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giovedì 4 settembre 2025

Mercato valutario, le prospettive per il dollaro possono cambiare dopo l'estate

Guai a pensare che il dollaro rimarrà ancora a lungo in declino sul mercato valutario. Certo il suo fascino si è parecchio offuscato negli ultimi mesi, ma ci sono alcuni fattori che fanno pensare che il peggio sia passato

Lo stato attuale sul mercato valutario

Al momento della scrittura, il Dollar Index - che misura l'andamento del biglietto verde rispetto a un paniere di altre valute - viaggia vicino a 98,1

I trader aspettano i nuovi dati sul mercato del lavoro, che potrebbero plasmare le prospettive dei tassi di interesse. Attualmente gli operatori del mercato valutario scontano quasi il 98% di possibilità che la Fed tagli i tassi di 25 punti base alla fine del mese.

Declino finito?

Non c'è dubbio che le mosse di Trump hanno inciso in modo fortissimo sull’andamento del dollaro. Lo scontro frontale con il mondo intero sul tema dei dazi, il modo di affrontare le turbolenze geopolitiche e alcune scelte interne che mettono pressione alla Fed hanno creato una grande instabilità anche sul mercato valutario. Tuttavia, una parte del differenziale di credibilità tra Stati Uniti ed Europa, alla base della debolezza del dollaro fin dal Liberation Day, appare già incorporata nei prezzi. 

NB. Quando si negozia il dollaro sul mercato valutario, si può usare efficacemente lo stocastico lento veloce full.

Il rapporto con l'euro

In special modo è il rapporto con l'euro che potrebbe cambiare nei prossimi mesi. In diversi Paesi del vecchio continente sono emerse delle forti fragilità politiche e fiscali, che finiscono per pesare sul sentiment. Molti indicatori che anticipano il trend sembrano preannunciare qualche difficoltà. Senza dimenticare che la questione russo-ucraina potrebbe nuovamente innervosire il mercato valutario finendo per spingere nuovamente gli investitori a rifugiarsi nel dollaro.  

Il biglietto verde, sia pure con una credibilità ridotta rispetto al passato, non ha ancora alternative concrete come bene rifugio.

I dazi e gli effetti sul deficit USA

Un altro fattore cruciale sono i dazi. Se Trump dovesse vincere la battaglia legale su questo tema, gli Stati Uniti potranno incassare risorse significative che sarebbero sufficienti a bilanciare l’aumento del deficit generato dal cosiddetto One Big Beautiful Bill. ciò servirà ad attenuare i timori del mercato valutario sulla sostenibilità dei conti pubblici americani.

Questo scenario fa pensare che, se nel breve termine il cambio tra euro e dollaro vivrà una fase articolata, nel lungo orizzonte è atteso un ritorno in area 1,10-1,12. Il dollaro, nonostante tutto, resta centrale negli equilibri globali sul mercato valutario.

martedì 30 novembre 2021

Investimenti, torna un po' di sereno dopo il crollo di venerdì

Se venerdì scorso ea stata una giornata terribile per chi ama fare investimenti, questa settimana è cominciata in tono completamente diverso.
Un po' dei timori legati alla diffusione della variante Omicron si sono attenuati, perché sembra che questo nuovo ceppo del virus sia poco aggressivo, benché più contagioso.

Il lunedì di chi fa investimenti

E così, dopo l'ondata di panico di venerdì scorso, i mercati hanno scacciato un po' di paure. Tuttavia da parte di chi fa investimenti rimane ancora la guardia alta, visto che molti Paesi hanno chiuso i collegamenti con l'Africa meridionale, e i produttori di vaccini non hanno ancora chiarito se serviranno nuove formulazioni per combattere la diffusione della nuova variante.

Rimbalzo del dollaro

La situazione più distesa ha favorito il rimbalzo di molte asset class, sulle quali si sono concentrati gli investimenti. Anche il dollaro ne ha beneficiato.
Il Dollar Index ha ripreso quota arrivando a 96,4 lunedì, mentre il cambio tra euro e dollaro è ridisceso sotto 1,130.
Nel frattempo il rendimento dei Treasuries è tornato sopra l'1,5%, dopo che il sell off di venerdì scorso l'aveva spinti al livello più basso da inizio mese.

Torna in focus la FED

Se le preoccupazioni di Omicron si sono attenuate, riemerge sui mercati il dilemma riguardo alle prossime mosse della Federal Reserve. Chi fa investimenti sa bene che si avvicina sempre di più il momento in cui la banca centrale americana potrebbe alzare i tassi di interesse.
L'ultimo membro del Fomc che ha alimentato questa prospettiva è Raphael Bostic. Il funzionario della banca centrale ha ammesso che c'è l'ipotesi di accelerare il ritmo della riduzione degli stimoli, soprattutto se lo slancio dell'economia statunitense rimarrà forte. Ha anche riconosciuto la possibilità di almeno due aumenti dei tassi il prossimo anno.

Inflazione e mercato del lavoro

Come sappiamo, sono soprattutto due gli elementi da considerare. L'inflazione, che continua a esercitare una certa pressione, e il mercato del lavoro che invece si sta riprendendo
A tal proposito, chi fa investimenti aspetta con trepidazione i nuovi dati sui Non Farm Payrolls, in uscita venerdì.

mercoledì 25 agosto 2021

Valuta Zimbawe in declino, per sostenerla arrivano i soldi del FMI

Per provare a risollevare la propria valuta nazionale, lo Zimbabwe utilizzerà più della metà dei 961 milioni di dollari assegnati dal Fondo monetario internazionale. Soldi erogati nell'ambito dei diritti speciali di prelievo, che vengono concessi dall'istituto di Bretton Woods per fornire liquidità aggiuntiva al sistema finanziario globale.
I diritti speciali di prelievo sono riserve in valuta estera che il Fondo mette a disposizione dei paesi membri.

