). Parigi avanza dello 0,98%, mentre Londra riparte con +1% dopo la chiusura prolungata per i festeggiamenti dei 70 anni di Regno di Elisabetta II.
Anche Wall Street è partita bene.

Nota: oltre che investire sui mercati europei, si può anche puntare sugli etf mercati emergenti (quali sono).

I singoli titoli

Sui mercati europei gli acquisti sono stati diffusi in tutti i settori.
A Milano, dove il controvalore degli scambi è stato pari a 1,28 miliardi di euro, gli investitori hanno premiato anzitutto Iveco Group (+4,70%). Molto positiva anche Nexi (+3,83%).
Molto bene le banche, in special modo Bper +3,65%, che ha perfezionato l’acquisizione della partecipazione di controllo di Carige.
Corrono anche Intesa +3,27%, Banca generali +3,01%, Finecobank +2,97%, Unicredit +2,64%, Banca Mediolanum +2,38%.

Non ha sfruttato il vento positivo Interpump, che ha chiuso a -1,11% ed è il peggior titolo del giorno.
Rimbalza Leonardo, -0,53%, dopo i fortissimi guadagni delle scorse sedute grazie alle indiscrezioni su un’offerta della tedesca Rheinmetall per il 49% di Oto Melara. È praticamente piatta Atlantia -0,09%.

Gli altri mercati

Sul mercato valutario, si rialza l'euro rispetto al dollaro. Il cambio EURUSD rimane però sempre poco sopra quota 1,07. Attenzione al possibile incrocio medie mobili 50 e200.
Sessione debole per l'oro, mentre il petrolio tipo Brent tratta oltre 119 dollari al barile, leggermente sotto i massimi oltre 120 dollari, toccati a seguito della decisione dell’Arabia Saudita di aumentare i prezzi per il mese di luglio.

lunedì 23 maggio 2022

Borsa di Milano appesantita dallo stacco dei dividendi. Gli altri Eurolistini corrono

Comincia con il piede giusto la settimana delle Borse europee, che chiudono tutte con un robusto rialzo fatta eccezione per Milano. Il listino meneghino viene frenato dallo stacco delle cedole di ben 17 big del listino, mentre l'intera Borsa è interessata da bene 60 distribuzioni di dividendo (per quasi 10 miliardi di euro).
In generale, gli investitori hanno accolto bene la notizia della possibile revoca dei dazi Usa alla Cina, anche se rimane incertezza riguardo alle prossime mosse delle banche centrali.

La giornata degli investitori

Le mosse degli investitori hanno consentito a Milano di avanzare leggermente, nonostante lo stacco cedole avesse spinto il listino anche sotto di 1%. Il FTSE Mib infatti chiude con +0,17% a 24.137 punti.
Fanno molto meglio gli altri Eurolistini. Il DAX ad esempio corre di 1,38%. Anche Londra avanza tonica (+1,67%), così come Parigi (+1,17%).
Anche Wall Street chiude in robusto rialzo.

I numeri

A Piazza Affari gli investitori hanno scambiato azioni per 2,55 miliardi di euro. Rispetto alla seduta di venerdì scorso, significa un incremento del 19,59%. I volumi di scambio si attestano a 0,54 miliardi.

I singoli titoli

A brillare sul listino milanese è Saipem, che strappa di +5,29%.
Molto bene i titoli bancari, grazie alla prospettiva di rialzo dei tassi da parte della BCE. In evidenza Banco Bpm (+4,3%), anche grazie all'interesse di Credit Agricole  per una partnership di bancassurance con il Banco.
Viaggiano forte anche Unicredit (+4,23%) e Bper (+3,06%), con indiscrezioni sul fatto che gli specialisti degli NPL Gardant e AMCO siano alleati nella gara per la piattaforma crediti deteriorati della banca emiliana.. Bene Banca Mediolanum (+4,09%). L'unica che non ingrana è Intesa Sanpaolo, che sconta lo stacco cedola (-0,39%).
Giornata amara per il titolo Ferrari, che ha archiviato la seduta a -0,89%.

Consiglio: oltre che con la media mobile, provate a scambiare gli asset anche con la Kaufman Kama trading media mobile adattiva.

Gli altri mercati

Sul mercato dei cambi, la giornata è molto positiva per l'euro, che ha riconquistato la soglia di 1,06 dollari. La valuta unica guadagna anche sullo yen. Ricordiamo che ci sono diversi opzioni vanilla broker con cui negoziare questo strumenti finanziario. Forte riduzione del petrolio (Light Sweet Crude Oil) (+0,35%), che ha toccato 110,7 dollari per barile.

mercoledì 15 dicembre 2021

Investitori guardinghi, le borse Europee si muovono in ordine sparso

Nel giorno del meeting della FED (in serata a mercati chiusi), i mercati azionari europei terminano la seduta contrastati. 
Ma se questa sessione è stata caratterizzata dall'attesa degli investitori per le decisioni della FED, domani ci saranno anche le riunioni di Bce e Banca d'Inghilterra.
Intanto gli investitori continuano a monitorare la situazione situazione relativa alla variante Omicron.

