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giovedì 25 maggio 2023

BCE, nessun dubbio per Lagarde: la priorità assoluta è far scendere l'inflazione

Il fulcro dei pensieri della BCE è sempre e soltanto l'inflazione. Bisogna farla scendere in modo tempestivo, riportandola verso il livello obiettivo del 2%. Lo ha ribadito il numero uno della Eurotower, Christine Lagarde, aprendo le celebrazioni dei 25 anni della Banca centrale, che venne fondata il 1° giugno 1998 per preparare l’introduzione dell’euro.

Le parole di Lagarde sull'inflazione

inflazione bceLa presidente dell'istituto si dice comunque convinta che ogni sforzo verrà premiato: "Riporteremo l'inflazione tempestivamente verso il nostro obiettivo di medio termine. E lo faremo".  

Bisogna farlo perché l'inflazione erode il valore del denaro, riduce il potere di acquisto e colpisce i cittadini e le imprese di tutta l’area dell’euro, in particolare i membri più vulnerabili della nostra società.

La BCE e l'instabilità

Tuttavia, Lagarde afferma che il compito della BCE non solo non è facile, ma si è arricchito col tempo di ulteriori complicazioni, e che "le sfide da affrontare saranno più numerose". Secondo Lagarde il problema è la continua instabilità del mondo, sotto diversi punti di vista. Quello geopolitico, quello tecnologico, quello energetico (per via della minaccia causata dai cambiamenti climatici). Ma è proprio in questo mondo di incertezze che la Bce rappresenta "un’ancora affidabile di stabilità".

Ma per renderla forte serve uno sforzo costante da parte di tutti i leader, che dovrebbero ricordarsi anche che fare parte di una unione monetaria non è stato solo un traguardo raggiunto, ma anche la base per una unificazione sempre più forte e su vari livelli.

L'euro

A proposito di euro, la numero uno della Banca centrale europea ha voluto sottolineare come proprio la moneta unica ha protetto alcuni Stati da alcune crisi. "Le stime degli esperti della Bce suggeriscono che, se la moneta unica non fosse stata introdotta, il deprezzamento delle valute di alcuni Paesi dell'area dell'euro nei confronti del dollaro statunitense avrebbe potuto essere fino al 14% superiore durante la crisi finanziaria mondiale e fino al 10% durante la pandemia".

venerdì 8 gennaio 2021

Euro rallenta il passo, pesano i timori economici connessi al Covid

Dopo aver vissuto un inizio di anno di corsa, l'euro sta adesso rallentando il passo. L'euforia degli ultimi tempi - innescata in verità più che altro da un dollaro assai debole - sta lasciando il posto a una maggiore cautela.

Cosa sta muovendo l'euro

A pesare sull'euro ci sono anzitutto le preoccupazioni per l'aumento dei casi di COVID-19 nel continente, dove il numero di contagi ha superato i 25 milioni. Questo ha indotto quasi tutti i governi a prendere provvedimenti. La Germania è in lockdown, in Gran Bretagna si è raggiunto il picco dei decessi, altri paesi stanno estendendo nel tempo le misure più o meno forti di restrizione. Inoltre il ritmo della campagna di vaccinazioni è meno intenso di quanto si sperasse.
Tutto ciò inevitabilmente si ripercuote sull'economia del Vecchio Continente.

La BCE

La BCE ieri ha poi fornito un quadro economico che ha spento molti entusiasmi. Secondo l'ultimo bollettino della Eurotower, ci vorrà tempo per assistere ad una ripresa convincente, e inoltre gli indicatori economici evidenziano una contrazione economica del quarto trimestre. A tal proposito va evidenziato come l'indicatore di fiducia dei servizi nell'Area Euro è sceso di 0,3 punti a -17,4 a dicembre 2020, ben al di sotto delle aspettative di mercato di -15,0. Inoltre i prezzi al consumo nell'Area Euro sono scesi dello 0,3% su base annua a dicembre del 2020, lo stesso di ciascuno dei tre mesi precedenti e rispetto alle previsioni di mercato di un calo dello 0,2%.

La banca centrale ha affermato che servirà tempo per tornare alla normalità. Tutto questo non fa certo bene all'andamento dell'euro.

Nota: quando si vogliono fare negoziazioni sul mercato delle valute, bisogna prima conoscere il forex pip significato.

Cambio e dollaro

La valuta unica sta così estendendo le perdite per scambiare intorno a $ 1,22, allontanandosi ulteriormente dal massimo di due anni e mezzo di mercoledì di $ 1,234. Il cambio con il biglietto verde ha disegnato una candela hammer trading analisi tecnica. Si sente anche il peso delle vicende americane, perché l'assalto dei Trumpisti a Capitol Hill ha congelato l'appetito al rischio degli investitori, spingendo così i rifugi (come il dollaro).

giovedì 3 dicembre 2020

Euro in rally: raggiunge il massimo da aprile 2018 contro il dollaro. E l'Index scende sotto 91

Continua a correre forte l'euro, che si spinge su livelli che non si vedevano da oltre due anni e mezzo rispetto al dollaro americano. Il cambio è venuto fuori da quella congestione che durava da parecchio tempo, rompendo i precedenti massimi del 9 novembre e poi quelli dell'1 settembre in area 1,20, allungando poi ulteriormente il passo.

Driver dell'euro e debolezza del dollaro

Il cambio EurUsd ha infatti toccato 1,2139, come non succedeva da aprile 2018. Poi in seguito ha ripiegato verso 1,212. La corsa dell'euro è aiutata dal momento di forte debolezza del dollaro. Il biglietto verde sta pagando il clima di propensione al rischio innescato dalle novità riguardo ai vaccini anti-Covid, ma anche i segnali di progresso verso un programma di stimolo fiscale degli Stati Uniti. Martedì è stato presentato un piano bipartisan da 908 miliardi di dollari, e il presidente della FED Jerome Powell ha rimarcato ieri la necessità di sostegni all'economia Usa.

