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lunedì 9 febbraio 2026

Dati macroeconomici e indicatori: cosa sono e a cosa servono?

Quando uno Stato deve prendere delle decisioni su come indirizzare la sua attività per favorire la crescita dell'economia, trova uno strumento indispensabile nei dati macroeconomici e gli indicatori macroeconomici.
I più famosi sono senza dubbio il Prodotto Interno Lordo, il tasso di inflazione e quello di disoccupazione, ma il panorama è molto ampio e prende in esame tutti gli aspetti di un'economia.

Cosa sono dati macroeconomici e indicatori?

dati macroeconomiciCome possiamo definire dati macroeconomici e indicatori di un'economia? Sono statistiche o letture di dati che riflettono la situazione economica di un particolare Paese, regione o settore. Attraverso questi dati si riesce a mettere sotto una lente di ingrandimento il comportamento degli aggregati, dalle famiglie alle imprese fino allo Stato, per vedere cosa sta funzionando e cosa si deve migliorare.

Va sottolineato che alcuni dati macroeconomici non fotografano una situazione effettiva, ma stimano attese e previsioni di un particolare aggregato (cioè sono rivolti al futuro). Si tratta di sondaggi effettuati presso determinate categorie, molto seguiti perché si ritiene che diano un’indicazione sulla fase del ciclo economico che stiamo attraversando.

A cosa servono dati macroeconomici e indicatori?

L'utilizzo principale di dati macroeconomici e indicatori è da parte di analisti e governi, che grazie ad essi riescono a valutare lo stato di salute presente e futuro dell’economia e dei mercati finanziari.
Proprio per avere un monitoraggio continuo di questi aspetti, gli aggiornamenti dei dati macro avviene a cadenza periodica regolare: settimanale, mensile o trimestrale. La diffusione può riguardare le cosiddette “letture preliminari”, che poi vengono confermate o corrette dalle “letture finali”:

Chi raccoglie questi dati?

La raccolta dei dati macroeconomici e lo sviluppo degli indicatori è un'attività svolta da appositi uffici di studio, ricerca e statistica, di carattere sia nazionale che internazionale.
Per esempio, in Italia abbiamo l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) che ci aggiorna periodicamente su PIL, inflazione, occupazione, deficit, debito, commercio internazionale e via dicendo.

Quali sono i dati macroeconomici più importanti?

Tra i dati macroeconomici e gli indicatori più importanti, come abbiamo detto quelli più famosi sono il Prodotto Interno Lordo, il tasso di inflazione e il tasso di disoccupazione.
Ma sono estremamente importanti i dati sulla produzione industriale, import export e bilancia commerciale, gli investimenti, i consumi, la forza e stabilità della valuta e l'andamento dei salari reali (ossia il rapporto tra retribuzioni e inflazione). E ancora: l'indice di fiducia dei consumatori, degli investitori e delle imprese, i prezzi degli immobili e del settore immobiliare, ecc.

Dato macro nominale e reale

Va precisato che uno stesso dato macroeconomico può essere espresso in due modi: in valore "nominale" quando si esprime in termini assoluti, in valore "reale" quando il dato corretto per gli effetti dell’inflazione.
Per esempio, in termini nominali 100 euro del 2009 possono essere equivalenti a 90 euro del 2019, nel senso che se nel 2009 quei 100 euro bastavano a comprare diversi beni, nel 2019 non bastano più perché l'inflazione se n'è mangiati 10.

Dato congiunturale e tendenziale

C'è un'altra distinzione importante da fare, quella tra dato congiunturale e tendenziale. Il primo misura la variazione in termini assoluti o percentuali rispetto al periodo precedente (per esempio, febbraio rispetto a gennaio). Il dato tendenziale invece misura la variazione in termini assoluti o percentuali, in confronto con lo stesso periodo dell’anno prima (per esempio, marzo 2019 rispetto a marzo 2018).

mercoledì 25 gennaio 2017

Forex, il rublo acquista semprepiù forza sul dollaro. Cremlino preoccupato

I dubbi sempre più forti sulla presidenza Trump e i dati incoraggianti riguardo la crescita della Russia, stanno spingendo con sempre maggiore forza il rublo nei confronti del dollaro. In questo primo mese del 2017, il biglietto verde ha pesantemente rallentato la marcia dopo un rally lungo iniziato con l'elezione di Trump (l'unica valuta contro la quale è durato poco è stata proprio quella russa). Proprio i primi discorsi del neopresidente però, hanno finito per alimentare lo scetticismo del mercato. Pochi contenuti concreti e molto spirito protezionista, ovvero quello che al mercato non piace.

Il futuro del cross Usd-Rub nel Forex

analisi tecnica Il dollaro così perde sempre più quota. Il cambio con il rublo russo sta viaggiando al ribasso, avvicinandosi ai minimi degli ultimi 18 mesi (quota 58,9) e secondo il Demarker indicator si troviamo in ipervenduto.

Soltanto il calo del prezzo del petrolio ha frenato questa discesa del cross e l'apprezzamento del rublo, tanto forte finora da generare anche qualche preoccupazione alle autorità del Cremlino.
Eppure proprio il petrolio aveva dato avvio all'ascesa dalla divisa di Putin. Il taglio alla produzione decisa dal OPEC a novembre ha spinto l'apprezzamento dell'oro nero, fonte di ricchezza per la Russia.

L'afflusso di capitali stranieri verso la Russia

E' cominciata così una sempre maggiore spinta dei capitali esteri verso la Russia. Cosa che desta qualche perplessità al Cremlino, dove sanno bene che prima o dopo qualcuno comincerà a vendere e questo rischia di far schizzare la volatilità, così come è accaduto nel 2014 quando il cambio Usd-Rub cominciò a salire rapidamente e nel giro di sei mesi passò da 33 a 77 (abbiamo sfruttato i dati storici di broker opzioni binarie broker Europa).

Dal punto di vista tecnico, quel minimo al quale accennavamo all'inizio (58,9) rappresenta una quota importante. Se infranta potrebbe infatti aprire a una nuova ondata rialzista per il rublo, e quindi generare ancora più preoccupazioni in Russia. Ecco perché qualcuno si aspetta un movimento da parte della Banca centrale.