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domenica 25 gennaio 2026

Investitori, ci aspetta una settimana molto intensa sui mercati

Il mese di gennaio si conclude con una settimana densa di appuntamenti per gli investitori. Nel calendario spicca la prima riunione del 2026 della Federal Reserve, ma gli appuntamenti sia economici che geopolitici sono tanti.

Negli Stati Uniti c'è il clou per gli investitori

Come abbiamo detto, l'appuntamento più rilevante per i mercati finanziari è la prima riunione del 2026 della banca centrale USA. La Federal Reserve concluderà la sua due giorni di meeting mercoledì. I trader si aspettano che lascerà invariato il tasso sui fondi federali nella forbice compresa tra il 3,5% e il 3,75%, dopo il taglio dei tassi fatto a dicembre.

Ma gli Stati Uniti sono il fulcro dell'interesse degli investitori anche le numerose società che in settimana alzeranno il velo sui conti trimestrali. Spiccano Apple, Meta, Microsoft, IBM e Tesla.

Le vicende economiche si intrecciano poi a quelle politiche, visto che Trump ha riportato il nervosismo tra gli investitori con le sue minacce su diversi fronti. Tutto ciò potrebbe incidere sull'andamento del dollaro, che nei giorni scorsi è precipitato sui minimi di tre mesi.

Gli appuntamenti in Europa

Il calendario degli eventi finanziari in Europa avrà come appuntamento chiave la pubblicazione del dato sul Pil del IV trimestre per l'Eurozona, che si prevede in crescita dello 0,3%. Anche i dati sull'inflazione verranno monitorati dagli investitori, mentre l'Euro sta riconquistando terreno sul dollaro (si veda anche l'andamento dell'acceleration deceleration indicator).
Nel continente inoltre ci sarà la riunione di politica monetaria della Riksbank svedese, che dovrebbe mantenere i tassi di interesse invariati.

Il resto del mondo

Anche nelle altre zone del mondo ci sono appuntamenti importanti per gli investitori. Si riuniranno le banche centrali di Canada e Brasile, mentre in Cina l'attenzione sarà rivolta ai dati sugli utili industriali di dicembre, insieme alle letture ufficiali degli indici PMI manifatturieri e non.
In Giappone Occhio ai dati sull'inflazione di Tokyo. In Australia gli investitori conosceranno il report sull'inflazione al consumo del mese di dicembre.

mercoledì 28 maggio 2025

Mercati finanziari, agli italiani piacciono sempre di più i "certificates"

Tra i diversi strumenti che consentono di investire nei mercati finanziari ci sono i certificati di investimento, o certificates. Si tratta di strumenti finanziari derivati che replicano l'andamento di un sottostante, come azioni, indici, valute o materie prime. Ciò consente di investire su questi asset senza acquistarli direttamente. Ebbene, in Italia c'è una tendenza crescente (cominciata nel 2022) che ha spinto il mercato italiano dei certificati a raggiungere una nuova impennata all'inizio del 2025.

Qualche numero dai mercati finanziari

Secondo il report fornito da ACEPI, il volume collocato nei mercati finanziari tra gennaio e marzo di quest'anno è stato di 7,03 miliardi di euro. Si tratta di un record assoluto per il primo trimestre. Ma anche considerando tutti i trimestri, siamo al secondo massimo valore mai raggiunto (il record appartiene al quarto trimestre del 2023, quando si sfiorarono gli 8 miliardi).

L'associazione italiana certificati e prodotti di investimento sottolinea che, rispetto all'ultimo trimestre dello scorso anno, c'è stato un incremento del 33%. Su base tendenziale, ossia rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, la crescita è stata del 19%.

Anche il numero di emissioni continua a crescere ed ha raggiunto quota 538 prodotti, segnando una crescita del 13% rispetto al quarto trimestre del 2024. Questi dati confermano l'enorme vitalità del mercato italiano dei certificati, secondo una tendenza che dura ormai da diversi anni.

Le preferenze degli investitori

Sul totale collocato continua ad esserci una preferenza per i certificati a capitale protetto, che sono il 62%. All'interno di questa categoria sono i prodotti Digital a recitare la parte del leone, con una raccolta che in percentuale raggiunge il 66% del collocato. Gli Equity Protection invece arrivano al 34%.

I certificati a capitale condizionatamente protetto invece rappresentano il 35% del totale, in salita rispetto al 31% registrato nell'ultimo trimestre del 2024. In questa categoria la preferenza va agli Express, che sono il 41% del totale, seguiti dai Bonus al 31% e dai Cash Collect al 22%. Più indietro troviamo le Credit Linked Notes al 5%.

Torna l'appetito al rischio

Facendo un paragone tra i prodotti a capitale protetto e quelli a capitale condizionatamente protetto, emerge che sui mercati finanziari la propensione al rischio degli investitori è aumentata, malgrado il clima geopolitico rimanga ancora teso dopo la battaglia commerciale cominciata da Donald Trump. Ad ogni modo il report di ACEPI conferma la forte crescita del mercato italiano dei certificati, tanto in termini di volumi quanto di ampiezza dell'offerta.

lunedì 14 ottobre 2024

Finanza, occhi puntati sulla BCE e sulle trimestrali di Wall Street

La prossima settimana l'interesse del mondo della finanza si focalizzerà su due eventi in particolare. La riunione di politica monetaria della Banca centrale europea e la pubblicazione dei bilanci trimestrali di altre società quotate a Wall Street.

Gli eventi chiave nel calendario della finanza

Negli Stati Uniti ci saranno alcuni dati macro interessanti per gli esperti di finanza, a cominciare dalle vendite al dettaglio (che dovrebbero mostrare un aumento dello 0,3% a settembre), dal report sulla produzione industriale e dai permessi di costruzione. 