Problemi dello Zimbawe e della valuta

I finanziamenti del Fmi arrivano in un momento in cui lo Zimbabwe sta affrontando gravi problemi di liquidità e di svalutazione. Il RGTS (la nuova moneta introdotta nel 2019) scambia a 85.82 per dollaro USA, ma il suo valore è ancora più basso sul mercato nero (non è possibile ottenere segnali di trading forex su questa valuta, dal momento che è troppo instabile)
Il ministro delle finanze ha detto che per sostenere la valuta tratterranno circa $ 500 milioni dai fondi erogati dal FMI.

Il ministro Mthuli Ncube ha anche precisato che i fondi "verranno utilizzati con prudenza, nel rispetto della massima trasparenza, per sostenere i settori sociali e quelli produttivi.
Lo Zimbabwe non utilizzerà nessuna delle sue riserve per pagare più di $ 8 miliardi in debito esterno, anche se le pendenze accumulato gli hanno impedito di ottenere altri prestiti.

La crisi nonostante le ricchezze

Lo Zimbabwe rimane un paese vittima dei paradossi. Vive una crisi economica cronica, eppure ha immense ricchezze minerarie nel sottosuolo. Il problema è che è totalmente incapace di sfruttarle a dovere. Solo nel settore dell’oro si registrano perdite annuali dovute al contrabbando  pari a 1,5 miliardi di dollari. Una montagna di oro infatti continua a sparire nel nulla. A proposito di gold metal, qui vengono illustrati gli etf oro nel mondo.

E' colpa anche del sistema di acquisto centralizzato dell’oro (sottoposto al monopolio della Banca Centrale attraverso la Fidelity Printers and Refiners), che rende il settore molto produttivo ma anche instabile, scoraggia gli investitori e incoraggia il contrabbando.


venerdì 8 gennaio 2021

Euro rallenta il passo, pesano i timori economici connessi al Covid

Dopo aver vissuto un inizio di anno di corsa, l'euro sta adesso rallentando il passo. L'euforia degli ultimi tempi - innescata in verità più che altro da un dollaro assai debole - sta lasciando il posto a una maggiore cautela.

Cosa sta muovendo l'euro

A pesare sull'euro ci sono anzitutto le preoccupazioni per l'aumento dei casi di COVID-19 nel continente, dove il numero di contagi ha superato i 25 milioni. Questo ha indotto quasi tutti i governi a prendere provvedimenti. La Germania è in lockdown, in Gran Bretagna si è raggiunto il picco dei decessi, altri paesi stanno estendendo nel tempo le misure più o meno forti di restrizione. Inoltre il ritmo della campagna di vaccinazioni è meno intenso di quanto si sperasse.
Tutto ciò inevitabilmente si ripercuote sull'economia del Vecchio Continente.

La BCE

La BCE ieri ha poi fornito un quadro economico che ha spento molti entusiasmi. Secondo l'ultimo bollettino della Eurotower, ci vorrà tempo per assistere ad una ripresa convincente, e inoltre gli indicatori economici evidenziano una contrazione economica del quarto trimestre. A tal proposito va evidenziato come l'indicatore di fiducia dei servizi nell'Area Euro è sceso di 0,3 punti a -17,4 a dicembre 2020, ben al di sotto delle aspettative di mercato di -15,0. Inoltre i prezzi al consumo nell'Area Euro sono scesi dello 0,3% su base annua a dicembre del 2020, lo stesso di ciascuno dei tre mesi precedenti e rispetto alle previsioni di mercato di un calo dello 0,2%.

La banca centrale ha affermato che servirà tempo per tornare alla normalità. Tutto questo non fa certo bene all'andamento dell'euro.

Nota: quando si vogliono fare negoziazioni sul mercato delle valute, bisogna prima conoscere il forex pip significato.

Cambio e dollaro

La valuta unica sta così estendendo le perdite per scambiare intorno a $ 1,22, allontanandosi ulteriormente dal massimo di due anni e mezzo di mercoledì di $ 1,234. Il cambio con il biglietto verde ha disegnato una candela hammer trading analisi tecnica. Si sente anche il peso delle vicende americane, perché l'assalto dei Trumpisti a Capitol Hill ha congelato l'appetito al rischio degli investitori, spingendo così i rifugi (come il dollaro).

giovedì 3 dicembre 2020

Euro in rally: raggiunge il massimo da aprile 2018 contro il dollaro. E l'Index scende sotto 91

Continua a correre forte l'euro, che si spinge su livelli che non si vedevano da oltre due anni e mezzo rispetto al dollaro americano. Il cambio è venuto fuori da quella congestione che durava da parecchio tempo, rompendo i precedenti massimi del 9 novembre e poi quelli dell'1 settembre in area 1,20, allungando poi ulteriormente il passo.

Driver dell'euro e debolezza del dollaro

Il cambio EurUsd ha infatti toccato 1,2139, come non succedeva da aprile 2018. Poi in seguito ha ripiegato verso 1,212. La corsa dell'euro è aiutata dal momento di forte debolezza del dollaro. Il biglietto verde sta pagando il clima di propensione al rischio innescato dalle novità riguardo ai vaccini anti-Covid, ma anche i segnali di progresso verso un programma di stimolo fiscale degli Stati Uniti. Martedì è stato presentato un piano bipartisan da 908 miliardi di dollari, e il presidente della FED Jerome Powell ha rimarcato ieri la necessità di sostegni all'economia Usa.

Index sotto pressione

Questi fattori hanno spinto al ribasso il Dollar Index - che misura l'andamento del greenback rispetto a un paniere di valute principali - al di sotto di 91 per la prima volta dall'aprile del 2018 poiché l'interesse per i safe haven, ossia i beni rifugio, è diminuita ulteriormente negli ultimi tempi. Allo stesso tempo, i bassi tassi di interesse e le preoccupazioni per l'aumento dei livelli di debito negli Stati Uniti lasciano spazio a un ulteriore slancio al ribasso. L'index ha oltrepassato anche una delle Onde di Wolfe Wave pattern trading.