Index sotto pressione

Questi fattori hanno spinto al ribasso il Dollar Index - che misura l'andamento del greenback rispetto a un paniere di valute principali - al di sotto di 91 per la prima volta dall'aprile del 2018 poiché l'interesse per i safe haven, ossia i beni rifugio, è diminuita ulteriormente negli ultimi tempi. Allo stesso tempo, i bassi tassi di interesse e le preoccupazioni per l'aumento dei livelli di debito negli Stati Uniti lasciano spazio a un ulteriore slancio al ribasso. L'index ha oltrepassato anche una delle Onde di Wolfe Wave pattern trading.

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Dati marco zona Euro

Sul fronte marco, i prezzi al consumo dell'Euro Zona sono rimasti in territorio deflazionistico a novembre per il quarto mese consecutivo, mentre l'indagine PMI ha evidenziato un indebolimento dell'economia, come conseguenza delle nuove misure di lockdown. 

In particolare l'indice Pmi composito, che monitora l'attività dei settori servizi e manifatturiero e che misura la fiducia dei direttori degli acquisti, è sceso il mese scorso a 42,7 punti da 49,2 di ottobre, sotto le attese.
L'Indice PMI IHS Markit servizi novembre a 41,7 punti da 46,9 (atteso 41,3). L'IHS Markit Eurozone Composite PMI è stato rivisto leggermente al rialzo a 45,3 nel novembre 2020, da una stima preliminare di 45,1 e rispetto a 50,0 di ottobre, indicando il mese di contrazione più ripido dell'economia del settore privato dell'Eurozona da maggio.

lunedì 20 luglio 2020

Valute, l'euro comincia forte la nuova settimana sui mercati finanziari

La settimana sembra partire con il piede giusto per l'euro sul mercato delle valute. La moneta unica si è mossa sui massimi di 4 mesi contro il dollaro, spinta dalla speranza che questa giornata possa portare nelle novità importanti sul fronte Recovery Fund

Il problema Recovery Fund e le valute

In realtà i colloqui del Consiglio Europeo non hanno ancora sbloccato la situazione. A Bruxelles non si arresta il braccio di ferro sugli aiuti che l'Ue metterà in campo per provare a superare la crisi economica provocata dall'emergenza coronavirus. Al terzo giorno di negoziati e al termine di una lunga giornata di bilaterali rimangono le distanze sui fondi da stanziare. La trattativa a oltranza del vertice Ue sul Recovery fund riprenderà oggi alle 16. Sul tavolo due nuove proposte di Michel: 400 o 390 miliardi di sovvenzioni. Questa soluzione "condurrebbe un maggiore sconto per i Paesi che ne hanno diritto e quella da 390 miliardi un minore sconto", ha detto il nostro premier Conte.

Intanto nelle prime ore di negoziazione settimanale sul fronte delle valute, l'euro ha guadagnato molti forex pips (cosa sono), passando a $ 1,1439, appena sotto un massimo di quattro mesi di $ 1,1452 toccato mercoledì.

Consiglio: prima di fare investimenti imparate a conoscere quanto vale un lotto forex. Se non si hanno le basi del mestiere è inutile avventurarsi nei mercati delle valute.

Il momento del dollaro USD

La debolezza del dollaro è sostanzialmente frutto della propensione al rischio che è rimasta intatta tra gli investitori, che scommettono anche su maggiori stimoli non solo dall'Europa ma anche dagli Stati Uniti.

Al Congresso americano si è cominciato a discutere su un nuovo disegno di legge riguardo agli aiuti per la lotta al coronavirus. I repubblicani vogliono che l'imminente legge sugli aiuti al coronavirus non costi più di $ 1 trilione mentre i principali democratici si sono impegnati a lottare per molto di più - nel raggio di $ 3 trilioni di dollari. Le aspettative di una maggiore spesa pubblica hanno compensato le preoccupazioni sull'aumento dei casi di coronavirus negli Stati Uniti e le paure per il deterioramento delle relazioni USA-Cina. L'indice del dollaro si è attestato a 95.949, vicino al minimo di tre mesi di 95.716 toccato il mese scorso.

venerdì 14 febbraio 2020

Euro sempre più debole sul dollaro, il Coronavirus è stata una mazzata

La fase decisamente calante dell'euro continua senza sosta. Ancora una volta la valuta unica aggiorna i suoi minimi pluriennali contro il biglietto verde, con un bilancio di otto sedute negative sulle ultime nove. Oggi i dati sul Pil della Germania, che vedono crescita zero nel quarto trimestre, non hanno che contribuito a questo clima depresso.

Euro debole, riflesso dell'economia UE

Sulle migliori piattaforme trading forex online si può vedere che la coppia Euro-Dollaro scivola tra 1,0837–1,0838, e gli sforzi per tenersi a galla sembrano inefficaci.

Lo scoppio del coronavirus ha sradicato ogni residua speranza di ripresa economica nell'area dell'euro, visto che la Cina è il principale partner commerciale della Germania. Ragion per cui, l'inevitabile rallentamento della domanda cinese avrà un grave impatto sulle aziende europee, per non parlare delle interruzioni della catena di approvvigionamento. Discorso diverso invece per l'economia americana, che è meglio equipaggiata per resistere a questo shock, visto che le catene di approvvigionamento statunitensi sono giù state riviste durante il periodo della guerra dei dazi. Negli ultimi due anni, c'è stato un costante deterioramento delle previsioni per la crescita dell'economia europea rispetto alle previsioni per la crescita degli Stati Uniti.

Suggerimento: prima di investire online, bisogna conoscere bene tutti gli strumenti. Qui parliamo del trading con medie mobili forex.

Ottimismo o pessimismo?

