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lunedì 26 giugno 2023

Inflazione al centro dell'interesse degli investitori nei prossimi giorni

Dopo due settimane in cui le decisioni delle banche centrali sono state al centro dell'attenzione dei mercati finanziari, questa volta tocca all'inflazione prendersi la scena, con una serie di report da tutto il mondo. Inoltre i banchieri centrali si radunano in Portogallo per il forum annuale della Banca centrale europea.

I report sull'inflazione

Nei prossimi giorni arriveranno i quadri aggiornati sull'inflazione da Stati Uniti, Australia, Giappone e Germania.

In particolare, negli USA verrà reso noto il dato PCE, l’indicatore preferito dalla Fed, subito prima del fine della settimana. L'ultimo aggiornamento lo aveva visto avanzare al 4.7% dal 4.6%, ben al di sopra dell'obiettivo del 2% della Fed.
I numeri potrebbero alimentare le aspettative per una nuova stretta della banca centrale a luglio, dopo aver messo in pausa aumenti dei tassi durante la riunione di giugno.

Questo inciderà sull'andamento del dollaro, che nei giorni scorsi è risalito come ha potuto vedere chi adotta tecniche di trading intraday.

In Europa e altrove

Anche l'Eurozona rilascerà i dati preliminari per l'inflazione di giugno (venerdì). Il dato core dovrebbe puntare più in alto, dando sostegno alle parole da falco della presidente della BCE Christine Lagarde.
I trader stanno ora scommettendo su un aumento di luglio da parte della BCE e si aspettano un'altra mossa di ottobre che porterebbe i tassi al 4%.

Questo comporterà delle conseguenze sull'andamento dell'euro, che si può analizzare anche con l'heikin ashi metodo candele.

Il vertice a Sintra

Gli investitori avranno questa settimana la possibilità di ascoltare la stessa Lagarde ma anche il presidente della Fed Jerome Powell, che assieme ad altri capi di Banche centrali parleranno a Sintra, in Portogallo, in occasione del panel presso il forum annuale della BCE a mercoledì.

Il quadro degli appuntamenti settimanali comprende anche i dati finali sul PIL USA e gli ultimi dati PMI dalla Cina, dove la crescita è andata in stallo dopo le riaperture all’inizio dell’anno, tanto da spingere la PBoC a misure accomodanti di politica monetaria, tagliando i tassi di interesse.
Anche gli eventi in Russia saranno guardati con attenzione, dopo il tentativo di insurrezione dei mercenari di Prigozhin contro il presidente Vladimir Putin. Potrebbero avere degli scossoni soprattutto le attività considerate beni rifugio.

giovedì 26 gennaio 2023

Investitori prudenti, le borse europee chiudono il cavo

Giornata blanda per le borse del vecchio continente, che alla fine della seduta di mercoledì si muovono poco e prevalentemente al ribasso.
Gli investitori mal digeriscono alcune trimestrali poco brillanti a Wall Street, ed aspettano con pazienza l'esito dei meeting di politica monetaria di Fed e BCE, in programma la prossima settimana.
Sull'umore generale pesa anche la tensione riguardante il fronte della guerra in Ucraina.

Il bilancio degli investitori

Alla fine della giornata gli investitori sulla Borsa di Milano hanno fatto equivalere acquisti e vendite. L'indice indice Ftse Mib infatti a fine giornata segna 25.875 punti (-0,03%).
Resta piatto anche il FTSE Italia All-Share, con chiusura su 28.061 punti. Leggermente negativo il FTSE Italia Mid Cap (-0,24%); come pure, in rosso il FTSE Italia Star (-0,89%).

Riguardo alle altre borse europee, i segni sono tutti lievemente negativi: Londra (-0,16%), Parigi (-0,09%), Francoforte (-0,08%), Madrid -0,14%.
Anche Wall Street chiude fiacca.