Nota: prima di effettuare investimenti sul mercato valutario, occorre conoscere bene cosa sono i lotti trading forex.

Dati marco zona Euro

Sul fronte marco, i prezzi al consumo dell'Euro Zona sono rimasti in territorio deflazionistico a novembre per il quarto mese consecutivo, mentre l'indagine PMI ha evidenziato un indebolimento dell'economia, come conseguenza delle nuove misure di lockdown. 

In particolare l'indice Pmi composito, che monitora l'attività dei settori servizi e manifatturiero e che misura la fiducia dei direttori degli acquisti, è sceso il mese scorso a 42,7 punti da 49,2 di ottobre, sotto le attese.
L'Indice PMI IHS Markit servizi novembre a 41,7 punti da 46,9 (atteso 41,3). L'IHS Markit Eurozone Composite PMI è stato rivisto leggermente al rialzo a 45,3 nel novembre 2020, da una stima preliminare di 45,1 e rispetto a 50,0 di ottobre, indicando il mese di contrazione più ripido dell'economia del settore privato dell'Eurozona da maggio.

venerdì 25 settembre 2020

Mercato valutario, il dollaro è rimbalzato ma quanto durerà questa spinta?

Nelle ultime settimane si è assistito a un andamento molto altalenante del mercato valutario, in special modo riguardo al dollaro USD. La valuta a stelle e strisce era reduce da un lungo periodo di deprezzamento, ma negli ultimi giorni ha invertito decisamente la rotta. Quali prospettive ci sono per il futuro? 

Cosa accade sul mercato valutario

Va anzitutto precisato che il cambio di tendenza recente sul mercato valutario è frutto dei gravi timori derivanti dal Covid. I mercati tremano al pensiero di vivere una situazione analoga a quella della primavera scorsa, con lockdown diffusi in tutto il mondo. Questo provocherebbe una nuova brusca frenata nel percorso già difficile di ripresa economica.
Per questo gli investitori si sono comportati di conseguenza, gettandosi sul dollaro nella sua veste di safe haven e asset più liquido.

Dollaro e fondamentali

Tuttavia il cambio di rotta della Federal Reserve verso un target di inflazione medio, e il fatto che i rendimenti reali dei Treasuries siano negativi, fanno ritenere che i fondamentali siano ancora poco favorevoli al biglietto verde sul mercato valutario. Magari si verificherà prima un consolidamento. Magari il movimento blando proseguirà per diverso tempo. Sono tutti comunque più o meno concordi sul fatto che difficilmente il dollaro continuerà a spingere forte. A meno che, chiaramente, la crisi pandemica non prenda una brutta piega.

Nota tecnica: quando si intendono fare operazioni sul mercato delle valute, bisogna conoscere dei concetti fondamentali. Ad esempio cos'è il trailing stop loss.

USD contro euro e franco

Tenuto conto di quanto detto finora, l'idea di molti analisti è quindi che sul mercato valutario il cambio euro-dollaro possa riavvicinarsi in futuro a quota 1,20. Invece il cambio euro-franco svizzero potrebbe spingersi al rialzo, colmando una parte dell’insolito gap della coppia euro-dollaro (qui si parla delle previsioni cambio franco svizzero dollaro). Ricordiamo a tal proposito che la BNS - la banca nazionale svizzera - ha mantenuto invariato il suo tasso di interesse principale al -0,75%, aggiungendo che continuerà ad intervenire sul mercato dei cambi per evitare che il franco si apprezzi troppo.

venerdì 18 settembre 2020

Vendite al dettaglio deludenti, il dollaro canadese si spegne prima del weekend

Il dollaro canadese ha vissuto una giornata debole, zavorrato dal dato macro sulle vendite al dettaglio. Tuttavia non si è trattato di perdite sostanziose, visto che sono state limitate rispetto alla maggior parte delle altre valute. L'unica eccezione riguarda il cambio con lo yen giapponese e il dollaro neozelandese, le due valute più forti sul mercato durante la giornata di venerdì.

Il dato sulle vendite in Canada

Riguardo al dato sulle vendite al dettaglio, la Statistics Canada ha riferito che c'è stato un aumento dello 0,6% a luglio. Il dato non ha raggiunto le aspettative, che invece erano per un aumento dello 0,8%. Rispetto al tasso di crescita del 22,7% registrato il mese precedente, è stato sicuramente un bel passo indietro. Nel complesso, la ripresa delle vendite al dettaglio totali è stata a forma di V, con vendite rispettivamente in giugno e luglio, in ripresa dal minimo storico osservato ad aprile.

Per quanto riguarda le vendite all'ingrosso, l'istituto di statistica evidenzia una crescita del 4,3% a luglio, migliore delle aspettative del mercato che erano del 3,4%. Inoltre, il grande guadagno del mese precedente ha ottenuto una revisione positiva dal 18,5% al ​​18,8%.

Rilfessi sul dollaro canadese

Come detto il "Loonie", ossia il dollaro canadese, ha marciato pesante sul mercato valutario, attirando l'interesse di molti investitori sul miglior sito opzioni binarie. La coppia USD / CAD ha perso solo leggermente quota a 1,319 (+0,26%), mentre l'EUR / CAD è salito a 1,563. Più sostanziosi i cali contro yen giapponese (JPY) e dollaro neozelandese (NZD).

Nota operativa: quando si fanno investimenti sulle valute, bisogna comprendere bene costi ed oneri. Qui ad esempio trovate illustrati gli spread plus500 costi.