Nonostante la situazione estremamente sfavorevole per l'euro, gli analisti non perdono la speranza in una sua ripresa a lungo termine. Allo stesso tempo, si aspettano che l'euro sarà in grado di abbandonare i minimi di due anni, anche se non escludono il loro prossimo aggiornamento.
I differenziali dei tassi di interesse tra le due economie sono ancora ampi, e tali dovrebbero rimanere ancora per diverso tempo. Se è vero infatti che la Fed potrebbe tagliare i tassi entro dicembre, è altrettanto vero che si prevede un maggiore stimolo pure da parte della BCE, quindi è improbabile che il carry trade positivo per il dollaro scompaia.

martedì 8 ottobre 2019

Banche e liquidità, il test della BCE evidenzia una situazione solida

Gli ultimi test sulla liquidità delle banche europee condotto dalla BCE, fa emergere un quadro a tinte alterne ma comunque positivo. Circa la metà dei grandi istituti della eurozona infatti riuscirebbe a resistere se si verificasse una situazione di deflusso di liquidità della durata di sei mesi.

I risultati del test sulle banche

Il test, che è stato condotto dalla Bce su 103 istituti bancari, ha ipotizzato una situazione in cui viene congelata la raccolta istituzionale. Una situazione limite quindi, ma comunque assai indicativa dello stato di salute delle eurobanche, che in una situazione del genere potrebbero continuare ad operare soltanto utilizzando il contante e le garanzie reali disponibili, senza finanziarsi sul mercato.

Ebbene i risultati (che confluiranno nel processo annuale Srep) evidenziano una situazione poco solida soltanto per 4 banche, che avrebbero un ‘periodo di sopravvivenza’ inferiore all’orizzonte temporale di sei mesi indicato nello scenario di base del test. Altre 52 banche sopravviverebbero fino a sei mesi, mentre le altre riuscirebbero ad andare anche oltre. La situazione migliore è quella di 26 banche, che potrebbero sopravvivere oltre sei mesi anche in caso di “shock estremo”, ovvero uno scenario che include il declassamento del rating di tre notch e un deflusso dei depositi.

Risultati buoni, con alcune vulnerabilità

Nel comunicato reso noto dalla Bce, si evidenziano i risultati “sostanzialmente positivi” del test, tenuto anche conto del fatto che l’orizzonte temporale di sei mesi che è stato preso come scenario, è più esteso del periodo di 30 giorni per il quale le banche sono tenute a detenere riserve di liquidità sufficiente a superare un periodo di stress. Tuttavia, l'Eurotower ha anche evidenziato delle "vulnerabilità", che richiedano ulteriore attenzione. Si tratta delle brevi scadenze temporali dei flussi di cassa in valuta, dei rischi sui trasferimenti di liquidità infragruppo verso controllate extra-zona euro e delle politiche di gestione delle garanzie reali che le banche potrebbero mobilitare in caso di necessità.

giovedì 26 settembre 2019

Dollaro sui massimi di 28 mesi contro l'euro sui nuovi spiragli nella trade war

Dopo un po' di maretta a seguito delle notizie riguardanti l'indagine di impeachment sul presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il dollaro è rimbalzato con forza toccando il massimo di 28 mesi contro l'euro. A spingere la valuta americana è una nuova ventata di ottimismo su un possibile accordo commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, ma anche la debolezza che attanaglia la valuta unica.

La trade war spinge il dollaro

Il presidente Trump ha alimentato le speranze di un accordo commerciale dicendo ai giornalisti che gli Stati Uniti e la Cina stanno avendo "conversazioni proficue", e che un accordo "potrebbe accadere prima di quanto si pensi". Trump ha aggiunto: "Vogliono disperatamente concludere un accordo. Potrà accadere prima di quanto pensiate. Sapete perchè vogliono fare un accordo? Perché perdono posti di lavoro, la loro catena di approvvigionamento va molto male e le imprese lasciano la Cina per trasferirsi altrove, anche negli Stati Uniti".

Il dollaro è così schizzato verso il suo massimo da metà del 2017 giovedì nei confronti dell'euro. La coppia EURUSD è infatti scesa a 1,0922.

Appunti tecnici: sapere quali sono le medie mobili più usate nel forex può essere molto importante per un trader alle prime armi.

Euro molto debole

Va detto che l'euro ha risentito in modo forte della situazione in seno alla Banca centrale europea. Nella serata di mercoledì, il membro tedesco Sabine Lautenschläger ha scelto di rassegnare le dimissioni dal board della Banca, probabilmente in segno di dissenso verso le politiche dell'istituto. Ricordiamo che pochi giorni fa, Draghi ha annunciato un nuovo programma di quantitative easing, che inizierà il prossimo 1° novembre, per fronteggiare un rallentamento economico della zona Euro, che potrebbe trasformarsi in una vera e propria recessione. L'euro sta quindi vivendo una fase di pesantezza (qui è trattato il tema del cambio euro real brasiliano previsioni).

Nel Bollettino economico reso noto dalla Eurotower, si parla di rischi al ribasso per le prospettive di crescita dell'Eurozona. L'indice viene puntato verso le incertezze connesse a fattori geopolitici, alla crescente minaccia del protezionismo e alla vulnerabilità dei mercati emergenti.

mercoledì 7 agosto 2019

Valuta unica, quanto ci sei costata! Batosta sul reddito degli italiani nel passaggio dalla Lira

Avevamo più di una convinzione che il passaggio dalla Lira all'euro avesse creato un danno a livello di potere di acquisto. Un recente studio tedesco lo conferma attraverso i numeri, evidenziando curiosamente che proprio la Germania è l'unico paese che si è avvantaggiato dell'adozione della valuta unica.

Lo studio sugli effetti della valuta unica


I redditi dei cittadini italiani, ai tempi della Lira stavano messi molto meglio e tra poco diremo quanto. Il Centro per la Politica Europea di Friburgo, ha confezionato un report in occasione del 20esimo anniversario dell'introduzione dell'Euro (1 gennaio 1999). La ricerca dimostra che il bilancio tra guadagni e perdite è in passivo per tutti i paesi, ad eccezione della Germania.