La giornata degli investitori

Il bilancio della giornata dice che l'indice Ftse Mib della borsa di Milano ha chiuso a +0,41% a quota 26.666,08 punti. Sulla stessa linea si è mosso il FTSE Italia All-Share, che sale poco e arriva a 29.195 punti.

Nel resto del Vecchio Continente gli investitori si sono mossi in ordine sparso. Avanza piano il DAX 40 di Francoforte (+0,15%) mentre Parigi segna +0,47%. Debole Londra -0,66%, ma è Madrid la peggiore (-1,2%) complice il netto calo di Inditex (-4%) e il tonfo del gruppo It Indra (-11%).
Si muove in ribasso anche Wall Street.

Euro fiacco, scambi in calo

Sul mercato valutario, l'euro segna 1,1259 dollari (1,1309 ieri) a conferma dell'attesa per le mosse della Fed. Gli analisti della migliore piattaforma opzioni binarie invitano a essere cauti.
A Piazza Affari il controvalore degli scambi è stato pari a 1,8 miliardi di euro, in calo rispetto ai 2,41 miliardi della vigilia. I volumi scambiati dagli investitori sono stati 0,52 miliardi di azioni, rispetto ai 0,62 miliardi precedenti.

I singoli titoli in Borsa

Sul listino milanese gli acquisti da parte degli investitori si sono concentrati su Bper +6,1%, dopo l'annuncio di una proposta non vincolante per rilevare Banca Carige al prezzo di 1 euro (Le azioni di quest'ultima sono salite del 13,6%).
Le altre banche invece non hanno avuto sprint. Male Unicredit (-1,8%) dopo i rialzi dell’ultima settimana.

Gli investitori in borsa hanno premiato le società del settore sanitario come Recordati, che sale del 2,62%, e DiaSorin, +2,38%. Bene anche Moncler, in progresso del 2,57%.
La discesa del prezzo del petrolio penalizza invece i titoli del settore. Tenarsi segna -3,1%, ENI -1,2% e Saipem -1,6%.

lunedì 6 dicembre 2021

Fallimento, torna lo spettro su Evergrande che affonda in Borsa

Tornano ad addensarsi grandi nubi sul futuro di Evergrande, che rischia di nuovo il fallimento.
Il secondo sviluppatore immobiliare cinese ha ammesso di non poter garantire che avrà fondi sufficienti per far fronte ai suoi obblighi, che finora era riuscito ad adempiere sempre sul filo di lana. Spera di arrivare a definire un piano di ristrutturazione, al quale dice di "lavorare attivamente" coi creditori offshore.

Cosa riaccende l'incubo fallimento

L'azienda immobiliare cinese è gravata di oltre 300 miliardi di dollari di debiti, e sta per esaurire il periodo di tolleranza di 30 giorni per un pagamento di 82,5 milioni di dollari.
Negli ultimi due mesi ha avuto altre scadenze analoghe, ma era riuscito (non si sa come) a effettuare pagamenti all’ultimo minuto, evitando così il fallimento.
Venerdì scorso però il colosso cinese ha pubblicato una nota, nella quale dice che non sa se potrà pagare le cedole per 260 milioni di dollari ai suoi creditori.

Il governo in azione

Questo annuncio shock ha spinto le autorità del Guangdong a convocare il presidente dell’azienda Hui Ka Yan, inviando un gruppo di lavoro per supervisionare la gestione del rischio, rafforzare i controlli interni e mantenere l’operatività.
Del resto un eventuale fallimento della società potrebbe avere fortissime ripercussioni sul mercato immobiliare cinese, ma anche oltre, anche se la banca centrale cinese e i regolatori bancari e assicurativi hanno parlato di "rischio contenuto".

A metà novembre lo stesso presidente Hui Ka Yan, aveva venduto beni personali per oltre 7 miliardi di yuan (1,1 miliardi di dollari) per dare ossigeno alla sua azienda.

Crollo in Borsa

Ma intanto il contraccolpo è arrivato forte sui mercati, dove il titolo azionario Evergrande è affondato alla Borsa di Hong Kong (appesantita anche dal tonfo di Alibaba, -7,71%). Ha infatti ceduto il 13,78%, scivolando ai minimi degli ultimi 11 anni.
Neppure l’annuncio di voler lavorare coi creditori sta convincendo i mercati, che temono nuovamente il fallimento.

mercoledì 1 dicembre 2021

Investitori di nuovo ottimisti, le Borse vanno tutte in deciso rialzo

Le borse europee iniziano il mese di dicembre con un passo diverso rispetto alla chiusura di novembre. Le paure degli investitori riguardo alla variante Omicron sono un po' sfumate, di fronte alle notizie che la vedono meno aggressiva e forse neppure in grado di bucare i vaccini.