Anche diversi funzionari della Fed dovrebbero parlare degli sviluppi di politica monetaria, e questo influenzerà senza dubbio l'andamento dei segnali operativi forex gratuiti forniti da diversi broker.

Tuttavia, gli eventi più attesi riguardano i risultati trimestrali che diverse società riporteranno: Bank Of America, Goldman Sachs, Citigroup, Charles Schwab, Abbott, Morgan Stanley, Netflix, etc.

In Europa occhio ai tassi

Nel vecchio Continente, gli occhi saranno puntati sulla decisione sul tasso di interesse della Banca Centrale Europea. Gli esperti di finanza prevedono che la Eurotower effettuerà un taglio di 25 punti base del tasso di deposito chiave, in linea con le precedenti riduzioni di settembre e giugno. Nel frattempo l'euro viaggia attorno a 1,095 rispetto al dollaro americano, e cominciano a esserci i primi alert da parte di qualche indicatore inversione trend.

Sempre in Europa, la finanza guarderà con interesse al sentiment economico ZEW per la Germania. Inoltre, gli operatori seguiranno la produzione industriale dell’Eurozona, la bilancia commerciale, le partite correnti e la produzione edilizia.

Altre banche in focus

Un altro istituto che è chiamato a decidere sulla propria politica monetaria è la banca centrale della Turchia, che dovrebbe mantenere il tasso di interesse di riferimento al 50%, il massimo del 2002, anche se l’inflazione è scesa al di sotto del 50% a settembre.
Altrove, si attendono decisioni sui tassi di interesse da parte di Indonesia, Tailandia e Filippine.

Gli altri appuntamenti

Sarà una settimana intensa nel Regno Unito, dove verrà reso noto il tasso di inflazione, quello di disoccupazione e il dato sulle vendite al dettaglio.
La Cina rivelerà il tasso di crescita del PIL del terzo trimestre, insieme ai dati sulle vendite al dettaglio, sulla produzione industriale, sul tasso di disoccupazione, sull’indice immobiliare e sugli investimenti in immobilizzazioni. Verranno rilasciati dati sull’inflazione anche per India, Canada, Nuova Zelanda, Giappone e Sud Africa.

lunedì 5 febbraio 2024

Finanza, macché inclusione: una famiglia su 20 non ha neppure il conto corrente

Spesso e anche di recente, Bankitalia ha sottolineato l'importanza di educare la popolazione ai temi della finanza. Ma forse prima di educare, bisognerebbe includere. C'è infatti un dato allarmante che riguarda le famiglie italiane: oltre il 4% non ha neppure un conto corrente bancario o qualcosa di simile (ossia 2,3 milioni di persone).

La quotidianità e la finanza

Per capire quanto sia preoccupante questo aspetto, bisogna riflettere su tutti quegli aspetti della vita quotidiana che richiedono l'accesso ai servizi più semplici della finanza, che sia un conto corrente o un deposito bancario, oppure un conto postale. 

Dall'accredito dello stipendio al pagamento delle bollette, dall'accensione di un mutuo alla stipula di un'assicurazione sulla vita. Ma la lista sarebbe lunghissima e ci fermiamo qui.

Molto più grave al Sud.

Questo quadro così desolante di esclusione finanziaria è molto più grave al Sud e nelle isole, dove ci sono 1,1 milioni di famiglie che non hanno un conto corrente (le percentuali sul totale sono rispettivamente il 56 e il 22%). Le famiglie finanziariamente escluse del Nord sono il 16%, mentre solo il 6% risiede al Centro.
E' evidente che c'è una voragine territoriale che spacca il Paese, dividendolo tra Nord e Centro da una parte, e Sud e isole dall'altra.
Ma ci sono situazioni ancora più allarmanti: in Campania e Molise le che non dispongono di un conto corrente sono il 20%.

Finanziamenti

Se già il dato sui conti correnti mostra un Paese con realtà complicate, il concetto è ancora più forte se si guarda ai finanziamenti rateali. Nel 2020 il 18% si è visto rifiutare la domanda, ma se al Nordest più del 90% delle richieste viene accolto, al Sud tale percentuale crolla al 57,5%.

Tale divario rispecchia anche la distanza tra i cittadini e i servizi finanziari, perché le filiali sono sempre meno. Oltre quattro milioni di italiani abitano in Comuni dove non c'è neppure una filiale bancaria. Manco a dirlo, la maggior parte dei casi riguarda Sud e Isole.
Con un rischio enorme, perché se i servizi finanziari sul territorio mancano, aumentano le richieste fatte a società finanziarie borderline, che sfuggono alle stringenti regolamentazioni previste per le banche vere e proprie. Peggio ancora, si rischia di cadere nella rete dell’usura.

lunedì 17 luglio 2023

Finanza, la settimana ruota soprattutto sulle trimestrali

La settimana che sta cominciando segna l'inizio del clima estivo anche per il mondo della finanza. Gli spunti macroeconomici si riducono e gli investitori si riorganizzano. Il focus nei prossimi giorni sarà sui risultati trimestrali delle aziende americane.

Dove finiranno gli occhi della Finanza

Nel corso di questa settimana molte importanti società quotate a Wall Street, il fulcro della finanza azionaria, pubblicheranno i loro risultati del secondo trimestre. Parliamo di imprese del settore bancario, tecnologico e dei semi conduttori.

Ci sono nomi del calibro di Goldman Sachs (GS), Bank of America (BAC), Morgan Stanley (MS), Tesla, Netflix, IBM e Taiwan Semiconductor Manufacturing, molti dei quali sono negoziabili sui broker opzioni binarie Italia. La previsione è che le società dell'indice principale di Wall Street riporteranno circa il 9% di profitti in meno su base annua. Tuttavia gli analisti ritengono che il mercato rimarrà tonico, dopo i dati relativi all’inflazione della scorsa settimana.