Il passaggio alla valuta unica ha consentito ai redditi tedeschi un incremento di ben 23mila euro. Spalmato su tutto il paese, il guadagno diventa di 1.900.000.000 euro. Guadagni maggiori significano anche consumi maggiori, cosa importantissima per l'economia.

Il danno per l'Italia


Dall'altro lato della classifica, in coda troviamo l'Italia. Il cittadino del Belpaese è quello che ha perso di più per via dell'introduzione della valuta unica. Ha così ragione chi dice che con la Lira gli italiani stavano meglio. Infatti in base al su citato report, ogni italiano ha perso l'equivalente di 150 milioni di lire dal 1999 ad oggi. La perdita complessiva a livello nazionale è stata di 4,3 miliardi di euro. In altre parole, circa 10.000 miliardi delle vecchie lire. Una batosta. Molti altri paesi hanno subito lo stesso contraccolpo. I più colpiti come noi, sono stati Francia e Portogallo.

Attenzioni però a giungere ad una conclusione ovvia e frettolosa, ovvero che uscire dall'euro sarebbe la soluzione. Non è così, non più. Allo stato attuale, tornare indietro sarebbe un disastro ancora peggiore. In poche parole il danno che fu fatto all'epoca non è più rimediabile, è parte di noi e della nostra storia.

lunedì 5 agosto 2019

Mercati finanziari, settimana povera di spunti macro. Occhio vigile sulle questioni geopolitiche

Dopo i fuochi d'artificio della settimana scorsa, quella che è appena cominciata fa partire quella fase blanda dei mercati finanziari che caratterizza il periodo vacanziero di agosto.

Eventi clou per i mercati finanziari

Per il dollaro USD, sul fronte macro si prospetta una settimana relativamente stabile. I mercati finanziari osserveranno i dati macro per riuscire ad avere indicazioni maggiori sulle prossime mosse della FED. Come si può vedere sul calendario economico dei migliori siti per fare trading online, si comincia con i dati PMI ISM in uscita lunedì. Escludendo eventuali deviazioni sostanziali rispetto alle previsioni, il PMI del settore dei servizi sarà probabilmente poco importante per i trader. Un minimo impatto l'avranno pure i dati sulle richieste di indennità di disoccupazione, mentre un interesse maggiore ci sarà per i dati sull'inflazione all'ingrosso in uscita venerdì.

Per il dollaro saranno comunque le situazioni geopolitiche a imprimere la direzione, più che i numeri. La questione della guerra commerciale con la Cina e la tensione con l'Iran rimarranno gli eventi più monitorati su scala globale.

Euro, sterlina e mercati finanziari

Se per il dollaro non sono previsti grossi spunti macro, per l'euro invece le cose andranno diversamente. In questo casi i mercati finanziari hanno diversi spunti di interesse. I dati sul PMI del settore dei servizi saranno importanti, dopo che il settore manifatturiero dell'Eurozona ha evidenziato una contrazione. Attesi anche i report sulla produzione industriale (mercoledì) e i dati commerciali (venerdì). Inoltre la BCE pubblicherà il suo bollettino economico giovedì. Possiamo aspettarci che l'EUR sia sensibile al suo contenuto. Ricordiamo che la coppia EUR-USD ha chiuso la settimana in calo dello 0,18% a $ 1,1108.



Occhio anche alla sterlina, interessata dal PMI del settore dei servizi di luglio, dalle vendite al dettaglio BRC, dai dati sul PIL del 2° trimestre, dai numeri di produzione manifatturiera. Al di fuori dei numeri, qualsiasi novità sulla Brexit dovrà essere attentamente monitorata dai mercati finanziari, perché è questo il driver chiave a breve termine. I migliori segnali forex migliori gratis affidabili continuano a puntare sull'ulteriore deprezzamento della valuta britannica, che ha chiuso la settimana in calo dell'1,79% contro il dollaro, a quota 1,2162.

giovedì 25 luglio 2019

Borsa di Milano, guizzo sul gong. Euro ancora in calo sul dollaro

Volumi contenuti e un andamento che oscilla tra denaro e lettera: ecco la giornata povera di spunti della Borsa di Milano, che già si sta calando nel clima da vacanza estiva.

Guizzo finale della Borsa di Milano

Alla fine Piazza Affari ha chiuso in lieve rialzo, grazie ad una accelerata nel finale di seduta. Il FTSE MIB ha terminato a +0,57%, il FTSE Italia All-Share a +0,55%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,46%, il FTSE Italia STAR a +0,10%. Se la Borsa di Milano ha piazzato uno sprint sul finale, le principali piazze europee si sono mosse in ordine sparso, con gli indici Pmi del manifatturiero in calo.

I singoli titoli

Alla Borsa di Milano sono stati deboli i titoli bancari, che hanno accusato il tonfo di Deutsche Bank che è scivolata di 1,96% dopo i risultati del secondo trimestre che hanno registrato una perdita superiore alle attese. Diversi operatori hanno adottato una strategia breakout trading pullback. Unicredit cede lo 0,3%, l'altra big Intesa Sanpaolo invece chiude piatta. Male Bper e Ubi, che chiudono in calo di 2,54% e 1,82%.
Sono proseguiti gli acquisti su STM che ha guadagnato il 3,53% all’interno di un comparto high tech europeo ben comprato, sulla scia dei risultati di Texas Instruments con ricavi migliori delle attese nel secondo trimestre. Raccolti i titoli del settore petrolifero. Bene Tenaris (+2,99%) e Saipem (+2,3%).

Dalla Borsa alla valuta

Sul fronte valutario invece, l'euro è sceso ai minimi da due mesi contro il dollaro, a causa dei dati macro deboli che hanno alimentato le aspettative che la Bce si impegni in un allentamento aggressivo della politica monetaria già nel meeting di giovedì. L’euro ha lasciato sul terreno il 2% del suo valore questo mese, e i segnali forex affidabili gratis continuano a puntare sulla debolezza della valuta unica.