Gli investitori azionari inoltre metabolizzano le parole di Jerome Powell. Il capo della FED ieri ha anticipato la possibilità di un tapering accelerato da parte della banca centrale USA, in risposta a un'inflazione più alta e persistente del previsto.

La giornata degli investitori

A Piazza Affari il FTSE MIB corre veloce a quota 26.371 punti (+2,16%). Sulla stessa linea anche il FTSE Italia All-Share, che arriva a 28.920 punti.

Sulle altre piazze di Eurolandia segni verdi ovunque,. Corre il DAX di Francoforte, +2,47%. Bene anche Londra (+1,55%) e benissimo Parigi (2,39%). Giornata quindi positiva per gli investitori che hanno fatto trading senza deposito iniziale.
Gli investitori europei vengono spinti anche dell'avvio sostenuto di Wall Street, dopo il flop di martedì. Lo SP500 segna +1.65%, il DowJones +1.23% mentre il Nasdaq +1.34%.

Cosa è successo a Piazza Affari

A Piazza Affari il controvalore degli scambi è stato pari a 2,25 miliardi, mentre i volumi scambiati dagli investitori sono passati da 1,73 miliardi di azioni agli odierni 0,71 miliardi.
Riguardo ai sintoli titoli, brilla Stellantis (+5,68%, e il Market facilitation index indicatore in positivo), grazie ai dati sulle immatricolazioni in Francia a novembre. In generale hanno rialzato la testa le azioni della galassia Agnelli (Exor +2,75%, Cnh +3,38% e Ferrari +0,35%), dopo gli scivoloni delle ultime sedute.

Rialzi notevoli anche per STMicroelectronics (+4,28%), per Tenaris (+4,13%) e Unicredit (+4,00%), che è stata inserita da Deutsche Bank tra le sue top pick. Intesa Sanpaolo segna +2,5% in area 2,1685 euro.
In recupero anche i titoli oil grazie al rimbalzo del petrolio. Spicca oggi Tenaris con +4,13%, seguita da ENI a +2,25%
La più venduta è DiaSorin, in controtendenza rispetto a ieri; la società di diagnostica ha comunicato che i suoi test molecolari individuano anche la variante Omicron.

mercoledì 17 novembre 2021

Investitori ancora cauti, le borse europee si muovono poco

Sulle borse europee gli investitori si muovono poco, e preferiscono mantenere un atteggiamento molto prudente. Del resto sia i dati sull'inflazione, sia quelli sull'avanzata della pandemia non consentono mosse azzardate. 

Ad accrescere i timori riguardo l'inflazione è il dato giunto dal Regno Unito, dove i prezzi schizzano più del previsto a ottobre, +4,2% sui massimi a 10 anni. Da Eurostat invece giunge la conferma del dato stimato, che comunque evidenzia una crescita sui massimi da 13 anni.
Una piccola dose di ottimismo la danno i colloqui tra USA e Cina, che potrebbero portare a un clima più disteso tra le due superpotenze.

Il bilancio odierno per gli investitori

A Piazza Affari l'indice principale Ftse Mib ha chiuso in lieve rialzo a +0,07%, su quota 27.824 punti.
Sugli altri indici di Eurolandia, gli investitori si sono mossi in ordine sparso. Il DAX di Francoforte è praticamente stabile (+0,02%), così come il CAC di Parigi (+0,06%). Sale invece Londra +0,49%, mentre Madrid porta a casa un calo dello 0,52%.

Focus su Milano

A Milano il controvalore degli scambi è stato di 2,41 miliardi di euro, in salita rispetto a ieri (+16,01%). Invece i volumi scambiati dagli investitori sono cresciuti di meno. Si è infatti passati da 0,72 miliardi agli odierni 0,75 miliardi. cosa che interessa a chi fa trading con i volumi. 

Per quanto riguarda i singoli titoli, il FTSE Mib deve ringraziare lo strappo di Ferrari, che segna +3,24% e centra i nuovi massimi storici. A spingere il Cavallino è stata una valutazione di Morgan Stanley, che ha fissato un target price a 350 dollari. Questo ha dato slancio agli acquisti da parte degli investitori.
Si è mosso in deciso rialzo anche Prysmian (+2,76%).
In deciso rosso invece Diasorin (-4,15%), a causa di un downgrade di Kepler Cheuvreux, che portato il giudizio a "hold" dal precedente "buy".
Ritraccia invece Moncler (-0,17%) che in mattinata aveva toccato i nuovi massimi assoluti.