Gli altri appuntamenti in calendario

Tra i dati macroeconomici degni di rilievo ce ne sono alcuni che riguardano la Cina, tra cui il PIL del secondo trimestre, la produzione industriale, le vendite al dettaglio, gli investimenti e la disoccupazione. Se da questi report continuerà ad emergere una crescita economica debole, le ripercussioni si avvertiranno sui mercati globali.

Dati importanti arriveranno anche dal Canada, che pubblicherà il rapporto mensile sull'inflazione, e dall'Australia dove verranno pubblicate le minute dell'ultimo meeting di politica monetaria della Reserve Bank. I mercati saranno attenti anche ai tassi di inflazione nel Regno Unito e Giappone.

In attesa della Fed

A proposito di banche centrali, la Federal Reserve rimarrà ancora al centro dell'attenzione, anche perché settimana prossima ci sarà l'ultimo meeting prima della pausa estiva. Il mondo della finanza dà per scontato un aumento di 25 punti base dei tassi di interesse, ma ritiene che sarà l'ultimo di questo 2023. Proprio questa convinzione ha spinto al ribasso il dollaro sui mercati valutari, con effetti importanti per chi fa trading con le medie mobili forex. L'indice del dollaro si è portato al di sotto di 100 venerdì, scendendo ai livelli più bassi degli ultimi 15 mesi.

lunedì 4 novembre 2019

Settimana finanziaria, avvio all'insegna dell'ottimismo sui mercati

E' cominciata sotto una buona stella la settimana finanziaria in Asia, e con un certo ottimismo quella in Europa. A spingere i listini sono i dati più positivi del previsto sull’occupazione Usa, combinati con l’ottimismo sulle trattative commerciali Usa-Cina.

Driver dell'inizio settimana finanziaria

Come detto, il primo impulso di questa settimana finanziaria arriva dal fronte della guerra commerciale. Il segretario al Commercio Usa Wilbur Ross ha detto a Bloomberg Rv che la trattativa sui dazi va avanti bene. Ha anche fissato un termine: “Non c’è ragione per pensare che la fase uno dell’accordo non si chiuderà questo mese”. Il segretario al commercio USA ha anche aggiunto che stanno per essere recapitate alle società che l’hanno richiesta, la licenza speciale per fare affari con Huawei. I segnali di schiarita e di disgelo quindi vanno avanti, anche se nel frattempo il WTO, ovvero l'organizzazione mondiale del Commercio, ha approvato i dazi cinesi contro beni americani per un valore di 3,6 miliardi di dollari.

Borse asiatiche ed Europee

Se esaminiamo i report dei Consob broker autorizzati e siti trading, possiamo vedere che Hong Kong ha segnato un rialzo di 1,3% senza risentire degli scontri tra manifestanti e polizia. La settimana finanziaria alla Borsa di Tokyo invece comincia con una chiusura per festività. Bene Shanghai (+0,7%) alla vigilia dell’intervento di Xi Jingping al vertice con i partner commerciali di Pechino. In positivo chiusdono pure Seoul (+1,2%) e Taiwan (+1,3%). Nel frattempo anche le Borse europee aprono in rialzo, nel giorno del primo discorso della neo presidente della Bce, Christine Lagarde. A Milano l'indice Ftse Mib avanza dello 0,49% a quota 23.046 punti. In rialzo anche Madrid (+0,52%), Francoforte (+0,48%), Parigi (+0,46%) e Londra (+0,30%).

Per quanto riguarda le valute, continua (quinto giorno consecutivo) il calo del cambio dollaro-yuan, a 7,03. Tuttavia, per chi adotta un sistema di trading forex intraday non è che la giornata regali grandi spunti. Euro dollaro piatto a 1,166 in avvio, mentre tra gli emergenti rimbalza in rand sudafricano (+1%) che beneficia del mancato declassamento di Moody’s.

venerdì 21 giugno 2019

Deutsche Bank, bufera in arrivo? Indagini negli USA su riciclaggio

Il mondo delle banche è scosso dall'ennesimo caso molto spinoso. Stavolta la tegola si è abbattuta sul Deutsche Bank. Il colosso tedesco sarebbe infatti nel mirino delle autorità di controllo americane, per riciclaggio di denaro e altri reati di matrice finanziaria.

Il caso Deutsche Bank

A riferire la notizia è il New York Times, ed anche se non c'è stata alcuna conferma ufficiale, la notizia riportata dal quotidiano newyorkese è così dettagliata da far escludere l'ipotesi di una bolla di sapone. Peraltro, come vedremo a breve, ci sono alcuni aspetti che fanno pensare che la vicenda in cui è coinvolta Deutsche Bank cosa non passerà certo inosservata.

Sotto la lente di ingrandimento delle autorità americane sarebbero finite una serie di operazioni che sono state poste in essere tra il 2016 e il 2017. In sostanza sarebbe accaduto che alcune transazioni sarebbero state messe all'attenzione dei vertici in quanto giudicate molto sospette. Tuttavia, l'allora funzionaria della compliance del gruppo Tammy McFadden, avrebbe ignorato queste segnalazioni, e addirittura sarebbe stata cacciata proprio la dipendente che le aveva effettuate.

Entra in ballo anche Trump

Come se questo non fosse già grave, a rendere la cosa più scottante è che alcune di queste transazioni problematiche sarebbero legate al presidente USA Trump e anche a suo genero (e consigliere) Jared Kushner. Va peraltro ricordato che all'inizio di giugno, un gruppo di senatori del Partito Democratico americano aveva chiesto alla FED di effettuare delle approfondite indagini sul rapporto proprio tra la Deutsche Bank, il presidente Trump e il genero Kushner. Coincidenza oppure no?