Il ruolo del petrolio

Bisogna rimarcare che i prezzi del petrolio sono aumentati anche venerdì. Mentre di solito il loonie rispecchia il movimento del greggio, oggi la valuta non ha seguito la merce nel rally. Tuttavia, i prezzi del petrolio potrebbero aver attutito il colpo dai dati negativi sulle vendite al dettaglio.

sabato 22 agosto 2020

Dollaro USD in crisi, ma guai a dare per sicuro che la sua debolezza continuerà

Molti analisti un po' frettolosamente avevano dato per spacciato il dollaro USD, pronosticando un suo lungo periodo di debolezza. In realtà negli ultimi giorni il biglietto verde è già rimbalzato dai minimi di 27 mesi toccati contro l'euro, facendo capire che gli scenari futuri sono tutti da scrivere.
E' vero comunque che il Dollar index, che traccia la performance del dollaro rispetto alle altre valute principali, ha perso quasi il 10% da marzo in poi. E questo comporta grosse conseguenze sui mercati finanziari.

L'importanza dei movimenti del dollaro USD

dollaro usd
Ogni movimento del dollaro USD diventa fondamentale per chi investe, perché finisce per avere conseguenze praticamente su ogni asset class. Anzitutto, chi ha investimenti in dollari finisce per vedere parte del proprio valore diminuire in ragione del rapporto di cambio. Ma il dollaro incide sia sui mercati azionari, sia su quelli obbligazionari, le commodities e anche le altre valute, come ben comprende chi sa che cos'è il forex fx trading.

Le implicazioni di un dollaro USD che si indebolisce sono molto grandi, perché il greenback è la valuta di riserva a livello mondiale e come tale anche la valuta più scambiata sui mercati. Inoltre molti paesi del mondo accettano il biglietto verde come valuta corrente o comunque hanno legato la propria valuta a quella americana. Per questo motibo ad esempio, le valute dei mercati emergenti tendono ad aumentare il proprio valore con un dollaro più debole.

Consiglio operativo: tra le tante cose che un trader dovrebbe fare, c'è quella di imparare come usare Fibonacci trading analisi tecnica, per rendere più efficace le proprie sessioni operative.

Prospettive del biglietto verde

Ma dove arriverà il prezzo del dollaro USD? Difficile dirlo, perché questo aspetto si lega alla diffusione della pandemia negli Stati Uniti e alla capacità di ripresa della politica americana. Finora l’economia americana ha mostrato molta resilienza, magari la ripresa più veloce nel 2021. Va poi ricordato che tra qualche mese ci saranno le elezioni Presidenziali, che solitamente provocano sempre uno shock - difficile dire in che direzione - sulla valuta americana.

lunedì 15 giugno 2020

Dollaro, ecco i due driver che stanno agendo sulla corsa del biglietto verde

La settimana scorsa il dollaro aveva concluso con un incoraggiante movimento rialzista. Tuttavia, questo inizio settimana (almeno durante la sessione asiatica) sembra esserci un po' di scetticismo nei confronti del biglietto verde. Anche se siamo appena agli albori della settimana, qualcosa però si può già ipotizzare.

I driver del dollaro

Quello che emerge al momento è uno scenario che sembra contraddittorio, che rende difficile esprimere segnali forex affidabili gratis. Bisogna anzitutto ricordare che lo scatto del dollaro sul finire della scorsa settimana, era stato propiziato da due fattori principali. In primo luogo i timori di una seconda ondata di epidemia. Cosa che aveva spinto i trader verso rifugi liquidi e sicuri. In secondo luogo i commenti del Segretario al Tesoro USA, che ha affermato che era necessario un pacchetto di stimolo aggiuntivo. In sostanza il mercato ha seguito l'espressione "la paura ha grandi occhi". Questo ha spinto l'azionario verso il basso, e il dollaro verso l'alto.

Suggerimento: oltre a valutare l'apertura di un account con chi propone trading online bonus senza deposito, bisogna sempre considerare le offerte economiche e le condizioni operative proposte.

Le prospettive settimanali

Questi fattori sono però adesso più sfumati. Nel weekend infatti non vi è stato un brusco salto nel tasso di incidenza di contagi. Ciò non significa che il dollaro mostrerà una tendenza al ribasso. Probabilmente infatti, i tori del dollaro cominceranno a valutare il nuovo pacchetto di assistenza da parte delle autorità USA, come preannunciato da Stephen Mnuchin. Il nuovo pacchetto dovrebbe essere fornito alle industrie del settore alberghiero e del turismo. Lo stesso Mnuchin ha anche sottolineato che gli Stati Uniti non possono permettersi di chiudere nuovamente l'economia a causa del coronavirus.

Questo fattore fondamentale sarà una importante base di supporto per la valuta americana questa settimana, soprattutto se gli operatori vedono segni di coerenza tra repubblicani e democratici. Cosa che in vista della lunga corsa elettorale, è tutt'altro che scontata. Anzi. Questo alimenta lo sfondo fondamentale per il dollaro è controverso.

venerdì 14 febbraio 2020

Euro sempre più debole sul dollaro, il Coronavirus è stata una mazzata

La fase decisamente calante dell'euro continua senza sosta. Ancora una volta la valuta unica aggiorna i suoi minimi pluriennali contro il biglietto verde, con un bilancio di otto sedute negative sulle ultime nove. Oggi i dati sul Pil della Germania, che vedono crescita zero nel quarto trimestre, non hanno che contribuito a questo clima depresso.

Euro debole, riflesso dell'economia UE

Sulle migliori piattaforme trading forex online si può vedere che la coppia Euro-Dollaro scivola tra 1,0837–1,0838, e gli sforzi per tenersi a galla sembrano inefficaci.

Lo scoppio del coronavirus ha sradicato ogni residua speranza di ripresa economica nell'area dell'euro, visto che la Cina è il principale partner commerciale della Germania. Ragion per cui, l'inevitabile rallentamento della domanda cinese avrà un grave impatto sulle aziende europee, per non parlare delle interruzioni della catena di approvvigionamento. Discorso diverso invece per l'economia americana, che è meglio equipaggiata per resistere a questo shock, visto che le catene di approvvigionamento statunitensi sono giù state riviste durante il periodo della guerra dei dazi. Negli ultimi due anni, c'è stato un costante deterioramento delle previsioni per la crescita dell'economia europea rispetto alle previsioni per la crescita degli Stati Uniti.