Cala anche il dollar index, dopo aver guadagnato per tre sedute consecutive, in vista della riunione della Fed in programma la prossima settimana. Pesa anche la stima flash dell'indice PMI manifatturiero di luglio negli USA, che si è attestata a 50 punti dai 50,6 punti di giugno, sul livello più basso da settembre 2009.

giovedì 23 maggio 2019

FED si conferma cauta: dollari in ascesa sui problemi dell'euro

L'approccio cauto della Federal Reserve è stato confermato dai verbali dell'ultimo meeting di politica monetaria. I membri del comitato (FOMC) hanno quindi sposato la linea attendista disegnata dal governatore della FED Jerome Powell che aveva rimandato ogni decisione su una possibile stretta dei tassi di interesse.

FED paziente sui tassi

L'approccio paziente sui tassi di interesse è giudicato "appropriato", segno che il costo del denaro è destinato a restare invariato per un po' anche se l'economia migliora. Secondo quanto scritto nei verbali dell’ultimo meeting della banca centrale Usa, che ha confermato il costo del denaro al 2,25-2,5%, molti membri del Fomc hanno sostenuto che un tale approccio “resterà probabilmente appropriato per un po’.

Nel corso delle settimane passate, il governatore Powell aveva deluso gli investitori che, a fronte di un’inflazione debole, avevano sperato in un taglio dei tassi nell’anno in corso. La Fed sembra essere a suo agio nell’aspettare e vedere come andrà in dato. A suggerire questo approccio cauto è il contesto di crescita economica moderata, anche se la FED ritiene che le condizioni economiche e finanziarie globali stiano migliorando. Va detto però che le valutazioni della FED non tengono conto della nuova stretta sui dazi decisa dall'amministrazione Trump su 200 miliardi di dollari di prodotti cinesi. I banchieri avvertono, infatti, che la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina "potrebbe avere effetti negativi significativi sulla crescita economica statunitense".

Consiglio: oltre agli strumenti per il trading, studiate anche i loro settaggi migliori. Qui si parla ad esempio del settaggio Stocastico 5 3 3 o 20 5 5.

L'inflazione resta l'osservato speciale

L’attenzione della banca centrale americana si è focalizzata in particolare sulla recente debolezza dell’inflazione, che però è considerata solo temporanea e non modificherà le decisioni di politica monetaria. La misura preferita dalla Fed dell’inflazione, il Pce core, è salito dell’1,6% a marzo rispetto a un anno prima, meno del +1,8% registrato a gennaio e del +2% registrato a dicembre.

Sul fronte valutario, se le minute del FOMC non avevano scosso più di tanto gli investitori, lo hanno fatto invece i deboli dati macro europei. La coppia EUR / USD (con formazione di rettangoli trading forex) sta testando nuovi minimi di più settimane a 1.1130.

giovedì 2 maggio 2019

Franco svizzero più debole, il cambio con l'euro si aggira sui minimi di 3 mesi

Il clima di maggiore serenità che si respira sui mercati da qualche settimana, ha finito per aumentare l'appetito al rischio degli investitori, e quindi indebolire la posizione dei beni rifugio come il franco svizzero. La valuta elvetica si aggira infatti attorno ai minimi di 3 mesi nei confronti dell'euro.

Franco svizzero sui minimi di 3 mesi

Le prospettive meno fosche riguardo alla guerra commerciale tra USA e Cina e i dati macro più confortanti in arrivo dall'Eurozona, hanno creato un clima più sereno sulle piazze finanziarie. Se andiamo a esaminare le operazioni poste in essere dai manager del risparmio gestito, si può vedere come essi abbiano aumentato il numero dei contratti “net short”, ossia delle posizioni ribassiste sul franco, fino a toccare livelli che non si vedevano da 13 anni a questa parte.

Il cambio dell'euro contro il franco svizzero nel frattempo è salito nella seconda metà di aprile a 1,14, ovvero al livello più debole da 3 mesi, con formazione di pattern pennant trading. Se allarghiamo l'orizzonte a tutto il 2019, il rialzo dell'euro contro il franco è del 4,6%. Le prospettive future non fanno intravedere segnali di ripresa da parte della valute elvetica, a meno che non ci siano nuovi shock (Brexit?).

Consiglio: prima di operare sulle valute, cercate di approfondire il tema trading online recensioni dei broker e opinioni.

Cosa fa la banca centrale

Nel frattempo la banca centrale svizzera ha abbassato le previsioni sull'inflazione, portandole allo 0,3%. Anche per questo, nonostante una crescita ancora molto solida, la SNB non intende alzare i tassi, fermi al minimo storico del -0,75%. Almeno finché una mossa analoga non verrà fatta dalla BCE, il governatore Thomas Jordan non intende muoversi. Il rischio infatti è quello di innescare un afflusso di capitali, con conseguente aumento del tasso di cambio e un rischio di penalizzare le esportazioni. In sostanza un cambio pi debole va benissimo all'istituto centrale.

Va rimarcato però in proposito che nel corso dell'ultimo periodo, proprio a causa del calo del franco contro l'euro, la BNS non starebbe più intervenendo sul mercato dei cambi. Evidentemente non lo ritiene più necessario come qualche tempo fa.

lunedì 18 marzo 2019

Euro ancora invischiato in uno stretto range contro il dollaro

Settimana scorsa l'euro è rimasto sostanzialmente immutata rispetto al dollaro americano, confinato in un range dove ormai oscilla da diversi mesi.

La situazione economica della Eurozona

A livello di dati macroeconomici, ci sono state letture più incoraggianti del previsto, che hanno allontanato dall'euro zona gli spettri di una nuova recessione. L'inflazione è cresciuta dell'1,5% a febbraio su base annua, contro il precedente + 1,4%, mentre l’inflazione core è passata dal + 1,1% al + 1,0%. La produzione industriale è finalmente rimbalzata. Dall'altra parte dell'oceano invece i dati a stelle e strisce sono invece stati peggiori delle previsioni, a confermare che pure l'economia americana vive un momento di frenata. Sono infatti stati evidenziati una contrazione delle vendite al dettaglio e anche un mercato del lavoro che inizia a rallentare. Qualche sorpresa positiva è giunta invece dagli ordini all’industria e dalla fiducia dei consumatori.