I dati della borsa Milanese

Gli investitori hanno scambiato a Piazza Affari un controvalore di titoli pari a 1,53 miliardi di euro. Si tratta di un lieve calo Rispetto a ieri. Per quanto riguarda invece i volumi scambiati, la discesa è stata da 0,55 a 0,44 miliardi di titoli.

Chi sale e chi scende

È stata una giornata molto positiva per Iveco, +3,13%, sul quale si sono concentrate le attenzioni degli investitori dopo un accordo quadro con De Lijn per un valore che può essere fra 200-300 milioni di euro. Corre anche Leonardo +2,56%, sostenuta anche da voci di una possibile commessa turca per il consorzio Eurofighter.
Al contrario le vendite maggiori hanno colpito Interpump, -2,89%. Chi sfrutta broker opzioni binarie Italia per negoziare su questo titolo, ha fatto bene a puntare su "call".

Gli altri mercati

Sul fronte valutario è rimasto sostanzialmente piatto il cambio tra euro e dollaro, che non ha scaldato chi adotta tecniche di trading intraday. Si trova infatti su 1,09, ossia sui livelli massimi degli ultimi nove mesi.
Va segnalata la discesa del dollaro canadese, dopo il meeting della Bank of Canada che ha alzato il costo del denaro di 25 punti base, ma al tempo stesso ha annunciato la fine del ciclo di inasprimento.
Lieve calo del prezzo dell'oro, mentre il petrolio ha vissuto una giornata positiva.

venerdì 11 marzo 2022

Economia britannica, il PIL rimbalza ma il disavanzo è da record

Dal Regno Unito è giunta in mattinata una infornata di dati statistici sulla situazione economica del Paese. Si tratta in larga parte di dati positivi sull'economia britannica, sia pure con qualche zona più opaca.

Gennaio buono per l'economia britannica

L'economia britannica è cresciuta dello 0,8% mese su mese a gennaio 2022. C'è stato cioè un rimbalzo dal calo dello 0,2% del mese precedente, quando si sentì il riflesso della variante Omicron e delle conseguenti restrizioni. 

Il dato sul PIL supera le previsioni di mercato (+0,2%) e adesso è dello 0,8% al di sopra del livello pre-coronavirus. Inoltre tutti i settori hanno evidenziato una crescita.

Nel trimestre fino a gennaio 2022, l'economia britannica è cresciuta dell'1,1% meglio delle previsioni dello 0,8%. I servizi hanno fornito il contributo principale (0,8 punti percentuali).

La produzione industriale del Regno Unito supera le previsioni

Un dato importante reso noto oggi è quello relativo alla produzione industriale, che nel Regno Unito è aumentata dello 0,7% a gennaio, superando le previsioni di mercato (+0,1%).
L'aumento è guidato dal settore manifatturiero, principalmente produzione di prodotti in gomma e plastica (9,1%) e di metalli di base e prodotti in metallo (5,0%).
Tuttavia, la produzione è rimasta al di sotto dei livelli pre-COVID-19 in tre dei quattro settori produttivi.

Aumento della produzione di costruzioni

Un altro dato interessante riguardo all'economia britannica riguarda le costruzioni, aumentate del 9,9% su base annua a gennaio 2022, dopo un aumento del 7,4% nel mese precedente. Il dato supera le aspettative del mercato di un aumento del 9,2%. Le nuove abitazioni sono aumentate dell'11%, tutte le nuove opere del 10,2% e le riparazioni e la manutenzione del 9,3%.
Su base mensile, l'attività di costruzione è aumentata dell'1,1%, il terzo mese consecutivo di aumenti.

Approfondimento consigliato: i dati macro possono incidere sull'andamento degli asset finanziari. Questi ultimi possono essere studiati anche con le regole di Gann trading Forex

Commercio: disavanzo record a gennaio

Tra i dati meno positivi c'è senza dubbio quello sul disavanzo commerciale. Nel Regno Unito è aumentato a 16,159 miliardi di sterline, il valore più grande dall'inizio dei record mensili.
Le esportazioni sono crollate dell'8,3%, trascinate al ribasso da un calo del 22,2% nelle esportazioni verso i paesi dell'UE. D'altra parte le importazioni sono balzate del 16%, al livello record di 66,951 miliardi di sterline, con un aumento del 21,8%.