Finora non è arrivata alcuna conferma di indagini per violazione della legge sul riciclaggio a carico di Deutsche Bank, e il gruppo bancario ha rifiutato di commentare l'articolo del NTY. Però si sarebbe limitato ad affermare di essere impegnato a collaborare al massimo con le autorità americane.

venerdì 1 marzo 2019

Mercati finanziari, Borse europee in positivo. Euro stabile

Finisce con il segno positivo la seduta di borsa a Piazza Affari, in linea peraltro con gli altri mercati europei. Tutti hanno beneficiato di alcune buone notizie sul fronte corporate, che hanno stimolato l’appetito per il rischio, e alcuni ottimistici dati macroeconomici europei.

La giornata dei mercati

L'indice FTSE Mib, dopo una mattinata in crescita ha leggermente risentito della pubblicazione a ribasso dell'Istat sul Pil 2018, ma alla fine guadagna comunque lo 0,17%, chiudendo la giornata su 20.695 punti. L’Allshare avanza di 0,21%. In moderato rialzo il FTSE Italia Mid Cap (+0,46%), come il FTSE Italia Star (0,7%). Tra le altre borse del Vecchio Continente, spicca Francoforte che segna un rialzo dello 0,75%. Più contenuto il progresso di Londra (0,45%) e Parigi (0,47%). Il benchmark europeo FTSEurofirst300 sale dello 0,35%.

Suggerimento: prima di fare investimenti online sui mercati finanziari, studiate bene i pattern più importanti, come i rettangoli di continuazione inversione.

La Borsa di Milano

Alla Borsa di Milano, il controvalore degli scambi nella seduta odierna è stato pari a 2,25 miliardi. Tra i titoli a maggiore capitalizzazione spicca Moncler, che sale di 11,06% dopo i conti annunciati ieri, migliori delle attese. Anche gli altri titoli del lusso sono andati forte. Sessione negativa per i bancari, il cui indice di settore scivola in Borsa dello 0,45%. Fuori dal FTSE Mib emerge soprattutto OVS (+6,34%) dopo la conferma dell’interesse di Tamburi Investment Partners per una parte della quota in mano al Gruppo Coin. Complessivamente, su 217 titoli azionari trattati in Piazza Affari, 90 hanno terminato la seduta con una flessione, mentre i rialzi sono stati 113. Invariate le rimanenti 14 azioni.

Euro, oro e petrolio

Sul mercato valutario la coppia Euro-Dollaro USA rimane stabile verso 1,137. Le strategie di breve periodo forex continuano a veere nella evoluzione dei rapporti con la Cina il driver principali degli scambi. Ha avuto invece connotazione negativa la giornata dell'oro, che viaggia a 1.302,1 dollari l'oncia, in calo dello 0,84%. Scende anche il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) che crolla dell'1,80%, fino a 56,19 dollari per barile.

domenica 10 febbraio 2019

Scambi finanziari, la Cboe global Inc evidenzia una cresacita a gennaio 2019

Cboe Global Markets Inc, una delle più grandi holding di scambi valutari al mondo, ha reso noti i dati riguardanti i volumi di negoziazione di gennaio 2019, che sono stati davvero importanti.

Dati sugli scambi CboE a gennaio 2019

cboe global marketsSotto la spinta di una forte volatilità, la piattaforma FX spot istituzionale (una delle migliori piattaforme trading Forex online) ha registrato un volume di scambi totali di $ 799 miliardi, in crescita del 19% su base mensile rispetto a $ 671 miliardi nel dicembre 2018. Va tuttavia precisato che la cifra di scambi risulta comunque inferiore a quella registrata anno su anno, visto che rispetto a gennaio 2018 è stata del 14% minore (all'epoca fu 937 miliardi di dollari).

A spingere verso l'alto le contrattazioni è stato l'aumento della volatilità, soprattutto dopo il rientro dal periodo vacanziero post-Natalizio, quando c'è stato un incremento di acquisto e vendita di valute nei principali centri istituzionali.
Rispetto al mese di dicembre, la sede di negoziazione istituzionale Cboe ha registrato volumi medi giornalieri di trading pari a 36,3 miliardi di dollari, in aumento dell'8,3% su base mensile rispetto ai 33,5 miliardi di dollari del dicembre 2018. Su base annua invece, Cboe FX ha evidenziato una performance più debole del -15% ($ 42,6 miliardi l'anno precedente).

Va aggiunto che il clima vissuto dai mercati a gennaio non è stato positivo. Le crescenti tensioni geopolitiche, le preoccupazioni per la guerra commerciale tra USA e Cina e la prospettiva che la crescita economica globale si sia avvicinata al suo picco, hanno penalizzato alcuni asset finanziari. Gli indicatori di volatilità hanno evidenziato che le coppie di valute principali hanno abbandonato la modalità di attesa vista a dicembre, dove sono state bloccate in fasce di prezzo abbastanza strette.

Crypto ETF Developments

Di recente Cboe è stata impegnata nella proposta di approvazione alla Securities and Exchange Commission (SEC), della proposta di ETF (Bitcoin Exchange Traded Fund) in collaborazione con VanEck, società di gestione monetaria e con la società blockchain SolidX. L'anno scorso, la società ha ritirato un'applicazione per un ETF derivato da bitcoin dopo che la SEC ha dichiarato che non avrebbe esaminato una petizione per un fondo che intende investire in attività virtuali che non sono ancora disponibili.

mercoledì 1 novembre 2017

Occupazione: 75mila posti a rischio a causa della Brexit

La Brexit potrebbe avere delle ripercussioni enormi sull'occupazione britannica. L'allarme lo ha lanciato la stessa Bank of England, che parla di ben 75 mila posti di lavoro che sarebbero a rischio nel solo settore finanziario. Un quadro che peraltro potrebbe anche essere rivisto in peggio, nel caso in cui non si riuscirà a trovare un accordo per la Brexit. L'ipotesi del "no deal", ossia l’uscita di Londra dall’Unione europea senza un accordo complessivo che faccia da ammortizzatore, infatti alzerebbe questa stima. Ma è chiaro che pure nel caso in cui un accordo venga trovato, occorre vedere i termini per capire se l'impatto sarà così forte oppure no.

