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martedì 25 maggio 2021

Crescita economica, la UE può accelerare più degli USA. Ma attenti alla FED

Gli analisti sono sempre più convinti che l'area Euro si appresta a vivere una fase di intensa crescita economica. Questa convinzione nasce dal fatto che il numero di contagi da coronavirus sta scemando progressivamente, mentre il ritmo delle campagne di vaccinazione progredisce. E questo significa minori misure di contenimento, maggiori consumi e domanda più robusta.

L'Europa e la crescita economica

Se è vero che dall'altra parte dell'oceano, gli Stati Uniti possono contare su un fortissimo sostegno politico e fiscale, che manterrà saldamente in testa la crescita degli Stati Uniti, è fuor di dubbio che i margini di crescita economica più ampi sono proprio in Europa.
 

Peraltro il Vecchio Continente potrebbe fornire delle sorprese in tal senso (ossia accelerazioni anche più forti del previsto), mentre dagli Stati Uniti non ci si aspettano grandissime novità. L'effetto sorpresa potrebbe quindi favorire l’area dell’euro e la sua valuta. Peraltro molti segnali di trading gratis sicuri già cominciano a prezzare questa situazione.

Il cambio euro dollaro

Questo scenario diventa promettente per l'euro. Infatti la riduzione dei rischi legati alla pandemia, potrebbe indurre la BCE ad annunciare presto misure di tapering. Ossia cominciare ad ammorbidire il suo programma di acquisti all’interno del programma PEPP. Forse già dal prossimo meeting del 10 giugno
Questo sosterrebbe i tassi europei, e accompagnerebbe un rafforzamento anche dell’euro rispetto al dollaro. Inoltre il greenback, essendo una valuta di riserva anticiclica, potrebbe vivere una fase di debolezza nell’ambito di un rimbalzo economico globale e minori incertezze politiche.

Nota operativa: per negoziare l'euro dollaro, si può sfruttare anche il trading online bonus senza deposito, che viene proposto da alcuni broker.

Occhio alla FED

Bisogna poi considerare che di recente, la FED si è impegnata da mantenere una posizione accomodante, malgrado il pericolo che la crescita economica possa surriscaldare il processo inflazionistico.
Attenzione però, perché rimane sempre il pericolo concreto che la Fed possa cominciare a parlare di tapering durante l’estate, il che frenerebbe l’ascesa dell’euro.

mercoledì 26 febbraio 2020

Mercati azionari, la spavalderia non c'è più. Adesso è il timore a governare le mosse

Finora i mercati azionari avevano affrontato con spavalderia l'emergenza coronavirus. Per diverse settimane le Borse si sono comportate come se nulla fosse, probabilmente spinte dalla illusione che l'epidemia sarebbe rimasta circoscritta e quindi domabile, con la conseguenza di provocare dei danni molto limitati. La dura realtà invece adesso sta emergendo come qualcosa con cui bisogna fare i conti.

La settimana nera dei mercati azionari

Il copione è radicalmente cambiato dall'inizio di questa settimana, che ha dato il via a giorni nerissimi. Il bollettino dei mercati azionari è terribile, con una raffica di sospensioni per eccesso di ribasso e indici azionari che stanno precipitando dai massimi storici raggiunti con le recenti cavalcate.

I mercati azionari di tutta Europa hanno mandato in fumo in poche ore circa 352 miliardi di euro, e ogni miglior sito trading evidenzia più segni rossi che verdi. Malissimo Piazza Affari, crollata del 5,43% nella peggior seduta degli ultimi 4 anni, con una  capitalizzazione crollata di 30 miliardi. Paghiamo il propagarsi del virus in Italia, che espone al rischio di paralisi produttiva proprio la zona più importante del nostro paese, quel Nord-Est che pesa per il 30% sul Pil tricolore. Un colpo durissimo che ci mette sulla strada di una recessione tecnica sicura. Lo spread che risale è il segnale di un peggioramento dei conti pubblici, ed a sua volta finisce per penalizzare le azioni dei bancari (-5,4%).

Suggerimento: non cercato per forza quei broker che vi consentono di fare trading bonus senza deposito, perché sono molti altri i fattori che bisogna considerare nella ricerca di un buon intermediario.