Valutario, investitori sulla sterlina

Sul mercato valutario intanto l'euro continua a essere fiacco rispetto al dollaro, come si vede sui miglior broker per scalping forex. Balza invece la sterlina, perchè l'impennata dell'inflazione inglese fa pensare agli investitori che la Bank of England stavolta non potrà evitare un rialzo dei tassi. La divisa britannica è indicata ai massimi da febbraio 2020 a 0,8397 per un euro (0,8453 ieri in chiusura) e 1,3462 dollari (1,3428).

lunedì 4 ottobre 2021

Azioni Evegrande sospese in Borsa, possibile cessione di una sua controllata

Qualcosa bolle in pentola riguardo al colosso barcollante Evergrande, ancora in gravi difficoltà finanziarie. Le azioni dell'azienda cinese sono state sospese alla Borsa di Hong Kong, in contemporanea con la scadenza del pagamento dei bond emessi in dollari del valore di $260 milioni.
Il motivo della sospensione riguarda però un importante annuncio in arrivo riguardo una sua controllata. Di cosa si tratta?

Un'acquisizione dietro le sospensione delle azioni Evergrande

Secondo il Financial Times, potrebbe giungere un'offerta sulle azioni del colosso cinese da parte di Hopson Development Holdings, un altro gigante immobiliare del paese del Dragone. "Casualmente" anche le sue azioni sono sospese perché "in attesa di un annuncio relativo a un'importante acquisizione di una società quotata a Hong Kong e a una possibile offerta obbligatoria".

Le indiscrezioni parlano di un'offerta per la maggioranza della controllata Evergrande Real Estate, valutata circa 5 miliardi di euro.

Liquidità a breve termine

L'eventuale vendita della controllata, potrebbe dare un po' di sollievo alla crisi di liquidità di Evergrande. Più che altro gli consentirebbe di guadagnare tempo per risolvere i suoi problemi di finanziamento offshore.
Il colosso del settore immobiliare è infatti sempre a rischio default, per via di oltre 300 miliardi di dollari debiti, pari al 2% del Pil cinese.
Il prezzo delle sue azioni è calato di circa l’80% dall’inizio dell’anno.

I timori di un contagio

Sono settimane che il gruppo cerca di racimolare finanziamenti per onorare i pagamenti degli interessi e arrivare alle consegne degli appartamenti. Pochi giorni fa, lo sviluppatore immobiliare non ha onorato un secondo pagamento di interessi su un’emissione di bond offshore da 47,5 milioni di dollari, dopo un primo da 83,5 milioni.
Un fallimento di Evergrande avrebbe conseguenze economico-sociali pesanti in Cina, dove oltre un milione di famiglie potrebbe perdere l’anticipo versato per acquistare case ancora in costruzione. Inoltre si teme l'effetto contagio finanziario per l’intero sistema cinese, con ripercussioni anche a livello globale.

lunedì 6 luglio 2020

Azionario asiatico in forte ascesa. Le Borse scommettono sulla ripartenza

E' cominciata con il piede giusto la settimana dei listini azionari asiatici. Dopo la frenata di venerdì scorso, anche per via della chiusura di Wall Street (per la festa dell'Independence Day), in Asia il mercato azionario parte bene. Merito soprattutto della piazza di Shanghai, che rimbalza e si trascina con sé tutte le altre.

Azionario della Cina in forte rialzo

In Cina le Borse fanno registrare guadagni importanti in questo primo lunedì del mese di luglio. Alla Borsa di Shanghai l’indice Shanghai composite (SSEC) ha chiuso in positivo del +5,45% a 3.324,59 punti base. Anche la Borsa di Shenzhen ha maturato un netto guadagno pari al +3,82%. Per entrambe le borse cinesi si tratta del guadagno più alto in una sola giornata nelle ultime 52 settimane. Chi conosce cosa sono le opzioni vanilla, potrebbe considerare di investire anche in questo modo.

Dati macro e PBoC

L'attenzione degli investitori si focalizza sui dati macroeconomici che hanno evidenziato dei segnali incoraggianti. Il riferimento è soprattutto al report sul mercato del lavoro americano, che ha evidenziato una crescita a sorpresa degli occupati. Rimangono comunque le preoccupazioni per l'andamento dell'epidemia negli Usa. Fanno meno paura ai listini azionari invece le tensioni tra Washington e Pechino, che si sono spostate sul fronte militare. In Cina i mercati scommettono su nuovi interventi da parte della People's Bank of China (PboC), mentre l'apparente contenimento dell'epidemia di coronavirus da parte di Pechino contribuisce a sostenere la fiducia degli investitori.

Suggerimento: tra le tante valutazioni che un investitore dovrebbe fare - non solo dell'azionario - è puntare sugli ETF paesi emergenti, perché offrono interessanti spunti di crescita.

