lunedì 19 settembre 2016

Export, a luglio quello agroalimentare italiano è in calo

L'export del food and beverage italiano non vivrà un'annata da ricordare. Secondo quanto segnala l'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, le spedizioni all'estero dei prodotti agroalimentari registrano a luglio una frenata. Per l'esattezza scivolano di 2,8 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2015 (in valore). Non ci sono quindi le stesse performance positive nei mesi di maggio e giugno.

I dettagli del calo dell'export

agricolturaIl calo più evidente è stato registrato per le esportazioni dei prodotti dell'agricoltura (-5,5%). Quelli dell'industria alimentare invece sono in flessione più lieve, solo -2,4%. A tal proposito, però, va sottolineato che si tratta comunque della discesa più significativa degli ultimi due anni.
A incidere su questo calo sono stati soprattutto due fattori. Anzitutto il diffuso rallentamento del commercio internazionale a luglio. In secondo luogo il lieve apprezzamento dell'Euro sul Dollaro USA (si veda in proposito universoforex.it).

L'industria agroalimentare ci tiene a galla

Nel complesso, nei primi sette mesi dell'anno 2016 la performance del business agroalimentare segna comunque una crescita dell'export (2%) rispetto ai primi sette mesi del 2015. Questo è dovuto al buon andamento delle vendite del settore dell'industria alimentare, che sono cresciute più di quelle dei prodotti agricoli (rispettivamente, +2,35 e +0,8%).

Tutto questo è ancora più importante dal momento che l'economia Italiana viaggia a zero crescita a causa di una domanda debole, per cui è fondamentale rispondere a quella estera con efficacia.

Dipendenza dall'estero in calo

Malgrado tutto questo, però, nel complesso l'export nazionale comunque evidenzia il posizionamento della componente agroalimentare, per il suo trend positivo e dinamico sui mercati esteri. Nel tempo la dipendenza dall'estero dell'Italia per i prodotti agroalimentari si è notevolmente ridotta. Il bilancio del valore degli scambi è passato infatti dal -8,2% dei primi sette mesi del 2015 al -6,4% di quest'anno. Si è abbassata l'incidenza delle importazioni sul totale degli scambi, per via della flessione degli acquisti dall'estero di prodotti lavorati. La dipendenza dall'estero di prodotti agricoli invece rimane molto alta.