lunedì 13 aprile 2026

Economia mondiale, la guerra in Iran cambia tutte le prospettive

Prima che scoppiasse il conflitto in Medio Oriente, le prospettive per l'economia mondiale erano incoraggianti. Lo scenario però adesso si è capovolto, tanto che - nella migliore delle ipotesi - si può sperare in una leggera frenata.

Le previsioni FMI sull'economia mondiale

Questo capovolgimento di scenario è stato illustrato nei giorni scorsi dal numero uno del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, che ha parlato in occasione delle riunioni di primavera a Washington.

Secondo la direttrice dell'Istituto, la crescita dell'economia mondiale sarebbe stata rivista al rialzo per i prossimi mesi, se non fosse nel frattempo intervenuto questo nuovo tragico scenario bellico che ha cambiato completamente le prospettive. Adesso lo scenario migliore prevede una revisione al ribasso della crescita, e probabilmente anche una richiesta supplementare di sostegno da parte dei paesi membri. Tale richiesta viene stimata in un intervallo che va dai 20 ai 50 miliardi di dollari (a seconda di quanto durerà ancora il conflitto).

Cicatrici lunghe da guarire

Secondo l'istituto, gli effetti di questo conflitto sono paragonabili a delle cicatrici che richiederanno moltissimo tempo per essere assorbite dall'economia mondiale. Per questo l'invito agli Stati membri è quello di affrontare la situazione con politiche di bilancio ordinate, evitando interventi precoci e aggressivi, e privilegiando invece un sostegno alla domanda molto calibrato. Il problema maggiore riguarda l'eccessivo debito pubblico che comprime i margini di manovra fiscale per gli Stati membri.

Rischio fame globale

A causa del conflitto c'è stato un fortissimo rincaro dei prezzi dell'energia, che provocherà una brusca accelerazione dell'inflazione per i prossimi mesi. La conseguenza è che milioni di persone che già si trovavano in situazioni di difficoltà economica vedranno ulteriormente aggravarsi questo quadro, e circa 45 milioni di persone potrebbero piombare in uno stato di insicurezza alimentare. Come sottolinea il FMI, il numero di individui che soffrono la fame potrebbe così salire a 360 milioni.

mercoledì 1 aprile 2026

Mercato dell'auto elettrica, stiamo assistendo ad una grande frenata

Dove doveva rappresentare il futuro della mobilità, e magari sarà ancora così. Ma non adesso a quanto sembra, visto che il mercato dell'auto elettrica sta andando a marcia indietro. Numerosi player del settore infatti hanno deciso di lasciare la corsa all'elettrico nei prossimi mesi, perché questa avventura finora è stata un mezzo disastro.

Cosa accade al mercato dell'auto elettrica

La transizione verso un veicolo a batteria, che da tempo veniva indicata come un destino ineluttabile, è stata sostenuta con fortissimi incentivi pubblici. Finché ci sono stati quelli, il mercato dell'auto elettrica bene o male è andato avanti ed è cresciuto. Una volta che si sono chiusi i rubinetti dei finanziamenti statali, le vendite hanno iniziato a segnare una frenata, perché le auto elettriche sono troppo costose e ancora inaccessibili ai più.

Ma intanto gli investimenti sostenuti dalle aziende sono stati enormi e hanno lasciato dei buchi in bilancio che non potevano essere più ignorati. Ci si metta poi la feroce concorrenza cinese, le cui auto hanno raggiunto vendite record in Italia nel 2025.  

Elettrico, la lunga lista degli addii

Sono ben 12 i grandi costruttori di auto che hanno deciso così di fare retromarcia riducendo drasticamente il proprio impegno nel mercato dell'auto elettrica. Non possono essere loro a trainare la corsa verso l'economia sostenibile. 

Si va dai marchi iconici lusso come Ferrari, Bentley, Porsche ad altri Player di grande fama come Mercedes Benz, Stellantis, Ford, Volvo. L'ultima in ordine di tempo a inserire la retromarcia è stata la giapponese Honda, che ha annunciato la cancellazione di diversi modelli chiave della sua attesissima "serie 0", per destinare risorse del suo piano industriale verso i veicoli ibridi.

Il fattore emotivo

La strategia politica aziendale che aveva puntato forte sul mercato dell'auto elettrica si è dimostrata un vero flop. Oltre i dati numerici, anche un altro fattore stato sottovalutato colpevolmente, quello emotivo. Lo ha recentemente sottolineato il presidente di Lamborghini, evidenziando come nelle auto elettriche manchino alcuni aspetti, che emotivamente catturavano i guidatori come le vibrazioni le dinamiche di frenata, il.rombo del motore. Senza questi aspetti, guidare non è la stessa cosa.

martedì 24 marzo 2026

Ricchezza, l'Italia è sesta come numero di miliardari

Nel nostro Paese continua a confermarsi una statistica che ci vede tra i primi posti al mondo. È quella dei Paperoni, ossia di individui la cui ricchezza supera diversi miliardi di euro. In questa particolare graduatoria siamo al sesto posto nel mondo.

La classifica di Forbes sulla ricchezza

Come accade periodicamente, la rivista Forbes ha stilato la graduatoria dei grandi patrimoni. Si scopre così che la ricchezza complessiva dei 90 miliardari presenti in Italia (16 in più rispetto all'anno precedente) è pi alta rispetto all'anno precedente. I nostri Paperoni infatti mettono assieme un patrimonio complessivo di circa 484 miliardi di dollari.

La crescita della ricchezza dei ricchi d'Italia è dovuta sia all'aumento degli individui che sono entrati in questa particolare classifica, sia alla rivalutazione dei loro patrimoni personali grazie soprattutto alle partecipazioni in diversi settori (tra i quali spicca la tecnologia).

La classifica dei Paperoni italiani

Il 2026 segna una novità importante per quanto riguarda la leadership dei Paperoni d'Italia. Infatti per la prima volta dal 2007 il primo posto non è occupato da un membro della famiglia Ferrero. Giovanni Ferrero infatti si piazza al secondo posto con una ricchezza di circa 45 miliardi di euro, mentre al vertice della graduatoria schizza Giancarlo Devasini, il co-fondatore di Tether. 

Proprio la nuova valutazione della società, salita a 184 miliardi di euro, è la ragione che ha propiziato il sorpasso in vetta. Il patrimonio di Devasini infatti è stimato in poco più di 89 miliardi di dollari, il che lo rende anche tra gli uomini più ricchi dell'intero pianeta secondo Forbes.

Le altre posizioni in classifica

Sul gradino più basso del podio della ricchezza si colloca Andrea Pignataro che ha un patrimonio di circa 39 miliardi di euro. Seguono Paolo Ardoino con 35 miliardi di euro e molto più indietro Francesco Gaetano Caltagirone, il cui patrimonio supera di poco i 10 miliardi di euro.

L'Italia e il resto del mondo

Il nostro paese si conferma uno di quelli con il maggior numero di ricchi del pianeta. Abbiamo superato paesi come Canada, Hong Kong e Brasile, ma rimaniamo comunque ad una certa distanza dai leader della classifica. Sono infatti inarrivabili gli Stati Uniti che vantano 989 miliardari, e la Cina che ne ha 539. Del resto è in questi due Paesi che ci sono le aziende più famose nel mondo. Al terzo posto c'è l'India con 229 miliardi, seguita da Germania con 212 e Russia con 147.