L'andamento delle piazze asiatiche

Complessivamente, l'indice MSCI Asia-Pacific - che esclude il Giappone - ha guadagnato oltre l'1%. Si consolida così sui massimi da febbraio. Performance positiva anche per la Borsa di Tokyo, dove il Nikkei 225 guadagna l'1,83%, il livello più alto dal 10 giugno. Invece il più ampio Topix avanza dell'1,60%. L’azionario nipponico ha guadagnato terreno sui segnali di un recupero dell’economia cinese che hanno sostenuto le compagnie di spedizioni e i produttori di acciaio.

lunedì 24 febbraio 2020

Borsa, che tonfo. La paura del coronavirus spinge il FTSE Mib verso il basso

L'emergenza coronavirus torna a farsi sentire in modo prepotente, e gli effetti si sentono sui mercati finanziari. La Borsa italiana ha cominciato questa settimana in forte calo, con il FTSE MIB che perde il 3,91%. Il FTSE Italia All-Share scende del 3,95%, il FTSE Italia Mid Cap cede il 4,22% e il FTSE Italia STAR addirittura il 4,52%. L’azionario italiano è indirizzato verso la maggior perdita dal giugno 2016, in un quadro in cui l’Italia ha vissuto il maggior aumento di casi da coronavirus in Europa.

Ma non è solo la borsa italiana che perde quota. Tutti gli azionari europei sono infatti in forte ribasso: Euro Stoxx 50 -3,3%, FTSE 100 -2,8%, DAX -3,4%, CAC 40 -3,4%, IBEX 35 -3,0%.

I titoli in Borsa

Tra i titoli che accusano le maggiori perdite va citata la Juventus FC, che perde l'8,4%. Ieri alcune partite del campionato di Serie A sono state sospese come misura precauzionale contro il diffondersi del coronavirus, e questa misura potrebbe essere adottata anche nelle prossime settimane. Cosa che provocherebbe un danno economico non indifferente per le società calcistiche. A pesare sulla Juve sono anche i dati del primo semestre dell'esercizio 2019/2020, che evidenziano un calo di ricavi e una crescita dei costi operativi (+15% a/a). Il risultato netto è pari a -50,3 milioni.

Tra gli altri titoli che scivolano giù in Borsa c'è Ferragamo -6,9%, ma pure Moncler -5,6% e anche Amplifon -5,2%. Fortissime cadute per OVS -10,4% e Autogrill -11,2%, che sono molto colpiti in quanti i timori di diffusione del virus tengono lontane le persone dai luoghi affollati, come quelli della grande distribuzione.

Il caso di Telecom

Anche Telecom Italia arretra (-2,0%) ma riesce comunque a sovraperformare nettamente gli indici di riferimento. Il titolo approfitta della sua sostanziale neutralità ai provvedimenti delle autorità per il contenimento della diffusione dell'epidemia: anzi i gruppi telefonici potrebbero beneficiare dall'incremento dei contatti telefonici e via traffico Internet che sembra poter caratterizzare le prossime settimane.

giovedì 23 gennaio 2020

Azioni Tesla, l'ultimo balzo spinge la capitalizzazione oltre i 100 miliardi

Sul mercato statunitense c'è un nuovo primato da registrare. E' quello di Tesla, che grazie a un balzo del 4,8% delle azioni per la prima volta ha raggiunto i 100 miliardi di dollari di capitalizzazione.

Tesla più grande delle grandi

Le azioni della società automobilistica alla fine hanno superato questa soglia, e così la capitalizzazione complessiva ha raggiunto i 102,6 miliardi. Un valore che supera quello di General Motors e Ford messe insieme. Tesla inoltre vale decisamente di più di un altro colosso come Volkswagen, la capitalizzazione è scesa sotto il muro dei 100 miliardi di dollari. L'unico brand che riesce ancora a tenere il muso rispetto a Tesla è la giapponese Toyota, che raggiunge circa 225 miliardi di dollari alla Borsa di Tokyo.

La cosa che più di ogni altra rende incredibile la performance di Tesla, è che rispetto ai su citati colossi, l'azienda di Elon Musk vende decisamente meno. Nel 2019 si è infatti fermato poco sopra i 350mila (peraltro un record), un trentesimo rispetto a Volkswagen. Ma in generale tutti gli altri competitor vantano ordini per milioni di auto.

Il volo delle azioni Tesla

Il balzo di Tesla è avvenuto soprattutto negli ultimi mesi, durante i quali le sue azioni sono più che raddoppiate, come si può vedere sui broker autorizzati Consob. E la corsa sembra non dover finire affatto. Infatti gli analisti di New Street Research hanno di recente confermato il rating "buy" sulle azioni Tesla, alzando notevolmente il target price a 800 dollari (dai 500 attuali). Le previsioni di vendita sono inoltre enormi, visto che parliamo di 2-3 milioni di automobili all’anno dopo il 2025, giustificando una capitalizzazione di mercato di 230-350 miliardi di dollari, ovvero circa 1.100-1.700 dollari per azione.