Nel frattempo la sterlina continua ad andare su e giù proprio in ragione dell'evoluzione dei negoziati. Su una delle migliori app trading con bonus abbiamo visto quando il pound è salito dopo che il capo negoziatore UE ha ipotizzato un'accelerata dei negoziati.

Brexit e occupazione

La Banca centrale inglese ha chiesto a diversi istituti e fondi d’investimento di predisporre un piano d’emergenza per fronteggiare una Brexit estrema. In questo caso infatti si dovrebbe tornare all'impianto normativo del Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, per regolare gli scambi tra Gran Bretagna ed Europa. Ciò significherebbe che le banche inglesi non avrebbero più la licenza per operare sul Continente, e quindi dovrebbero per forza aprire corpose succursali in territorio Ue.

Consiglio: non cercate la classifica piattaforme di trading online, scegliete solo quella che è la più adatta alle vostre esigenze di trading.

Va detto che gli istituti invece secondo una loro previsione hanno fissato a 10mila il rischio di perdita forza lavoro a causa del Brexit. Secondo la BoE quella cifra invece si realizzerebbe già nel solo primo giorno della Brexit in caso di no deal. Va altresì precisato che molti si sono azzardati a fare previsioni in merito, con risultati altalenanti. Si può però dire che nessuno scende sotto i 10mila, così come la previsione BoE pare essere quella più pessimistica. La forbice concreta quindi è fra 10 mila e 75 mila posti di lavoro persi.
Ad ogni modo, questo non sembra mettere a rischio il posto di Londra come più grande centro finanziario europeo, come inizialmente previsto.

lunedì 16 ottobre 2017

Legge di bilancio: ecco le misure che verranno introdotte


È giunto il giorno della legge di bilancio, che dovrebbe essere varato oggi dal Consiglio dei ministri. si tratta di un duplice testo, uno che contiene il Documento programmatico di bilancio (composto di tabelle e un spunto degli obiettivi della successiva legge di bilancio), mentre l'altro è il disegno di legge vero e proprio. Il testo dovrà poi essere portato all'attenzione della Camera e del Senato entro il 20 ottobre.


I punti chiave della legge di bilancio


Cosa prevede la nuova legge? Anzitutto il blocco dell'aumento dell'Iva previsto per il 2018, che comporterà una spesa di 15,7 miliardi di euro, ovvero la maggior parte delle risorse della manovra stessa (sui 20 miliardi). Poi ci sono i soldi per gli Statali, ovvero l'aumento da 85 euro delle buste paghe dei dipendenti pubblici. Complessivamente la spesa dovrebbe aggirarsi su 1,6 miliardi, anche se c'è chi ritiene che ne serviranno 1,9 miliardi. In questo ambito, verranno ritoccati anche gli stipendi di professori e presidi, che verranno gradualmente equiparati ai dirigenti pubblici.

C'è un capitolo di spesa anche per l'occupazione giovanile e femminile. Chi assumerà ragazzi fino a 29 anni otterrà un taglio dei contributi da versare del 50% per tre anni. Lo sgravio crescerà fino al 100% per le imprese che operano nel Sud. Perle donne invece c'è uno sconto sull'Ape social di 6 mesi per figlio, per un massimo di 2 anni.

Circa coesione sociale e nuovo reddito di inclusione, è previsto uno stanziamento di 600 milioni in più nel 2018, 900 milioni nel 2019 e 1,2 miliardi nel 2020. Si rivede anche l'ecobonus, che sarà confermato anche per il prossimo anno, anche se lo sconto fiscale sarà pi basso (50% anziché 65%) per le finestre o le caldaie a condensazione.

Infine c'è molta attesa in questo periodo per la Web Tax, che dovrebbe essere aggiunta in Parlamento come i correttivi allo spesometro e gli incentivi all'utilizzo del pagamento elettronico negli esercizi commerciali.

mercoledì 13 settembre 2017

Financial Times boccia Milano: non può essere l'erede di Londra


Milano non potrà occupare il posto di rilievo nel mondo della finanza che Londra lascerà vacante dopo la Brexit. Lo sostiene l'autorevole Financial Times, che ha bocciato il capoluogo lombardo nonostante la sua crescita nel mondo della finanza e degli affari (specie dopo Expo).


Il magazine finanziario prima elogia Milano, dove nuovi grattacieli scintillanti rivaleggiano con le guglie del Duomo, “mentre Roma è in declino sotto l’amministrazione del sindaco populista del Movimento Cinque Stelle” . Poi aggiunge che nel capolougo meneghino hanno sede 2 delle maggiori banche europee, come Intesa Sanpaolo e Unicredit. E infine sottolinea come in città ci siano i quartier generale di Yoox Net-a-Porter e Gucci, ma anche Pirelli sta preparando il ritorno perché la Borsa italiana sta diventando un hub per i consumi di fascia alta. Tutto sembrerebbe quindi sposare la candidatura di Milano ad erede di Londra ma...

Milano bocciata come capitale finanziaria

La bocciatura è dietro l'angolo. Lo sprint di Milano è tardivo, tanto da ritenere inverosimile rivaleggiare contro città già consolidato sotto questo aspetto, come Francoforte e Parigi. E' in uno di questi due posti che finiranno i banchieri del Regno Unito nel dopo Brexit. Milano non sarà mai considerata una “top destination” a causa della instabilità politica che viene ancora ritenuta elevata, ma anche dell'alto costo del capitale in Italia. Insomma le colpe non sarebbero tutte di Milano, ma proprio del sistema paese che non funziona.

