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lunedì 8 aprile 2019

Turismo dalla Cina, previsto un boom: 1 milione di visitatori in più

Il business del turismo dalla Cina potrebbe subire una forte impennata quest'anno. Ne sono convinti gli analisti del centro studi CNA, che prevedono un milione in più di presenze nel 2019.

Turismo Cina-Italia: i numeri

turismo-viaggi""Complessivamente l'affluenza dalla Cina dovrebbe superare i 6 milioni di visitatori. Una bella impennata rispetto ai 5 milioni di visitatori registrati nel 2018 e nel 2017, che a loro volta fecero registrare una crescita rispetto ai 4,5 milioni del 2016.

Va detto che proprio dal 2016 è cambiato un po' lo scenario burocratico, visto che sono stati aperti undici centri per i visti consolari, cosa che ha facilitato gli ingressi nel nostro Paese. Se dovessero confermarsi le previsioni, il tasso di crescita del turismo dalla Cina verso il nostro paese crescerebbe del 33% in tre anni. Sarebbe una grande cosa per un Paese dove l'economia è trascinata dal turismo straniero.

L'impatto economico

La Nuova Via della Seta porterà tanti turisti quindi, e non solo tante merci. Peraltro i cinesi sono turisti notoriamente molto propensi a spendere e consumare durante i loro viaggi. Tra i turisti extra-europei, i cinesi sono quelli che mediamente spendono di più. E' stato calcolato che il movimento economico generato dai turisti cinesi (tra viaggio, pernottamento, mangiare e bere ma anche shopping) potrebbe arrivare fino a un miliardo e mezzo di euro. Basta pensare che i soli acquisti “tax free” mediamente superano i mille euro.

Perché e dove

Il principale motivo di appeal turistico rimangono le visite alle città d’arte, con Roma al primo posto. Seguono Venezia, Firenze e Milano. Nel periodo estivo si aggiungono località marine e montane. Il turismo cinese verso l'Italia però è spinto anche dallo shopping - quanto amano i marchi italiani dell’abbigliamento e del design - e dallo "stile di vita italiano", inteso come esperienze, tradizioni artigianali ed enogastronomiche.
E riguardo al soggiorno? La preferenza dei turisti cinesi è per gli alberghi. E' lì che decide di stare il 60% dei visitatori, mentre al di fuori delle strutture alberghiere le opzioni più ricercate sono resort eleganti, alloggi signorili cittadini e ville di campagna.

martedì 4 settembre 2018

Finanziamenti dalla Cina all'Africa, maxi piano da 60 miliardi di dollari

La Cina continua a portare avanti la sua strategia di espansione in Africa, ed ha annunciato un nuovo piano di finanziamenti per 60 miliardi di dollari, tra prestiti e investimenti per infrastrutture. L'annuncio è stato dato ieri dal presidente Xi Jinping al Forum di cooperazione Africa-Cina. Si tratta del secondo pacchetto di aiuti dopo quello annunciato tre anni fa, dello stesso importo.

Il piano di finanziamenti cinesi

Dei 60 miliardi di finanziamenti promessi per i prossimi tre anni, 15 saranno di aiuti e prestiti a interessi zero, 20 in linee di credito, 10 per un fondo speciale per lo sviluppo, 5 per le importazioni dall’Africa e altri 10 per progetti privati delle imprese cinesi. Proprio quest'ultimo elemento dà il senso di un’operazione pronta a recuperare un importante ritorno economico nel futuro, puntando un continente già in più occasioni nel target delle società di Pechino. Di fatto, il Paese rappresenta dal 2009 il primo partner commerciale degli africani.

Il piano di finanziamenti cinesi è volto a incentivare e sostenere la cosiddetta Nuova via della Seta, ovvero la rotta commerciale (marina e terrestre) che dalla Cina viaggia verso Occidente. Lo stesso Xi Jinping ha annunciato e che collegherebbe oltre 65 Paesi in ottica di scambi commerciali e cooperazione internazionale, e la possibilità di piazzare bandierine rosse e cantieri cinesi lungo tale tragitto fa gola a Pechino.

L'avanzamento cinese in Africa va dunque avanti, mentre Usa ed Europa restano a guardare e sono sempre più "preoccupati" da questa solidissima partnership commerciale, finanziaria e militare. In più di una occasione il governo di Pechino è stato accusato di interessarsi al continente africano solo per la corsa all’estrazione delle risorse. Alcuni commentatori denunciano la strategia di Pechino come “neocolonialismo”, ovvero come tentativo di attirare i partner in una trappola del debito, rendendoli così dipendenti e ricattabili. Il Presidente Xi Jinping invece è convinto che la cooperazione tra le due realtà deve darà sia ai cinesi che agli africani “benefici tangibili e successi che possono essere percepiti”.