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mercoledì 26 settembre 2018

Brexit, continua il muro contro muro tra Bruxelles e Londra

Ogni volta che si è sul punto di fare grossi passi avanti, Londra e Bruxelles finiscono per fermarsi facendone anzi uno indietro. La questione Brexit continua ad essere un motivo di tensione all'interno del Vecchio Continente. Ma la cosa più grave è che questa querelle ha un esito ancora tutto da definire.

Le tensioni sulla Brexit

Eppure il tempo stringe. Sono passati due anni dal referendum choc con cui i cittadini britannici decisero di lasciare la UE, e di passi avanti sui negoziati che dovrebbero definire i termini dell'addio ne sono stati fatti pochi. Appena pochi giorni fa il vertice Ue di Salisburgo ha segnato un nuovo capitolo della incomunicabilità tra Londra e Bruxelles sulla Brexit. Mancano solo 6 mesi dall’uscita del Paese, fissata per fine marzo 2019, e non si vede una via per raggiungere un accordo.

Come se non bastassero già le difficoltà tra i due poli, ci si mettono anche le turbolenze interne alla stessa Gran Bretagna. Il primo ministro Theresa May è in balia degli estremismi Tory, schiacciata dai risultati economici non proprio brillanti e messa sotto pressione dal numero crescente di “pentiti” della Brexit, ovvero coloro che a distanza di due anni ritengono che votare per l'uscita fu un errore. A tutto questo si aggiunga l'ipotesi di nuove elezioni anticipate in novembre, che certo non sarebbero il massimo visto che si sta entrando nella fase finale e decisiva di una partita - quella con Bruxelles- cominciata male e che potrebbe finire peggio.  Intanto la sterlina negli ultimi sei mesi ha perso l'8% contro il dollaro e il 2,5% contro l'euro, con alcuni indicatori che rivelano il rischio di ulteriori ribassi (qui è spiegato come funziona momentum indicatore trading Forex).

Rischio Brexit "no deal"

Il guaio è che questa partita richiede alla Gran Bretagna un approccio completamente diverso rispetto al passato. Sono stati abituati a trattare alla pari con la Ue, prendendo dall’Europa quello che fa loro comodo ma non il resto. Ma il loro Pil rappresenta soltanto un sesto di quello Europeo. Le proposte di negoziare come se i rapporti di forza fossero uguali sono inaccettabili per la UE. Se anche alleati tradizionali come Olanda, Belgio e i paesi scandinavi sono con loro, un motivo ci sarà.

Consiglio: gli aspetti geopolitici sono importantissimi per il mercato valutario. Non penate solo a quale broker forex scegliere, perché se poi non sapete come operare al meglio sarà tutto inutile.

Per Bruxelles ci sono solo due strade alternative: un Regno Unito fuori dalla Ue ma che rispetta tutte le regole del mercato unico e versa la sua quota nel bilancio Ue, oppure un Regno Unito che si comporta da paese terzo a tutti gli effetti, che non partecipa al mercato unico e che stipulato con Bruxelles un accordo di libero scambio. Le comode vie di mezzo (avere accesso libero al mercato senza subire gli obblighi che invece hanno tutti gli altri) che vorrebbero loro non sono ammesse. Il rischio di arrivare a un muro contro muro è sempre più forte, con il Regno Unito che rischi a di farsi molto male ma con l'Europa che comunque ha tutto l'interesse che ciò non accada.

mercoledì 4 luglio 2018

Yuan, rimbalzo dopo il crollo contro il dollaro. Ma la tensione resta...

Sono giorni complicati per lo Yuan cinese, che ha toccato i minimi contro il dollaro da 11 mesi. A penalizzare la valuta è la tensione con gli Stati Uniti riguardo alla questione commerciale. Il timore dei mercati è che queste continue misure e contromisure tariffarie possano alla fine sfociare in una vera e propria guerra commerciale, che finirebbe per trascinare con sé l'intera crescita economica globale.

La situazione al momento vede l'amministrazione Trump pronta ad applicare un dazio del 25% su una serie di prodotti cinesi, circa 800. Queste misure hanno decorrenza 6 luglio e il controvalore dovrebbe essere circa 34 miliardi di dollari. Ma la Cina non è intenzionata a subire passivamente. Il governo infatti vuole rispondere con una tassa del 25% sui beni degli Stati Uniti, con decorrenza dallo stesso giorno.

Le ripercussioni sullo yuan

Veniamo ai dati. Su tutte le migliori piattaforme di trading Forex online possiamo vedere i dati aggiornati, che evidenziano come tanto lo yuan onshore (ChY) che quello offshore (Cnh, dove la valuta è meno controllata) hanno superato il livello quota 6,7 per dollaro per la prima volta da agosto 2017. Da parte sua la Banca Popolare cinese ha fissato lo yuan verso 6,65 dollari, a metà strada tra il Cny e Cnh.

Lo yuan ha accumulato perdite del 3,25% nel mese di giugno contro il biglietto verde. Secondo il governatore della PBOC questa oscillazione è dovuta alla forza del dollaro e alle incertezze esterne, ma non alla debolezza dello yuan. Non ci sarebbe quindi alcuna volontà della Banca Centrale di pilotare la svalutazione, come avvenne ad agosto 2015 (la banca centrale a sorprese consentì allo yuan di cedere quasi il 3 per cento rispetto al dollaro).

Consiglio: se vi piace l'investimento nei mercati valutari, dedicate il giusto tempo a come e quale broker scegliere come migliore, dal momento che sarà il vostro "ponte" verso i mercati.

Ad ogni modo, in mattinata c'è stato un forte rimbalzo dello yuan che recupera dai minimi da 11 mesi sul dollaro. A dare la spinta alla valuta cinese sono state le rassicurazioni da parte delle autorità monetarie di Pechino sull’impegno a mantenere la valuta ad un livello stabile e ragionevole.