Bisogna ricordare che nell'ultimo meeting di politica monetaria, la BCE ha posticipato a fine anno, invece che dalla fine dell’estate, il primo rialzo dei tassi dal 2011 (oltre ad annunciare nuove aste di liquidità TLTRO III). Una inversione a U che ha sorpreso gli analisti, ma che prima o dopo sembrava inevitabile visto il rallentamento della crescita dell’eurozona e che l'inflazione continua ad essere molto lontana dal target del 2,0%. La FED invece dovrebbe limitare i suoi ritocchi al costo del denaro ad un solo intervento nel 2019, dopo l'incremento di 25 punti base deciso a dicembre.

Suggerimento: per fare investimenti online in modo efficace, occorre anzitutto prendere un elenco broker autorizzati Consob e scegliere il migliore per le proprie esigenze.

L'andamento dell'euro e gli eventi macro

Come detto, settimana scorsa l’euro ha chiuso pressoché invariato contro il dollaro, intorno a 1,1329, dopo un recupero proprio nella seconda parte della settimana. Gli ostacoli tecnici per un rialzo sono a 1,1370 e successivamente a 1,1400. Solamente oltre questa quota si potrebbe manifestare una vera dimostrazione di forza della valuta unica, e potremmo avere segnali di trading gratis sicuri al rialzo.

Nei prossimi giorni dal Vecchio Continente si attende un test importante. Venerdì infatti saranno comunicati da Markit gli indici Pmi del settore manifatturiero e dei servizi, che sono il termometro dell’attività aziendale. Giovedì 21, invece, sarà pubblicato il bollettino economico della Banca centrale europea.

mercoledì 5 dicembre 2018

Capitali italiani in fuga: la Svizzera è la meta preferita

La prolungata incertezza che si respira sui mercati internazionali sta spingendo i capitali italiani verso la Svizzera, ritenuto porto sicuro da sempre. E' questo lo scenario evidenizato da diversi asset manager e adviser finanziari operanti nel nostro paese.

Capitali in viaggio

Lo slancio alla fuga di capitali verso il paese elvetico s'è avuta con il crescere della tensione tra Roma e Bruxelles sulla questione della manovra di bilancio italiana. Questo clima ha gettato delle ombre sui risparmiatori, spingendo molti di loro a guardare a destinazioni alternative per il proprio capitale. I più solerti a intraprendere questa fuga sono quelli che hanno visto, sin dall'estate, il concreto rischio che l'Italia possa abbandonare l’area dell’euro. Si tratta soprattutto di investitori dell’Italia settentrionale, che hanno fatto il breve viaggio per trasferire denaro nelle banche svizzere e poi convertirlo in franchi. Molti di loro rivedono lo scenario vissuto già nel 1992, quando il Governo Amato impose un prelievo forzoso una tantum su risparmi e conti corrente.

I dati della BRI

La tendenza è confermata dai dati della BRI (banca dei regolamenti internazionali). Essi evidenziano come gli istituti svizzeri abbiano beneficiato di massicci afflussi di capitale da clienti privati e aziende italiani: nei 9 mesi precedenti fino a giugno scorso, questi flussi erano aumentati del 5%, a 13,68 miliardi di dollari. Sebbene i dati del terzo trimestre del 2018 non siano ancora disponibili, molti banchieri sottolineano che il trend non solo è rimasto vivace, ma addirittura potrebbe essersi rafforzato.

Oltre ad un aumento di coloro che il grande passo l'hanno già fatto, c'è stato un incremento anche del numero di italiani che ha chiesto informazioni su come aprire un conto, su come investire e sule alternative all’euro o ai bond italiani”. Molti investitori italiani cercano quindi una exit strategy garantita se le cose dovessero peggiorare. Anche se molti ignorano che l'unico vero modo sarebbe quelli di spostare la propria residenza all'estero.

lunedì 22 ottobre 2018

Moneta Unica, l'addio dell'Italia aprirebbe uno scenario cupo

Le forti tensioni tra Roma e Bruxelles hanno fatto riemergere con vigore il rischio di una Italexit, ovvero dell'uscita del nostro paese dalla moneta unica. Ipotesi peraltro resa un po' più concreta dall’ultimo declassamento di Moody’s, che ha abbassato il rating italiano a Baa3 (lo stesso livello di Ungheria e Romania e l’ultimo gradino prima del livello spazzatura).

L'addio alla moneta unica

Anche se l'uscita dalla moneta unica rimane molto improbabile, sta comunque spingendo molti risparmiatori italiani a spostare i loro capitali all’estero. Il motivo? Se dovesse mai esserci, sarebbero proprio i cittadini a pagare il conto più salato. Anche gli investitori stranieri stanno abbandonando l’Italia. Secondo il Financial Times, soltanto durante il mese di agosto c'è stata una fuga di capitali dall'Italia per 18 miliardi di euro.

Se l’Italia dovesse un giorno giungere davvero all'addio della moneta unica, si tornerebbe alla lira. Bankitalia riprenderebbe sovranità monetaria e presumibilmente il Tesoro potrebbe tornare a stampare moneta, inflazionando il debito e svalutando la moneta allo scopo di ridurre il proprio debito in lire. Tuttavia, questo meccanismo finirà per renderci tutti più poveri, e anche se una bella fetta del debito si ridurrà perché convertibile in Lira, l'altra fetta sarà in moneta forte (euro). In più la Banca d’Italia dovrà rimborsare in tempi rapidi i consistenti debiti contratti in questi anni con la Bce, che non concederà certo sconti e dilazioni. Al quadro dovrà aggiungersi anche il probabile assalto della gente alle banche per ritirare i propri risparmi, un po’ come successo in Grecia nel 2015. Il settore bancario sarebbe sottoposto a fortissime pressioni.