Gli osservatori internazionali non possono essere attratti guardando la realtà del lavoro in Italia. I dati dicono che nel 2016 siamo al 44° posto su 190 nella classifica “Ease of doing business” della Banca Mondiale. Inoltre siamo al 60esima posizione, tra Cuba e l’Arabia Saudita, nell’indice della corruzione percepita. Riguardo l'aspetto finanziario, secondo il Global financial centres index (Gfci) la città di Milano è solo in 54esima posizione, ben distante da Francoforte (11°) e Parigi (26°) mentre Londra è prima seguita da New York, Hong Kong e Singapore.
Il messaggio del Financial Times è chiaro: senza riforme strutturali e culturali, non ci potrà mai essere un grande appeal verso l'Italia per il business internazionale.

mercoledì 6 settembre 2017

Mercati finanziari, torna la tensione per la questione Coreana

La Festa del Lavoro (e dei mercati) negli USA viene guastata nuovamente dalla Corea del Nord. Avrebbe dovuto essere un giorno tranquillo sui mercati finanziari, dal momento che il gigante americano era a riposo. Poche operazioni, la migliore piattaforma opzioni binarie chiusa almeno per una volta di lunedì, e tanto studio da dedicare per le operazioni da fare nei giorni seguenti. Ma i progetti di semi-relax sono andati in fumo per colpa di Pyongyang e della sua minaccia nucleare, che in breve tempo ha avvolto banchieri, trader e analisti riaccendendo la tensione.

Dollaro giù per le tensioni sui mercati finanziari

Dal momento che Wall Street era chiusa, lo sfogo degli investitori si è abbattuto sui mercati europei e sui beni rifugio, come oro yen e franco svizzero. L'oro è schizzato verso l'alto arrivando al prezzo più alto da quasi un anno. Ma anche franco svizzero e yen giapponese sono andati in rally sul dollaro. Dal canto loro le Borse europee hanno vissuto una giornata cupa.

Si sa che gli investitori odiano l’incertezza, anche se negli ultimi anni i mercati hanno saputo sopravvivere a fortissimi choc (basti pensare alla Brexit e all’inattesa elezione di Trump, nonché a numerosi attacchi terroristici). Però è chiaro che la minaccia Coreana si fa sempre più concreta, e per questo oggi il mondo della finanza guarderà alla reazione di Wall Street alla minaccia geopolitica.

Nel frattempo l'Euro viaggia sui massimi contro dollaro da venerdì: EUR/USD a 1,1950 circa. Peraltro i migliori segnali operativi Forex gratuiti puntano tutti sull'ulteriore apprezzamento della valuta unica sul biglietto verde.
Va peraltro ricordato che appena ieri Lael Brainard, membro del board del Fomc, ha dichiarato che la banca centrale statunitense dovrebbe essere cauta riguardo al tema del costo del denaro, considerando la difficoltà a raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2%.

mercoledì 9 agosto 2017

Mercati finanziari, da Cina e Nuova Zelanda i dati clou di oggi

Giornata povera di spunti macro sui mercati, come del resto tutta questa settimana che ci introduce al Ferragosto. Il clou ci sarà in serata, quando la banca centrale della Nuova Zelanda annuncerà il tasso di interesse. Ci si attende la conferma del costo del denaro in quota 1,75%. Attenzione anche al dato sulle scorte di petrolio, che potrebbe incidere su tutte quelle valute correlate all'andamento dell'oro nero.

I dati di oggi e i mercati finanziari

Nella notte è stato reso noto in Cina il dato sull'inflazione, che si è attestata a luglio all'1,4% su base annua. Il valore è in calo rispetto all'1,5% precedente, e questo fa ripiombare la Banca centrale cinese nell'incubo della deflazione. Gli analisti si aspettavano infatti un andamento stabile dei prezzi al consumo. Dopo questo dato il valore dello Yuan cinese è andato in aumento sul dollaro, fissandosi sotto quota 6,68 (suggeriamo di osservare il grafico con candele Heikin Ashi strategie).

In mattinata è stato reso noto il valore della produzione industriale italiana nel mese di giugno. C'è stata una crescita in quasi tutti i comparti, con il dato complessivo che ha un incremento dell’1,1% rispetto a maggio, mentre in termini tendenziali il valore aumenta del 5,3%.

USA e Nuova Zelanda

Nel primo pomeriggio è toccato al dato sul costo unitario del lavoro americano, che è andato sotto le attese. La produttività del settore non agricolo in USA è cresciuta dello 0,9%, mentre il costo per unità di lavoro fa segnare un aumento dello 0,6% su trimestre dall'1,2% atteso. Tuttavia, l'attenzione dei trader rimane al dato sull'inflazione che sarà reso noto venerdì. Nel frattempo il dollaro oggi segna un lieve aumento contro l'euro in area 1,171 (si osservino gli angoli di Gann teoria Forex).

In serata, come detto, ci sarà l'appuntamento più importante del giorno con la decisione della Banca della Nuova Zelanda, che dovrebbe confermare il tasso al livello 1,75%.

mercoledì 24 maggio 2017

Mercati "insensibili" agli attacchi terroristici. Borse tutte in positivo

Gli attentati terroristici non fanno più effetto sulle piazze finanziarie. Lo ha confermato quel che è successo a Manchester, che ha preceduto una giornata da massimi storici per molti listini di Borsa. Ma non è una questione di cinismo, più semplicemente gli attacchi ormai non fanno più effetto a livello di mercati, se è vero che nel 2016 sono stato quasi 200 le vittime di attentati terroristici nei soli Paesi occidentali, ma non c'è mai stato alcun impatto sulle Borse nei giorni seguenti. Ricordiamo anche che molto prima, a gennaio 2015 dopo l'attacco al giornale satirico Charlie Hebdo, le Borse europee guadagnarono il 2,75% dopo un giorno e l’1,94% in una settimana.

Gli attentati non spaventano più i mercati 


Così è successo anche ieri. Dopo l’attacco di Manchester, i listini europei hanno tutti archiviato la seduta in rialzo, senza accusare alcuna reazione emotiva. Quella che teoricamente avrebbe dovuto essere la più colpita, ovvero Londra, a metà mattinata di ieri viaggiava quasi mezzo punto percentuale in rialzo. Insomma, per tutti ieri è stato un normale giorno di contrattazioni.

