L'Italia funziona come business per IKEA. Siamo infatti il quinto paese per vendite dell'azienda svedese, che dopo un periodo di crisi ha ricominciato a marciare spedita verso i profitti. Tanto che il colosso dell'arredo ha programmato già nuove aperture a Perugia, Arese, Cagliari e Verona e nel frattempo darà avvio anche a 16 nuovi centri di ritiro merci in diverse città italiane entro il 2017. Nel frattempo, anche le vendite sul canale online sono cresciute, superando i 50 milioni (+38%).
I dati di IKEA business
Complessivamente i risultati del business Ikea funzionano. I ricavi sono stati ben 1,709 miliardi di euro nel 2016, con una crescita del 4,5% a rete corrente e del 3,7% a rete costante. A livello di componenti, sono i mobili quelli che generano il fatturato maggiore: 57%. Mentre i complementi d’arredo si fermano al 43%.
Il numero di clienti serviti nell’esercizio concluso sono stati 19,7 milioni, ognuno dei quali ha pagato in media 81,2 euro. Quando invece gli acquisti sono stati fatti online, la spesa media è quasi stata il doppio: 159 euro.
Il cambio di ruolo per il cliente
L'idea di base del business di IKEA, ovvero quella di rendere il cliente sempre più "progettista" del suo mondo, continua a funzionare. E in più ci sono le proposte innovative, come la coltivazione idroponica, ovvero quella che permette di coltivare in casa erbe aromatiche e insalata. E in più annunciano un nuovo sistema di montaggio per i mobili, tutto a incastro.
Come detto, l’Italia è diventata un perno importante per IKEA, dal momento che siamo il quinto Paese per vendite. Abbiamo superato Russia e Svezia. a livello di forniture, siamo invece il terzo paese dopo Cina e Polonia. Funziona anche Ikea Food (ristorante, bar e alimentari) che ha sviluppato ricavi per circa 97 milioni.