Visualizzazione post con etichetta obbligazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta obbligazioni. Mostra tutti i post

martedì 2 marzo 2021

Rendimenti delle obbligazioni su e oro giù. Ecco cosa accade sui mercati

Da un po' di tempo i mercati finanziari stanno attraversando una turbolenza. O se preferite un brusco riassestamento. L'elemento più evidente che guida questo cambiamento sono i rendimenti dei titoli obbligazionari, che sono in chiara crescita. Il Treasury a 10 anni, ad esempio, ha da poco toccato i massimi di un anno.

La dinamica dei rendimenti

mercatiL'andamento crescente dei rendimenti sta mettendo agitazione nelle banche centrali e nei governi delle economie avanzate. Perché evidenziano che i mercati si aspettano una forte ascesa dell'inflazione nei prossimi mesi.

Parallelamente alla crescita dei bond, perde quota l'asset rifugio per eccellenza, ossia l'oro. Il metallo prezioso ha perso il 9,5% da inizio anno, scendendo sotto i 1.735 dollari l’oncia. Ossia ai minimi dal giugno dello scorso anno. Gli investitori, trascinati nell'ottimismo dall'avanzare delle campagne di vaccinazione, tendono infatti a liberarsi dei beni rifugio per lasciare spazio in portafoglio agli assets più rischiosi. I bond non lo sono, ma a differenza dell'oro offrono un rendimento, e se questo diventa conveniente, lasciano l'oro e prendono bond.

Annotazione: una delle modalità più interessanti per negoziare l'oro sono le opzioni binarie 60 secondi.

La correlazione e il fattore dollaro

Questa correlazione però non è sempre così lineare e sicura. Infatti occorre fare una differenza tra rendimenti reali e nominali. Soltanto i primi, essendo al netto dell'inflazione, incidono negativamente sull’oro. In teoria nella situazione attuale l'oro sarebbe ancora preferibile rispetto ai bond. Ma all'atto pratico non è così, per via del dollaro...

Il dollaro può rompere la correlazione tra bond e oro, rendendola inversa anziché diretta. Nelle ultime settimane la valuta americana ha smesso di arretrare, e gli indicatori per forex lo guardano adesso con fiducia. Questo sta contribuendo ad alimentare il “sell-off” ai danni dell’oro. Ma i rendimenti dei bond invece non soffrono. Quel che conta infatti è se gli investitori vendono dollari per uscire dall'America, oppure vendono dollari per comprare altre attività in America. Tipicamente azioni. Ed è quello che sta succedendo. Non c'è infatti deflusso dei capitali dagli USA, ma una riallocazione.

martedì 5 marzo 2019

Rimborsi ai risparmiatori, la UE frena il Governo Italiano

Per i risparmiatori che sperano di ottenere dei rimborsi dal crac delle banche, si prospetta un cammino più difficile del previsto. La UE ha infatti posto dei paletti al Governo italiano, che è in procinto di varare un nuovo provvedimento in merito.

Braccio di ferro Italia-UE sui rimborsi

Per accelerare il processo di erogazione dei rimborsi, il Governo - dopo aver portato a 1,575 miliardi la somma disponibile - sta studiando un meccanismo che consenta un riconoscimento “automatico”. Questa ipotesi ha però lasciato molto perplessa la Commissaria Ue alla Concorrenza, Margarethe Vestager, che oggi incontrerà il titolare dell’Economia, Giovanni Tria. Saranno presenti anche il vice premier e ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, oltre che le commissioni competenti di Camera e senato.

Tuttavia, la Verstager ha già avuto modo di esprimersi riguardo alla questione dei rimborsi dei risparmiatori truffati dalle banche. Secondo lei il rimborso, anche con il concorso dello Stato, rende comunque necessario un accertamento che ci sia stata effettivamente una truffa. Vestager ha sottolineato che «la cosa più naturale sarebbe che la banca rimborsi i clienti per le vendite di titoli non idonei alle loro esigenze». Che ci sia stato un “misselling”, ossia una vendita fraudolenta. Questo è il presupposto al rimborso.

I soggetti che possono chiederlo

Ma la posizione della UE è ancora più ampia, e i paletti riguardano pure i soggetti legittimati a chiedere il rimborso. I destinatari dovrebbero infatti essere soltanto i piccoli risparmiatori, quelli cioè veramente inconsapevoli dei rischi che stavano correndo acquistando le obbligazioni. Rimarrebbero tagliati fuori dalla platea di rimborsabili gli investitori istruiti. Secondo la normativa italiana invece, l'esclusione scatta in relazione al mercato di acquisto delle obbligazioni. Se sono state fatte sul mercato secondario, e non direttamente dalla banca, allora non si ha diritto ad alcun rimborso.

venerdì 21 ottobre 2016

Trader di 34 anni stupisce Goldman Sachs: 100 milioni di dollari guadagnati in 6 mesi

Di chiarissime origini italiane, Tom Malafronte è riuscito a realizzare un'impresa: grazie al trading sui bond, ha guadagnato per Goldman Sachs circa 100 milioni di dollari nel giro di 6 mesi. Una media di mezzo milione di dollari al giorno. Roba da non crederci.

La rapida ascesa di un 34enne trader

wall streetLa storia viene raccontata dal Wall Street Journal, che mette in evidenza come la strategia di questo ragazzo sia stata molto rischiosa (anche se a conti fatti ne sarà stato felice).
Ha rastrellato titoli ad alto rendimento sul mercato, ossia quelli più rischiosi. E lo ha fatto nel momento giusto, ovvero prima che cominciasse una fase rialzista (tra febbraio e marzo).

Cosa ha fatto per accumulare una fortuna

Va sottolineato che questi bond "spazzatura" sono sconsigliati dalle agenzie di rating, e quasi tutti i trader con un po' di esperienza preferiscono starne alla larga. E invece Tom Malafronte è andato dritto per la sua strada, ha ignorato i segnali di trading, ha operato una gestione del rischio discutibile, ha messo in un angolo molti dei principi seguiti per anni. E grazie a questo è riuscito a fare una fortuna.

Per la loro natura pericolosa, le obbligazioni “spazzatura” sono investimenti sconsigliati dalle agenzie di rating. Secondo il WSJ, a inizio anno più di un terzo dei volumi giornalieri di quei titoli possono essere fatti risalire alle operazioni del trader 34enne. In pratica il mercato lo faceva lui.

Attenzione al rischio

La storia è sicuramente bella e affascinante per chi fa trading, ma in America sottolineano una cosa: nonostante le nuove norme per migliorare i controlli sui mercati finanziari, non è cambiato nulla in termini di speculazioni e rischi intrapresi dalle banche d’affari.
Se le leggi che governano Wall Street vogliono spingere le banche a correre meno rischi, i casi come quello di Tom Malafronte dimostrano che dalla crisi finanziaria scoppiata nel 2008, non è cambiato molto e si continua a speculare su strumenti ad altissimo rischio.