Suggerimento: prima di investire online, bisogna conoscere bene tutti gli strumenti. Qui parliamo del trading con medie mobili forex.

Ottimismo o pessimismo?

Nonostante la situazione estremamente sfavorevole per l'euro, gli analisti non perdono la speranza in una sua ripresa a lungo termine. Allo stesso tempo, si aspettano che l'euro sarà in grado di abbandonare i minimi di due anni, anche se non escludono il loro prossimo aggiornamento.
I differenziali dei tassi di interesse tra le due economie sono ancora ampi, e tali dovrebbero rimanere ancora per diverso tempo. Se è vero infatti che la Fed potrebbe tagliare i tassi entro dicembre, è altrettanto vero che si prevede un maggiore stimolo pure da parte della BCE, quindi è improbabile che il carry trade positivo per il dollaro scompaia.

lunedì 13 gennaio 2020

Yen giapponese penalizzato dalla modalità risk-on dei mercati

I mercati hanno cominciato la settimana guardando oltre il rapporto sull'occupazione negli Stati Uniti, che è stato rilasciato venerdì scorso. Nel frattempo il cambio dollaro yen giapponese riacquista una certa trazione positiva, dal momento che l'umore del mercato continua ad essere orientato al rischio. Ciò penalizza lo stato di rifugio sicuro della valuta nipponica.

Umore del mercato e dollaro-yen

La coppia USD-JPY sta marciando al rialzo anche in questo primo giorno di seduta settimanale, e si è avvicinata di nuovo alla resistenza prossima alla regione di 109,70, dove si trovano i massimi plurimensili. Dopo il pullback intraday della sessione precedente, la coppia continua ad essere supportata dall'umore risk-on prevalente sui mercati finanziari globali. Sapendo cosa sono gli indicatori leading, non è difficile cogliere che non esistono al momento dei segnali di inversione di questa tendenza.

Sullo sfondo agiscono sempre due fattori. Anzitutto l'allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in secondo luogo l'ottimismo sull'accordo commerciale USA-Cina di fase uno. Fattori che hanno acceso la propensione al rischio, pesando sullo stato di rifugio sicuro dello yen giapponese. Chi conosce che cos'è la volatilità dei mercati finanziari, nei giorni scorsi ha visto quanto questi due eventi abbiano inciso nelle scorse sedute.

Dati marco pubblicati e in arrivo

Vale la pena ricordare che l'ultimo rapporto mensile sul lavoro negli Stati Uniti ha mostrato che l'economia americana ha aggiunto 145 mila posti di lavoro a dicembre rispetto ai 164 mila previsti. Inoltre, anche i salari medi sono stati inferiori alle aspettative del mercato. L'ulteriore delusione è arrivata dal tasso di crescita salariale annuale, sceso al 2,9% dal 3,1% precedente.

I dati sembrano aver sollevato le prospettive di un ulteriore allentamento della politica da parte della Fed. Anche per questo l'attenzione del mercato si sposta ora su altri importanti rilasci macro statunitensi in programma questa settimana: quelli sull'inflazione, quelli sui dati mensili sulle vendite al dettaglio. Proprio questi dati potrebbero dare un nuovo slancio direzionale alla coppia dollaro-yen.

giovedì 26 settembre 2019

Dollaro sui massimi di 28 mesi contro l'euro sui nuovi spiragli nella trade war

Dopo un po' di maretta a seguito delle notizie riguardanti l'indagine di impeachment sul presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il dollaro è rimbalzato con forza toccando il massimo di 28 mesi contro l'euro. A spingere la valuta americana è una nuova ventata di ottimismo su un possibile accordo commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, ma anche la debolezza che attanaglia la valuta unica.

La trade war spinge il dollaro

Il presidente Trump ha alimentato le speranze di un accordo commerciale dicendo ai giornalisti che gli Stati Uniti e la Cina stanno avendo "conversazioni proficue", e che un accordo "potrebbe accadere prima di quanto si pensi". Trump ha aggiunto: "Vogliono disperatamente concludere un accordo. Potrà accadere prima di quanto pensiate. Sapete perchè vogliono fare un accordo? Perché perdono posti di lavoro, la loro catena di approvvigionamento va molto male e le imprese lasciano la Cina per trasferirsi altrove, anche negli Stati Uniti".

Il dollaro è così schizzato verso il suo massimo da metà del 2017 giovedì nei confronti dell'euro. La coppia EURUSD è infatti scesa a 1,0922.

Appunti tecnici: sapere quali sono le medie mobili più usate nel forex può essere molto importante per un trader alle prime armi.

Euro molto debole

Va detto che l'euro ha risentito in modo forte della situazione in seno alla Banca centrale europea. Nella serata di mercoledì, il membro tedesco Sabine Lautenschläger ha scelto di rassegnare le dimissioni dal board della Banca, probabilmente in segno di dissenso verso le politiche dell'istituto. Ricordiamo che pochi giorni fa, Draghi ha annunciato un nuovo programma di quantitative easing, che inizierà il prossimo 1° novembre, per fronteggiare un rallentamento economico della zona Euro, che potrebbe trasformarsi in una vera e propria recessione. L'euro sta quindi vivendo una fase di pesantezza (qui è trattato il tema del cambio euro real brasiliano previsioni).

Nel Bollettino economico reso noto dalla Eurotower, si parla di rischi al ribasso per le prospettive di crescita dell'Eurozona. L'indice viene puntato verso le incertezze connesse a fattori geopolitici, alla crescente minaccia del protezionismo e alla vulnerabilità dei mercati emergenti.

sabato 7 settembre 2019

Rand sudafricano in forte ascesa, ai massimi di un mese sul dollaro

La settimana si è chiusa benissimo per il rand sudafricano, che venerdì è salito di oltre un punto percentuale contro il dollaro, arrivando a un nuovo massimo di un mese.