Più incerti, ma comunque negativo, l'effetto sull'inflazione. Tornare alla Lira probabilmente la renderà instabile e imprevedibile, e questa incertezza finirebbe per penalizzare gli investimenti e in definitiva la produzione di reddito a livello nazionale. Il Paese, in sintesi, rallenterebbe la sua crescita.

Non sarà come la Brexit

A chi fa paragoni con quanto accade nel Regno Unito, bisogna ricordare che gli inglesi non hanno mai fatto parte dell’unione monetaria. Hanno sempre conservato la loro valuta e la loro autonomia in tema di politica monetaria. E la cosa cambia drasticamente lo scenario. Per non parlare del fatto che la rottura con la UE potrebbe creare un terremoto politico e sociale, con il rischio di spianare la strada a governi autoritari che promettono di fermare l’instabilità.

lunedì 9 luglio 2018

Yuan ed euro cominciano la settimana con lo sprint giusto

Partenza positiva per lo Yuan ed Euro contro il dollaro. La valuta orientale è rimbalzata allontanandosi dai minimi di giugno, mentre la moneta unica ha toccato il livello più alto dal lunedì 14 giugno. La spinta è arrivata dalla ritrovata propensione al rischio sui mercati, dopo la lettura dei dati sui posti di lavoro degli Stati Uniti e le prove che le tensioni commerciali non hanno ancora intaccato lo slancio economico.

Per il momento quindi l'escalation della tensione tra Stati Uniti e la Cina incide meno sulle scelte di trading rispetto ai dati economici. Anche i numeri che mostrano un salutare aumento delle esportazioni tedesche hanno stimolato i mercati.

Andamento di Yuan ed Euro

Come detto, l'ampia propensione al rischio ha spinto verso forti guadagni la valuta cinese. Lo yuan è salito nei mercati offshore a 6,6292 contro il dollaro (CNH), più lontano dai minimi toccati a giugno (mese di gravissimo calo). La valuta cinese ha guadagnato anche sulla scia dei dati che hanno mostrato l'aumento delle riserve valutarie a giugno. Anche gli indici dei mercati azionari di riferimento in Cina hanno registrato dei guadagni.

Consiglio: prima di fare trading sui contratti per differenza, studiate bene i migliori broker CFD cosa sono e come funzionano

L'euro nel frattempo è salito dello 0,3% a $ 1,1779, ovvero al livello più elevato dal 14 giugno. L'indice del dollaro contro un paniere di sei valute principali (DXY) è sceso dello 0,2 percento a 93,899. Chi fa trading con medie mobili troverà degli spunti di riflessione interessanti. Venerdì aveva perso quasi lo 0,5% e ha toccato il livello più basso dal 14 giugno, dopo i dati sulle retribuzioni degli Stati Uniti. Questi hanno mostrato un incremento di soli cinque centesimi, evidenziando moderate pressioni inflazionistiche che hanno intaccato le aspettative che la Federal Reserve alzerà i tassi per un totale di quattro volte nel 2018.

giovedì 31 maggio 2018

Mercati, torna la propensione al rischio e l'euro respira

Dopo aver vissuto diversi giorni in preda a gravi timori, sui mercati è tornata un po' di avversione al rischio. La questione politica che riguarda soprattutto l'Italia (ma anche la Spagna) però è tutt'altro che risolta. Il mercato valutario continua a essere in balia degli sviluppi di natura politica, che portandosi dietro un elevato rischio contagio per la zona Euro inevitabilmente penalizzano la valuta unica.

L'euro si rialza sui mercati


Come detto, oggi la profonda crisi dell'euro ha conosciuto una pausa. Gli ultimi sviluppi in Italia, con il ritorno in campo dell'opzione di un governo M5S-Lega per evitare un ritorno immediato alle urne, stanno contribuendo a rasserenare i mercati. Gli investitori hanno fatto infatti un passo indietro e la coppia EUR/USD ha guadagnato terreno riportandosi oltre quota 1,16. Martedì era addirittura scivolato verso 1.1510, ovvero il livello più basso da luglio 2017. Gli analisti dei migliori siti di trading online autorizzati parlano però solo di temporanea tregua, perché lo scenario rimane ribassista.

L'avversione al rischio nei giorni scorsi ha chiaramente spinto i trader verso i beni rifugio. Hanno quindi messo le ali franco svizzero e yen. L’EUR/CHF era sceso fino a un minimo di 1,1368 per poi rimbalzare a 1,1439 e quindi ritornare oltre quota 1.15 nella giornata di mercoledì. Anche l'Euro-Yen è tornato sopra 126 (+0,45%), dopo essere caduto nei giorni scorsi. Chi vuole fare trading postepay paypal eToro Plus500, però dovrebbe considerare questi rimbalzi sui mercati come fisiologici o di consolidamento, evitando di andare contro un trend di breve che in questo momento pare molto deciso.

Bisognerà ancora monitorare con attenzione la situazione politica italiana. Da lì dipenderà il destino futuro dei capitali, che hanno iniziato a volare verso i lidi da sempre ritenuti sicuri. L'ultimo miglioramento quindi potrebbe essere solo un meccanismo di ricopertura, anche perchè le cose sul fronte politico non sembrano essere cambiate di molto.

lunedì 14 maggio 2018

PIL tema caldo della settimana. Ecco i market mover del mercato valutario

Sarà una settimana intensa per i mercati. Mentre in Borsa i riflettori sono puntati sulla fine della stagione delle trimestrali, nel mercato valutario ci sono tanti spunti di interesse che potrebbero incidere sull'andamento delle coppie più scambiate. Il tema più caldo sarà quello del PIL - Prodotto Interno Lordo, protagonista settimanale sul tavolo delle discussioni di questa settimana.

