lunedì 5 settembre 2016

Economia Italiana a zero crescita, l'Istat sottolinea la domanda debole

L'Istat infligge un duro colpo all'Italia. La crescita si è interrotta, con il PIL che segna una crescita zero, malgrado sia più alto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Oggi l'Istituto di Statistica ha commentato il dato pubblicato settimana scorsa. Nella nota mensile ricorda che l'economia italiana «ha interrotto la fase di crescita», condizionata da una domanda scarsa e da una caduta produttiva del settore industriale.
Un report che fa a cazzotti con le slide che Renzi ha fatto vedere qualche giorno fa, per magnificare i risultati economici del suo governo.

Prospettive negative secondo Istat

economiaLa cosa negativa però riguardano le prospettive, che restano fosche. «L'indicatore anticipatore dell'economia rimane negativo a luglio, suggerendo per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza dell'economia italiana».
L'umore torna a essere negativo, dopo che alcuni giorni fa la disoccupazione a sorpresa in Italia era andata in calo.

L'economic sentiment indicator ha registrato una lieve diminuzione in agosto, a seguito del deterioramento del clima di fiducia sia nell'industria sia nei servizi. Cala anche la fiducia dei consumatori per via del peggioramento dei giudizi circa le condizioni lavorative future.

La domanda interna resta debole

In Italia è molto pesante la debolezza della domanda interna. D'altra parte, la «fiducia delle imprese manifatturiere è infatti peggiorato nel mese di agosto non evidenziando segnali di particolare vivacità tra le componenti». Molto frastagliato il panorama del settore dei servizi. E' complessivamente in aumento, grazie ai risultati di attività professionali e di supporto (+0,5%), commercio trasporto e alloggio (+0,4%) e attività immobiliari (+0,4%). Ma ci sono alcuni settori dove c'è un calo marcato: le attività finanziarie e assicurative, in special modo, hanno segnato la diminuzione più marcata (-0,6%).

Nel complesso l'indice composito del clima di fiducia delle imprese è sceso sotto quota 100 per la prima volta dal febbraio 2015, come evidenziato da dituttounbloggg. L'indicatore anticipatore dell'economia rimane negativo a luglio, suggerendo per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza dell'economia italiana.