La spinta al rand sudafricano

A dare lo slancio alla valuta sudafricana è stato il rapporto tiepido sul mercato del lavoro negli Stati Uniti, che ha trascinato giù il dollaro. I dati in chiaroscuro del mese di agosto hanno infatti rafforzato la prospettiva di un rallentamento dell'espansione e la possibilità di ulteriori tagli dei tassi di interesse dalla Federal Reserve. Lo scioglimento delle tensioni negli attuali conflitti commerciali tra la Cina e gli Stati Uniti questa settimana ha contribuito a rafforzare il rand, come le altre valute emergenti. I negoziatori dei due paesi si incontreranno all'inizio di ottobre a Washington, e questo ha suscitato le speranze di una possibile soluzione alla guerra commerciale che ha scosso i mercati e sconvolto l'economia globale.

Ma il risultato è stato anche frutto dei dati sul prodotto interno lordo del Sud Africa, che nel secondo trimestre sono stati molto migliori del previsto. L'economia più industrializzata del Continente Nero è cresciuta del 3,1%, dopo una contrazione del 3,1% nel primo trimestre. Gli economisti avevano previsto un'espansione inferiore, del 2,4%. Per contro, il disavanzo delle partite correnti si è però ampliato nel secondo trimestre.

Le reazioni del mercati

Basta prendere una qualsiasi trading Forex online piattaforma per vedere che la coppia USD-ZAR è scesa dell'1,06% a 14,7275, cosa che non si verificava dal 2 agosto, da una chiusura durante la notte di 14,8850. La sessione di venerdì ha portato i guadagni settimanali del rand a oltre il 3,5%.

Suggerimento: prima di fare operazioni sul mercato valutario, occorre capire bene i forex pips cosa sono e padroneggiare a dovere questo concetto.

Anche il comparto azionario ha vissuto giorni positivi, grazie al miglioramento del clima sui mercati globali. L'indice All-Share è salito dello 0,2% a 55.591 punti, mentre anche l'indice Top-40 blue chip ha guadagnato lo 0,2% a 49.673 punti.

martedì 4 giugno 2019

Costo del denaro, l'Australia effettua un nuovo taglio di 25 pb

Non è giunta nessuna sorpresa dalla RBA, la banca centrale dell'Australia. L'istituto ha infatti deciso di ridurre di 25 punti base il costo del denaro, portandolo così al nuovo minimo storico di 1,25%.

Le motivazioni del taglio al costo del denaro

Ma cosa ha indotto la RBA a operare il taglio del costo del denaro per la prima volta dal 2016? Essenzialmente il rallentamento dell'economia e dell'inflazione, ma anche la volontà di stimolare la crescita dell'occupazione. La banca centrale ritiene che esistano dei rischi per l'economia globale, provenienti dalla guerra commerciale. Inoltre le maggiori incertezze che si respirano sui mercati, stanno condizionando i piani di investimento in diversi paesi. Secondo la banca centrale australiana, la crescita del Pil nazionale sarà del 2,75%, sia per il 2019 che per il 2020. L'inflazione attesa è invece pari all'1,75% per quest'anno, al 2% nel 2020 e più alta negli anni successivi.

La reazione dei mercati

I mercati hanno reagito in modo tiepido alla decisione della RBA di tagliare il costo del denaro. Infatti si trattava di una decisione abbondantemente attesa e già "prezzata". Per questo motivo il dollaro AUD non ha avuto alcun sussulto e non ha scaldato la sessione di chi fa forex day trading (che cos'è). Semmai è stato avvertito un po' di più il dato deludente sulle vendite al dettaglio. Ad aprile infatti sono scese dello 0,1% su base mensile, mentre su base annua la crescita ha rallentato al 2,8%.

Suggerimento: occorre sapere gli effetti a cui si va incontro, quando un trader acquista un'opzione vanilla al prezzo bid ask.

Ad ogni modo, la coppia Aud-Usd si è apprezzata fino a toccare 0,6993, ovvero il massimo dal 13 maggio, ma in seguito è tornata in equilibrio verso la parità giornaliera. Bisogna evidenziare che la valuta australiana sta traendo beneficio (in quanto commodity currency) dal recente dato sul Cina Caixin PMI, che ha mostrato segnali di tenuta della seconda più grande economia del mondo.

giovedì 23 maggio 2019

FED si conferma cauta: dollari in ascesa sui problemi dell'euro

L'approccio cauto della Federal Reserve è stato confermato dai verbali dell'ultimo meeting di politica monetaria. I membri del comitato (FOMC) hanno quindi sposato la linea attendista disegnata dal governatore della FED Jerome Powell che aveva rimandato ogni decisione su una possibile stretta dei tassi di interesse.

FED paziente sui tassi

L'approccio paziente sui tassi di interesse è giudicato "appropriato", segno che il costo del denaro è destinato a restare invariato per un po' anche se l'economia migliora. Secondo quanto scritto nei verbali dell’ultimo meeting della banca centrale Usa, che ha confermato il costo del denaro al 2,25-2,5%, molti membri del Fomc hanno sostenuto che un tale approccio “resterà probabilmente appropriato per un po’.

Nel corso delle settimane passate, il governatore Powell aveva deluso gli investitori che, a fronte di un’inflazione debole, avevano sperato in un taglio dei tassi nell’anno in corso. La Fed sembra essere a suo agio nell’aspettare e vedere come andrà in dato. A suggerire questo approccio cauto è il contesto di crescita economica moderata, anche se la FED ritiene che le condizioni economiche e finanziarie globali stiano migliorando. Va detto però che le valutazioni della FED non tengono conto della nuova stretta sui dazi decisa dall'amministrazione Trump su 200 miliardi di dollari di prodotti cinesi. I banchieri avvertono, infatti, che la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina "potrebbe avere effetti negativi significativi sulla crescita economica statunitense".

