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lunedì 1 dicembre 2025

Prezzo dei terreni agricoli in crescita grazie alle energie rinnovabili

Sappiamo bene ormai che il percorso verso un'economia sostenibile è necessario, benché costoso. Ma alla lunga gli aspetti positivi prevarranno su quelli negativi. Alcuni benefici si iniziano però a vedere già adesso, come dimostra il prezzo dei terreni agricoli, che sta aumentando grazie proprio allo sfruttamento delle energie alternative.

Lo scenario del prezzo dei terreni agricoli 

La situazione è stata fotografata dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea), che ha curato la settantacinquesima edizione della "Indagine sul mercato fondiario italiano". 

Da essa emerge che il prezzo dei terreni agricoli sta aumentando grazie allo sfruttamento degli impianti agrovoltaici e a biogas. Analogamente, anche i contratti di affitto ne stanno risentendo al rialzo.

Alcuni numeri

Le indagine di Crea evidenzia che nel 2024 il prezzo dei terreni agricoli è cresciuto di circa l'1%, toccando una media di 22.400 euro per ettaro. Si tratta di una inversione di tendenza rispetto all'andamento recente.

Tuttavia questo scenario non è omogeneo sul panorama nazionale. Nel Nord-Est, dove gli investimenti nelle energie rinnovabili sono in crescita, c'è una forte competizione per accedere ai terreni (pochi rispetto all'effettiva richiesta), per cui si arriva ad un prezzo medio per ettaro di 47.100 euro. Al Sud invece bastano 16.000, anche perché nonostante l'interesse crescente verso le rinnovabili non ci sono ancora contratti significativi per il fotovoltaico e l'agrovoltaico.

Al Nord-Ovest servono 35.200 euro, mentre nelle isole ne passano appena 9.000, anche se proprio qui l'interesse per gli impianti agro-fotovoltaici è stato un fattore trainante per l'incremento del prezzo.

I terreni fanno gola alle grandi aziende

Un aspetto importante è il sempre maggiore interesse da parte dei player energetici. Quanto sono disposti a pagare per i terreni agricoli dipende da diversi fattori, sui quali spiccano le incertezze di tipo normativo. Pensa un quadro di riferimento chiaro i rischi di determinati investimenti aumentano. Addirittura la definizione stessa di agrovoltaico non è ancora chiara. Quello che è chiaro invece è che bisogna sempre di più valorizzare la coesistenza tra l'agricoltura e la produzione di energia rinnovabile.

giovedì 21 giugno 2018

Energie rinnovabili, la Ue alza il target e l'Italia dovrà investire molto di più

All'Italia arriva un conto salatissimo da circa 17 miliardi di euro. E' quello che dovremo investire nel settore delle energie rinnovabili, tenuto conto della decisione della UE di alzare il target sui consumi energetici lordi. I nuovi accordi sottoscritti a livello europeo prevedono infatti che la quota di energia che dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili - entro il 2030 - dovrà salire dal 27 al 32%.

Lo scenario italiano delle energie rinnovabili

Tutto questo vuol dire che la somma che già era stata prevista dalla Strategia energetica nazionale (che ebbe l'ok durante la scorsa legislatura) non è più sufficiente per rientrare negli obiettivi europei. Come minimo occorrerà arrivare a quota 84 miliardi, secondo un conto fatto dagli analisti dell'Osservatorio Oir. Per l'Italia sarà necessario procedere a importanti investimenti nel settore delle energie rinnovabili. Questi devono essere finalizzati quanto meno al repowering degli impianti già esistenti. Tra il periodo 2018-2030 sarà necessario installare ogni anno 4,9 GW di capacità, obiettivo molto ambizioso se si pensa che negli ultimi tre anni in Italia sono stati installati in media 355 MW di eolico e 360 MW di fotovoltaico ogni anno.

Oltre al repowering degli impianti già esistenti, per raggiungere gli obiettivi fissati dalla Ue occorrono investimenti ingenti anche in nuovi impianti. Il problema è che malgrado in Italia ci sia stata una bella spinta alle rinnovabili negli anni passati, mancano vere politiche a sostegno. Questo potrebbe rendere ancora più difficile l'installazione di nuovi impianti per raggiungere gli obiettivi Ue.

Aziende italiane leader nel settore


La cosa curiosa è che l’Italia è ancora tra i Paesi più forti nell’energia rinnovabile, visto che le nostre aziende del settore fanno scuola nel mondo. Tuttavia gli investimenti italiani si rivolgono quasi tutti all’estero, mentre in Italia le centrali elettriche invecchiano e si avvicinano all’età della pensione, senza che si facciano interventi adeguati. Gli investimenti italiani in Italia sono stati una spolverata di tante piccole operazioni, mentre quando occorre fare operazioni di grande portata, le aziende italiane corrono all’estero (l’88% della nuova potenza è realizzata fuori dai confini, specie nelle Americhe).