Eurozona e il PIL

Per quanto riguarda l'area euro, le stime per il 1° trimestre dovrebbero confermare il rallentamento della crescita economica dell’Eurozona a 0,4% t/t da un precedente 0,7% t/t. I dati saranno guardati con interesse soprattutto perché si vuole capire se tale rallentamento della crescita economica sia dovuto o meno a fattori temporanei. Va però sottolineato che se anche la dinamica trimestrale del PIL dovesse assestarsi verso quota 0,4%, comunque per l'Eurozona si tratterebbe di una crescita al di sopra del potenziale. Chiaramente tutto questo servirà a dare conferma se dal bottom di 2 giorni fa a ridosso di quota 1,182, il cross Eur-Usd potrebbe davvero aver invertito la rotta oppure si tratta di una occasione per adottare la strategia swing trading forex.

A livello nazionale, i trader guarderanno soprattutto ai dati relativi al Pil tedesco. Secondo la prima stima dovrebbe mostrare un PIL in crescita di 0,4% t/t da un precedente 0,6% t/t. Saranno molto interessanti anche i dati relativi agli indici di fiducia dello ZEW, che è visto in recupero di due punti a -6,0 dopo mesi di continui cali.

Consiglio: se volete fare trading sulle valute, prima imparate bene come e quale broker scegliere in base alle vostre esigenze.

Dati macro USA

Per quanto riguarda invece gli USA, la settimana presenta diversi dati appuntamento interessanti per i trader. Saranno infatti resi noti i risultati delle prime indagini del settore manifatturiero (martedì), che dovrebbero rimanere positive e stabili sui livelli visti ad aprile. La produzione industriale (mercoledì) e le vendite al dettaglio (in uscita martedì) dovrebbero invece registrare variazioni solide, e i cantieri residenziali dovrebbero essere in rialzo moderato.

domenica 29 aprile 2018

Il rialzo del Dollaro è una manna per l’export UE. A patto che duri a lungo...

La risalita del dollaro contro l'euro è una vera e propria manna per gli esportatori europei, per i quali la forza della valuta comunitaria lo scorso anno è stato un incubo. L'indebolimento del cambio Euro-Dollaro è stato repentino e forte. Si è passati da 1,2374 del 18 aprile al minimo di 1,2056 toccato venerdì pomeriggio. Il cambio più basso chiaramente dovrebbe creare un vantaggio competitivo ai settori che esportano. Ma siccome i benefici di questa situazione si possono vedere solo nel lungo termine, è necessario che.questo stato di cose vada avanti...

Il mercato fa una inversione netta


Eppure fino a qualche giorno fa in molti avrebbero scommesso sulla situazione opposta. Non a caso i dati di Bank of America dimostrano che la view ribassista sul dollaro era la seconda più gettonata speculazione sui mercati finanziari. Allo stesso tempo Cftc segnalava valori minimi record circa la speculazione rialzista sull’euro attraverso i future.

Poi però la crescita dei rendimenti dei titoli di Stato Usa decennali, salito oltre il 3%, ha stravolto le previsioni e generato un improvviso afflusso di capitali verso il mercato americano. Contemporaneamente il dollaro è rincarato rispetto all'euro. Così molti investitori che speculavano al ribasso sul biglietto verde si sono trovati spiazzati e hanno dovuto correre ai ripari. Comprando dollari. Ma durerà?

Le prospettive dell'euro-dollaro


Secondo molti questo andamento così fortemente ribassista denota una componente speculativa molto solida. E di solito la speculazione è di breve periodo. Del resto a guardare i fondamentali economici bisognerebbe andare dalla parte opposta, ovvero puntare sull'euro. La UE cresce infatti, mentre l’economia Usa potrebbe ancora surriscaldarsi. E se è vero che la FED è prossima a ritoccare ancora i tassi, è altrettanto vero che prima o dopo comincerà a farlo pure la BCE, che non ha neppure cominciato il suo percorso di normalizzazione. Motivi validi quindi per ritenere che l’euro tornerà ad apprezzarsi. Quindi cosa fare?

mercoledì 25 aprile 2018

Dollaro in rally dopo il rialzo dei Treasury

Dalla seconda metà della scorsa settimana, il dollaro ha cominciato una fase di intenso recupero nei confronti dell'euro. Questo movimenti discendente del cross euro-dollaro ha portato la coppia a perdere oltre due figure. Va detto che lo stesso recupero il dollaro lo ha piazzato anche nei confronti dello yen giapponese.

L'euro-dollaro, dopo aver tentato di riconquistare la soglia di 1,24, ha cominciato un forte trend ribassista che lo ha portato anche a intaccare la soglia di 1,22, sui minimi da inizio marzo. Dopo aver visto la classifica migliori piattaforme di trading online, basta aprirne una qualunque per verificare questa situazione. Un percorso ribassista che sta continuando anche dopo la diffusione dell'indice IFO in Germania (in calo).

Lo sprint del dollaro

Il recupero del dollaro è stato innescato dal rialzo dei rendimenti Treasuries Usa, che sono giunti vicinissimi alla soglia del 3%. Questo livello viene ritenuto una sorta di spartiacque, che nel caso in cui fosse superato potrebbe creare un grosso problema alle economie emergenti, quelle che sono più vulnerabili ai rialzi del biglietto verde. La forza di quest'ultimo, testimoniata dal Dollar Index, è in crescita viusto che ha superato la forte resistenza a ridosso dei 90,6 e ora viaggia appena oltre area 91.

Se volessimo adottare una strategia MACD RSI (guida esempi) dovremmo monitorare con molta attenzione la formazione di aree di ipervenduto sul grafico euro-dollaro, ma al tempo stesso fare attenzione agli incroci delle due medie mobili del Macd.
Al momento comunque sembra prevalere una certa cautela tra gli investitori, visto che siamo alla vigilia del meeting della Banca Centrale Europea, per cui l'attenzione è tutta rivolta alle indicazioni che saranno fornite del presidente Mario Draghi domani.