La guerra in Medio Oriente complica il percorso della BCE riguardo ai tassi di interesse. Il problema fondamentale è che si materializza all'orizzonte il rischio sempre più concreto di una recrudescenza dell'inflazione. Del resto anche le stime preliminari di febbraio non sono state incoraggianti.
Gli ultimi dati sull'inflazione
Secondo quanto pubblicato da Eurostat (l'istituto di statistica europeo), nel mese di febbraio l'inflazione al consumo della Eurozona è cresciuta del 1,9% su base annua. Il mese scorso era all'1,7% (dati Pocket Option link). Questo aumento sorprende negativamente anche gli esperti di mercato. Il fatto positivo è che rimaniamo comunque al di sotto dell'obiettivo del 2%, fissato dalla Eurotower. Tuttavia l'inflazione core, ossia depurata dagli componenti più volatili, rimane oltre l'obiettivo attestandosi a 2,4%.
Lo shock petrolifero
La BCE da tempo ha sposato la linea della cautela riguardo ai tassi di interesse, e lo farà a maggior ragione in questo momento. Lo scoppio della guerra in Medio Oriente provoca degli shock all'approvvigionamento petrolifero - dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz - che potrebbero indirizzare in modo feroce le tendenze future dell'inflazione.
Del resto abbiamo appena visto un forte incremento dei prezzi del petrolio ed un ancora più robusto aumento dei prezzi del gas GNL. Ciò ha scatenato gli speculatori, che hanno sfruttato i broker per scalping per investire su questi sbalzi feroci.
Cosa farà la Eurotower a marzo
In questo contesto, quando il 19 marzo ci sarà il prossimo meeting di politica monetaria a Francoforte, sembra estremamente improbabile immaginare che la BCE cambi qualcosa. La Eurotower continua a camminare su una corda tesa che deve bilanciare le esigenze di stimolare l'economia senza però provocare un aumento dell'inflazione. Lo scoppio della guerra in Medio Oriente è un fattore che non potrà essere ignorato e sicuramente aumenterà ancora di più il livello di cautela dell'Istituto guidato da Christine Lagarde.
Semmai, quello che ci si può chiedere è se questo nuovo scenario bellico non cambi i tempi per un eventuale stretta monetaria.

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