martedì 12 maggio 2026

Prezzo del rame verso i massimi storici dopo il naufragio delle trattative di pace

Le speranze di un cessate il fuoco in Medio Oriente avevano alleviato le pressioni rialziste sul prezzo del rame e di altre materie prime. Ma il fallimento del piano di pace con l'Iran ha riportato di nuovo una spinta rialzista, così il metallo rosso ha raggiunto livelli prossimi ai massimi storici raggiunti a gennaio.

Cosa sostiene il prezzo del rame

Ci sono due driver che agiscono in senso rialzista sul prezzo del rame. Da una parte ci sono le preoccupazioni relative all'offerta, dal momento che il conflitto in corso in Medio Oriente ha quasi sospeso tutte le esportazioni di zolfo e acido solforico, due materie prime che vengono utilizzate nelle raffinerie. 

La Cina ha vietato le esportazioni di acido solforico da maggio, e questa carenza ha costretto il principale produttore di rame, il Cile, a ridurre la capacità e di conseguenza limitare l'offerta. Peraltro la produzione di rame in Cile era già diminuita di circa il 6% nei primi tre mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025.

Inoltre il rally è stato alimentato dalle speculazioni sulla carenza di carburante in Perù, dove l'attività delle miniere dipende direttamente dalle forniture di gasolio, che la chiusura dello Stretto di Hormuz continua a impedire.

La spinta della domanda

A questi problemi si aggiungono poi quelli relativi alla domanda che rimane molto sostenuta, perché le aziende tecnologiche hanno bisogno di costruire sempre più data center. Il rame, grazie alla sua utilità nell'elettrificazione e nella tecnologia di rete, è il metallo più importante. Inoltre crescono gli investimenti nella modernizzazione della rete elettrica e nell'energie rinnovabili, altro fattore che stimola la domanda di questo metallo. 
Inoltre la domanda manifatturiera è stata sostenuta anche dalla robusta attività in Cina, dove il PMI è cresciuto al massimo degli ultimi cinque anni.

La corsa del prezzo

In questo scenario non stupisce che il prezzo del rame si mantenga vicino ai massimi storici che vennero toccati nel mese di gennaio. Parliamo di circa 14.000 dollari per tonnellata. Nel giro di poche settimane il prezzo è cresciuto di oltre mille dollari. Non parliamo di effetto slippage trading, ma di un aumento graduale e sostenuto. Settimana scorsa la quotazione è balzata di circa il 3%.

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