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L'inflazione resta l'osservato speciale

L’attenzione della banca centrale americana si è focalizzata in particolare sulla recente debolezza dell’inflazione, che però è considerata solo temporanea e non modificherà le decisioni di politica monetaria. La misura preferita dalla Fed dell’inflazione, il Pce core, è salito dell’1,6% a marzo rispetto a un anno prima, meno del +1,8% registrato a gennaio e del +2% registrato a dicembre.

Sul fronte valutario, se le minute del FOMC non avevano scosso più di tanto gli investitori, lo hanno fatto invece i deboli dati macro europei. La coppia EUR / USD (con formazione di rettangoli trading forex) sta testando nuovi minimi di più settimane a 1.1130.

lunedì 18 marzo 2019

Euro ancora invischiato in uno stretto range contro il dollaro

Settimana scorsa l'euro è rimasto sostanzialmente immutata rispetto al dollaro americano, confinato in un range dove ormai oscilla da diversi mesi.

La situazione economica della Eurozona

A livello di dati macroeconomici, ci sono state letture più incoraggianti del previsto, che hanno allontanato dall'euro zona gli spettri di una nuova recessione. L'inflazione è cresciuta dell'1,5% a febbraio su base annua, contro il precedente + 1,4%, mentre l’inflazione core è passata dal + 1,1% al + 1,0%. La produzione industriale è finalmente rimbalzata. Dall'altra parte dell'oceano invece i dati a stelle e strisce sono invece stati peggiori delle previsioni, a confermare che pure l'economia americana vive un momento di frenata. Sono infatti stati evidenziati una contrazione delle vendite al dettaglio e anche un mercato del lavoro che inizia a rallentare. Qualche sorpresa positiva è giunta invece dagli ordini all’industria e dalla fiducia dei consumatori.

Bisogna ricordare che nell'ultimo meeting di politica monetaria, la BCE ha posticipato a fine anno, invece che dalla fine dell’estate, il primo rialzo dei tassi dal 2011 (oltre ad annunciare nuove aste di liquidità TLTRO III). Una inversione a U che ha sorpreso gli analisti, ma che prima o dopo sembrava inevitabile visto il rallentamento della crescita dell’eurozona e che l'inflazione continua ad essere molto lontana dal target del 2,0%. La FED invece dovrebbe limitare i suoi ritocchi al costo del denaro ad un solo intervento nel 2019, dopo l'incremento di 25 punti base deciso a dicembre.

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L'andamento dell'euro e gli eventi macro

Come detto, settimana scorsa l’euro ha chiuso pressoché invariato contro il dollaro, intorno a 1,1329, dopo un recupero proprio nella seconda parte della settimana. Gli ostacoli tecnici per un rialzo sono a 1,1370 e successivamente a 1,1400. Solamente oltre questa quota si potrebbe manifestare una vera dimostrazione di forza della valuta unica, e potremmo avere segnali di trading gratis sicuri al rialzo.

Nei prossimi giorni dal Vecchio Continente si attende un test importante. Venerdì infatti saranno comunicati da Markit gli indici Pmi del settore manifatturiero e dei servizi, che sono il termometro dell’attività aziendale. Giovedì 21, invece, sarà pubblicato il bollettino economico della Banca centrale europea.

lunedì 25 febbraio 2019

Dollaro canadese, partenza sprint sui mercati valutari

Il dollaro canadese ha cominciato con uno sprint intenso la settimana di contrattazioni contro euro, aussie e sterlina. Nei confronti di queste monete il loonie ha guadagnato oltre i 2 punti percentuali.

La corsa del dollaro canadese

Negli ultimi giorni la spinta al dollaro canadese è arrivata dalla prospettiva di una tregua più lunga tra USA e Cina, visto che il Canada esporta molte materie prime e la sua economia potrebbe trarre vantaggio da un miglioramento delle prospettive per il commercio globale. Il presidente statunitense ha annunciato che la scadenza di inizio marzo per l’applicazione di tariffe più elevate sulle importazioni cinesi sarà ritardata proprio alla luce degli ultimi sviluppi positivi delle trattative. Inoltre un'altra spinta è arrivata dal petrolio (principale prodotto di esportazione canadese), vista l'ascesa del greggio Brent che qualche giorno fa ha centrato nuovi massimi da novembre, e si è mantenuto attorno quota 67 dollari.

Altro fattore di sostegno sono i dati macro, che si possono vedere sul calendario economico di tutti i siti Forex Trading online gratis. I dati diffusi venerdì scorso dallo Statistics Canada hanno evidenziato un calo dell vendite al dettaglio - scese dello 0,1% a $ 50,4 miliardi - che tuttavia si è dimostrato più modesto delle previsioni (0,3%). Questo dato più incoraggiante finirà anche per riflettersi positivamente sul PIL canadese.

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La banca centrale del Canada

Per completare il quadro riguardo al dollaro canadese, va detto che la banca centrale ha avvertito che il percorso dei tassi di interesse rimane "incerto" (sono invariati all'1,75% dallo scorso ottobre). Giovedì il governatore della Banca del Canada (BOC) Stephen Poloz ha ribadito osservazioni precedenti secondo le quali le mosse dei tassi dipenderanno dai dati economici. Per ora, Poloz ritiene che il livello di inflazione inferiore all'1,75% sia sufficiente per stimolare l'economia.

lunedì 7 gennaio 2019

Fed molto cauta, si vedono ancora gli effetti sul dollaro USD

La prima settimana "piena" del 2019 del dollaro è cominciata all'insegna del calo. Si è avvertita sui mercati la pressione innescata dalla FED, che potrebbe interrompere o frenare il suo ciclo di rialzo dei tassi d'interesse. Tutto questo ha messo invece le alti all'euro e al franco, che portano guadagni contro il biglietto verde.

FED e dollaro

Malgrado i robusti dati sul lavoro USA resi noti a fine settimana scorsa, gli analisti ritengono che la più grande economia del mondo stia perdendo slancio. I recenti commenti del presidente della Fed Jerome Powell hanno aggiunto alle aspettative della banca centrale, possono adottare una prospettiva più cauta. Lo scorso venerdì il numero uno della FED ha detto all'American Economic Association che la politica monetaria a stelle e strisce non ha un ritmo prestabilito e che sarà sensibile all'evoluzione economica e dei mercati.

