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martedì 21 gennaio 2020

Economia globale, a Davos il tema dominante sarà l'emergenza climatica

L'economia globale e il clima non sono mai stati così legati come oggi. E purtroppo è un legame "malato". A metterlo è in evidenza è l'ultimo report “Nature Risk Rising” prodotto dal Forum economico mondiale (Fem) di Davos, giunto alla sua 50esima edizione.

A Davos si parla di clima ed economia globale

economia globale forum davosNon era mai successo che i 5 maggiori rischi per l'economia globale fossero tutti legati al clima. Ancora più eclatante è il fatto che appena cinque anni fa soltanto uno dei grandi rischi fosse legato alle condizioni meteorologiche estreme, e che oggi gli altri 4 abbiano dovuto lasciare il posto a nuove facce dell'emergenza clima. E non erano mica problemini da poco, visto che parliamo di conflitti mondiali, di migrazioni involontarie, di cyberattacchi e di furti di dati e identità e attentati terroristici.

Nello specifico, le 5 caselle "clima" che minacciano l'economia globale sono: condizioni meteo estreme, fallimento delle azioni per il clima, disastri naturali, perdita di biodiversità e disastri naturali causati dall’uomo. Non c'è dubbio quindi che l'ambiente sia il tema cruciale della quattro giorni di Davos, dove troverà spazio nel 18% delle sessioni del Forum.
Il legame forte tra l'ambiente e l'economia globale è messo in luce da un dato contenuto nel report: i cambiamenti climatici minacciano le attività economiche per oltre la metà del Pil mondiale (le stime lo hanno appena tagliato), 44 miliardi di miliardi dollari.

Ci sono Donald e Greta

La salvaguardia dell’ambiente è arrivata quindi all'attenzione della finanza mondiale, e nel meeting di Davos accanto al ritorno di Trump (dopo 2 anni) vedrà ancora come ospite illustre la paldina del clima Greta Thunberg. Per dare un primo segnale, lo stesso FEM ha tentato di scoraggiare l’uso di jet privati da parte dei ricchi partecipanti (oltre 3mila leader, tra cui 53 capi di Stato e di governo, da 117 Paesi del mondo), mettendo a disposizione sconti sui biglietti dei treni. Nello stesso meeting sono stati anche banditi i contenitori in plastica monouso, sostituendo anche caviale e foie gras con cibo locale e installando pannelli solari e impianti geotermici.

lunedì 21 gennaio 2019

Ricchezza e povertà, si amplia il divario tra le popolazioni del mondo

La ricchezza è una questione per pochi, e si amplia sempre più il divario tra chi ha tanto e ci non ha nulla. Ecco quanto emerge da uno studio di Oxfam, la confederazione internazionale di organizzazioni non profit che lottano contro la povertà globale, attraverso aiuti umanitari e progetti di sviluppo.

I numeri di ricchezza e povertà

Dallo studio che viene pubblicato ogni anno prima del forum di Davos (World economic forum), emerge che nel decennio seguito alla grande crisi finanziaria, i miliardari sono raddoppiati. Si è infatti passati da 1.125 a 2.208. Ma non si può certo parlare di democratizzazione dei redditi, visto che dopo il primo semestre del 2018, il 20% più ricco possedeva il 72% del patrimonio totale, pari complessivamente a 8.760 miliardi di euro. Il 60% più povero ha appena il 12,4% della ricchezza nazionale. Da noi inoltre il 5% dei ricchi possiede la stessa ricchezza posseduta dal 90% più povero. Inoltre i primi 21 miliardari italiani della lista Forbes, hanno 107 miliardi di euro, la stessa cifra del 20% più povero della popolazione.

Trend preoccupante

Continua peraltro ad ampliarsi la divergenza tra i fortunati e i meno fortunati. La ricchezza dei 1.900 miliardari più ricchi, infatti, nel corso dell'anno che va da marzo 2017 a marzo 2018, è aumentata di più di 900 miliardi di dollari. La parte più povera del pianeta invece ha visto diminuire la sua quota di ricchezza dell’11%. E' scioccante sapere che i 26 uomini più ricchi del pianeta hanno la stessa ricchezza della metà più indigente della popolazione mondiale. Tutto ciò è anche conseguenza della riduzione del peso fiscale sui super-ricchi, specie a causa del taglio delle tasse Usa voluto da Trump. Dal 62% che si registrava nel 1970, l’aliquota massima dell’imposta sui redditi nei paesi sviluppati è scesa al 38% del 2013 (peraltro la ricerca mette in evidenza che le donne in media guadagnano il 23% in meno rispetto agli uomini, che possiedono il 50% in più della ricchezza e controllano oltre l’86% delle aziende).

Se i ricchi sono sempre più ricchi, spaventa ancora di più il fatto che la povertà estrema sia tornata a salire. Se tra il 1990 e il 2015 c'era stata una forte riduzione, il numero di coloro che oggi vivono con meno di 1,90 dollari al giorno è cresciuto. Una triste verità che riguarda soprattutto l’Africa subsahariana. Ci sono 3,4 miliardi di persone che vivono con meno di 5,50 dollari al giorno, mentre 10mila persone al giorno muoiono per mancanza di accesso ai servizi sanitari e 262 milioni di bambini non possono andare a scuola.

sabato 27 gennaio 2018

Criptovalute al centro dei discorsi anche al World Economics Forum di Davos

La quarantottesima edizione del World Economic Forum (Wef) che si è svolto a Davos ha avuto come grande protagonista il presidente USA Donald Trump. Ma tra i tanti argomenti discussi c'è stato posto anche per le criptovalute, le grandi protagoniste del 2017 sui mercati finanziari. Se non fosse stato proprio per la ingombrante presenza di Trump e dei populismi, sarebbe diventato probabilmente il tema centrale del Wef.

Che Bitcoin e compagnia siano diventati un argomento di primo piano è fuori di dubbio. E non potrebbe essere diversamente visto che il valore di mercato delle criptovalute è passato in poco tempo da meno di 20 a oltre 540 miliardi di dollari (qui si parla di trading con i bitcoin, come funziona e dove farlo in Italia). Ma a dire il vero le attenzione del Wef non sono state proprio positive. Il direttore generale dell'Fmi, Christine Lagarde, ha infatti lanciato un monito forte: "è inaccettabile l'utilizzo delle criptovalute per occultare gli illeciti come il finanziamento del terrorismo e il riciclaggio".

Dubbi e scetticismo sulle criptovalute

Non c'è in ballo solo lo scetticismo sulla capacità delle valute digitali di affiancare o sostituire le monete tradizionali come mezzo di pagamento, ma soprattutto il timore che lo sfruttamento di questo strumento possa innescare delle bolle micidiali, oppure alimentare utilizzi illeciti (come il riciclaggio). Tuttavia c'è grossa fiducia nella tecnologia che le sorregge le criptovalute, ovvero la blokchain. I suoi possibili utilizzi sono al centro dell'attenzione delle grandi istituzioni finanziarie, e sono tutti da esplorare e non sono in vista aspetti deteriori.

Nel frattempo non si ferma la loro diffusione presso i trader. Ormai tutti i miglior broker trading online consentono di fare trading sulle moneta virtuali, anche se le recenti scottature si fanno sentire. Dal momento del picco, raggiunto a metà dicembre, il valote di Bitcoin è crollato di circa la metà. Molti investitori sono rimasti scottati e adesso attorno a questi asset finanziari c'è molta più prudenza.