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mercoledì 3 febbraio 2021

Acquisto titoli, la BCE rallenta il ritmo per tenere in equilibrio tassi e spread

Piccoli accorgimenti che non si vedono e non producono effetti sostanziali, ma ci sono. Parliamo dell'acquisto titoli da parte della BCE. Più precisamente, degli acquisti di titoli pubblici che fanno parte del programma anticrisi PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme).

La BCE e l'acquisto titoli

Settimana scorsa l'istituto centrale europeo ha effettuato meno operazioni rispetto a quella precedente. Dai 19 miliardi di euro si è infatti scesi a 16,7 miliardi di titoli pubblici e privati acquistati. Nell'intero mese di gennaio l'acquisto titoli è stato pari a 53 miliardi di euro. Complessivamente, l'ammontare del programma lanciato a marzo per fronteggiare la crisi innescata dalla pandemia (e fare in modo da garantire la stabilità dei paesi europei), ha superato gli 800 miliardi di compere.

Se consideriamo soltanto i titoli pubblici italiani rilevati, la BCE ha comprato 136,3 miliardi tramite la Banca d’Italia. Soltanto la Francia ci insidia il primato (quelli transalpini si fermano a 133mld).

Flessibilità

Il fatto che la Eurotower abbia allentato il ritmo del piano di acquisto titoli nell'ultima settimana è cosa normale. L'obiettivo di questi aggiustamenti è di evitare che i tassi e gli spread finiscano più in basso, ma al tempo stesso impedire che si rialzino.
Mantenere un certo equilibrio, insomma (anche se la presidente Lagarde già alla prima apparizione disse che “la Bce non è qui per chiudere gli spread”).

Ritmo e scadenza

Bisogna evidenziare che la dotazione del PEPP è stata aumentata a dicembre, portandola a 1850 miliardi di euro. Tenuto conto che finora abbiamo raggiunto quota 800, se gli acquisti procedessero al ritmo visto a gennaio, ci sarebbe abbastanza dotazione per andare avanti fino ad agosto 2022. Tuttavia la fine dichiarata del programma è marzo 2022, ovvero pochi mesi prima. Questo fa capire perché la BCE dice che potrebbe non usare tutte le risorse del piano.

giovedì 19 marzo 2020

BCE, maxi piano da 750 miliardi. Stavolta le Borse reagiscono bene

La BCE fa marcia indietro, e dopo l'intervento moscio e deludente dell'ultimo meeting, stavolta arma meglio il bazooka e decide di fare la sua parte. Al termine di una riunione telefonica straordinaria del Consiglio direttivo, l'Eurotower ha deciso infatti di varare un quantitative easing da 750 miliardi di euro di titoli da acquistare, fino alla fine del 2020, in parte nel settore pubblico e in parte in quello privato. Al piano è stato dato il nome di "Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP)".

Il piano della BCE sarà flassibile

Una nota della BCE ha accompagnato l'avvio del piano straordinario. In essa la banca centrale europea dice di “impegnarsi a svolgere il proprio ruolo nel settore nel sostenere tutti i cittadini dell’area euro in questo momento estremamente difficile”. Il PEPP sarà attivo almeno fino alla fine dell’anno, e comunque fino a quando il consiglio direttivo dell’istituto monetario non riterrà che l’emergenza COVID-19 sia definitivamente superata. L'Eurotower ha inoltre precisato che gli acquisti saranno effettuati con flessibilità, in modo da consentire delle variazioni strategiche.

La reazione delle Borse

L'intervento della BCE ha dato un po' di tono (finalmente) alle Borse, che hanno cominciato bene la mattinata. Utilizziamo la migliore piattaforma di trading online gratuita per vedere i dati. Corre l'indice stoxx 600 (+1,5%). Volano Parigi (+3,5%) e Madrid (+2,6%). In forte rialzo anche Francoforte (+1,8%) e Londra (+1,1%). Avanzano i comparti delle Tlc (+3,5%), banche (+2,6%) e l'energia (+2,5%).

La reazione di euro e spread

Sul fronte valutario invece l'Euro sta avendo un comportamento misto. La coppia EUR-USD infatti non decolla, e continua a muoversi in prossimità dei minimi di oltre tre anni, che sono stati toccati sul finire di febbraio, e per adesso stanno avendo conferma le figure di continuazione del trend trading. Le misure della BCE fanno inoltre precipitare lo spread fra il Btp e il Bund. Il differenziale, che mercoledì aveva chiuso a 267 punti, toccando i 280 martedì, segna nei primi scambi 180 punti per poi arrivare a 191 punti base con il titolo del decennale italiano che si attesta all’1,54% sul mercato secondario.