Va detto che lo straordinario boom delle azioni Tesla è figlio soprattutto delle attese, piuttosto che del presente. Per questo motivo adesso gli investitori sono tutti concentrati sui conti del quarto trimestre del 2019, che verranno diffusi il 28 gennaio. Stanno già "scaldando" i loro indicatori scalping trading per poter sfruttare eventuali oscillazioni. Ci si attende un utile netto in lieve calo (-2,4% su base annuo) a 336 milioni di dollari. Elon Musk non dovrà deludere le attese del mercato sul quarto trimestre 2019 se non vorrà vedere il titolo Tesla sgonfiarsi velocemente.

venerdì 27 dicembre 2019

Borsa, chiusura fiacca per Piazza Affari. Brilla ancora NEXI

Finisce con un calo la settimana (ridotta, per via delle festività natalizie) di Piazza Affari. L'indice di Borsa milanese Ftse Mib perde lo 0,59% a 23.757 punti, sulla stessa linea, cede alle vendite il FTSE Italia All-Share, che chiude a 25.890 punti. Pressoché invariato il FTSE Italia Mid Cap (-0,07%), come il FTSE Italia Star (0,0%). Altrove in Europa, procede con piccoli passi in avanti Francoforte (0,27%). Rimane invece ferma Londra (+0,1%), così come Parigi (+0,15%). Oltreoceano, Wall Street prosegue la tendenza rialzista.

Pochi movimenti in Borsa

E' stata una giornata fiacca a livello di scambi, appena 1,5 miliardi di euro di controvalore, in ripresa però rispetto alla seduta dello scorso 23 dicembre. I contratti si sono attestati a 180.049, rispetto ai 168.490 precedenti. Su 217 titoli trattati a Piazza Affari, 113 hanno terminato la seduta con una flessione, mentre i rialzi sono stati 86. Invariate le rimanenti 18 azioni.

Considerazione tecnica: prima di fare investimenti online, è bene conoscere che cos'è lo slippage trading e le sue possibili conseguenze.

I singoli titoli in Borsa

Malgrado sia calato lo spread, giunto a 162,5 punti, non è stata una giornata positiva per il comparto finanziario. Perdono molto terreno infatti sia Unipol (-2,28%), che Intesa (-1,9%) e Unicredit (-1,66%). Perdite notevoli anche per Tim (-1,94%).

Chi invece viaggia spedito è Nexi, miglior titolo del Ftse Mib con un rialzo del 3,1%, ed in attesa di un accordo per la fusione con Sia e dopo i dati sui pagamenti elettronici a Natale. Continuano a puntare su questo titolo i migliori segnali di trading gratuiti. Bene anche Saipem (+1,98%) dopo aver annunciato di essersi aggiudicata nuovi contratti ed estensioni di contratti esistenti nel drilling onshore e nel drilling offshore per un valore complessivo di circa 1,7 miliardi di dollari. Segnali di vitalità anche sul titolo Atlantia (+0,7%), dopo che il presidente di Crt Giovanni Quaglia ha dato la propria disponibilità a mediare con il Governo sulla concessione di Autostrade.

L'euro chiude in rialzo, in un mercato che premia la propensione al rischio e fa arretrare il biglietto verde. La moneta europea passa di mano a 1,1179 dollari e 122,47 yen.

lunedì 16 dicembre 2019

Borsa, l'accordo USA-cina sulla trade war non dà slancio al Nikkei. Piazze europee positive

L'annuncio del tanto atteso accordo sulla Fase 1 tra gli Stati Uniti e la Cina, non ha innescato nessun rally alla Borsa di Tokyo. Anzi, l'indice Nikkei ha chiuso addirittura in calo la prima sessione della settimana, sia pure in misura modesta. A frenare ogni possibile slancio è la mancanza di molti dettagli sull'accordo sulla Fase 1, fattore che innervosisce gli operatori di Borsa.

Borsa di Tokyo e altre asiatiche

Il principale indice azionario nipponico ha infatti chiuso a 23.952,35 punti, in calo dello 0,29%. Molto meglio sono andate la Borsa Shanghai (grazie a positivi dati macro) e Sidney, in rialzo dell'1,6% circa. Male Hong Kong -0,34%, mentre Seoul fa -0,10%. Chi ha beneficiato dell'annuncio sull'accordo riguardo alla trade war sono i titoli delle società rifornitori di Apple. Sale infatti Hon Hai Precision Industry, meglio conosciuta come Foxconn, principale rifornitore del colosso tecnologico americano. LG Display cresce del 2,82%.

Stanno invece aprendo al rialzo per le principali borse europee, dove i migliori segnali di trading gratis sicuri puntano su molti segni più. La Borsa di Milano guadagna lo 0,45%, Londra lo 0,43% a 7.385 punti, Parigi lo 0,47% a 5.946 punti e Francoforte lo 0,51% a 13.349 punti.

Suggerimento: è bene saper padroneggiare gli strumenti che forniscono le piattaforme di investimento. Ad esempio sapere un ordine stop che cos'è definizione è molto importante.

L'accordo di Fase1 tra Usa e Cina

Nei giorni scorsi era stato dato l'annuncio dell'accordo (definito "storico" dal segretario al Tesoro Usa Steve Mnuchin) sulla Fase 1 tra Stati Uniti e Cina. Si tratta di un primo passo verso un accordo che mira a porre fine alla guerra dei dazi combattuta in questi ultimi due anni. A dare qualche notizia in più sui contenuti dell'intesa era stato Trump venerdì scorso. Pechino si impegna ad acquistare molto presto altri prodotti agricoli americani per un valore di $50 miliardi nei prossimi due anni. Gli Usa invece dovrebbero cancellare alcuni dazi imposti ai prodotti cinesi, condizione ritenuta essenziale da Pechino per raggiungere un accordo.