La reazione dei mercati

Gli investitori che adottano tecniche di trading intraday hanno valutato i dati economici, senza però dare scosse particolari alla sterlina. Il cambio con il dollaro e quello con l'euro si muovono poco, anche perché l'attenzione è rivolta principalmente alle novità in arrivo dal fronte della guerra in Ucraina.

venerdì 11 gennaio 2019

Yuan sempre più legato alla guerra dei dazi USA-Cina

Cresce l'ottimismo riguardo ai negoziati sul commercio tra USA e Cina, e questo alimenta la propensione al rischio sulle piazze asiatiche, dando al contempo una bella spinta allo Yuan cinese.

La guerra dei dazi e lo yuan

Ai colloqui tra i due Paesi che si sono tenuti nella capitale cinese dal 7 al 9 gennaio, hanno fatto seguito le parole del segretario al Tesoro statunitense Mnuchin sulla possibilità che il vice-premier cinese Liu He si rechi negli Stati Uniti a fine mese. Tutto questo ha riacceso l'ottimismo sui progressi tra Pechino e Washington, anche se gli investitori non si attendono una completa risoluzione della vicenda in tempi brevi. Tuttavia ciò è bastato per spedire (venerdì scorso) le borse regionali a massimi di 5 settimane, mentre chi adotta strategie e tecniche di trading intraday forex avrà notato che lo yuan (sia CNY onshore che CNH offshore) ha toccato i massimi da fine luglio rispetto al suo pari americano.

La debolezza del dollaro

Nel commercio onshore, la valuta cinese è aumentata dell'1,8% questa settimana (è sceso di circa il 6% l'anno scorso). Si tratta del più grande guadagno dal luglio 2005 (quando Pechino slegò la sua valuta da quella statunitense legandosi ad un paniere di valute estere diverse).Il calo dell'USD / CNY è altresì imputabile alla generalizzata debolezza del biglietto verde, dopo le parole prudenti di Powell circa il futuro percorso di rialzo dei tassi USA. Dalle minute dell'ultimo meeting della FED, è emerso che la banca centrale americana può permettersi di aspettare e vedere come evolverà lo scenario economico durante l'anno, prima di prendere decisioni ulteriori sul costo del denaro. Atteggiamento tipicamente da "colomba".

Suggerimento: prima di fare investimenti sulle valute, studiate alcune tecniche. Ad esempio la strategia bande di Bollinger e Rsi a breve.

Lo stato di salute dell'economia cinese

Va anche aggiunto che il reminbi (yuan) non ha apparentemente risentito di alcuni aspetti preoccupanti riguardanti l'economia cinese. Anzitutto l'indebolimento dell'inflazione, che è scesa all'1,9% annuale (il target fissato dalla PBOC è del 3%), peggio delle previsioni (mentre i prezzi alla produzione sono saliti al tasso più lento da due anni). In secondo luogo il recente indebolimento dell'indice manifatturiero, sceso a 49,7 in zona recessione dopo un anno e mezzo. Infine le prospettive più fosche sul PIL (che hanno indotto il Governo a studiare nuovi stimoli economici). Segnale evidente che gli investitori danno la massima priorità alle questioni legate alla guerra dei dazi con gli USA, trascurando al momento la possibilità che nel 2019 la PBOC possa essere costretta a misure di stimoli molto radicali, come il taglio dei tassi d’interesse di riferimento.
A tal proposito va rimarcato come un sondaggio Reuters ritiene che lo yuan si indebolirà a 7 per dollaro entro sei mesi, nonostante gli sforzi delle autorità cinesi per difendere la sua valuta.