I ritocchi dei tassi

Secondo molti economisti la Fed potrebbe aver bisogno di alzare i tassi di interesse solo una volta nel 2019, a causa del rallentamento globale dell'economia. Ma addirittura comincia a prendere corpo l’idea che quest'anno non verranno toccati, mentre il 2020 potrebbe registrare un taglio dei tassi. L'istituto centrale li ha alzati quattro volte nel 2018.

Le ripercussioni sul dollaro

Le aspettative calanti di un aumento del costo del denaro USA ha stimolato l'euro, che si è riavvicinato a quota 1,15. Anche il franco svizzero ha guadagnato molto rispetto al dollaro, che è sceso dello 0,7% a 0,9799 franchi (qui trovate le previsioni cambio euro franco svizzero 2019). Il dollar index è sceso dello 0,4 percento a 95,736, non lontano dal minimo di 2 mesi e mezzo a 95,68 raggiunto la scorsa settimana. Il dollaro ha sovraperformato le altre valute nel 2018 poiché la Fed ha proceduto a tassi più serrati. Ma se rimarrà in sospeso nel 2019, potrebbero beneficiare di altre valute come l'euro.

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Nei prossimi giorni bisognerà tenere d'occhio l'incontro tra i funzionari di Washington e Pechino questa settimana. Il presidente Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping hanno concordato la tregua tra di 90 giorni nella loro guerra commerciale. C'è un certo ottimismo riguardo questi colloqui USA-Cina sul commercio, mentre sembra essere ancora in salita la strada verso lo stop allo shutdown.

mercoledì 28 novembre 2018

Dollaro in ascesa, l'Index ai massimi di due settimane

In attesa delle dichiarazioni del capo della FED Jerome Powell (stasera) e della pubblicazione delle minute dell'ultimo meeting di politica monetaria (domani), il dollaro mette il turbo e vola ai massimi di due settimane contro il paniere delle valute.

La marcia del dollaro

Il Dollar Index (che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute) è infatti cresciuto a 97,35 nel corso della notte, raggiungendo il suo livello massimo dal 13 novembre. Sui migliori siti Forex gratis però il clima resta prudente. Gli investitori del dollaro attendono infatti il discorso del Presidente Jerome Powell e i verbali del vertice di novembre della banca centrale, in uscita domani. Da questo doppio appuntamento i trader sperano di cogliere le intenzioni dell'istituto americano riguardo ai futuri aumenti dei tassi di interesse.

Le mosse della FED

Non ci sono molti dubbi riguardo al fatto che la Fed dovrebbe alzare i tassi per la quarta volta nell'ormai imminente vertice di dicembre. Più in discussione sono gli altri tre aumenti previsti nel corso del 2019. Il tono molto cauto di alcuni policymaker infatti ha alimentato le possibilità che la Federal Reserve possa rallentare il ritmo dei futuri aumenti. Alla base di ciò ci sarebbero sia le prospettive economiche globali che sono in rallentamento, sia le tensioni commerciali. A tal proposito c'è molto interesse per il summit del G20 a Buenos Aires di questa settimana, durante il quale Trump incontrerà il Presidente cinese Xi Jinping per discutere del commercio. La speranza dei trader è che possa in parte ricomporsi la frattura, ma nessuno sembra nutrire troppe speranze in merito.

Suggerimento: chi adotta tecniche di scalping Forex 1 5 minuti dovrebbe muoversi con molta cautela sui mercati valutari.

Tornando al dollaro, la sua quotazione contro l'euro nel pomeriggio è rimasta stabile verso quota 1.13, dopo essere sceso anche a 1.128. Greenback stabile al massimo di due settimane contro lo yen, con la coppia USD/JPY a 113,79. La coppia GBP/USD invece rimane stabile.

venerdì 9 novembre 2018

Dollaro in grande ascesa dopo il meeting della FED

Il dollaro ha ripreso a correre, ed è salito verso il massimo da 16 mesi dopo che la Federal Reserve ha mantenuto i tassi di interesse stabili ribadendo peraltro la propria politica monetaria restrittiva.

La riunione del FOMC non ha sorpreso gli analisti. L'organo di politica monetaria della Federal reserve ha lasciato con voto unanime il costo del denaro in una forchetta fra il 2,00% e il 2,25%. Tuttavia ha confermato che a dicembre - salvo clamorosi colpi di scena - ci sarà il quarto ritocco del 2018. Nel corso del prossimo anno invece sono previste altri 3 manovre restrittive.

La reazione del dollaro

L'andamento del dollaro questa settimana ha risentito di due eventi (basta osservare un grafico di una qualunque Consob lista broker autorizzati). Il biglietto verde è crollato bruscamente dopo le elezioni di medio termine degli Stati Uniti di martedì, sulle aspettative che l'esito del voto avrebbe reso improbabili ulteriori misure di stimolo fiscale. Tuttavia, dopo il meeting del FOMC il dollaro è rimbalzato e venerdì è tornato a sovraperformare la maggior parte delle principali valute, sostenuto dalla robusta economia americana e dai crescenti tassi di interesse. Il biglietto verde ha spinto di nuovo il cross EurUsd verso quota 1.133. Il cross UsdJpy invece ha oltrepassato il livello di 114.00 toccando il massimo da un mese, per poi ridiscendere lievemente.

Consiglio: non focalizzatevi solo sulle forme di trading tradizionale, ma valutate anche altre ipotesi meno classiche. Qui ad esempio c'è la guida come funziona etoro copy trader.

La Banca centrale USA ha parlato di una forte crescita economica e di pressione salariale in aumento, con probabili stimoli anche all'inflazione. Nel complesso l'istituto centrale continua a riconoscere la solidità dell'economia e di conseguenza la necessità di andare avanti con gli aumenti graduali dei tassi.