Trump ha anche annunciato l'avvio delle trattative sulla Fase 2 tramite Twitter. Verranno avviate immediatamente, su specifica richiesta delle autorità cinesi. Quindi non si dovrà attendere l'esito delle elezioni presidenziali statunitensi del 2020.

martedì 29 ottobre 2019

Indici azionari ancora in volo, lo S&P fissa il nuovo record storico

Continuano i giorni caldissimi di Wall Street, dove gli indici azionari corrono e marciano a suon di record. Lo S&P500 batte se stesso, fissando nuovi massimi storici sia su base intraday che in chiusura di mercato. Nel corso dell'ultima sessione, l'indice azionario S&P500 ha toccato quota 3.044,08 punti, prima di chiudere a 3.039,42, che rimane comunque il valore più alto di sempre.

La marcia degli indici azionari USA

Dopo un'estate caratterizzata da un forte sell off ad agosto, a causa dei rinnovati timori sull’arrivo di una recessione negli Stati Uniti, l'azionario USA quindi torna a correre.

Ma i record non li fanno solo gli indici azionari, bensì anche 15 azioni quotate sul listino, tra cui Alphabet, Apple, Microsoft e JP Morgan Chase. Va evidenziata soprattutto la performance di Apple, che ha toccato il record intraday di $249,25 prima di chiudere a $246,58. Il titolo Apple ha guadagnato più dell’11% a ottobre, grazie all’ottimismo per le vendite di iPhone. Nel corso del 2019 il valore dell'azione è cresciuto del 56% (suggeriamo un'analisi tecnica con il metodo Heikin ashi).

Appunti: è interessante constatare anche il rapporto tra l'andamento degli indici azionari e le valute, studiando una tabella correlazioni valute Forex.

Le cause del rally

La spinta verso questo clima euforico in Borsa l'hanno data una serie di concause. Anzitutto la schiarita sul fonte della guerra commerciale, dopo il messaggi di Trump che ha parato di accordo parziale che potrebbe essere sancito a breve. Inoltre la stagione delle trimestrali si sta rivelando un successo, con la stragrande maggioranza delle società che sono andate meglio delle attese (il 78% di quelle facenti parte dello S&P500 ha battuto le previsioni degli analisti).

Inoltre si fanno sentire le speculazioni dei mercati su quello che farà la Federal Reserve. L'istituto centrale quasi sicuramente effettuerà un taglio al costo del denaro, sarebbe il terzo dell'anno. Inoltre l’era dei tassi negativi sta portando molti investitori ad abbandonare gli asset del Giappone e dell’Europa per posizionarsi su quelli americani che, sicuramente, rendono di più.

sabato 27 luglio 2019

Borsa di Londra, 27 miliardi di dollari per il matrimonio con Refinitiv

Potrebbe presto vedere la luce un colosso degli scambi di strumenti finanziri e dei dati. La Borsa valori di Londra (London Stock Exchange) - che controlla anche Piazza Affari - è infatti in trattative per acquisire Refinitiv Holdings Ltd, fornitore di analisi dei dati finanziari. L'operazione dovrebbe costare 27 miliardi di dollari.

L'operazione della Borsa di Londra

Refinitiv è in competizione con Bloomberg LP, il genitore di Bloomberg News, per fornire notizie, dati e informazioni finanziarie. La società offre prodotti tra cui i terminali Eikon, la piattaforma FXall e il sistema di esecuzione commerciale Redi. Refinitiv è una ex costola del gruppo Thomson Reuters e l'anno scorso il 55% è stato rilevato dal fondo Blackstone, mentre la parte restante è rimasta in mano alla Thomson Reuters Corp (TRI.TO). La valutazione data lo scorso anno è stata di 20 miliardi di dollari incluso il debito.

Secondo una fonte anonima Blackstone potrebbe arrivare, con l’acquisizione di Refinitiv, a raddoppiare approssimativamente il valore del suo investimento originale nella società. Thomson Reuters, che è la società madre di Reuters News, detiene attualmente una partecipazione del 45% in Refinitiv, e tramite un comunicato ha confermato l'esistenza di una trattativa con il London Stock Exchange Group (LSE.L), affermando che sarà titolare di una partecipazione del 15% in LSE se l’accordo andrà a buon fine.