Il motivo per cui le piazze finanziarie sono ormai fredde di fronte a certi eventi è da ricercare anzitutto nella loro ininfluenza rispetto all'economia. Se non c'è incidenza macro, allora non c'è incidenza sulle piazze finanziarie. Secondo le statistiche di Thomson Reuters, le aziende del Vecchio continente nel primo trimestre hanno registrato profitti in crescita del 13,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Questo sì che interessa agli investitori.

Inoltre sapendo che in passato non c'è stata alcuna reazione negativa, nessuno più scommette al ribasso quando si verificano episodi del genere. Neppure gli speculatori più cinici lo fanno.

mercoledì 19 aprile 2017

Mercati schizofrenici a causa delle forti incertezze geopolitiche

I timori cominciano a lasciare il posto all'insofferenza sui mercati. Gli operatori ogni giorno sentono di doversi tenere pronti a fronteggiare eventuali grossi rischi o sciagure, ma per adesso ci sono soltanto segnali che generano incertezza. Cosa ancora peggiore perché paralizza le decisioni. Dopo i timori riguardanti le frizioni Usa-Corea del Nord, la deriva autoritaria della Turchia, le tensioni tra Usa e Russia e le imminenti elezioni presidenziali in Francia, al quadretto ieri si è aggiunto il sorpresone delle elezioni anticipate in GB.

Cosa succede sui mercati

mercatiL'effetto è stato quello di spingere giù tutte le borse. La nostra piattaforma +500 ha evidenziato questi esiti: Londra -2,5%, Milano -1,7%, Parigi -1,6%, Francoforte -0,9% (vedi qui perché Plus500 è affidabile), preannunciando al contempo un periodo di forti turbolenze nonostante l'elevatissima liquidità in circolazione. Il guaio è che in questo momento chi vuole operare sui mercati ha troppe variabili da dover prendere in esame, molte delle quali non sono tecniche ma geopolitiche.

Il saliscendi della sterlina

Per capirlo basta guardare la stessa giornata di ieri: la sterlina è prima scesa, poi è risalita fino a schizzare a 1,2762 dollari. L'euro è arrivato ai minimi sul pound a 0,8387. Insomma, tanta schizofrenia. E c'è chi è convinto che il percorso da qui all'8 giugno, quando ci saranno le elezioni in Gran Bretagna, non scorrerà liscio come l'olio e porterà tanta volatilità sui mercati finanziari (se amate il trading utilizzate solo broker opzioni binarie autorizzati Consob).

I possibili driver dei mercati

E che dire delle elezioni in Francia? Se a prevalere sarà la leader del Fronte Nationale, Marine Le Pen, i mercati tremeranno per via delle inevitabili tensioni sulla EuroZona.
E cosa farà Donald Trump? Se sul fronte estero ci sono molti dubbi, su quello interno le cose non è che vadano meglio, visto il crescente scetticismo nei suoi riguardi.
Tutti fattori che rendono estremamente instabili i mercati, per la rabbia e l'insofferenza degli investitori.
 

venerdì 14 aprile 2017

Mercati finanziari improntati alla prudenza. Bene lo yen, euro in calo

Si fanno sentire in modo molto forte anche sui mercati finanziari, le tensioni geopolitiche che ci sono a livello internazionale. Gli investitori hanno impostato la modalità "prudenza" di fronte alle notizie che arrivano in questi giorni. Il super ordigno sganciato dagli Stati Uniti in Afghanistan, così come le velate minacce di un attacco preventivo contro postazioni nordocreane, hanno spinto verso il territorio negativo tutti i listini asiatici.

La situazione sui mercati finanziari

mercatiL'indice Nikkei di Tokyo perde ad esempio lo 0,49% e scende a quota 18.335,63. A penalizzarlo è il fatto che gli investitori poco propensi al rischio si sono tuffati sullo yen (bene rifugio) penalizzando così il comparto azionario (si veda in proposito il tema correlazioni trading (effetto catena). Questo anche sulla scia anche della chiusura negativa registrata ieri da Wall Street.

Anche nel valutario la situazione è instabile. L'euro apre in calo poco sopra 1,06 dollari e in questo momento passa di mano a 1,607 dollari (La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,0568, il più basso di lunedì, e resistenza a 1,0679, la piú alta di giovedì). Come detto poco fa, si rafforza ancora lo yen a 115,60.

Lo scenario sulle materie prime

Circa le commodities, il petrolio ha un movimento blando in avvio di giornata. Il Wti con scadenza a maggio viene scambiato a 53,12 dollari al barile, con un aumento dello 0,13%. Il Brent invece segna quota 55,89 dollari.
L'oro invece, complici le tensioni politiche in atto, si avvia a chiudere la settimana di massimi rialzi dall'inizio dell'anno. La quotazione resta infatti su 1288 dollari l'oncia, al top dallo scorso novembre.

Gli eventi in calendario oggi

Oggi in programma non ci sono eventi di grandissimo rilievo. Si attende il dato si marzo sulla bilancia commerciale cinese, mentre nel pomeriggio fari puntati sulle richieste settimanali di sussidio e sui prezzi alla produzioni di marzo.
 

lunedì 27 marzo 2017

Mercati: avvio di settimana negativo per le Borse. La Ferrari corre

Comincia con il segno meno la settimana della Borse europee, che si muovono in scia al risultato negativo di Tokio. A pesare sul sentimento degli investitori è soprattutto la vicenda legata all'ObamaCare, riguardo alla quale c'è stata una brusca ritirata da parte dell'amministrazione Donald Trump e dei repubblicani. La riforma sanitaria che vende realizzata dal ex presidente degli Stati Uniti è riuscita così a respingere l'assalto di Trump, che adesso sa quanto sia complicato riuscire a mettere in atto le sue promesse elettorali, e quanto sia debole la propria posizione.