Investitori divisi sul da farsi

Ma chi pensa che solo l'Italia sta soffrendo sbaglia. Anche i mercati azionari americani non sono stati risparmiati dal "black monday". E adesso, malgrado una vecchia volpe come Warren Buffett continui a dare il consiglio di non farsi prendere dal panico perché la Borsa salirà ancora, molti investitori preferiscono andarci cauti e sfuggono alla tentazione di entrare nel mercato.

lunedì 19 agosto 2019

Investitori più propensi al rischio nella settimana del simposio di Jackson Hole

Dopo una settimana difficile per i mercati, caratterizzata da una discreta avversione al rischio da parte degli investitori, questo lunedì lo scenario continua ad essere un po' meno fosco. C'è un po' più di slancio da parte dei trader, mossi dalla speranza che le principali banche centrali cerchino di lanciare nuove misure di stimolo per sollevare le loro economie.

Investitori più propensi al rischio

Questo spiega perché beni rifugio come yen e franco svizzero si sono ritirati rispetto al dollaro. Come abbiamo visto sui conti forex bonus senza deposito, la valuta giapponese ha perso quota per la terza sessione consecutiva rispetto, mentre quella svizzera è scesa al minimo di due settimane rispetto al biglietto verde.

L'ottimismo riguardo l'intervento del governo USA per evitare un possibile scenario recessivo (innescato dall'inversione della scorsa settimana nella curva dei rendimenti dei Treasury), è aumentato prima ancora che cominci l'atteso simposio di Jackson Hole, dove i banchieri centrali potrebbero annunciare nuove misure chiave. Anche le notizie in arrivo dalla Germania hanno rincuorato i mercati. Il governo di coalizione potrebbe abbandonare la sua regola di bilancio in pareggio per assumere nuovi debiti e lanciare misure di stimolo.

Consiglio: quando scegliete un intermediario per investire online, valutate anche l'idea di aprire conto broker zero spread forex.

Occhi puntati su Jackson Hole

I mercati adesso sono concentrati sul simposio di Jackson Hole, in programma alla fine di questa settimana. Salvo eventuali altre "bombe" di Trump via Twitter, non ci sono altri grossi eventi in grado di cambiare l'inerzia positiva deglli investitori. Tuttavia è probabile che l'ottimismo degli investitori venga limitato prima del discorso del presidente della Fed Jerome Powell, alla fine di questa settimana. Secondo gli analisti il capo della FED cercherà di rassicurare i mercati nervosi sul fatto che la Fed rimarrà in una posizione di allentamento e preparerà il terreno per ulteriori tagli ai tassi (dopo quello fatto a luglio).

venerdì 5 ottobre 2018

Inflazione, la Turchia trema ancora. E intanto la Lira crolla

Continua ad aggravarsi la situazione economica della Turchia. Ieri il dato sull'inflazione è andato ben oltre le attese (che già di loro erano pesanti), registrando un incremento dell’indice di fondo al 24,5% (deludendo il consensus al 21,1%), mentre i prezzi alla produzione hanno raggiunto il 46%. Nel frattempo la lira è tornata a perdere ampio terreno contro il dollaro statunitense (e non solo) e chi sa come fare trading forex online sicuro ci resta in linea di massima molto alla larga.

L'inflazione choc

Come detto, il dato preoccupante riguarda i prezzi. La dinamica dell'inflazione è tale che adesso sono saliti addirittura sopra il tasso di interesse di riferimento (24%). Inoltre l'inflazione ha registrato il sesto mese consecutivo al rialzo, ed è a livelli massimi di 15 anni. In condizioni normali questo dovrebbe spingere la banca centrale ad un immediato ritocco del costo del denaro verso l'alto, almeno di un altro 1,5% per far sì che i tassi reali non diventino negativi. Ma vista la situazione - il "sultano" Erdogan è contrario - ci riesce difficile credere che l'istituto di Ankara abbia la libertà di alzare i tassi a sufficienza.

La crisi turca


I dati sull'inflazione di settembre hanno messo a nudo uno dei maggiori problemi dell'economia turca: strutture monopolistiche, oligopolistiche e non competitive e prezzi distorti. Se la Turchia non dovesse introdurre un programma che eliminasse rapidamente questa struttura e la distorsione economica, la lotta all'inflazione rimarrà un circolo vizioso.

Consiglio: non vi affannate a cercare broker con bonus senza deposito, perché se viete nella UE non ne potrete trovare più.

Tutto ciò continua a pesare sull’andamento della lira turca, che è tornata a perdere vistosamente quota sia contro il dollaro statunitense che contro l’euro. La lira turca da gennaio ad oggi ha bruciato più del 40% del suo valore. Nel frattempo lo spettro recessione continua ad aleggiare minaccioso sull'intera economia, mentre la popolazione subisce un incremento del 27,7% del costo dei generi alimentari e del 27,03% di quelli energetici.