Modalità dell'acquisto

L'operazione dovrebbe avvenire usando come pagamento le azioni LSE, trasformando gli investitori esistenti di Refinitiv in azionisti che sarebbero in possesso di circa il 37% della società e deterranno meno del 30% dei diritti di voto. Le trattative arrivano in un momento in cui di intensificano i dubbi sul ruolo di Londra come centro finanziario in seguito alla Brexit, e dopo che c'è stato già un tentativo - fallito - di matrimonio con la Borsa tedesca, bloccato un paio di anni fa per questioni di concorrenza.

giovedì 25 luglio 2019

Borsa di Milano, guizzo sul gong. Euro ancora in calo sul dollaro

Volumi contenuti e un andamento che oscilla tra denaro e lettera: ecco la giornata povera di spunti della Borsa di Milano, che già si sta calando nel clima da vacanza estiva.

Guizzo finale della Borsa di Milano

Alla fine Piazza Affari ha chiuso in lieve rialzo, grazie ad una accelerata nel finale di seduta. Il FTSE MIB ha terminato a +0,57%, il FTSE Italia All-Share a +0,55%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,46%, il FTSE Italia STAR a +0,10%. Se la Borsa di Milano ha piazzato uno sprint sul finale, le principali piazze europee si sono mosse in ordine sparso, con gli indici Pmi del manifatturiero in calo.

I singoli titoli

Alla Borsa di Milano sono stati deboli i titoli bancari, che hanno accusato il tonfo di Deutsche Bank che è scivolata di 1,96% dopo i risultati del secondo trimestre che hanno registrato una perdita superiore alle attese. Diversi operatori hanno adottato una strategia breakout trading pullback. Unicredit cede lo 0,3%, l'altra big Intesa Sanpaolo invece chiude piatta. Male Bper e Ubi, che chiudono in calo di 2,54% e 1,82%.
Sono proseguiti gli acquisti su STM che ha guadagnato il 3,53% all’interno di un comparto high tech europeo ben comprato, sulla scia dei risultati di Texas Instruments con ricavi migliori delle attese nel secondo trimestre. Raccolti i titoli del settore petrolifero. Bene Tenaris (+2,99%) e Saipem (+2,3%).

Dalla Borsa alla valuta

Sul fronte valutario invece, l'euro è sceso ai minimi da due mesi contro il dollaro, a causa dei dati macro deboli che hanno alimentato le aspettative che la Bce si impegni in un allentamento aggressivo della politica monetaria già nel meeting di giovedì. L’euro ha lasciato sul terreno il 2% del suo valore questo mese, e i segnali forex affidabili gratis continuano a puntare sulla debolezza della valuta unica.

Cala anche il dollar index, dopo aver guadagnato per tre sedute consecutive, in vista della riunione della Fed in programma la prossima settimana. Pesa anche la stima flash dell'indice PMI manifatturiero di luglio negli USA, che si è attestata a 50 punti dai 50,6 punti di giugno, sul livello più basso da settembre 2009.

venerdì 28 settembre 2018

Tesla crolla in Borsa, Musk accusato di frode dalla SEC

La SEC affonda il titolo Tesla a Wall street, dove perde l'11%. Per il colosso di Elon Musk sono in arrivo problemi davvero grossi, visto che ha avviato una causa per frode e dichiarazioni false e fuorvianti agli investitori. Il riferimento è al tweet con il quale lo scorso 7 agosto Musk comunicò l'intenzione di rendere privata la società di auto elettriche con un delisting a 420 dollari per azione, assicurando di avere i fondi per l’operazione, con i sauditi parte dell’operazione. Un’operazione da molti definita come un tentativo di manipolazione del prezzo delle azioni Tesla.

La vicenda di Tesla

tesla muskLa SEC - che è l'equivalente della nostra Consob - accusa Musk di non aver mai discusso della privatizzazione a 420 dollari per azione con alcuna potenziale fonte di finanziamento, e per questo di aver frodato gli investitori. Inoltre nella denuncia depositata presso un tribunale di New York, sostiene che le dichiarazioni di Musk erano «false e ingannevoli».

L'organo di vigilanza americano ha fatto presente che la responsabilità di un CEO nei confronti dei suoi azionisti includono la necessità di agire scrupolosamente, avendo cura di fare annunci veritieri e accurati. La SEC ha poi ribadito: "Né lo status di celebrità né la reputazione di innovatore tecnologico forniscono un’esenzione dalle leggi federali”. In pratica il fatto di essere una star non esonera Musk dal rispetto delle leggi.

Musk ha risposto alle accuse della SEC, ritenendole «ingiustificate». Egli ha inoltre confermato di non aver mai compromesso la propria integrità. Tuttavia rischia davvero grosso: se verrà ritenuto colpevole, non potrà più operare come officer e direttore di una società quotata.

Tesla crolla in Borsa


La vicenda non poteva non avere un impatto immediato sul già turbolento percorso di Tesla, minato di recente da altri crolli in Borsa dopo l’addio di 2 manager e Musk che fuma marijuana (peraltro alcune voci parlano del possibile addio anche del vice presidente della gestione globale, Liam O’ Connor). A Wall Street le azioni della scoietà californiana hanno scambiato in profondo rosso. Nelle contrattazioni after hours le azioni sono arrivate a perdere oltre il 12%.