Borse e petrolio giù, euro in salita sul dollaro

borsaTra le Borse europee inizia malissimo Francoforte, che scende dello 0,71% come Parigi. Male anche Londra, che evidenzia un ribasso dello 0,77%. A Piazza Affari, il FTSE MIB è in frazionale calo calo (-0,53%). Il calo è generale e diffuso, e sono davvero pochi i titoli che hanno spunti positivi.
Tra questi c'è Ferrari, che avanza dell'1,51% grazie alla prima vittoria della stagione al mondiale di Formula 1.
Male i bancari. Unicredit avvia la seduta con -1,74%. In apnea Banco BPM che arretra dello 0,95%. Rosso per Buzzi Unicem (-1,87%).

Mercato valutario e dati macro

Per quel che riguarda il mercato valutario, la moneta europea comincia con un piccolo guadagno nei confronti del biglietto verde (1,06%). Male invece il petrolio con il light sweet crude oil che scambia a 47,55 dollari per barile, perdendo quasi un punto percentuale (calo dello 0,88%).
Riguardo ai dati macro, oggi sono in arrivo delle indicazioni molto interessanti dal IFO della Germania, dove peraltro Angela Merkel ha vinto il primo test elettorale.

mercoledì 22 marzo 2017

Parmalat-Lactalis, l'Opa si rivela un flop. Francesi a casa con solo l'1,1% in più

Non va a buon fine l'OpA (offerta pubblica di acquisto) lanciata da Lactalis su Parmalat. Il gruppo francese infatti non è riuscito ad andare oltre la soglia del 90%. Il tentativo di portare via da Piazza Affari il gruppo fondato da Calisto Tanzi quindi non riesce (ricordiamo che Parmalat fu protagonista di un crac senza precedenti un paio di decenni fa).

L'esito negativo dell'Opa Parmalat-Lactalis

parmalat-lactalisEppure l'operazione sembrava essere "semplice", visto che alla famiglia Besnier (Lactalis) restava soltanto un 2% circa per arrivare alla soglia del 90% (già ne deteneva oltre l'87%).
A frenare la riuscita è stata la presenza di alcuni azionisti di minoranza molto restii ad accettare l'offerta pubblica di acquisto. Ad esempio Amber, che assieme ad altri fondi (GAM e Gabelli), aveva da tempo pronunciato il rifiuto a consegnare le azioni in sui possesso, pari a circa il 6% di capitale.

Il naufragio inatteso

Anche i piccoli azionisti però non è che siano rimasti folgorati dalla proposta di Lactalis. Malgrado un sostenuto apporto in termini di campagne pubblicitarie e il timore di avere tra le mani un titolo non quotato, i piccoli azionisti si sono tenuti i loro titoli e così hanno fatto naufragare la proposta di Lactalis. Quest'ultima si era addirittura spinta ad alzare il prezzo dell’Opa portandola da 2,8 a 3 euro, ed aveva anche allungato i termini dell'operazione, portandola a scadenza oggi. Non è servita a nulla neppure la "consegna" da parte di Norges Bank di un pacchetto Parmalat da 8 milioni di titoli.

Alla fine quello che i francesi di Lactalis sono riusciti a racimolare sul mercato è appena l'1,1% del capitale. Troppo poco per portare via Parmalat dalla Borsa Italiana. Dopo il fallimento dell'Opa, la famiglia Besnier dovrà comunicare se intende rinunciare al raggiungimento della soglia del 90% e arrotondare comunque la sua quota.

martedì 21 febbraio 2017

Mercati finanziari troppo vivaci: siamo di fronte a una nuova bolla speculativa?

Ci sono state due grandi sorprese nel corso del 2016: l'elezione di Trump che 24 ore prima del voto nessuno si sarebbe mai aspettato, ma soprattutto la reazione dei mercati finanziari all'ascesa del tycoon alla Casa Bianca. Si disse che gli investitori avrebbero preso malissimo una elezione di Trump, dal momento che avrebbe rappresentato un elemento di turbolenza finanziaria. E invece dei forti ribassi sui mercati azionari previsti dagli analisti non c'è stata l'ombra.

La situazione dei mercati finanziari

dollaroSe c'è un settore dove Trump invece ha inciso parecchio al ribasso è stato quello del mercato obbligazionario, il cui valore globale si è sgonfiato di 2mila miliardi di dollari.
Al contrario, le Borse hanno viaggiato a gonfie vele, continuando a gonfiarsi giorno dopo giorno. Da una capitalizzazione globale di 64mila miliardi si è passati ai circa 70mila miliardi di oggi. Sembra poco, ma riflettete su un dato: 6mila miliardi equivalgono al Pil di Germania e Italia messi insieme.

Oggi come oggi Wall Street viaggia sui massimi di tutti i tempi, tanto che molti esperti si chiedono se non si stiano creando i presupposti per un'altra bolla finanziaria (una spia sarebbe il contemporaneo aumento sia del bene rifugio oro che la salita delle Borse).

Le promesse che ha fatto Trump

In realtà una spiegazione a questi "fenomeni" c'è. Le promesse di Trump  su stimoli fiscali alle imprese, deregulation per le banche, inflazione sostenuta stanno appagando la brama degli investitori che continuano a comprare i titoli a Wall Street, mentre l'oro diventa intrigante in prospettiva perché potrebbe presto salire l'inflazione.

Al tempo stesso l'investimento azionario è preferito a quello in bond, perché questi ultimi sono diventati molto rischiosi.
Al di là di tutto, però, il nodo cruciale del problema è uno solo: Trump manterrà le sue promesse? Se così non fosse, allora gli investitori potrebbero fare marcia indietro, con effetti molto pesanti.