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lunedì 17 luglio 2023

Finanza, la settimana ruota soprattutto sulle trimestrali

La settimana che sta cominciando segna l'inizio del clima estivo anche per il mondo della finanza. Gli spunti macroeconomici si riducono e gli investitori si riorganizzano. Il focus nei prossimi giorni sarà sui risultati trimestrali delle aziende americane.

Dove finiranno gli occhi della Finanza

Nel corso di questa settimana molte importanti società quotate a Wall Street, il fulcro della finanza azionaria, pubblicheranno i loro risultati del secondo trimestre. Parliamo di imprese del settore bancario, tecnologico e dei semi conduttori.

Ci sono nomi del calibro di Goldman Sachs (GS), Bank of America (BAC), Morgan Stanley (MS), Tesla, Netflix, IBM e Taiwan Semiconductor Manufacturing, molti dei quali sono negoziabili sui broker opzioni binarie Italia. La previsione è che le società dell'indice principale di Wall Street riporteranno circa il 9% di profitti in meno su base annua. Tuttavia gli analisti ritengono che il mercato rimarrà tonico, dopo i dati relativi all’inflazione della scorsa settimana.

Gli altri appuntamenti in calendario

Tra i dati macroeconomici degni di rilievo ce ne sono alcuni che riguardano la Cina, tra cui il PIL del secondo trimestre, la produzione industriale, le vendite al dettaglio, gli investimenti e la disoccupazione. Se da questi report continuerà ad emergere una crescita economica debole, le ripercussioni si avvertiranno sui mercati globali.

Dati importanti arriveranno anche dal Canada, che pubblicherà il rapporto mensile sull'inflazione, e dall'Australia dove verranno pubblicate le minute dell'ultimo meeting di politica monetaria della Reserve Bank. I mercati saranno attenti anche ai tassi di inflazione nel Regno Unito e Giappone.

In attesa della Fed

A proposito di banche centrali, la Federal Reserve rimarrà ancora al centro dell'attenzione, anche perché settimana prossima ci sarà l'ultimo meeting prima della pausa estiva. Il mondo della finanza dà per scontato un aumento di 25 punti base dei tassi di interesse, ma ritiene che sarà l'ultimo di questo 2023. Proprio questa convinzione ha spinto al ribasso il dollaro sui mercati valutari, con effetti importanti per chi fa trading con le medie mobili forex. L'indice del dollaro si è portato al di sotto di 100 venerdì, scendendo ai livelli più bassi degli ultimi 15 mesi.

lunedì 9 luglio 2018

Yuan ed euro cominciano la settimana con lo sprint giusto

Partenza positiva per lo Yuan ed Euro contro il dollaro. La valuta orientale è rimbalzata allontanandosi dai minimi di giugno, mentre la moneta unica ha toccato il livello più alto dal lunedì 14 giugno. La spinta è arrivata dalla ritrovata propensione al rischio sui mercati, dopo la lettura dei dati sui posti di lavoro degli Stati Uniti e le prove che le tensioni commerciali non hanno ancora intaccato lo slancio economico.

Per il momento quindi l'escalation della tensione tra Stati Uniti e la Cina incide meno sulle scelte di trading rispetto ai dati economici. Anche i numeri che mostrano un salutare aumento delle esportazioni tedesche hanno stimolato i mercati.

Andamento di Yuan ed Euro

Come detto, l'ampia propensione al rischio ha spinto verso forti guadagni la valuta cinese. Lo yuan è salito nei mercati offshore a 6,6292 contro il dollaro (CNH), più lontano dai minimi toccati a giugno (mese di gravissimo calo). La valuta cinese ha guadagnato anche sulla scia dei dati che hanno mostrato l'aumento delle riserve valutarie a giugno. Anche gli indici dei mercati azionari di riferimento in Cina hanno registrato dei guadagni.

Consiglio: prima di fare trading sui contratti per differenza, studiate bene i migliori broker CFD cosa sono e come funzionano

L'euro nel frattempo è salito dello 0,3% a $ 1,1779, ovvero al livello più elevato dal 14 giugno. L'indice del dollaro contro un paniere di sei valute principali (DXY) è sceso dello 0,2 percento a 93,899. Chi fa trading con medie mobili troverà degli spunti di riflessione interessanti. Venerdì aveva perso quasi lo 0,5% e ha toccato il livello più basso dal 14 giugno, dopo i dati sulle retribuzioni degli Stati Uniti. Questi hanno mostrato un incremento di soli cinque centesimi, evidenziando moderate pressioni inflazionistiche che hanno intaccato le aspettative che la Federal Reserve alzerà i tassi per un totale di quattro volte nel 2018.